sabato 15 agosto 2009

Omac di Jack Kirby - apr 2007




OMAC 

di Jack Kirby


brossura, b/n, 

174 pag., 


collana "Classici DC"

€ 6,95


Planeta DeAgostini 





Sarebbe pura e ingiustificabile follia perdersi questo volume di Jack Kirby!

C'è tutto il Kirby che conosciamo e amiamo: fantascienza, disegni grandiosi, dinamici che par quasi di vederli muovere, i macchinari come solo lui sapeva rappresentare... una festa per gli occhi, da guardare prima ancora che da leggere.

OMAC è l'acronimo di One Man Army Corps (Un esercito di un solo uomo), ossia ciò che Amico Bianco, un oscuro e anonimo abitante di un futuro distopico - il "mondo che verrà" - diventa: un supereroe, superforte, superottuso.

La Guerra Fredda è finita; in quell'ipotetico futuro non esiste più la "minaccia rossa" delle storie Marvel degli Anni 60: la pace è stata stabilita tra i popoli.
Già: la pace. Mantenuta dall'Agenzia di Pace Globale, una sorta di superpolizia "nonviolenta" (!).
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OMAC, di Jack Kirby
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Però Jack Kirby non ce la fa a costruirsi una parte non sua, ed ecco che torna presto e prepotentemente il suo fisiognomismo lombrosiano: uno dei supercattivi ha un nome chiaramente esteuropeo - Kafka; nome geniale, peraltro! - ed esibisce la stessa ghirba degli orridi dittatori comunisti tipici(ssimi) delle prime storie Marvel degli Anni 60.
Beh, meglio così, è questo il Kirby che amiamo e che vogliamo; per il politicamente corretto, rivolgersi altrove.

OMAC parte di botto e col botto; niente psicologismi (superproblemi) o finezze di sorta, non c'è quasi nemmeno il tempo per spiegare i superpoteri di OMAC. Siamo in presenza dell'equivalente fumettistico di un action movie, disegnato da dio e pieno di ispirazioni per fututi scrittori. Chissà se Grant Morrison, ad esempio, si sarà ispirato all'OMAC e al Brother Eye di Jack Kirby per la sua polizia-occhiolino di Seaguy?

Kirby si fa ancora una volta forte del suo nome e della sua fantasia, narrativamente retrò, ma all'avanguardia, e anzi profetica, socialmente (e non solo).
Chiama "satana" il maresciallo Kafka, anticipando il modo in cui metà del mondo avrebbe chiamato l'altra in tempi recenti. I suoi personaggi usano telefoni cellulari lustri prima della loro diffusione. E la cresta di OMAC è una citazione antico-romana o un anticipo sull'estetica punk a venire?
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OMAC, di Jack Kirby
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Kirby scrive con una prosopopea sempre più retorica, eppure gli si giustifica - semmai ce ne fosse bisogno! - tutto quanto perché a differenza di molti suoi emuli, lui riesce comunque a comunicare emozioni.

Con queste storie - estremamente e deliziosamente ultrapop - Kirby è riuscito a trasmettere una grandissima cupezza, angoscia e senso di disperazione.
Questo meraviglioso volumetto contiene i primi e ahinoi unici otto numeri di OMAC (ottobre '74 - dicembre '75), serie che il pubblico dell'epoca non premiò, tanto che la DC ne dispose la chiusura.

Si tratta di una nuova versione del "siero del supersoldato" che rende il gracile e patetico Amico Bianco "l'uomo con la potenza di centinaia di uomini", One Man Army Corps appunto.
Il suo enorme potere deriva ed è controllato in modo misterioso da Brother Eye, un satellite senziente al servizio della rappresentanza terrena della pace, gli Agenti dell'Agenzia di Pace Globale, i quali sono privi di volto.
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OMAC, di Jack Kirby
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Di nuovo l'ossessione di Jack Kirby per il corpo (vedi l'incredibile, fantastica, macabrissima prima storia; e anche la quinta storia), i suoi corpi perfetti nelle "deformazioni" anatomiche, inimitabili e kirbyane per eccellenza, così come i suoi assurdi macchinari che incantano i lettori ancora oggi e che assumono dimensioni e significati quasi carnali...

Il corpo "normale", banale, è nascosto, non esibito, quasi ci fosse da vergognarsene. Gli Agenti di Pace, si diceva, sono privi di volto: lo spray cosmetico col quale si spruzzano i volti non solo nasconde i loro lineamenti, ma anche il colore della loro pelle ("la razza", per usare un concetto obsoleto e politicamente scorretto, che infatti Kirby usa senza problemi).

I corpi che vale la pena di mostrare sono gli archetipi classici, del classicismo kirbyano s'intende, racconti leggendari di corpi, non descrizioni o rappresentazioni realistiche.

Gli unici altri corpi da mostrare sono i "corpi sbagliati", quelli dei malvagi o dei deboli; vengono mostrate le stilizzazioni del male, come la terza vignetta a pag. 96: una falsa prospettiva di un volto orrendamente deformato dal Male.

Non c'è più la guerra nel "mondo che verrà", ma nonostante ciò "il crimine e i suoi arsenali nascosti sono ovunque...". Si stava forse "meglio" quando c'era la guerra?

Una sequenza di otto storie mozzafiato, colme di meravigliosi disegni resi ancor più efficaci dal bianco e nero, condivisibile scelta della Planeta DeAgostini.

E pazienza se non ne leggeremo mai la fine. Ne vale comunque la pena. Eccome!



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OMAC, di Jack Kirby



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