mercoledì 2 settembre 2009

Grant Morrison intervista - parte 7 - 2004


Grant Morrison: Master & Commander - Parte 7: Dove sono finiti tutti gli uomini buoni, dove sono tutti gli dei? Dove sono andati gli Ercole della strada ad affrontare le difficoltà crescenti?

DISCLAIMER
Intervista originalmente pubblicata su www.popimage.com - copyright e tutti i diritti riservati agli autori - 2003 - 2004

Oltre le mini-serie Vertigo, Grant verrà anche coinvolto in alcuni progetti collegati all’universo DC ancora senza nome. Uno di questi è stato intravisto di recente e riguarda l’insieme di serie che compone il progetto dei ‘Seven Soldiers’. In questa parte cerchiamo un po’di scoprire chi siano questi Sette Soldati.

D: Hai detto che, in aggiunta ai tuoi progetti ‘creator-owned’ per la DC, stai anche per confrontarti con una serie di personaggi del DCU. La DC ha intenzione di puntare sul revival di vecchi personaggi caduti nel dimenticatoio oppure sei stato più indirizzato verso alcuni dei ‘pezzi grossi’ della casa editrice?

GRANT MORRISON: Dopo che avevo terminato New X-men ed ero fuggito via dagli angusti confini della scuola di Xavier e dalle sue emozioni surriscaldate, lo scorso agosto ho avuto uno strippo mentale di idee nuove ed ho lanciato alla DC l’idea di un progetto enorme chiamato ‘SEVEN SOLDIERS’ che aveva l’intento di ricostruire il concetto di ‘supereroe’ dalle fondamenta ancora una volta, per il mio divertimento e quello dei miei lettori. Perché no? Che cazzo si può fare ancora con il concetto di supereroe di questi tempi?
Capii che non c’era molto che potessi fare se avessi voluto alterare radicalmente una qualsiasi delle ‘icone’ DC usando le mie nuove tecniche, così ho spulciato il ‘catalogo arretrati’ e loro mi hanno permesso di ‘reinventare’ parecchie super-non-celebrità, allo scopo di provare che tutti i personaggi hanno in sé la scintilla del successo da ‘serie A’, anche solo nel nome. Avevo intenzione di dissezionare e ricomporre brandelli di genere NUOVI e ‘memeticamente modificati’ e spero così di allargare la nozione di ciò che un fumetto di ‘supereroi’ può essere esplorando nuovi ambiti differenti. E’ stato parecchio divertente.

Ho sviluppato una nuova tecnica di racconto ‘modulare’ per questo nuovo lavoro, e credo che rappresenti una discreta novità. Si tratta un progetto ambizioso e imponente, lo scoprirete quando sarà annunciato, e sono molto contento che la DC sia così aperta alle nuove idee ed abbia la volontà di rischiare con quelli che sono essenzialmente personaggi NUOVI che usano vecchi nomi. Ho già scritto circa metà del tutto ma non credo che sarà pubblicato prima del 2005. Tenete d’occhio I ‘bollettini’ per dettagli ecc.
Naturalmente ho anche grandi progetti per alcuni dei ‘pezzi grossi’ DC che svilupperò prima e dopo i ‘SETTE SOLDATI’ ma questo è tutto quello che posso dirvi dato che gli uffici marketing stanno preparando ora il lancio pubblicitario per questa estate

D: Quando dici che stai cercando di allargare la nozione di ciò che un fumetto di ‘supereroi’ può essere in nuovi e ‘diversi’ ambiti ti riferisci ad altri generi oppure a generi di nicchia? Ad una serie ‘romantica’ o ad un giallo con all’interno questo tipo di personaggi? Oppure ad una tecnica di racconto più ad alto livello?

GRANT MORRISON: E’ una cosa del genere, più meno, quindi non ti devi scusare – l’universo dei SEVEN SOLDIERS è un arazzo denso ed intricato di storie intessute dalle vite di un gruppo di super-uomini di terza categoria – il tipo di personaggi che non entra nella JLA, che non ha mai visioni della Quinta Dimensione e che può solo sognare un giorno di salvare il mondo. Questo è l’Universo DC osservato dalle sue radici e dal basso verso l’alto, a partire da un livello di esistenza molto al di sotto del fascinoso mondo fatto di nascondigli sulla luna, quartieri generali segreti e azioni da prima pagina riportate dai giornali di tutto il mondo. Uomini e donne con poteri strani ma senza in genere forti motivazioni o qualità che li spingano a combattere il crimine o ad aiutare le persone – insomma, simili alla maggioranza di noi messi nella stessa situazione. Tutti i personaggi di SEVEN SOLDIERS all’inizio sono uomini di spettacolo, uomini in fuga da culture bizzarre o persone qualunque che cercano di fare un dollaro utilizzando le abilità insolite che il destino ha loro assegnato. Naturalmente tutti passeranno attraverso esperienze che cambieranno loro la vita (magari terminandola), e questo porterà loro e noi ad esplorare alcuni dei limiti di ciò che intendiamo come ‘supereroe’.

Sistemato tutto il materiale preparatorio per SEVEN SOLDIERS, il mio fiuto per i ‘collanti di concetti’ mi ha condotto verso la breve ma affascinante fase dei primi anni ’70 della DC che passa sotto il nome di ‘Weird Adventure’ – quei titoli di stampo gotico/romantico pieni di ragazze lungo-vestite con in mano lanterne fiammeggianti ed in fuga attraverso brughiere spettrali: titoli come ‘Spirit World’ e ‘In the days of the Mob’ di Kirby, i racconti di pirati di Alex Nino, le variazioni sul tema dello spettro in ‘Death Wish’ di Fleisher, ‘Black Orchid’, ‘Jonah Hex’, ‘The Vigilante’ ‘Doctor 13’ e tutte quelle strane storie di ‘swami’ impazziti [n.d.t.: uno swami è una specie di santone], scaccia-fantasmi, mesas infestate, avventurieri condannati dal fato e case brulicanti di mostri – che, nonostante rappresentassero un genere di storie che all’epoca disprezzavo, ora sembrano mature per essere riconsiderate e rivalutate. Ho intravisto la possibiltà di lanciare una nuova estetica che prende il via dalle strane sensazioni che sentivo provenire da queste accozzaglie di scarti, quindi sì, voglio tentare deciamente di utilizzare il materiale di SEVEN SOLDIERS e di infonderlo con un po’ di quella bizzarra diversità, seminando di nuovo questi vecchi e logori pascoli di genere con il grano ‘memeticamente modificato’ nello stile GM. Super-drammi epico/modernisti si intersecano a pirati molto insoliti, fantascienza psicologica, fantasy del tipo ‘Signore degli Anelli’ spostato nella Los Angeles dei nostri giorni, horror gotico puritano, un cavallo parlante insangiunato: insomma praticamente tutto quello he mi passa per la testa. Un nuovo sconfinato insieme di super-ingredienti, ognuno dei quali ha qualcosa da dire e risveglia brividi del tutto nuovi: non il solito vecchio stile ‘supereroico’.

D: Potresti dirci di più su questa tecnica ‘modulare’ di racconto? Se dovessi indovinare penserei a un sacco di spezzoni, o per meglio dire di soggetti che riverberano da un titolo al successivo, è così?

GRANT MORRISON: Ogni titolo funziona a sé stante, ogni mini-serie può essere letta da sola e l’intero quadro prende forma come un puzzle e si trasforma in un’imponente epica con storyline multiple e intersecanti, spaziando lungo un mare di generi ed emozioni umane. Immaginalo come un oggetto che ti fluttua di fronte con all’interno un gigantesco cast di superuomini, mostri, cattivi e gente comune: aggiungi la minaccia di estinzione del genere umano. Il concetto principale che lega tra loro la squadra dei Sette Soldati è un assassino, come dicono quelli della Forza. Altri dettagli arriveranno dalla DC a breve, credo.

D: Riguardo ai sette personaggi scelti per diventare I Soldati, sei entrato nel progetto sapendo esattamente chi avresti voluto o si è trattato di cercare nel catalogo DC chi si avvicinava di più al progetto?

GRANT MORRISON: L’evoluzione è proceduta organicamente. Avevo un’idea abbozzata nel mio notebook un paio di anni fa – Dan Raspler mi chiese che cosa avrei voluto farne della JLA se mai l’avessi ripresa in mano e io non ne avevo idea, cosa che mi continuava a stuzzicare la mente finché non saltò fuori qualcosa, sotto forma di disegni e appunti. La mia intenzione originale era quella di fare una nuova serie di gruppo chiamata JL8 [n.d.t.: simile come pronuncia a JLA], un gruppo simile alla JLA ma senza personaggi di grido. Mi sembrava d’altronde che se Authority aveva funzionato con un mucchio di pesonaggi nuovi, sarebbe stato possibile prendere una manciata di vecchi personaggi, dargli una ripulita, ‘re-immaginare’ le loro origini, I loro poteri, il loro look e le loro motivazioni e farli passare come personaggi nuovi di zecca. In più, per dare ai membri della JL8 un inconscio appeal di familiarità, feci riferimento al gruppo classico dei Vendicatori andando a cercare degli analoghi (e oscuri) personaggi DC che avrebbero rispettato la consegna – Mister Miracle al posto di Thor, Demon al posto di Hulk, il Guardiano al posto di Capitan America, l’Incantatrice al posto di Scarlet, il Ragno al posto di Occhio di Falco e così via… Man mano che il progetto si sviluppava e cambiava in qualcosa di imprevedibile (rispetto agli spunti di partenza), un mucchio di personaggi dovettero essere abbandonati (la mia versione di Demon, che adoravo, fu rigettata perché era troppo distante dall’originale di Kirby. Era un’idea ben strutturata e mi aspetto di rielaborarla altrove. Quindi fu la volta di MANHUNTER – che riuniva il Manhunter classico della DC con J’onn J’onnz – che adesso è stato rimpiazzato da un concetto molto più divertente e potente, FRANKENSTEIN, nome che deriva dalla serie ‘Spawn of Frankenstein’ di Mike Kaluta) mentre altri furono portati dentro ad occupare ruoli più complessi in SEVEN SOLDIERS – che rappresenta comunque un tentativo molto più ambizioso di creare narrativa ‘veloce’ e a larga fruizione. Il Grosso Manga Occidentale.
I soli personaggi del nuovo progetto SEVEN SOLDIERS mutuati dall’originale JL8 sono il Guardiano, Mister Miracle ed il Ragno, che appare ma in un ruolo più piccolo e molto differente. In questa serie appare un esercito mostruoso di attori – a parte i sette protagonisti, ho resuscitato o completamente ricreato un’altra decina di ‘reperti d’archivio’ più una squadra di nuovi tizi e alcuni dei migliori e più spaventosi cattivi che abbia mai utilizzato, credo. Sono molto eccitato. Si parla di 30 numeri – inclusi il primo e l’ultimo a doppia foliazione – quindi quasi tre anni di fumetti strizzati in una scarica di adrenalina e intelligenza lunga un anno. La speranza è che fornisca una lettura molto nuova, insolita e coinvolgente.

D: Per un personaggio che hai scelto, Mister Miracle, è stata prevista da un po’ di tempo una revitalizzazione come supereroe della Wildstorm: la loro serie influenzerà il tuo lavoro? O viceversa?

GRANT MORRISON: Non ne ho idea. Non ne sapevo niente e così di certo questa cosa non ha avuto un impatto sui testi che ho già inoltrato. Il mio Mister Miracle non è Scott Free e l’intero approccio alla storia dei Nuovi Dei è molto diverso.

traduzione di Diflot