mercoledì 2 settembre 2009

Grant Morrison intervista - parte 3 - 2004


Grant Morrison: Master & Commander - Parte 3: Salendo sugli aeroplani del POP!


DISCLAIMER Intervista originalmente pubblicata su www.popimage.com - copyright e tutti i diritti riservati agli autori - 2003 - 2004
Cos'hanno in comune Douglas Rushkoff e Courtney Love? Lo stesso che abbiamo in comune noi: I fumetti. Adesso discutiamo di trend e di stili nei fumetti.


DOMANDA: Qualche anno fa inventammo un modo di descrivere l’evoluzione degli archetipi supereroistici, etichettandoli come post-superumani, un modo che da allora è entrato a far parte del tipico linguaggio con cui si discute di fumetti. Post di qua, neo di là. Trovi che queste etichette siano ancora attuali?

GRANT MORRISON: Non so se l’ho mai fatto.
Comunque, che cosa mi dici dei Preterumani? E’ sicuramente il più assurdo tra questi sinonimi.
Quello che invece so è che adesso non c’è così tanta differenza tra I fumetti attuali ed i più importanti fumetti dei primi anni ’70. E’ quello che è successo con il glam dei primi anni ’70 ed i The Darkness adesso, o l’ondata terrorista di allora con la nuova versione mediorientale. Le cose si ripetono continuamente in cicli facilmente prevedibili. E’ per questo che la fase ‘realistica’ dei fumetti sarà sostituita, a partire da questa primavera, da una nuova fase ‘cosmica’, ‘psichedelica’, ‘surrealista’ o ‘strana’, come avevo detto già qualche anno fa. Probabilmente tutto partirà da questi preterumani e sarà la loro prima mossa nella loro terrificante ‘annessione’ del mondo
Aspettatevi la giusta e da lungo attesa canonizzazione di Brendan McCarthy, esattamente come è successo ad Aragorn nel “Ritorno Del Re”.

Domanda: Ci sono alcuni aspetti dell’arte sequenziale con cui ti piacerebbe sperimentare? Per esempio, ormai si è già fatto molto con i colori, ma aspetti come il lettering sicuramente hanno ancora un grande potenziale da esprimere.

GRANT MORRISON: Sono maggiormente interessato a giocare con la profondità delle pagine piuttosto che con piccoli particolari come il lettering e così via. Su We3 in particolare io e Vince (ovvero Frank Quitely) abbiamo lavorato a stretto contatto, ma in modo prettamente maschile, per sviluppare ed ampliare alcuni degli effetti visivi, basati sulla grande velocità, creati col computer ad un’alta risoluzione, effetti con cui avevo iniziato a giocare su fumetti come “Marvel Boy”. We3 contiene esperimenti sugli spazi della pagina, sulla percezione del tempo e sui modelli di movimento. In particolare nel secondo numero sperimentiamo con le percezioni umane che cambiano improvvisamente in percezioni animali. Supereremo i confini della pagina usandola come se fosse un vero spazio tridimensionale. Alcune delle idee e del design che io e Chris Weston abbiamo creato su “The Filth” – come l’idea di una videocamera di sorveglianza che creava immagini in 4 dimensioni - sono state ulteriormente sviluppate su We3. Speriamo che non risulti troppo astruso o difficile.
Per i miei fumetti ho mischiato il modello formato da veloci tagli ed effetti digitali creato da Mtv con quel tipo di effetti di profondità tridimensionali che vediamo in tutti i videogame – lo schermo di un televisore o di un monitor è più o meno un piano bidimensionale come la pagina di un fumetto; non c’è quindi alcuna ragione per cui non dovremmo ricreare la stessa profondità di campo sulle nostre tavole. Non c’è alcun bisogno di sistemare vignette solo sulla ‘superficie’ passiva dello spazio nella pagina – dalla profondità delle tavole possono nascere strutture di vignette dinamiche: possono essere abbassate, ruotate ed infine incastonate.
Per quanto riguarda questo discorso, continuo a sentire lamentele di persone che non riescono a sopportare i layout strani nei fumetti – bene, è tempo di un’altra piccola lamentela: è come se tuo nonno dicesse di non riuscire a sopportare tutta la paurosa e veloce messe di informazioni a Top of the Pops e per lui ci può essere una sola risposta. Fottiti nonno! Se sei troppo stupido per leggere una pagina di un fumetto, non dovresti nemmeno tentare di leggerne uno e forse già non lo fai. Come creativo, sento che è arrivato il momento di smuovere le placide acque del design dei fumetti e delle possibilità di storytelling nel tentativo di attrarre l’attenzione di persone che NON SARANNO MAI INTERESSATE nello sfogliare o nel comprare fumetti di supereroi disegnati a mano.
Comunque sia, ora che ho detto finalmente quello che avevo da dire, c’è una divertente storia sui lavori sperimentali ed il mio stile di scrittura ‘difficile’: recentemente ho letto un articolo di Stephen A. Meller dove sia il mio ARKHAM ASYLUM che la storia del 1940 ‘Batman contro il Joker’ venivano sottoposti al test Flesch sulla semplicità di lettura. La ‘semplice’ Golden Age ha totalizzato un punteggio di comprensione di lettura di 78.25, mentre ARKHAM ASYLUM ha vinto la sfida con 91.28 – come dice lo stesso Meller: “ARKHAM ASYLUM è molto più facile da leggere di BATMAN CONTRO IL JOKER”.

Domanda: Quanta libertà hai ottenuto con il tuo nuovo contratto? Puoi lavorare al di fuori della Dc, presumendo che tu abbia scritto una certa quantità di storie per loro? Potresti lavorare con la Humanoids alla luce della loro recente collaborazione con la Dc?

GRANT MORRISON: Ho tutta la libertà che voglio di poter scrivere storie al di fuori dei fumetti, ma per due anni scriverò comics solo per la Dc. Che mi va benissimo, perché il contratto è stato formulato in modo che io possa creare tutti i personaggi e scrivere tutte le storie che voglio alla Vertigo e che possa giocare con le mie fissazioni supereroistiche e le mie teorie sugli ‘universi senzienti’ nel classico Dc universe.
Ho parlato con lo studio Humanoids in passato, ma, ad essere onesti, nessuno nel settore può raggiungere gli accordi sulla proprietà dei personaggi e la lunga amicizia personale che ho alla Vertigo, quindi tendo a lanciare ogni mio nuovo fumetto là.

Domanda: Uno dei più recenti cambiamenti avvenuti alla Vertigo, che personalmente mi ha fatto molto piacere, fosse solo per i potenziali talenti che potrà portare all’imprint, è stato l’arrivo di Jonathan Vankin nello staff editoriale. Cosa ne pensi del nuovo compito di Jonathan? Quando senti parlare o incontri persone talentuose fuori dal campo dei fumetti che sono interessati a questo genere di narrazione, li incoraggi a fare il primo passo?
GRANT MORRISON: Conosco Jonathan da pochi anni e mi piace molto, quindi spero che abbia veramente la possibilità di lasciare il segno. Ora è arrivato il momento della grande intelligenza e del gusto cattolico nei fumetti – un rinascimento psichedelico. La Kovention delle Kastagne del King Kirby. Incoraggio sempre i nuovi talenti a provare ad entrare nel mondo del fumetto, ma per loro è dura farcela come per qualunque sconosciuto che si presenti con sceneggiature interessante nelle loro borse. Brendan McCarthy non è riuscito a vendere il suo “House of Ideas” alla Marvel. Non sono riuscito a fare ottenere la pubblicazione alla mini serie sugli “Eterni” di Doug Rushkoff ed i miei sforzi di fare ottenere una testata a Steve Aylett si è schiantato sul muro dell’indifferenza della Vertigo, anche se penso ancora che un adattamento di “Slaughtermatic” sarebbe stato un gran fumetto. Forse Jonathan riuscirà a fare qualcosa a questo proposito…voi lettori che ne pensate?

Domanda: Trovo interessante vedere molta gente che non ha bisogno di lavorare nel mondo del fumetto, esprimere interesse verso di esso solo per ricevere poi rifiuti dalle case editrici. Per anni si è parlato di Rushkoff su PopImage e so che la Marvel ha dei contatti con Quentin Tarantino e M. Night Shyamalan perchè siamo stati noi a fornirglieli. Cazzo, Noam Chomsky sta scrivendo il suo primo fumetto, mentre quei due registi no. Almeno alla Vertigo ogni tanto si vedono delle novità rispetto ai soliti nomi noti. Non parlo solo di Jonathan, ma anche di persone come Si Spencer e Tara McPherson. Ci sono alcuni famosi sceneggiatori di film e di televisione che lavorano nei fumetti, ma anche scrittori ed artisti che molte persone non hanno neanche mai sentito nominare, ma che, dovunque essi vadano, creano una fila di persone disposte ad aspettare tre ore sotto la pioggia solo per incontrarli. Quindi non bisogna fermarsi qui, bisogna continuare in questa direzione. Spingi per avere copertine fatte da Mark Ryden, Paul Booth e Joe Coleman e, se serve, continua a proporre tuoi amici. Scommetto che addirittura Richard Metzger ha un paio di idee su dei fumetti…

GRANT MORRISON: Sono d’accordo con te, ma continuo a pensare che i manga siano il formato del futuro e che la Tokyopop stia riuscendo a fare i primi passi nel rendere i fumetti di nuovo interessanti agli occhi del grande pubblico – sono già riusciti ad ingaggiare Courtney Love come scrittrice di fumetti e di sicuro lei sa riconoscere una buona opportunità, non è vero?

Domanda: Uno dei futuri progetti che aspetto ardentemente è l’annunciata collaborazione tra te, Douglas Rushkoff e Genesis P-Orridge [n.d.r.: il primo è un esperto di cultura digitale, autore di ‘Open Source Democracy’; Il secondo è un musicista d’avanguardia, fondatore dell’antireligione del Tempio della Gioventù Psichica]. E’ ancora un progetto in essere? Più leggo cose su di voi, più mi rendo conto quanto abbiate in comune e come insieme formiate una moderna trinità culturale magica.

GRANT MORRISON: Questo progetto si è arenato per varie ragioni, alcune pratiche, alcune magiche. Ho visto Doug solo un paio di volte da allora e non ho avuto alcun contatto vero con Gen durante tutto il suo periodo di trasformazione in una affascinante donna-maschio. Tutta l’esperienza di ‘Abyss’ del 2001 mi ha tenuto fuori dai giochi per un paio di anni. Attualmente sto cominciando a ricostruire la mia rete di contatti.
Io e Daniel Pinchbeck probabilmente faremo in futuro una specie di intervista/discussione. C’era l’interessamento della rivista “Rolling Stone” e poi si sono tirati indietro: vedremo cosa succederà. Il suo stupefacente libro intitolato “Breaking Open The Head” è un testo seminale sulla nuova scena psichedelica e decisamente un must. Adesso ne sta scrivendo uno nuovo.

Traduzione di Albyrinth