mercoledì 5 agosto 2009

Rocky - dic 2006


ROCKY di Martin Kellerman - Edizioni BD – collana Alta Fedeltà - pag. 120, b/n, brossura - € 12,00

Le striscie, o strips, sono una categoria di fumetti un po’ particolare, che in Italia non hanno mai trovato una collocazione ben precisa.
Non essendoci infatti da noi la tradizione di pubblicarle ogni giorno sui quotidiani, come accade ad esempio negli Stati Uniti, le strisce sono state proposte nei modi più disparati: all’interno di riviste antologiche assieme ad opere di tipo diverso (su riviste del passato quali Eureka e Il Mago) o dedicate quasi interamente ad esse (la mitica Linus), in albetti monografici da edicola (Lupo Alberto) o in lussuosi volumi da libreria (di recente l’ottima Liberty Meadows).
Probabilmente la mancanza di un formato e di un’identità editoriale precisa fa si che in Italia la produzione autoctona non sia particolarmente copiosa (quantitativamente, qualitativamente ottime cose vengono proposte anche da noi).
Non ho citato gli Stati Uniti a caso: non so infatti se la tradizione di pubblicare quotidianamente le strisce sia tipica solo di questa nazione, ma di certo la stragrande maggioranza delle strips pubblicata in Italia vengono proprio da questo paese.

Questo lungo preambolo per dire che è con una certa curiosità che ho accolto la notizia della pubblicazione italiana di “Rocky”, striscia dalla provenienza geografica quantomeno anomala.
Rocky infatti è un cane antropomorfo nato dalla fantasia del cartoonist svedese Martin Kellerman, protagonista dell’omonima striscia di enorme successo in patria.
Leggo nell’introduzione del volume, firmata dallo stesso autore, che al di fuori della Svezia un volume di Rocky è stato recentemente pubblicato recentemente negli Stati Uniti dalla Fantagraphics e adesso, grazie alle Edizioni BD , viene pubblicato anche in Italia.
Onere e merito, quindi, alle Edizioni BD, per essere tra i primi a proporre le divertenti avventure di Rocky al di fuori della propria terra di origine.

Ma di cosa tratta questa striscia, e cosa la rende meritevole di lettura in mezzo alla marea di strips che è possibile trovare in commercio?

Rocky è un fumetto largamente autobiografico, il protagonista è praticamente l’alter-ego dell’autore, ossia un giovane disegnatore di fumetti alle prese con le piccole grandi sfighe della vita quotidiana: all’inizio del volume troviamo infatti il nostro eroe in difficoltà con la propria ragazza, che lo lascerà da li a poco, alle prese con un lavoro che non gli piace e generalmente insoddisfatto della propria vita.
Da qui in poi Rocky tenterà, in realtà senza troppa convinzione, di dare una direzione alla propria esistenza, barcamenandosi tra lavori più o meno assurdi, relazioni sentimentali più o meno sballate, sbronze colossali e lunghe chiacchiere con gli amici.
Uno dei grandi pregi della striscia è il fatto di essere brutalmente onesta, con situazioni e linguaggio espliciti e diretti, preso dal quotidiano dell’autore e della gente che gli sta intorno, il che la rende molto fresca e divertente e favorisce parecchio l’identificazione da parte del lettore.
Infatti, se avete un età dai 25 anni in su, è probabile che voi stessi abbiate (o qualche vostro amico abbia) qualche tratto caratteriale in comune con il protagonista del fumetto, o vi siate trovati (o qualche vostro amico si sia trovato) in situazioni analoghe a quelle in cui si trovano invischiati Rocky e i suoi amici.
Azzeccata anche la scelta di rendere i protagonisti animali antropomorfi, cosa che aiuta a stemperare un po’ certe situazioni e ad aumentarne contemporaneamente l’effetto comico.
Proprio per questa scelta, a prima vista il riferimento più evidente e immediato di Rocky è “Fritz il Gatto “ di Robert Crumb, proprio per il mix di atmosfere esplicite, humor e animali antropomorfi alle prese con situazioni che ben poco hanno di disneyano.
Personalmente, mi sembra però che l’autore con cui Kellerman ha più punti in comune sia l’americano Peter Bagge, di cui non a caso in quarta di copertina del volume è riportata una citazione.
I paralleli con Hate! l’opera più famosa di Bagge parzialmente pubblicata anche in Italia, sono infatti piuttosto evidenti, sia nel carattere del protagonista che nelle situazione affrontate sia nel tentativo (riuscito) di ricreare sulla carta stampata un linguaggio colloquiale, esplicito e diretto.
Numerose sono altresì le analogie tra Rocky e Buddy Bradley, il protagonista di Hate!, essendo entrambi pigri, poco ambiziosi, amanti del bere, piuttosto inclini a scansare le proprie responsabilità e consapevoli dei propri limiti.
Ovviamente non mancano le differenze tra i due, ad esempio mentre Buddy è perennemente incazzato con tutto e tutti, Rocky riesce generalmente a prendere le cose in maniera più pacata e sicuramente in lui è presente un maggiore senso di appartenenza nei confronti del suo ambiente e del suo gruppo di amici, che gli consente di sentirsi meno “outsider” rispetto al personaggio di Bagge.

Siamo quindi lontani da una mera riproposta delle avventure di Buddy e co. in terra svedese, in quanto l’autore riesce a una creare serie di riuscitissimi e divertenti spaccati di vita quotidiana filtrando il tutto dal proprio personale punto di vista.
Venendo nel dettaglio all’edizione italiana, il volume appare veramente curato.
Volendo essere particolarmente critici, è da rilevare qualche errore di lettering qua è là, ma considerando la notevole mole di testo presente nelle strisce è decisamente un peccato veniale.
Mi sembra invece chela traduzione riesca a rendere bene i dialoghi tra amici e il linguaggio del quotidiano pur mantenendo una propria identità e comprensibilità; per intenderci, senza ricorrere a espressioni dialettali o legate alla cultura italiana, come a volte capita in analoghe situazioni.
Complimenti quindi alle edizioni BD per questa particolare ma ottima proposta, con la speranza personale che il volume abbia un buon riscontro di pubblico in modo da poterne vedere presto altre uscite dedicate al personaggio di Martin Kellerman sul suolo italico.

Piobove – Dicembre 2006