mercoledì 2 settembre 2009

Stg. Rock: Tra l'incudine e l'inferno - 2005?


Stg. Rock: Tra l'incudine e l'inferno di Joe Kubert e Brian Azzarello - Vertigo | 139pg. | Magic Press | Brossura | euro 11,50

Un nuovo lavoro di Joe Kubert è di per se’ un evento. Kubert è uno dei mostri sacri dei comics statunitensi, insieme a Will Eisner, Jack Kirby, John Buscema, Neal Adams, Jim Steranko. Dalla sua School of Cartoon and Graphic Art sono usciti alcuni tra i migliori talenti della nuova generazione di disegnatori americani, nomi come Steve Bissette, John Totleben, i due fratelli Rick e Tom Veitch, oltre che i figli dello stesso Kubert. Tra i suoi ultimi lavori spiccano capolavori comela graphic novel FAX FROM SARAJEVO ed opere comunque interessanti come la collaborazione con l’italianissima casa editrice di Bonelli per un Texone.

Una storia di Sgt. Rock disegnata da Joe Kubert è un evento tra gli eventi. E’ stato proprio l’autore americano a creare cinquant’anni fa, insieme allo sceneggiatore Bob Kenigher, il sergente più duro dei comics e la sua compagine di soldati, la Compagnia Easy, apparsi per la prima volta sul comic book “OUR ARMY AT WAR” della DC Comics.

Joe Kubert torna dopo molti annia lavorare sul personaggio che ha creato e curato per lungo tempo, grazie all’interesse di Karen Berger, editor DC, e alla sceneggiatura di Brian Azzarello.

Al contrario di molti considero Azzarello un autore esageratamente sopravvalutato: il suo HELLBLAZER, dopo un avvio interessante, si è trascinato confuso, il tanto acclamato 100 BULLETS si sta rivelando mortalmente noioso, una sequenza di miniserie-nella-serie più o meno riuscite, tenute insieme da una sottotrama che viene mandata avanti con una lentezza che, per quanto mi riguarda, più che aumentare la suspense e la curiosità, gli fa perdere appeal ed interesse.

Nelle miniserie e negli one-shot, Azzarello riesce invece a creare delle buone storie e a tenere desto l’interesse del lettore, sicuramente aiutato dal fatto di dover scrivere una storia completa in se’, con un inizio uno svolgimento ed una fine chiari e definiti. Ha fatto un ottimo lavoro con la mini CAGE, uno dignitoso con BANNER (entrambe per la Marvel) ed uno altrettanto leggibile con questo SGT. ROCK.

Azzarello innesta in una classica storia di guerra uno spunto quasi “poliziesco”, con la ricerca, da parte del protagonista, dell’assassino di alcuni ufficiali nazisti prigionieri della Compagnia Easy. Il sergente Rock si trova di fronte alla possibilità che uno dei suoi uomini sia il responsabile del massacro di prigionieri, ed al dilemma etico che fa da “slogan” al volume: sul campo di battaglia, può un soldato essere considerato un assassino a sangue freddo?

La storia ha i ritmi dilatati ai quali ci ha abituati Azzarello, con brevi esplosioni di violenza e lunghe sequenze dialogate che permettono all’autore alcune riflessioni sulla guerra e sui rapporti interpersonali che si creano in una situazione così estrema. Bisogna ammettere che le riflessioni rimangono ad un livello superficiale, ma l’atmosfera creata dallo sceneggiatore (e soprattutto da Kubert) ricorda in molti momenti film come l’ormai “standard” Salvate il soldato Ryan, ma soprattutto un gioiellino misconosciuto della filmografia di Sam Peckinpah, La Croce di Ferro, che consiglio a tutti di riscoprire per verificare come si può realizzare un ottimo film di guerra assolutamente non banale.

In definitiva, una lettura più che godibile, anche se, da parte mia, rimane il rimpianto di non aver visto ai testi l’irlandese Garth Ennis, che ha dimostrato più volte di scrivere degli ottimi comics di guerra (leggete i volumi Magic delle sue Storie di Guerra, ed Enemy Ace: Guerra nei cieli per farvi un’idea).

La qualità del volume rimane quella (elevata) alla quale ci ha ormai da tempo abituati la Magic Press.

Lorenzo Corti