mercoledì 19 agosto 2009

Recensioni brevi - a sangue caldo - mag 2007


I giganti dell’avventura n.62: Trapassati Inc.
testi: Lorenzo Bartoli, Roberto Recchioni; disegni: AA.VV. - 272 pg, b/n, 5 euro - Eura Editoriale

“..passavo il tempo ad ammazzando la gente. Non ero un psicopatico o un killer..ma era pur sempre il mio lavoro.”

Finalmente l’Eura ripropone in volume i primi episodi di Trapassati Inc., lo spin-off di John Doe pubblicato settimanalmente sulle pagine di Skorpio in cui John è ancora il fido ed efficiente braccio destro di Morte. Bartoli e Recchioni si dimostrano perfettamente a loro agio nelle trenta pagine a disposizione per ogni episodio, mostrando l’incredibile quotidianità del direttore della Trapassati Inc. alla prese con morti da addolcire, rimandare o, più semplicemente, organizzare.
Il tocco lieve di Bartoli si dimostra perfetto per raccontare vicende in cui i sentimenti, l’amore e l’amicizia su tutti, sono i veri protagonisti senza però escludere John e le altre entità sempre parte integrante di ogni storia. A fare compagnia al direttore della Trapassati troviamo infatti tutto il cast della prima stagione con Leonida, nella sua vecchia e mascolina reincarnazione, in primo piano nella veste di braccio armato di John Doe in due storie.
Nella prima lo vediamo affrontare un’anomalia preistorica, narrata dai disegni di Manunta che strizzano l’occhio ai manga delle origini, per poi dedicarsi ai più famosi super-eroi nella dissacrante Meraviglie.
Un divertissemoint forse, ma l’efficacia con cui Recchioni mette in berlina i super-eroi contrapponendoli alla concretezza di John diverte ed è amplificata dall’efficacia delle citazioni dei più grandi personaggi dei comics USA e alle loro storie. Trapassati Inc. però è soprattutto una serie che riesce a dare più forza al personaggio di John Doe, motivandone l’evoluzione e caratterizzandolo con naturalezza attraverso episodi della sua crescita professionale e personale.
Unico neo di questo volume è la pessima qualità di stampa che penalizza l’ottimo parco disegnatori formato da pilastri della serie regolare come Burchielli e Fortunato e piacevoli novità come Cucina e Ripa.
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Lanterna Verde n.5 (di 5)
testi: Geoff Johns; disegni: Carlos Pacheco, Ethan van Sciver - 48 pg, colori, 2,95 euro - Planeta DeAgostini

Sto adorando il nuovo corso di Lanterna Verde che la Planeta ha presentato in questa miniserie e buona parte del merito va a Geoff Johns. La sua incredibile capacità di caratterizzare i personaggi con pochi e illuminanti dialoghi (su tutti Freccia Verde che, in una manciata di pagine, diventa familiare anche a un neofita dell’universo DC come me) si sviluppa in storie in cui il genere super-eroistico è ai suoi massimi.
Ritmo appassionante, intrecci lineari, adrenalina, combattimenti epici, alieni e cattivoni da sconfiggere, senza mai tralasciare Hal Jordan e i suoi dolorosi tentativi di ricominciare a vivere.
Carlos Pacheco ed Ethan Van Sciver danno un ulteriore contributo, dimostrandosi disegnatori di classe purissima che sanno coniugare spettacolarità e capacità di raccontare con le immagini.
In questo numero, che ben rappresenta l’intero ciclo, si conclude la storia in due parti con ospite Freccia Verde (iniziata nel numero precedente, consigliatissimo anche per l’altra ottima storia disegnata da Simone Bianchi), ma soprattutto assistiamo a un nuovo incontro tra Lanterna Verde e Batman, non ancora del tutto convinto dalla rinascita e dalla buona fede di Hal Jordan.
Visti i tanti errori in altre pubblicazioni va segnalata la traduzione perfetta a cura di Brolli trascritta senza alcun refuso o “spagnolismo”.
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Khor n 0
testi Cristiano Spadavecchia e Walter Riccio; disegni Cesare Valeri, Cristiano Spadavecchia, Renato Riccio e Matteo Santaniello - 16 pg b/n Star Comics - 0 euro (omaggio)

Dietro una poca riuscita copertina, anche a causa di una colorazione inefficace, la Star Comics presenta al pubblico Kohr, miniserie fantasy di 4 numeri realizzata dai membri dello studio Piccatto fra cui segnaliamo, qui nella doppia veste di disegnatore e sceneggiatore, il brendoniano Cristiano Spadavecchia.
La presentazione del protagonista, Khor appunto, e del suo mondo non brilla per originalità e lascia, insieme alla scelta di dedicare una pagina ad una cartina che sembra uscita da un’espansione per un gioco di ruolo, l’impressione di trovarsi di fronte al più canonico dei fantasy.
L’estratto del primo numero che chiude l’albo conferma lo scarso coraggio (o originalità?) del soggetto con scene e personaggi insapori, anche se il risultato è comunque godibile nella sua linearità.
Dieci pagine non sono poche ma pochissime per valutare la bontà di un fumetto, ma questo numero zero fallisce nel suo scopo principale: incuriosire e convincere che Khor è qualcosa di più, nella migliore delle ipotesi, di una storia profondamente radicata negli schemi e stilemi del fantasy più tradizionale oppure, a voler essere maligni, di un poco originale tentativo di sedersi sul carrozzone dei film fantasy di successo.
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Freccia Verde n.1
testi Judd Winick; disegni Scott McDaniel - Planeta DeAgostini - 48 pg, colori, 2,99 euro

Se l’obiettivo di One Year After, ovvero la decisione di non mostrare l’anno post-Crisis dei personaggi DC, era quello di fornire uno starting point che incuriosisse in nuovi lettori, con Freccia Verde il risultato è stato raggiunto a pieno.
Winick s’inserisce nella scia di Vaughan e del suo Ex Machina e trasforma Oliver Queen nel sindaco di una Star City in macerie che ricorda molto, anche per i rapporti tesi con il governo centrale reo di averla abbandonata, la New Orleans post - Katrina.
Lo straniamento tra l’indole anarchica di Queen e il suo ruolo istituzionale facilita lo sceneggiatore nel risolvere, per ora in modo piuttosto semplice, le ambiguità e le complessità della politica caratterizzando in modo evidente anche per i neofiti il personaggio di Freccia Verde.
Il nuovo impiego in municipio non fa abbandonare però arco e faretra a Queen: non mancano infatti sequenze adrenaliniche ben realizzate dal dinamico e spettacolare Scott McDaniel, il cui tratto troppo sintetico non si rivela altrettanto efficace nelle scene ”in borghese”.

gedo - Maggio 2007