mercoledì 19 agosto 2009

Recensioni brevi - a sangue caldo


Julia n. 100 - Clowns
soggetto: Giancarlo Berardi, sceneggiatura: Giancarlo Berardi, Lorenzo Calza; disegni: Giorgio Trevisan - 130 pg- colori - Sergio Bonelli Editore - 3 Euro

Nelle sue migliori prove su Julia Berardi ha saputo realizzare storie toccanti grazie alla straordinaria sensibilità di scrittore già mostrata su Ken Parker, purtroppo Clowns rappresenta invece il lato peggiore delle avventure della criminologa di casa Bonelli rivelandosi quasi una summa di difetti e di passaggi a vuoto fin qui pubblicati.
Un anniversario importante come la centesima uscita si trasforma così in una delle peggiori storie di tutta la serie. Tralasciando il lacunoso intreccio investigativo e il suo poco appassionante svolgimento, Clowns si rileva deludente nel cast di personaggi chiamati ad affiancare Julia e per l’introspezione psicologica degli stessi, solitamente fiori all’occhiello delle avventure della criminologa tanto da rubarle spesso la scena.
Trevisan esordisce con questa prova sulle pagine di Julia con una prova in linea con la sua abituale produzione e riesce a interpretare i personaggi senza uniformare il suo tratto allo stile iimperante sulla testata.
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Il Legionario
testi: Stefano Piani; disegni: Renato Polese - 232 pg b/n Sergio Bonelli Editore - 6 euro

Il Legionario avrebbe dovuto far parte, almeno le voci del web, della collana dei “Romanzi a fumetti”, una sorta di risposta bonelliana al fenomeno delle graphic novel. Il volume di Piani/Polese è stato però pubblicato al di fuori della collana come one-shot estemporaneo che prepara, o forse tasta, il terreno per successive uscite.
Piani, giallista per istinti e formazione, poggia l’intera storia su una serie di misteriosi omicidi all’interno di avamposto isolato, relegando l’omaggio all’avventura classica solo nella scelta dell’ambientazione, quella della Legione Straniera epica ed affascinante. Purtroppo l’intreccio simil-investigativo ed alcuni personaggi fortemente ispirati a "Il deserto dei tartari" di Buzzati consegnano al lettore un ibrido piacevole da leggere e ben realizzato, ma privo di personalità.
La scelta di affidare i disegni al veterano Polese si rileva ottima sia per la qualità delle sue tavole, pur con qualche calo di cura nella conclusione, sia per lo stile efficace ed adattissimo alle atmosfere che “il Legionario” vorrebbe, riuscendoci solo parzialmente, evocare.
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Martin Mystère gigante n. 12 - Le dieci piaghe
testi: Paolo Morales, disegni: Alfredo Orlandi - 224 pg b/n - Sergio Bonelli Editore - 7 Euro

Morales imbastisce una storia dal sapore poco mysterioso, più simile a un blockbuster hollywodiano in cui Martin Mysterè è protagonista di serrata caccia all’uomo nella New York devastata da una variante moderna delle dieci piaghe d’Egitto.
L’abilità con cui Morales gestisce il crescendo di tensione verso l’ultima e più terribile piaga, la morte dei primogeniti, non cela però le pecche di un soggetto che lascia parecchi dubbi una volta arrivati all’epilogo.
L’ottima sceneggiatura garantisce una lettura piacevole e appassionata, ma svelata l’identità dell’antagonista del BVZM l’intreccio si dimostra fragile e giustificato da troppe forzature. Gli ottimi disegni di Orlandi, per la prima volta non accompagnato da Roberto Cardinale, ricordano autori statunitensi come Tony Harris (Starman, Ex Machina) o Adam Hughes dando un’eccellente e personale interpretazione di Martin Mysterè e del suo cast.
Siamo lontani, anche soltanto nei temi, dai primi e stupendi martimysteroni di Castelli, ma Le dieci piaghe per quanto poco ispirato e traballante nel soggetto è comunque un’ottima lettura, ben superiore agli insipidi episodi troppo spesso pubblicati nel vecchio corso mensile di Martin Mystère.
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Runaways n. 3 - Fedelissimi
testi: Brian K. Vaughan, disegni: Adrian Alphona e Takeshi Miyazawa, chine: Creig Yeung
200 pg colori - Panini Comics - 15 euro

Sconfitti i propri genitori super-criminali e riusciti a sfuggire ad istituti e centri di accoglienza i Runaways si trovano ad affrontare in cerca di un ruolo quel bizzarro e pericoloso baraccone che sa essere l’universo Marvel.
Fra criminali da strapazzo (vi dice qualcosa Fritz Von Meier meglio noto come Swarm?) e gruppi di aiuto per ex-supereroi adolescenti (gente come Turbo e Darkhawke) Vaughan strizza l’occhio ai marvel-fan, mentre senza alcuna forzatura pone il giovane gruppo di aspiranti eroi di fronte a una drammatica sfida: trovare e fermare Victor Mancha, figlio di uno dei più pericolosi criminali dell’universo nonché futuro assassino di tutti gli eroi del pianeta.
Fedelissimi riesce a coniugare un ritmo vertiginoso, dialoghi brillanti e una narrazione così ricca di colpi di scena e novità da incollare il lettore alla pagina. Il tratto frizzante ed incisivo di Alphona si sposa perfettamente con i toni e ritmi usati da Vaughan, mentre Miyazawa evidenzia i suoi limiti nel fare recitare i personaggi in Crocevia per le stelle, lo story-arc con cui si chiude il volume.

gedo - marzo 2007