mercoledì 2 settembre 2009

Le guerre dei mondi di Moore e Wellman - 2005?


Nel fumetto Promethea [1] Alan Moore descrive gli uomini come degli anfibi che possono tuffarsi in un mondo diverso da quello materiale. Dalla materia sarebbe possibile uscire e percorrere il sentiero dell’Immateria, penetrando un “luogo” che è situato oltre la mente, un territorio che ne è al di fuori e non appartiene al singolo individuo.

E’ in questa direzione che dovrebbero dirigersi gli artisti che non dovrebbero cercare le idee dentro di sé ma limitarsi a varcare un regno che è condiviso con l’umanità e donare i frutti di questa terra a chi non riesce a raggiungerla.

Un esempio di questo mondo magico e sconfinato è l’Inghilterra (e il Mondo) della fine dell’’800 descritto da Moore assieme a O’Neill nella Lega degli Straordinari Gentlemen [2]. Si tratta di un Mondo che va oltre la fantasia dei singoli romanzieri che hanno descritto qualche frammento, un Mondo che non è nemmeno di Moore e O’Neill perché è Immateria.

In passato è capitato ad altri scrittori di passeggiare nello stesso mondo londinese. E’ successo a Manly W. Wellman e Wade Wellman nel loro La guerra dei mondi di Sherlock Holmes [3], un romanzo collocato nella stessa cornice del più famoso libro di Herbert G. Wells [4] ma sviluppato tenendo conto del ruolo sostenuto dal celebre detective.

C’è un interessante punto di contatto con la Lega di Moore e O’Neill [5] a pag. 58.

“Holmes tornò in fretta a casa. Fece due valigie (…). Mentre stava armeggiando, sentì bussare. Aprì la porta e vide Sir Percy Phelps.

- Entrate, caro amico – disse Holmes. – Sono giusto sul piede di partenza, e raccomando caldamente anche a voi di andarvene. Le notizie qua sono veramente terribili.

- Ma non dovete andarvene – disse Sir Percy, con voce scossa e implorante. – Sono venuto a portarvi un documento segreto della massima importanza.

Porse un foglio di carta ripiegato a Holmes, che lo spiegò e lo lesse immediatamente. Aggrottò la fronte, concentrandosi.

- Povero me – disse dopo un attimo. – A quanto sembra questo mi conferisce i più grandi poteri e le più grandi responsabilità.

- Il governo stesso è in partenza diretto a Birmingham – disse Sir Percy. – Holmes, noi vi chiediamo in nome del paese, anzi no, in nome di tutta l’umanità, di fungere da osservatore qui a Londra, e di aiutarci a fare tutti i piani che si possono fare.”

Holmes si trova nella stessa posizione degli straordinari gentlemen di Moore e O’Neill, investito dalla Corona dell’onere di fare ciò che va oltre le possibilità delle persone comuni per salvare l’umanità.

Nel fumetto della Lega Moore è stato costretto (a malincuore?) a servirsi di un personaggio inventato da lui [6], Campion Bond, probabilmente l’unico che non sia riconducibile a qualche romanzo o novella. E’ un peccato che Moore non abbia avuto modo di conoscere La guerra dei mondi di Sherlock Holmes, altrimenti avrebbe potuto utilizzare Sir Percy Phelps al posto di Bond rendendo così l’affresco della Lega più completo.

Un vero e proprio viaggio in bilico fra materia e immateria è stato fatto dai curatori della collana Urania che in quarta di copertina hanno scritto una presentazione che è una chicca:

“H. G. Wells odiava Arthur Conan Doyle? Nutriva una gelosia e un’invidia mortale per il creatore di Sherlock Holmes? Sta di fatto che nella sua pur minuziosa, particolareggiata storia della Guerra dei Mondi, Wells ha deliberatamente ignorato il decisivo ruolo di Holmes (nonché del Dr. Watson e del Prof. Challenger) nella lotta contro l’invasore marziano. Oggi finalmente, grazie alle ricerche di due studiosi americani, la verità è venuta in luce; il ruolo di Holmes nell’agghiacciante vicenda è stato precisamente ricostruito; e URANIA è lieta di presentarne la completa, imparziale, affascinante documentazione.”

[1] A. MOORE, J. H. WILLIAMS III e M. GRAY, Promethea, vol. I, Magic Press, Roma, 2003.

[2] A. MOORE e K. O’NEILL, La Lega degli Straordinari Gentlemen, vol. I, Magic Press, Roma, 2002.

[3] M. W. WELLMAN e W. WELLMAN, La guerra dei mondi di Sherlock Holmes, in Urania, n. 885, Mondadori, Milano, 1981.

[4] H. G. WELLS, La guerra dei mondi, Mursia, Milano, 1991.

[5] A. MOORE e K. O’NEILL, La Lega degli Straordinari Gentlemen, vol. II, in ABC n. 13 – 18, Magic Press, Roma, 2004.

[6] Qua si parla di Bond in modo dettagliato


Luigi Siviero