lunedì 17 agosto 2009

'V' come 'V for Vendetta'


"V" ...come... V for VENDETTA

Perché adoro V For Vendetta? Perché era destino. D’altronde essere nati lo stesso giorno dell’attentato di Guy Fawkes, nonché lo stesso giorno in cui si apre e si chiude il fumetto è una bella coincidenza, no? Da anni voglio una maglietta con su la frase “Remember remember the 5th of November”, così la gente non si scorda il mio compleanno…

Vabbè, facezie a parte, il mio incontro con V avvenne il Natale di molti anni fa: io, ancora liceale, ero a fare il mio solito giro milanese pre-natalizio. Perché, quando ascolti heavy metal ed adori i fumetti ed i film horror i parenti non sanno mai cosa regalarti. Quindi la cosa più pratica era: “Cuccati ste XX (importo cambiabile a seconda della generosità del parente di turno) mila lire e prenditi quello che vuoi”. Ok, la sorpresa se ne andava a quel paese, ma, alla fine, me ne tornavo a casa con quello che volevo io.

E così, sicuro di quella quantità di soldi che non vedevo certo durante il resto dell’anno, andavo a farmi il mio giro di spesucce…che ovviamente includeva la fumetteria, a quei tempi quasi un miraggio inarrivabile per un ragazzo di paese. Certo, allora gran parte dei miei acquisti erano il recupero di qualche Play Book usato o qualcosa di simile e non c’erano i malefici volumi patinati (salvo rare eccezioni) a tentarmi. Avevo già deciso cosa prendere e mi ero incamminato a fare la fila per pagare quando vidi, in un angolino, il volume di V For Vendetta della Milano Libri/Rizzoli, fresco di stampa, e capii subito che doveva essere mio.
D’altronde non era destino (anche se non lo sapevo ancora)?

A dire il vero quello non fu il mio primo incontro con Alan Moore, dal momento che, qualche mese prima, avevo potuto leggere Watchmen, un’opera che mi aveva davvero segnato e sconvolto (ma ne parlerò, prima o poi, sempre in questa rubrica).

Ed ovviamente avevo adorato. Così, vedendo il nome dell’autore e conoscendo l’opera per fama (cosa che pare quasi impossibile in un’epoca in cui internet era ancora qualcosa di piuttosto sconosciuto tra i comuni mortali) decisi di spendere una buona parte del mio budget (non ricordo il prezzo, sinceramente…era attaccato con un adesivo al volume e l’adesivo si è staccato negli ultimi 12 anni) per un solo volume a fumetti. Ai tempi sembrava una follia, altro che edizioni cartonatissime da 25 euro…ma la feci. La vera difficoltà, poi fu nell’aspettare il fatidico giorno di Natale per leggerla.

La prima lettura del volume fu un’esperienza strana: ammetto di non aver compreso appieno il complicato sistema dei personaggi, così come non tutti i passaggi della trama mi furono chiari e sicuramente non compresi appieno il valore politico e satirico dell’opera, giudicata con una visione eccessivamente manichea (un po’ tipica dell’adolescenza) e sicuramente non colsi tutte le sottigliezze del messaggio che Alan Moore voleva comunicare, ma ricordo distintamente i due momenti che mi colpirono come un maglio, facendomi innamorare all’istante dell’opera. Il primo è la “rieducazione” di Evey: una scena shockante, psicologicamente pesantissima, difficile da accettare, eppure un vero e proprio gioiello capace di farti sussultare il cuore dall’emozione, uno splendido e toccante inno alla vita, alla libertà, a ciò che ci rende degli esseri speciali.

Il secondo è la scena conclusiva dell’opera, con il messaggio di V alla popolazione, il trionfo finale dell’anarchia, con quelle parole che sembrano uscire dal fumetto, tanto sono potenti ed incisive. Un finale dirompente, che regala un’ultima, grande, emozione.

Già, l’emozione: aldilà della sceneggiatura perfetta di Alan Moore e delle splendide illustrazioni di David Lloyd è proprio questo la marcia in più di V For Vendetta, il saper coinvolgere il lettore, toccandolo in parti della propria anima che, forse, non sapeva neanche di possedere. E’ un fumetto che ti scuote, ti coinvolge e ti sconvolge e ti fa pensare. Insomma, è un capolavoro assoluto.

In anni ed anni che leggo fumetti di tutti i generi, ammetto di non aver mai provato con nessun’altra opera le sensazioni forti che V For Vendetta riesce a scatenare.

Sarà per questo che, alla fine, ne ho comprate ben 4 versioni diverse (sì, potete dirmelo, sono malato) ed ogni anno non manco di dare una rilettura a questo splendido capolavoro della Nona Arte.

Ma, come già detto, per me era questione di destino…



Albyrinth