lunedì 12 ottobre 2009

Cheat - mar 2008


CHEAT di Christine Norrie
brossura con sovracoperta, b/n, 72 pag. euro 10,00 - Bottero Edizioni

Bastano poche tavole e Christine Norrie ti trascina dentro una storia che si fa penetrare intimamente perché vivibile da ogni persona.

Certo, questo non basta, bisogna anche saper raccontare: Christine Norrie ne è capace.

Negli elogiativi e pubblicitari commenti scritti in quarta di copertina di Cheat viene citata, a parere di chi scrive in modo non del tutto appropriato, la soap-opera, forma di narrazione in cui spesso le situazioni roteano vorticosamente sfociando talvolta nell'assurdo.
Cheat - originariamente pubblicato negli USA dalla ONI PRESS - invece è una romance storysoap, non foss'altro perché si tratta di un volume unico autoconclusivo.
L'autrice privilegia un tipo di narrazione realistico e proprio in questo sta la forza della sua storia: non accade nulla di eclatante eppure, come si diceva poco sopra, in poche tavole si viene catturati in una lettura serrata, come la vita; languida, come certi momenti della vita; anche banale, com'è la vita quasi sempre; emozionante...
con un approccio diverso da quello tipicamente

LA STORIA

A New York City Marc e Janey hanno appena traslocato; Anna e Davis sono i loro nuovi simpatici vicini; due coppie simili per età ed estrazione sociale, persone intelligenti, con diversissimi gradi di sensibilità.

Entrambe le coppie vivono una crisi, detta o meno che sia, e tutte e quattro le persone cercano un senso alle cose e alla relazione che stanno vivendo.
Solitudini e amicizie mancate vengono ad incunearsi maliziosamente, e tragicamente, tra le pieghe della crisi in atto andando a stravolgere per sempre i traballanti(ssime) equilibri.
Infedeltà, prima di tutto verso se stessi, vengono inizialmente scambiate per ciò che non potranno mai essere (consolazione, acquietamento, serenità...) e la consapevolezza che ne deriverà sarà durissima per tutte le persone coinvolte.

Si è già detto poco sopra che in Cheat non accade nulla di eclatante; e allora dove sta l'aspetto coinvolgente, interessante, gratificante che viene dalla lettura di questa storia a fumetti?
Sta nel fatto che, oltre ai disegni cui si accennerà più avanti, la storia è raccontata da Christine Norrie in maniera molto toccante, commovente e con un'intensità molto potente.

La primissima sensazione, dura giusto la lettura delle prime due-tre tavole, può essere quella del "luogo comune", i personaggi della storia inizialmente sbattono in faccia a chi legge la loro tipicitàpersone e le persone, per quanto si dica e si insista sull'unicità di ognuna, alla fin fine si somigliano tutte e questo è bello e terribile allo stesso tempo. Qui nessuno è "meglio" di nessun altro e le scelte fatte, o non-fatte, sono tutte ampiamente detestabili, inevitabili, condivisibili o chi lo sa... tratteggiata comunque in modo delicato. Poi improvvisamente i personaggi cessano di essere tali, di recitare quindi, e diventano

Il racconto tocca corde cui normalmente - ad avere un cuore che non è di pietra, s'intende - si è tutti quanti sensibili, molto sensibili e in più l'autrice ci sa fare parecchio nello scuotere chi legge, facendogli provare rabbia, tristezza (tanta) e commozione, oltre a un senso di tragicità e ineluttabilità che fanno male al cuore, quindi bene alla mente visto che stimolano per forza riflessioni profonde...

I DISEGNI

Delicati, dolci, malinconici. Disegni tracciati con uno stile personale, che paga con grazia gli inevitabili debiti con altri e più famosi artisti per poi giungere a una sintesi che contiene in se', contemporaneamente, una gran delicatezza e una certa forma grezza che aggiunge fascino al segno.

Le grandi vignette in cui non compaiono persone pare trasudino una sorta di ineluttabile stanchezza.

...come diavolo fa un disegno a "trasudare ineluttabile stanchezza"?!?... Chissà.
Forse, al di là della sacrosanta soggettività grazie alla quale ognun vede ciò che vuole e ciò che può - e sa - forse, si diceva, i disegni della Norrie riescono a trasmettere la malinconia e l'instabilità caratteristiche di un'intera generazione.

E' come quando si è in una stanza vuota, che non si conosce bene e della quale non si conosce a fondo l'abitante: ecco che guardando gli oggetti che compongono l'ambiente, respirandone l'atmosfera stessa, ci si fa un'idea, giusta o sbagliata che sia (ma può esistere in questo campo un'idea "sbagliata"?...) delle emozioni che hanno dimorato o che ancora dimorano lì.
Christine Norrie coi suoi disegni riesce a trasmettere questo tipo di sensazioni in modo forte.

I bianchi e i neri sono usati morbidamente per conferire particolari emozioni, per aumentare l'intensità di un momento; tanto bianco smarrisce, molto nero rende pesanti le emozioni vissute in quell'istante, la loro alternanza comunica l'insicurezza e l'instabilità, i fraintendimenti e le illusioni destinate a rimanere deluse.

Un cenno alla bellissima copertina - che si può ammirare a colori nella sovracoperta e in bianco e nero sulla copertina sottostante - la cui figura principale ricorda le giovani donne protagoniste dei romance/love comics pubblicati da Marvel e DC negli Anni 60 e 70, mentre il design generale di Kelley Seda impreziosisce il tutto con suggestioni neo-liberty.

Orlando Furioso