sabato 15 agosto 2009

Swamp Thing 'Genesi oscura'


SWAMP THING 
GENESI OSCURA .
testi Len Wein,
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disegni Berni Wrightson
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volume cartonato, colore, 240 pag, euro 16,95
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Planeta DeAgostini, 2007

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"Non pensavamo davvero che avremmo creato una leggenda." - Len Wein, dall'Introduzione a Genesi Oscura
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In questo volume sontuoso sono raccolte le prime undici storie di una vera leggenda, un meraviglioso personaggio del cosmo DC Comics: Swamp Thing, la Cosa della Palude, poetica creatura, triste e potente mostro tragicamente memore di un'umanità perduta per sempre tra i gorghi mortali di una palude. Una palude dell'anima, soprattutto.
Gli anni delle storie proposte vanno dal 1971, l'anno nel quale, nel numero 92 della testata antologica House of Secrets, compare la prima storia breve (solo otto pagina), al 1974, in cui esce il numero 10 della testata di Swamp Thing. La prima storia breve della Cosa della Palude godette infatti di uno straordinario gradimento da parte del pubblico americano e così la DC Comics decise il lancio di una testata dedicata a Swampy e affidata proprio ai due creatori: Len Wein e Berni Wrightson
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Artisti entrambi conosciutissimi grazie a decine e decine di lavori per le più svariate case editrici americane di comics, i due diedero vita a una saga che alternò momenti buoni ad altri mediocri e infine a periodi eccelsi, come il ciclo scritto da Alan Moore.

Il fascino di una creatura come Swamp Thing, e di queste prime storie in particolare, così deliziosamente retrò, consiste principalmente nella sua dimensione ambivalente: da un lato l'horror più classico comprendente licantropi, streghe, creaure assemblate tra scienza e magia, con frequenti richiami alla mitologia di Lovecraft; dall'altro la delicata poeticità malinconica che permea come una cappa plumbea le avventure del Mostro.
Swamp Thing, la Cosa formata dall'essenza stessa della Palude, ctonia e mistica a un tempo, era l'uomo, lo scienziato Alec Holland; un uomo felice che amava una donna ed era ad un punto importante e decisivo delle sue ricerche. L'uomo muore, perdendo tutto ciò che aveva - tranne la scintilla dell'anima - e rinasce a una nuova vita, una vita che si pone aldilà del concetto umano, ma che dell'umanità contiene ancora tutta l'insopportabile nostalgia.

La situazione in cui viene a trovarsi Swampy è altamente drammatica, molto più drammatica di quella di altri "mostri" dei fumetti, come ad esempio La Cosa dei Fantastici Quatro (un Ben Grimm buono e pienamente umano, eccezion fatta per la sua pelle di roccia arancione e la sua superforza) o Man-Thing, la controparte Marvel di Swamp Thing, forza della natura che di umano non ha quasi più nulla.

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Swampy mantiene la piena coscienza di chi era e ha l'orribile consapevolezza di chi è ora, grazie alla sua non richiesta rinascita: uno spaventoso, fetido mostro composto di melma, muschio, sostanze vegetali; un mostro cui se viene tagliato un arto esso ricresce a incredibile velocità; un creatura virtualmente immortale e di una potenza smisurata.
Cosciente di sé ma incapace di comunicare il suo dolore e il suo desiderio di essere collocato nella parte dei buoni, in perenne lotta per non sprofondare in una follia di dolore, Swamp Thing contiene in sé una e mille metafore, che non lasciano certo indifferente il lettore.
godette infatti di uno straordinario gradimento da parte del pubblico americano e così la DC Comics decise il lancio di una testata dedicata a Swampy e affidata proprio ai due creatori:
La prosa di Len Wein è verbosa e ricercata, piena di didascalie - spesso pezzetti di poesia - e rappresenta bene i conflitti e la disperazione della vita-non-vita del Mostro. Un modo e uno stile di scrittura certamente antico, non più di moda e proprio per questo ancor più caldo e affascinante. Riesce persino a permeare i pensieri del mostro e dei suoi comprimari di una certa sottile ironia, pur sempre cupa e funzionale alla goticità del racconto. Uno scrittore che dimostra anche qui di avere mestiere da vendere e di muoversi agilmente seppure in poche pagine a disposizione.
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In quelle poche pagine nelle quali si svolge ognuna delle avventure di Swampy, Len Wein riesce ad essere profondo ed avvincente a un tempo. Talmente avvincente che, lo confesso, non appena ho terminato la lettura del volume... ho immediatamente ricomnciato a leggerlo, gustandolo nuovamente dalla prima all'ultima pagina. Introduzione - di Wein - compresa.
L'accoppiata perfetta non poteva che essere con i meravigliosi disegni di Berni Wrightson, semplicemente l'artista ideale per quel personaggio, quelle storie, quell'ambientazione.
Stupefacente nel rendere le atmosfere di cui Swampy - e Wein - abbisognavano, un disegnatore vecchia maniera, ma non per questo sorpassato: grandi capacità tecniche e di storytelling, capace di rendere in maniera rutilante, quasi da vertigine, le situazioni più intense e drammatiche; a suo perfetto agio nella descrizione di creature difficili anche solo da immaginare e soprattutto incredibilmente abile nel raffigurare le emozioni dei personaggi, anche le più inconfessabili e oscure. Wrightson può raffigurare con medesima cura e abilità la creatura più mostruosa e la situazione più dolce e intima. Un vero Maestro.

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Il volume Genesi Oscura sarebbe stato davvero perfetto al 100% se non fosse per quei fastidiosi errori di lettering, purtroppo ancora caratteristica dei prodotti a fumetti della Planeta-DeAgostini. Aspettiamo fiduciosi la completa e definitiva risoluzione del problema: le prove di buona volontà da parte della Casa Editrice ci sono e le stanno dimostrando. Coraggio.
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Orlando Furioso - Febbraio 2007

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