mercoledì 2 settembre 2009

Lo spinacio di Yukiko - 2006?


Lo Spinacio di Yukiko di Frédéric Boilet - Coconino

Tra autobiografismo e contaminazione: la nuova soggettività del mondo globalizzato

Il fumetto negli ultimi anni sta vivendo una rinnovata vitalità e molte nuove e brillanti realtà si affacciano costantemente alla ribalta e contribuiscono a quello che è forse uno dei momenti creativi più esaltanti ed innovativi nella storia della nona arte. I due aspetti più importanti di questo Rinascimento (la cui effettiva importanza sarà valutabile, come è giusto, solamente tra qualche anno) sono l’autobiografismo e la contaminazione: LO SPINACIO DI YUKIKO di Frédéric Boilet (pubblicato in Italia di recente dalla Coconino, collana Maschera Gialla, 12€) nel cavalcare entrambi questi aspetti diventa quasi un manifesto di quello che probabilmente diventerà il fumetto “d’autore” in questi primi anni del nuovo secolo.

L’autobiografismo è diventato la nuova frontiera del racconto: ovunque nel mondo sembra che il modo migliore per fornire nuove chiavi di lettura dell’esistenza sia quello di scavare nei momenti grandi e piccoli della propria vita. Autori come gli appartenenti alla “nuova leva” americana (tra cui Seth, Craig Thompson, Chris Ware, Chester Brown) e francese (oltre a Boilet soprattutto David B. e Fabrice Neaud) interpretano nella loro esperienza realtà fondamentali per aiutarci a capire con umiltà cosa siamo e come viviamo.

La contaminazione invece arriva cronologicamente da più lontano, anche se sempre più spesso si assiste ad un’accelerazione che ci porterà forse tra qualche anno ai primi fumetti veramente transculturali, nella forma e nel contenuto. Si tratta di un’operazione che procede almeno su due livelli. Il primo è la contaminazione tra diversi tipi di fumetto: normalmente quello che si cerca più spesso di assimilare (come succede anche in questo caso) è la tecnica di racconto del manga. Già negli anni ’80 (sembra passato… un secolo) Frank Miller con il suo Ronin cercava di coniugare i mezzi artistici di un autore concretamente occidentale con la dimensione sospesa e teatrale tipica del manga. Dopo pochi anni, soprattutto a seguito dell’invasione dei mercati europeo e americano da parte dei fumetti del sol levante (che spesso vendono molto di più dei corrispettivi prodotti autoctoni e, soprattutto, riescono a raggiungere le nuove generazioni di lettori come i personaggi a cui sono legati i loro padri non sono più in grado di fare), si sono moltiplicate queste contaminazioni tra manga e comics/fumetto/bédé, spesso spinte da sterili motivi commerciali ma a volte collegate a visioni più profonde, come quelle che attraversano il lavoro di autori come Boilet. Il secondo livello di contaminazione è quello tra il fumetto e gli altri media comunicativi (soprattutto il cinema) alla ricerca di un rinnovamento del linguaggio che (figurativamente) ha esaurito gran parte della spinta sperimentatrice nei suoi primi decenni di vita.

LO SPINACIO DI YUKIKO diventa, come già detto, un paradigma di queste nuove possibilità. Innanzitutto grazie allo spudorato autobiografismo: l’autore introduce di volta in volta fotografie, pagine di diario, notazioni geografiche e temporali che spingono il lettore a entrare con forza in questa dimensione fortemente personale. In secondo luogo la stessa definizione di “Nouvelle Manga” creata dall’autore nel 2001 e che aiuta a circoscrivere un insieme di opere e autori. Questo ibrido contiene quasi una denuncia di contaminazione: richiama il cinema della “Nouvelle Vague” e i Manga, due elementi che risaltano fortemente all’occhio durante la lettura.

Si racconta la storia di una breve relazione tra l’autore e una ragazza giapponese di nome Yukiko, conosciuta durante l’inaugurazione di una mostra. Il rapporto nasce, si sviluppa e si esaurisce attraverso il succedersi di situazioni “ordinarie” e “umane”, descritte con un naturalismo senza concessioni. Seguiamo questa storia d’amore attraverso lunghe sequenze che raccontano frammenti della vita di coppia scandita da appuntamenti, viaggi, incontri.

Spesso si ha la sensazione che l’autore usi la tavola come una macchina da presa e le scene sono fortemente cinematografiche. In particolare colpiscono alcune scene in soggettiva (in cui il lettore DIVENTA l’autore e forse dovrebbe, nell’ottica di Boilet, condividerne la storia): spesso questo espediente tecnico è riservato alle scene d’amore tra l’autore e Yukiko, descritte senza pudore ma anche senza volgarità (come le scene analogamente spietate nei film di Bruno Dumont, un nome che facilmente torna in mente durante la lettura). A queste si alternano invece delle riprese a camera fissa (molto bella quella che si dipana a partire da pagina 86) in cui l’autore sottolinea la bellezza dell’intimità nei piccoli gesti e nelle piccole cose.

La storia si esaurisce senza bisogno di raggiungere climax e situazioni di rottura o evoluzione dei personaggi (è la vita reale, dopo tutto). Si conclude con la fine dell’amore (e con la promessa di nuove e diverse relazioni), senza scandalo e senza rimpianto, con la leggerezza che attraversa tutto questo racconto di persone. Non sappiamo dire se ci manca la profondità del dolore che ti prende alla lettura di Jimmy Corrigan o di Cronaca dell’alto Male: la delicatezza del tocco nella descrizione dei particolari più banali (l’ombelico della donna, che per un divertente errore di pronuncia diventa lo spinacio del titolo) fa comunque vedere come sia possibile, attraverso il fumetto, affrontare una infinità di tematiche e problemi diversi con una tavolozza sempre nuova di colori. Forse è giunta l’ora che li autori prendano maggiore coscienza delle nuove possibilità del medium e che il fumetto compia un nuovo balzo in avanti che aiuti quest’arte ancora giovane a rinnovarsi e a porsi in primo piano nell’affrontare le occasioni di questo mondo in turbolento divenire. Magari le parole d’ordine di questa rivoluzione saranno davvero autobiografismo e contaminazione.

Diflot

P.S. Nel sito dell’autore ci sono molte belle immagini su questa ed altre opere, nonché (in francese) il manifesto completo della Nouvelle Manga. Buona lettura!