mercoledì 19 agosto 2009

'P' come Paperinik


"P" ...come... PAPERINIK

Da bambino volevo essere un supereroe. Sapete già che avevo costruito il mio mijolnir coi mattoncini Lego; non sapete ancora che zompettavo per casa immaginando di avere gli stivaletti a molla come Paperinik. Non so se, dal mio punto di vista, sia proprio utile che voi lo sappiate, ma ormai la frittata l’ho fatta…

Paperinik (lo spiego per chi avesse vissuto negli ultimi anni su Marte) è l’alter ego di Paperino. Forse è lo specchio che ne riflette i desideri: quanto Paperino è imbranato e frustrato, tanto l’eroe mascherato di cui assume le sembianze è risoluto e carismatico.
Il personaggio nasce da un'idea della redattrice Elisa Penna, ma viene concretizzato da Guido Martina e dal compianto Giovan Battista Carpi nella storia di esordio: “Paperinik il diabolico vendicatore”, su Topolino 706-707 del giugno 1969. In quella storia il vendicatore mascherato nasce in seguito ad una catena di eventi occasionali: Paperino, entrato in possesso di Villa Rosa (già covo del ladro gentiluomo Fantomius, una sorta di incrocio tra Fantomas e Arsenio Lupin), entra pure in possesso di segreti, costume e armamentario del vecchio proprietario.

Erano anni in cui i personaggi con la “k” finale (seri o parodistici che fossero) abbondavano, sui fumetti, nella narrativa, in serial televisivi. Da Diabolik a Satanik, fino a Dorellik. Quest’ultimo in particolare era la versione ironica del criminale creato dalle sorelle Angela e Luciana Giussani, e fu la scintilla che fece sorgere l’idea a Elisa Penna. Guido Martina e i suoi successori attinsero a piene mani a quelle esperienze, nonché agli elementi tipici del noir di personaggi come i già citati Fantomas o Arsenio Lupin. L’obbiettivo era dare una svolta in termini di “azione” al personaggio Disney forse più amato in Italia, senza per questo stravolgerne ambientazioni e stili narrativi.

Agli esordi l’alter ego di Paperino è un eroe un po’ cinico, intento più che altro a vendicarsi dello zio Paperone, del cugino Gastone o dell’eterna fidanzata Paperina. Solo in seguito diventò un eroe interessato anche a raddrizzare i torti subiti dagli altri. Stranamente, proprio questa evoluzione più supereroistica segnò il primo declino di Paperinik, che cominciò ad apparire sempre più raramente e stancamente sulle pagine di Topolino. Fino a quando, una decina d’anni fa, venne rivitalizzato nel moderno PK.

Ricordo bene “Evroniani”, il numero 0 di quella serie, dove Paperino riveste i panni della sua vecchia incarnazione supereroistica per affrontare una minaccia aliena. Si trattava di una prima uscita che introduceva, oltre al nuovo progetto seriale, nuovi universi e contesti narrativi con cui si sarebbe misurato un Paperinik maggiormente tecnologico. Una sconosciuta razza aliena, viaggi nel tempo, scienziati pazzi, scenari complottistici o da agente segreto: tutti gli ingredienti per modificare le atmosfere degli inizi (un misto di parodia e noir) verso quelle fantascientifiche, con un’attenzione maggiore alla serialità che si concretizzò anche nel formato, tipico dei comics supereroistici.
Un progetto che non mi ha mai convinto del tutto, nonostante la buona qualità delle prime storie. Ma qui andiamo davvero sul piano sentimentale: preferivo il Paperinik ruspante che si appoggiava alle invenzioni del fidato Archimede, piuttosto che l’eroe determinato che appariva quasi un novello Batman.

Dopo la chiusura di PK, l’alter ego di Paperino ha ripreso le sue apparizioni sul settimanale più classico e famoso della famiglia Disney (è notizia proprio di questi giorni che dovrebbe presto riapparire anche Paperinika, creata da Martina e Cavazzano nei primi anni ‘70).
Cosa volete che vi dica? Questa notizia mi ha fatto tornare la voglia di zompettare per casa immaginandomi di avere gli stivaletti a molla… Ora però, prima che andiate a sputtanarmi in giro, vedrò di farvi ingerire le caramelle Car- Can (le Caramelle Cancelline inventate da Archimede che cancellano i ricordi degli avvenimenti più recenti a chi le inghiotte).
Francesco 'baro' Barilli