domenica 11 ottobre 2009

GLI ETERNI di Jack Kirby - dic 2007


GLI ETERNI di JACK KIRBY
cartonato con sovrac. cm 18x27, col, 392 pag. euro 29,00 Panini Comics
contiene Eternals 1 - 19 e Eternals Annual 1


Non siamo soli su questo pianeta.

La vita sulla Terra, la stessa razza umana, derivano dagli esperimenti fatti milioni di anni fa da una razza di divinità cosmiche discese su questa palla di fango con obiettivi noti soltanto a loro stessi.

La vita umanoide è distinta e divisa in tre tipi, ognuno con caratteristiche peculiari: Eterni, Umani e Devianti. Gli Umani sono l'unica delle tre razze a non conoscere l'esistenza delle altre due, almeno fino a che...

Questo è l'assunto di base che sottende la creazione di The Eternals, ennesimo capolavoro di Jack Kirby durato dal luglio 1976 al gennaio 1978, che Panini Comics pubblica per la prima volta in Italia in un sontuoso, perfetto volume che farà la gioia di vecchi e - si spera - nuovi fan del Re.

.....DI-SEGNI

In queste venti storie il segno di Kirby raggiunge una sintesi essenziale e il cui fulcro non è la tridimensionalità: le grandi tavole esprimono una tale epicità da apparire quasi "piatte", perché la creazione di una Nuova Mitologia - non certo la prima da parte del Re - deve esprimere concetti e simboli.
I macchinari fantascientifici/fantadivini, che sono una delle numerose, affascinanti caratteristiche kirbyane e che qui, ne Gli Eterni, vengono fusi con elementi che ricordano miti e simboli mesoamericani, risultano meno carichi di dettagli, più essenziali, quasi bidimensionali, macchinari simbolici insomma, come nella 2a e 3a tavola della storia Il Diavolo a New York.

Segno meno focalizzato sulla tridimensionalità, dunque, ma che persegue comunque una ricerca che sfocia nel decorativo e non manca di stupire, anche in senso... "buffo", se così si può dire senza voler minimamente mancare di rispetto al Re. Ci si riferisce principalmente alle incredibili teste-a-caffettiera dei Celestiali, le potentissime e misteriose divinità cosmiche creatrici della vita sulla Terra, che con quelle strane teste fanno anche un po' sorridere, pur nella loro fantastica originalità.

Nel 1976, anno di uscita del primo numero di The Eternals, tutti i costumi, le armature, i mascheramenti erano già stati inventati - la maggior parte da Kirby stesso - e strausati, copiati, riciclati.
Jack Kirby ricerca quindi l'originalità massima, vuole creare dei personaggi visivamente potenti e che non somiglino (troppo) a nulla di già visto, forse proprio per creare un senso estremo di alterità, di distanza tra il cosmico/divino e il terrestre, tra chi vola e chi striscia.

I Celestiali sono qualcosa di veramente, assolutamente unico: immensi, alti decine di metri, hanno corpi coperti di armature cariche di decorazioni che sfociano nell'astratto e che in certi particolari potrebbero ricordare i paesaggi metafisici che il grande maestro Steve Ditko creava per il Dottor Strange, mago supremo dell'Universo Marvel.
E naturalmente ci sono quelle incredibili, buffe e allo stesso tempo inquietanti teste-a-teiera, non a caso prive di occhi, nasi, bocche, orecchie...


.....PERSONAGGI

Anche negli stereotipi di base la sintesi viene ulteriormente "bidimensionalizzata", caratteristica d'altronde già presente in tutta la letteratura popolare così come nell'opera di Kirby: i "buoni", gli Eterni, semi-divinità belli e possenti; i "cattivi", i Devianti, portano nelle loro orribili deformità il marchio della malvagità, malvagi perché deformi e deformi perché malvagi, una sorta di concetto "eugenetico".
Parrebbe sempre più lombrosiana l'idea del "male"... ma si peccherebbe di superficialità perché durante la lettura si capisce invece come gli stessi concetti di "bene" e "male" sono sfumati, confusi, ambigui.

La caratteristica del "buoni=belli" e "cattivi=brutti" ha sempre accompagnato il lavoro di Kirby, ma decine e decine di storie, intrecci, personaggi creati e co-creati dal Re stanno invece a dimostrare che "male" e "bene" si intersecano più spesso e in modo più profondo di quanto non sembri, dai Fantastici Quattro ai Nuovi Dei, da Demon a Gli Eterni.
Forse solo da certi cicli di storie di Cap. America sono escluse ambiguità e incertezze...


.....LE ETERNE - Le Donne di Kirby

I fumetti del Re, improntati come ogni fumetto mainstream dell'epoca al più stereotipato machismo-maschilismo, hanno sempre contemplato la presenza di figure femminili. Le donne di Kirby sono tradizionalmente ancor più stereotipate, più "tipi-che" delle figure maschili, sempre e comunque dominanti, sia quantitativamente che a livello di ruoli interpretati.

Dalla Ragazza Invisibile in poi [Invisible GIRL, ma HUMAN Torch, mica Teen Torch... già questo la direbbe lunga] le donne kirbyane sono sempre state o fragili principesse da difendere, anche quando dotate di superpoteri, o crudeli femmes fatales.
Parziali semi-eccezioni: le "dee".
Big Barda
di Apokolips, adorabile gigantessa col sex-appeal di un plasticoso big jim con (enormi) tette, che proprio "dea" non è, rappresenta un lodevole tentativo del Re di uscire, parzialmente, dallo stereotipo più trito. Chissà quanto consapevolmente, ma anche i creativi più conservatori furono in qualche modo investiti dall'ondata di sacrosante proteste del femminismo degli Anni 70.

Con le Eterne - Sersi e Thena - Jack Kirby cerca di rendere un po' più protagoniste le donne, compiendo un'operazione, anche qui non sappiamo quanto consapevole, interessante: rappresenta personaggi femminili "ambigui", in bilico tra un generico "bene" e una fastidiosa, sebbene legittima, perlomeno narrativamente parlando, "crudeltà stregonesca", rinunciando, come autore, a tranciare giudizi sommari.

Sersi, che in fondo non è che la trasposizione della mitologica maga/strega Circe, trasforma uomini in porci, ma per la prima volta in duemilacinquecento anni viene fatto intendere che... costoro se lo meritassero!

E ancora: Sersi - e quindi Kirby - mette in ridicolo, in una sola vignetta, uno degli archetipi del soprannaturale maschile per eccellenza, quello stesso Merlino che in altre e precedenti storieMorgana Le Fay. sconfigge invece la femminilità "selvaggia", e quindi "pericolosa" per il Maschio, di

Kirby è, com'è ovvio che sia per cultura e tempi (era nato nel 1917), inesorabilmente maschile nel suo modo di narrare e rappresentare eppure traspaiono i suoi sforzi di rendere (un po') meno maschiliste le sue storie e le sue stereotipie.

Tutto ciò non vale però dal punto di vista squisitamente grafico: le donne del Re sono tutte, senza quasi eccezione, sempre la stessa Donna, cioè in realtà uomini con lunghi capelli ed enormi, e palesemente posticci, seni. Per tacer delle pettinature....


.....BRIGLIE (SCIOLTE!)

Con la creazione di Celestiali, Eterni e Devianti, Jack Kirby voleva evidentemente "ricominciare da zero" raccontando una Nuova Mitologia che ne spiegasse le precedenti incarnazioni (e qui la "parentela" con l'operazione Nuovi Dei si fa più stretta) e certamente desiderava lavorare con la più ampia libertà possibile.
Il cosmo in cui si muovono queste storie è infatti vergine da ingombranti - e precedenti - presenze supereroistiche.

L'origine della specie, anzi delle tre Specie, è perfettamente e compiutamente spiegata e non contempla né supereroi né entità come Galactus o Thanos.
Non solo: la Nuova Mitologia degli Eterni escludeva, comprendendole genialmente in se stessa, le altre mitologie presenti nel convenzionale Marvel Universe: Olimpici, Asgardiani ecc.

Chissà come andò: se il Re subì odiose pressioni o se fu una sua iniziativa, ma ad un certo punto della storia de Gli Eterni... fa la sua comparsa il Marvel Universe!
Fa la sua comparsa grazie ad un geniale - e divertentissimo - escamotage, quello sì certamente opera del disegnatore newyorchese, o almeno così ci piace pensare, di cui non si parlerà per non rovinare la sorpresa a chi si appresta a conoscere quelle storie per la prima volta.


.....CONCLUSIONE (L'UNICA POSSIBILE)

E' Jack Kirby, the King; è un volume che raggruppa un intero ciclo, concluso in sé; le storie presentate sono uniche e inimitabili, nel bene e nel male; il volume è curatissimo, perfetto, sontuoso, scintillante e... non contiene errori di lettering né balloons "scambiati di posto" o ripetuti. Al termine del volume tre pagine "della posta" dell'epoca curate direttamente da Kirby; due lunghi e approfonditi articoli di Robert Greenberger su Gli Eterni. E per i DC fan più incalliti... un cameo con la partecipazione straordinaria di "Clark Kent" nella storia "Zona di Devastazione".
A questo punto la cosa da fare mi pare ovvia.
Buona lettura!

"...Ho la netta sensazione che mi scapperà di urlare!" (Margo Damian - Gli Eterni n. 15, di Jack Kirby)