lunedì 12 ottobre 2009

Irripetibili - Le grandi stagioni del fumetto italiano


IRRIPETIBILI - LE GRANDI STAGIONI DEL FUMETTO ITALIANO
di Luca Boschi
352 pag. + 32 di illustrazioni a colori - euro 28,00 - Coniglio Editore


"Per poter apprezzare bisogna prima conoscere, e per essere spinti alla conoscenza bisogna avere la curiosità di scoprire." Luca Boschi, dalla prefazione a Irripetibili

L'AUTORE

Una presentazione esaustiva di Luca Boschi richiederebbe moltissimo spazio e una competenza che l'estensore di queste righe purtroppo non ha.

Sono pressoché innumerevoli le sue collaborazioni, le sue direzioni, i progetti e i volumi che ha scritto, curato e sta curando; se un volume, una collana, un qualsiasi progetto, ha lo "zampino" di Luca Boschi, si può stare tranquilli che si tratterà sempre di ottimi prodotti, realizzati invariabilmente con grande passione, competenza sterminata, cura e amore.
E' anche Direttore Culturale del Salone Internazionale Napoli Comicon, e ha ricoperto la medesima carica per Lucca Comics, oltre a collaborare con molte altre prestigiose manifestazioni internazionali, il cui elenco occuperebbe parecchie righe.

Luca Boschi ha anche diretto e coordinato alcune tra le più belle - a parere di chi scrive - riviste di fumetti, come ad esempio, negli Anni 90, Horror, poi diventata DC Comics PresentaComic Art), riviste che ancora si rileggono con grande piacere, compresi i begli editoriali che accompagnavano il lettore in territori a quell'epoca ancora sconosciuti. Fu proprio in quelle riviste che in Italia vennero presentati per la prima volta i personaggi della Vertigo, che cambiarono per sempre la concezione stessa del fumetto popolare statunitense.

Tornando al presente: la consultazione del suo Blog oltre a garantire piacere e divertimento intelligenti, fornisce agli appassionati moltissime informazioni non solo sul fumetto, ma anche sul cinema di animazione e l'illustrazione, altrimenti irreperibili, specialmente in lingua italiana.
(entrambe edite dalla rimpianta

Luca Boschi - storico, critico, esegeta del Fumetto, autore e sceneggiatore, insegnante alla Scuola di Comics di Firenze e uno dei massimi esperti di fumetto italiano - ha un grande dono, cioè quello di scrivere, sempre, in maniera felice ed interessante.
La sua scrittura colta ma scorrevole a un tempo, quindi fruibile da un'amplissima fascia di lettori e lettrici, cattura l'attenzione, stimola riflessioni, riesce a non essere mai "pesante" anche quando si addentra nel dettaglio tecnico.

IL LIBRO

Le 352, illustratissime pagine di IRRIPETIBILI - Le Grandi Stagioni del Fumetto Italiano, sono molto dense di storie, tutte raccontate da Boschi con dovizia di particolari, specialmente particolari umani, quei particolari cioè che rendono il dettaglio tecnico più comprensibile, umano esso stesso perché frutto di passione e, quasi sempre, di amore.
Parola grossa, "amore", eppure calzante per questo splendido, indispensabile saggio, atteso da tempo e che non a caso va a colmare un bisogno di notizie, storie ed informazioni su un periodo - e un argomento - ricchissimo di avvenimenti, rivoluzioni, cadute, assalti, litigi e, appunto, amore (ach, di nuovo quasta parolina così imbarazzante...).

E' proprio l' amore una delle molle che permette la nascita, negli Anni 60 e 70, di quelle riviste di fumetti di importanza epocale in Italia: da Linus a Horror, dal Corriere dei Piccoli con storie di Toppi, Battaglia, Hugo Pratt (...incredibile, eh?... lo sanno i giovani lettori che Una ballata del mare salato fu serializzata anche sul Corriere dei Piccoli nel 1971?...), da l'Intrepido a Il Mago e via via fino ad arrivare a Metal Hurlant, Frigidaire, Il Grifo, la vituperata - perlomeno da chi scrive - Corto Maltese.
Oltre a decine di altre riviste, non sopravvissute alle periodiche ecatombi, che seppur importanti storicamente sarebbero consegnate al dimenticatoio se non esistessero libri come questo IRRIPETIBILI. "Si sono sprecati i numeri zero che non sarebbero mai stati seguiti dagli uno", come ricorda giustamente Luca Boschi nella prefazione; e aggiunge, a proposito del pericolo di dimenticare la propria storia: "Chissà, forse il consumo iperveloce di notizie, idee e storie, accelerato dai ritmi della fruizione televisiva che alterano nel profondo i modi del pensiero dei teleutenti hanno contribuito anche per i fumetti a sviluppare questo truce fenomeno di smemoratezza collettiva..." (p. 6 op. cit.) .

Un percorso già di per se' molto affascinante che Luca Boschi offre con partecipazione, enorme competenza - anche perché in molte, moltissime delle cose narrate... lui c'era - e quella felicità di scrittura, uno dei suoi doni, cui si accennava poco sopra.
I nomi, i fatti, le storie, i personaggi: tutto diventa vivo e vivido, anche quando, nella realtà, molti dei protagonisti di IRRIPETIBILI non sono più tra noi da molto tempo.

In questo libro si incontrano senza vicendevoli imbarazzi Andrea Pazienza e Teddy Bob, non per un peloso senso di "democratico" appiattimento, ma perché tutto concorre alla formazione di quella categoria astratta, eppure così sentimentalmente pregnante, che è (ed è stato) il Fumetto Italiano.
Scopriamo per esempio che molti mostri sacri del comicdom italiano hanno cominciato disegnando e/o sceneggiando su tascabili che non avevano certo la patente di "nobiltà".

Con i capitoli intitolati La Golden Age del Fumetto Italiano Luca Boschi entra nel vivo di un periodo che ha coinciso con il suo forte coinvolgimento personale nelle esperienze fumettistiche più dense e importanti del periodo. Il racconto si fa, se possibile, ancor più appassionato/ante, sviscerato nel dettaglio, sempre senza mai dimenticare il lato squisitamente umano di quelle storie.
Il gruppo Valvoline, eppoi Totem, Pilot, Frigidaire, e ancora L'Eternauta, Comic Art... e gli autori, i preferiti come Magnus, Giardino, Micheluzzi...

"EVVIVA IL FUMETTO D'AUTORE!" (p. 121 op. cit.)

Informazioni e considerazioni, dati, racconti ricchi e appassionati: Luca Boschi a questo punto si schiera apertamente col cosiddetto "fumetto d'autore", o "di prestigio".

Senza minimamente sfiorare gli "isterismi" abbastanza tipici, ultimamente, dei contemplatori di ombelichi (in genere i propri...) pontificatori del disprezzo verso tutto ciò che viente identificato come "basso", "popolare" o, non sia mai!, "da edicola", il libro di Boschi tra i tanti meriti ha anche quello di mostrare in modo organico, chiaro e onestissimo un punto di vista appunto schierato e proprio per questo rilevante anche emotivamente, significativo e interessante persino per quei lettori "vecchi" e reazionari come l'estensore di questa "recensione".

[Anche se, personalmente, e mi scuso per l'uso della prima persona che però qui è indispensabile, quando penso ad esempio ai Giovanotti Mondani Meccanici a me viene davvero la famosa "orticaria", così come quando ricordo le commistioni tra griffe, cioè quanto di meno rivoluzionario esista, e fumettari "in odore" di rivoluzione tipica dei Meravigliosi Anni Ottanta...]

Ma è anche questo uno dei compiti di uno storico del fumetto: riportare, sempre con sentimento e delicatezza come fa Boschi, coi piedi per terra chi, magari un po' mummificato nella nostalgia, ha questi ricordi mitici di un'epoca simile all'El Dorado dei fumetti, o meglio: dei fumetti in Italia; un'epoca d'oro nella quale i fumetti si trovavano in ogni casa e tutti leggevano Tex e in ogni bottega di barbiere della Penisola si ammonticchiavano alla rinfusa Kriminal e Satanik, Diabolik, Zagor, gli Albi di Topolino, ABC e Menelik e ogni altra delizia disegnata. Il lavoro di uno storico del fumetto è anche quello di aiutarci a discernere ciò che è ricordo, nostalgia, speranza, da quello che era, invece, la realtà vera. Giovanotti Mondani Meccanici compresi.

Comunque un'ipotesi del perché siano morte le riviste a fumetti in Italia potrebbe essere proprio l'eccessiva cesura che il "fumetto d'autore" ha provocato; cesura sviluppatasi tra il "tipico" lettore/appassionato di fumetti e la poca comunicazione/comunicatività degli Autori, presi questi ultimi da una sacrosanta volontà artistica, di sperimentazione e di libertà che forse però li ha allontanati troppo dai desideri dei lettori, che sono alla fin fine, ahimé, gli acquirenti dei fumetti.

Concludo queste righe di grande ammirazione per Luca Boschi e per il suo IRRIPETIBILI - Le Grandi Stagioni del Fumetto Italiano consigliandone l'acquisto e la lettura non solo ai "già convertiti", ma proprio alle persone che, come chi ha scritto questa modesta recensione, hanno dei pregiudizi o credono di avere dei "conti in sospeso" con certi periodi della comunque ricchissima, appassionante, irripetibile storia del fumetto italiano.

Si dice sempre che "questo libro non deve mancare nella biblioteca di ogni appassionato", ma in questo specifico caso l'affermazione non ha proprio nulla di retorico.

Buona, anzi ottima, lettura!

Orlando Furioso