mercoledì 2 settembre 2009

Notti Eterne


NOTTI ETERNE - storie di Neil Gaiman; disegni di P. Craig Russel, Milo Manara, Miguelanxo Prado, Barron Storey, Bill Sienkiewicz, Glenn Fabry, Frank Quitely; design di Dave McKean - Volume cartonato, colore, 160 pagine - Magic Press, € 20,00

"Alan Moore è il Più Grande Scrittore di Fumetti Vivente, ma Sandman di Neil Gaiman è il Più Grande e Meraviglioso Fumetto Che Sia Mai Stato Scritto." (Anonimo Forumista)

La Magic Press - troppo spesso - ci fa attendere tempi biblici (gli ormai famosi "Tempi Magic"..) per godere della lettura dei volumi che edita. Ma Notti Eterne non l'abbiamo atteso troppo a lungo e ciò stupisce perché la cura editoriale di questo volume cartonato rasenta la perfezione, o forse la supera. Chi conosce la saga di Sandman sa bene che si tratta di un fumetto particolare (e "fumetto" nel caso di Sandman è un termine forse limitativo...) specialmente quando ci mette mano Dave McKean, lo strepitoso "copertinista ufficiale", nel nostro caso curatore/creatore del design del volume. In molte tavole disegni, dipinti e testo si compenetrano diventando un tutt'uno e il significante non può, proprio non può, scindersi dal significato. Coesistono anzi nelle stesse tavole: parole, lettering, scritte dipinte; sono parti integranti della narrazione, del disegno. L'editing di Notti Eterne ha comportato un lavoro certosino da parte dei curatori, un lavoro talmente ben fatto che durante la lettura non si ha affatto l'impressione di trovarsi davanti un'opera tradotta. Pare che Neil Gaiman e i disegnatori abbiano creato questo lavoro direttamente nella nostra lingua! Qui ci si riferisce naturalmente a quelle storie in cui le parole, le frasi, le scritte, escono dalla consueta dicotomia (comunque meravigliosa) "immagine/personaggio-balloon/didascalia"; quelle storie o tavole nelle quali cioè parole e immagini si arrotolano come serpenti a formare significati complessi e magici.

Certo, siamo abituati a una cura speciale da parte della Magic quando c'è di mezzo Sandman, ma nonostante questa "abitudine" il prezioso risultato raggiunto da Notti Eterne colpisce moltissimo. Un plauso a Pasquale Ruggiero, Leonardo Rizzi, Alessandro Benedetti, Antonio Flocco, Maurizio Isopo. Anzi: una standing ovation di mezz'ora consecutiva.
Ancora poche parole sul volume in sé, poi si passerà a parlare delle Storie in esso contenute. La carta, la resa di stampa, i colori, la cartonatura: tutto fa pensare al "volume ideale", a un volume - tra l'altro - che se cadesse dal quarto piano si farebbe appena un graffio...
Poi ci sono le Storie.
Come ognuno sa bene dentro di sé, gli Eterni sono Sette; lo sanno anche coloro che non hanno mai letto Sandman né altri fumetti. Non è difficile: Sette sono i Concetti universali di cui è composta l'anima dei viventi (e dei morti) e di cui sono formati Miti, Religioni, Purana e Upanishad, Bibbia e Corano, i Sogni degli Aborigeni e le pitture paleolitiche, le divinità egizie, l'universo. Il Sogno, il Desiderio, la Delizia/il Delirio, la Disperazione, la Distruzione, la Morte, il Destino. A ben pensarci non esiste davvero altro. Le sette Storie di questo volume riguardano ognuna uno dei Sette Eterni. A raccontarle è sempre Neil Gaiman, a disegnarle o a dipingerle sono sette disegnatori diversi.

I. DEATH - "Morte e Venezia"; disegni di P. Craig Russel, colori di L. Kindzierski
Ho avuto un piccolo colpo al cuore, il primo. La storia di Morte ha un'atmosfera lenta, finto-colta e persino un po' forzata, stanca, già vista -e meglio- altrove. Mi ha addolorato scoprire che, per la prima volta, una storia di Neil Gaiman riguardante uno degli Eterni non mi è piaciuta. I bei disegni di P. Craig Russel non la salvano da un leggero e fastidioso senso di noia. Death, qui, non ha quasi personalità. Pare uno spin-off di Se Stessa. Pazienza: non si possono scrivere solo e sempre capolavori.

II. DESIDERIO - "Il Sapore del Desiderio"; disegni di Milo Manara
C'è un'immagine che, da sola, vale la storia: un primo piano di Desiderio a pagina 43. Contiene un tale incanto e così tanta magia che pare davvero che Manara l'abbia conosciuto/a (forse in Sogno?...). E basta. Secondo piccolo colpo al cuore: nemmeno questa storia mi è piaciuta. La delusione e la preoccupazione l'hanno fatta da padrona: "Forse Gaiman non deve più scrivere nulla sugli Eterni. Tutto è già stato detto, basta.". "Irripetibile" è il termine che mi è venuto in mente più spesso. I capolavori sono, appunto, irripetibili. Nulla di male, non cambio il mio giudizio su Gaiman (giudizio immutabile, dato che Sandman non potrà essere cancellato né sminuito nemmeno se Gaiman dovesse ritrovarsi a scrivere jingle pubblicitari). La storia -una cosettina fantasy di amore, magia e, appunto, desiderio- potrebbe benissimo apparire su un qualsiasi numero di Skorpio (con tutto il rispetto), niente di più. Come disegna Manara lo sappiamo tutti, "uno dei più grandi disegnatori del mondo" (lo dice anche Gaiman nella presentazione) e blablabla. Le sue donnine sono tutte uguali.

A questo punto avevo intenzione di non proseguire nella lettura del volume. E' comunque un bellissimo oggetto, ha un buon odore, poteva andare a tenere compagnia agli altri volumi di Sandman nella mia libreria. Non volevo eventuali ulteriori colpettini al cuore, mi bastava così. Invece, dopo alcuni giorni, ne ho ripreso la lettura.

III. SOGNO - "Il Cuore della Stella"; disegni di Miguelanxo Prado
Una bella storia , finalmente! Ambientata più di cento milioni di anni prima del nostro Tempo, in questa storia Gaiman gioca leggero con entità cosmiche, divinità minori e un pizzico di continuity del cosmo DC... Un breve amore che coinvolge un'azzurra fanciulla dell'alba dei tempi e Sandman, con camei dei Suoi congiunti, gradite ospitate di deliziose Stelle parlanti, incredibili palazzi poggiati sul nulla. Il tutto magistralmente rappresentato dal tratto legnoso e morbido di Miguelanxo Prado (e no: non c'è contraddizione, vedere per credere). Un Sogno/Sandman dei più azzeccati, perfetto nella sua algida e aristocratica posa, potente e vendicativo, privo - com'è giusto che sia - di qualsivoglia sense of humour. E' proprio Lui. I disegni dell'incredibile palazzo e dei suoi giardini e sale varrebbero da soli la lettura della storia. Il cuore ricomincia a battere...

IV. DISPERAZIONE - "Quindici Ritratti di Disperazione"; disegni di Barron Storey, design di Dave McKean
Nella postfazione, ci viene raccontato, rispetto all'artista che ha dipinto questa storia, che "strada facendo Barron ha scoperto di avere qualcosa che non va". Non conosco quest'artista, non l'avevo mai sentito nominare prima, ma leggendo/guardando, entrando in questa "storia-non-storia" qualche parte dell'anima intuisce cosa ci fosse che "non andava"... e non solo per Storey. I Quindici Ritratti di Disperazione (in origine dovevano essere 25) scavano buchi nel cuore con apriscatole taglienti e arrugginiti. Quindici ritratti caotici e frammentari, confusi ma comprensibili da qualsiasi individuo, purché dotato di cuore (anche minimo). Dipinti crudelissimi e terribilmente umani, Disperazione alla Sua massima potenza e Neil Gaiman che si lascia andare come poche volte ha fatto. Posso capire che per molti questa sarà, delle Sette, la "storia" meno amata.

V. DELIRIO - "L'Abisso"; disegni di Bill Sienkiewicz
I disegni di Sienkiewicz!... Una festa per gli occhi, una di quelle feste per le quali poi si va a casa distrutti e il giorno dopo si ha il mal di testa e si promette che "mai più". Un incanto, un viaggio. Sienkiewicz è davvero un Artista e lo conosciamo tutti bene e chi non lo ama si faccia un esamino di coscienza e se ne chieda i motivi. La storia è bellissima, forse la migliore del volume: ispirata e piena di magia, il Gaiman migliore, quello che non ha paura di esagerare, è proprio lui. Una ragazza che vive in una condizione autistica, un anziano allucinato, un guru di se stesso, ventri pieni di lucertole, gli Skyboys, un vagabondo in contatto con l'Altro... Qui ci sono tutti gli elementi, narrativi e stilistici, che hanno reso Gaiman così amato (o non compreso). E che Grant Morrison, che tanta puzza sotto lo snob-naso ha manifestato nei confronti di Gaiman, amerebbe. I disegni di Sienkiewicz e la storia di Gaiman si compenetrano perfettamente, l'uno al servizio dell'altro; e Delirio è stupenda più che mai. Un arcobaleno.

VI. DISTRUZIONE - "Sulla Penisola"; disegni di Glenn Fabry
Ci voleva anche un fumetto-puro. Eccolo. Glenn Fabry lo conosciamo tutti: non è uno sperimentatore, ma conosce bene lo storytelling e tutti amiamo le splendide copertine che ha prodotto nella sua carriera. Disegna bene, in modo pulito e armonico. La storia di Distruzione è un po' "x-files", un po' Planetary. Niente di particolarmente profondo, ma si fa leggere che è un piacere e l'Eterno in questione è veramente... bello! Anche questa storia è ambientata in Italia, Paese che Neil Gaiman ama molto (e provo una punta di stupida soddisfazione quando leggo che la prefazione al volume è stata scritta tra Torino e Parigi; e ancora: Torino è nominata nella stessa prefazione! ...sciocchezze, lo so). Non un capolavoro, questa storia. Una sorta di piacevole fill-inn che vale comunque la pena di leggere.

VII. DESTINO - "Notti Eterne"; disegni di Frank Quitely
Quella di Destino è un mini-racconto illustrato. Vorrebbe avere accenti mistici, ma non colpisce particolarmente; perlomeno non un fan di Sandman. Niente che già non si sappia; avrebbe potuto essere una presentazione di questo Eterno in uno dei passati volumi di Sandman. Certo, i disegni sono molto belli, il giardino affascina così come le statue degli Eterni e forse Destino non è mai stato disegnato con così tanta cura. Un grazioso mini-racconto illustrato.

CONSIDERAZIONI
A voler essere precisini sembrerebbe che il punteggio sia di 4 a 3 per il "mah!..."; 2 storie così così + 2 bruttine contro 3 storie davvero belle. Ma un volume scritto da Neil Gaiman non si valuta a numeri. Vale senz'altro la pena di comprarlo. Non per fanatismo, ma perchè il lavoro dell'Inglese, che sia sempre perfettamente riuscito o meno (e comunque i suoi standard hanno sempre medie alte), fa parte di un Universo che non si può spezzettare o gustare in modo incompleto. Nè può essere letto una volta sola.

Orlando Furioso