mercoledì 2 settembre 2009

Grant Morrison intervista - parte 5 - 2004


Grant Morrison: Master & Commander - Parte 5: Danzando attraverso le conchiglie

DISCLAIMER Intervista originalmente pubblicata su www.popimage.com - copyright e tutti i diritti riservati agli autori - 2003 - 2004
Prima che gli X-Men diventassero predominanti tra gli impegni di Grant, lui e Chris Weston stavano co-creando la maxi-serie Vertigo The Filth. Recentemente raccolta in volume, The Filth ha dimostrato di essere troppo tenebrosa o troppo particolare per una parte del suo pubblico, più abituata alle figure eroiche, sensuali e splendenti di lavori precedenti come The Invisibles o la JLA. Greg Feely, il protagonista di The Filth, non veste tute rosse e non conosce il kung fu, bada al suo gatto, si soffia il naso e guarda pornografia.
Ma qualcos’ altro, accaduto successo nel periodo durante il qulae The Filth veniva realizzato, al momento in cui lo stavo leggendo era soltanto una nota a margine. Una dichiarazione superficiale. Un commento che sembrava destinato a restare inosservato, privo di importanza. Ma era molto importante, e mi impauriva.
Era il tipo di cosa che non vorresti mai sentire uscire dalla bocca di un genio creativo come Grant Morrison. Quando questa intervista è iniziata, era l’unica domanda che sapevo avrei dovuto fare, qua sotto potete leggerne i risultati.

Domanda: The Filth è stato raccolto in volume di recente. Nonostante non sia stata largamente pubblicizzata come The Invisibles, pensi che la serie, quando è uscita, abbia avuto il successo che ti aspettavi?

GRANT MORRISON: Dal punto di vista artistico sono molto contento di The Filth, e ci ritorno sopra con meraviglia ed affetto. E’ praticamente il lavoro più “forte” che abbia mai fatto. Mi ha visto passare attraverso un brutto periodo ed ha espresso quello che volevo, ma devo ammettere che sono molto offeso dalla mancanza di intelligente impegno critico a proposito della serie. Continuo a leggere cose di persone che insistono a dire che non c’è storia, non c’è trama, non esiste caratterizzazione etc, di fronte all’evidenza del contrario. Alcune volte sono completamente frustrato dalla risposta negativa a quello che considero un lavoro di satira molto schietto, divertente, visivamente splendido, inventivo e diretto.

Ad ogni modo, prevedo una riscoperta di The Filth, ora che è uscito il volume.

Tutti quelli che hanno apprezzato The Invisibles dovrebbero leggere The Filth per la sola ragione che se segui le conclusioni di Invisibles fino ai loro limiti, hai BISOGNO di The Filth per dare un senso a quello che accadrà dopo alla tua vita. Non c’è nessuna ‘magia’. Tutti moriremo, come anche i nostri eroi. E' sempre successo, ed è solo questione di aspettare il momento. La vita è uno stato di sospensione, dove la coscienza vede il suo stesso riflesso nella materia e, si spera, impara qualcosa di dolorosamente splendido sulla sua natura e i suoi obiettivi.

D: Una cosa che ho trovato piuttosto disturbante è stato un commento che hai fatto in una intervista online, che è sembrato restare inosservato dal sito, dove dicevi di aver tentato il suicidio ad un certo punto della creazione della serie.
GRANT MORRISON: THE FILTH è stato creato immaginando un filtro o un impianto di depurazione – un colorato pseudo-rene, se preferisci – una Cabala smembrata con echi di fallimento e sfruttamento attraverso cui sono riuscito a passare purificando il materiale ultravioletto, dannoso e seducente, ed esaminando tutte le cattive sensazioni e le immagini che ero riuscito ad associare alla vita all’alba del nuovo secolo – la strisciante paranoia della realtà vista come filmato di sorveglianza, gli interminabili omicidi di massa fatti in nome di cause stupide che contano meno delle scoregge, il terrificante disprezzo di sé tipico della cultura occidentale, l’osceno e sempre crescente fascino nei confronti di forme di divertimento basate sulle conseguenze della povertà e dell’ignoranza, l’uso della pornografia come un narcotico ed il suo conseguente impatto sul modo in cui gli uomini guardano le donne, il narcisismo incoerente della ‘reality’ TV. Tutte tendenze che secondo me meritavano di essere oggetto di satira e prese in giro; lasciamo penzolare questo bel paio di coglioni che è la nostra cultura, senza protezione e pronti ad essere colpiti da un bel calcione concettuale – The Filth mi sembrava la porzione ‘artistica’ visibile di un tentativo assai più vasto di consumare un po’ di energia ‘qlippotica’ o ‘negativa’ durante l’attraversamento dell’ABISSO, nell’accezione nota ai maghi.

Per facilitare questo passaggio, mi sono immerso nella lettura di libri sull’anti-vita, sulla morte, il decadimento, la vergogna, la sporcizia, il caos, l’esaurimento nervoso, sulla pornografia vista come controllo mentale, l’umiliazione, la crudeltà, l’arte schizofrenica e la patologia e mi sono cibato di malattia trasformandola in narrativa per fumetto da intravenosa – non mi meraviglia il fatto che molti l’abbiano odiato (il progetto aveva raggiunto una strana forma di dissonanza nella sua incarnazione mensile e pochissime persone tra quelli che lo commentarono sembravano in grado di distinguere un qualsiasi significato dalle nude immagini e parole che scorrevano davanti ai loro occhi. E’ stato fottutamente bizzarro per me leggere di alcuni che dicevano, a proposito di questa storia così meticolosamente programmata e dispiegata, che ‘la struttura è un vero casino’ oppure che ‘The Filth non ha un soggetto distinguibile, non ha personaggi, non ha un tema’, oppure la frase priva di senso e che odio più di tutte le altre, secondo cui ‘The Filth’ sarebbe piena di ‘stramberie per il gusto dello strambo’. Devo ancora vedere qualcuno che cerchi di denigrare WATCHMEN perché parla di ‘supereroismo per il gusto del supereroe’ o MAUS perché rappresenta ‘l’Olocausto per il gusto dell’Olocausto’ e sapere che gliela lasciano passare). Abbiamo odiato tutti la vaccinazione contro la Polio, giusto? A nessuno piace sentire la puntura, dopo tutto, anche quando viene fatta per il tuo bene.

Comunque, The Filth cresceva nella mia testa e diventava una devastante dissezione sul tema ‘Dove Siamo Oggi’ e, come al solito, ho finito per utilizzare la mia vita ed il mio lavoro come un laboratorio elaborando i risultati della sperimentaione in forma di storia. Anche se avevo familiarità con l’Abisso o con la ‘cerchia-da-non-oltrepassare’ (concetti derivanti da varie meditazioni poste ‘alla ricerca di piani d’esistenza superiori’ che risalgono al periodo in cui facevo i miei primi esperimenti sull’ Albero della Vita e sull’ ‘Aethyr’ enochiano) la ferocia dello stato di coscienza che mi intrappolava trasformando il mio mondo mi colse quasi impreparato. Entrai nell’Abisso appena prima l’11 Settembre, credo – quella mattina, mi svegliai in uno stato orribile, urlavo e tiravo calci senza riuscire a controllarmi; più meno risale ad allora l’inizio di tutto. Le cose diventavano il loro opposto – tutti i pensieri, i concetti, tutte le possibilità portavano con sé il loro devastante negativo finché nulla di ciò che non veniva cancellato nel processo aveva più significato. Pensare a qualsiasi cosa senza immaginare contestualmente il suo complemento negativo divenne sempre più impossibile, finché tutto questo scontro ‘particellare’ di concetti mi vaporizzò di brutto rilasciando energia sufficiente ad alimentare la nascita di un sole interno, che alla fine si stabilizzò in una visione della realtà molto strana e nuova (questo tipo di consapevolezza ‘Choronzonica’ è un tratto peculiare delle esperienze che hanno a che fare con l’Abisso). Prima di essere atomizzata, ogni illusione che avevo riguardo me stesso ed il mondo si trasformò come polvere particellare macinata in quel brutale mulino. Mentre scrivevo ‘The Filth’, in un periodo che parzialmente è conciso con la mia sequenza per ‘New X-Men’, mi sentivo così sconvolto e provato da quello che mi stava accadendo e dall’oscuro materiale che cercavo di metabolizzare che mi lanciai verso il balcone del 3° piano di un Hotel sul Sunset Boulevard solo per essere tirato dentro da Kristan, che mi ferii il petto e lo stomaco con il manico di metallo di un cucchiaio, che mi tagliai i polsi stupidamente (ma con estrema classe) usando i frammenti di vetro di una bottiglia di champagne. Tra gli altri numerosi e folli tanghi ballati con la pazzia, progettati (si direbbe) solo per rendere più interessante la mia biografia (vi prego, vi prego, vi prego non fatelo a casa, amici. Lasciate queste cose ai professionisti, sono tutti esperti e in gamba, potete starne certi). Per la maggioranza del tempo Non sono stato IN ME: ero preda in continuazione di ogni tipo di tendenze ossessive. Quella stessa cosa che mi ha permesso di andare avanti quando stavo per morire in ospedale nel ‘96 mi ha salvato di nuovo; il contesto in cui mi trovavo e la pura e semplice voglia di Vita Reale. Il mio ‘tunnel di realtà’,come lo chiama Robert Anton Wilson (vedi http://www.rawilson.com/main.shtml, NDT), mi consente di inquadrare convenientemente ogni esperienza ed ogni stato di coscienza, buono o cattivo, nel contesto della mia iniziazione magica e della mia evoluzione. Le discipline magiche portano struttura, significato e progettualità in momenti della vita che sono apparentemente senza struttura, senza senso e pieni di dolore. E aiutano anche le discipline terra-terra legate al guadagnarsi da vivere e al condividere una relazione.

Abbracciare veramente il Caos significa arrendersi alla definitiva e inflessibile espressione della Legge e dell’Ordine del nostro universo – legge secondo cui Tutto Cambia. Non avevo possibilità di spingermi molto più in là finché non saltò fuori la Pop Mag!c con il suo codazzo di teorie selvagge e stranezze visionarie. Craig mi ha intervistato durante il periodo peggiore e più nero che abbia mai passato perciò sono sicuro che nel suo libro questo salti al naso come una puzza fastidiosa. Sono sicuro che vi spaccherete le mascelle dal ridere.

Devo dire che arrivai alla ‘fine’ del percorso ‘magico’ come l’avevo conosciuto e praticato per 25 anni e, come un uomo che si trova nel punto di scoppio di una bomba nucleare, inebetito e confuso, con le orecchie che fischiano, sto cercando di trovare nuovi modi per spiegare ciò che è successo e presentarlo al mondo sotto forma di Magia ‘neutra’. The Filth è stato scritto a partire da questa esperienza. Ma la roba veramente buona deve ancora arrivare.

Chiunque abbia interesse a coltivare queste cose (e sono sicuro che molti dei miei lettori già le praticano) la saggezza Cabalistica che ho riportato a casa dal processo di scrittura di ‘The Filth’ è molto semplice e profonda ed è espressa da Greg Feely nella scena che si svolge sul retro del negozio di fiori – la Corona è Nel Regno, e Anche il Contrario è Vero. E per voi fan della magia enochiana, Greg si può interpretare come Nemo che cura il suo giardino, se vi va.

Naturalmente mi ci è voluto un sacco di tempo ed una canzone dal nuovo disco dei Monster Magnet (http://www.monstermagnet.net/, NDT) per comprendere finalmente il vero messaggio dall’Abisso.

'Chiudi il becco, stronzissimo bambinone'

E così ho intenzione di fare! Farà così anche Horus, il pazzo Dio-Bambino degli Eoni, se glielo direte gentilmente. IAMIUHUAMI (suona un po’ come IOSONOTECHESEIME, NDT).

D: Beh, speriamo che tu abbia superato tutto questo, so che ti fa ancora male ma non puoi pensare di scalare l’albero senza sostegni se continui a rimanere ancorato alla polvere.

GRANT MORRISON: Certamente. Mi sento molto meglio adesso ma per un po’ le cose sono andate fottutamente male e mi hanno scosso fino alla punta delle scarpe.

traduzione Diflot e Lorenzo Corti