mercoledì 5 agosto 2009

Mono n. 1 - dic 2006


Mono n.1 Americana di AA.VV. - A cura di Sergio Algozzino e Marco Rizzo - 48 pg – b/n – spillato – 6,9 euro - Tunué

Mono ha un obiettivo tanto semplice quanto rivoluzionario: offrire a numerosi autori un tema e una pagina in cui raccontarlo come più li aggrada. Il tutto confezionato nel formato di rivista con un ampio apparato redazionale a far da cornice a i lavori degli artisti coinvolti. Il risultato sono 34 tavole autoconclusive e quattro racconti illustrati tutti rigorosamente di una sola pagina e tutti incentrati sull’America.

Monotavole e monoracconti
Le storie di una sola tavola sono il cuore pulsante di Mono, la sua ragione di esistere e, più brutalmente, il fulcro di ogni valutazione sulla qualità di questo primo numero. Il giudizio complessivo è buono, al mio personalissimo tabellino conto almeno undici storie ottime mentre i passaggi a vuoto si contano sulle dite di una mano. Purtroppo sono queste poche pagine, tutte accomunate da una banale ed incolore critica alla società e alla politica statunitense, a lasciare una vaga sensazione di monotonia nell’approccio e di spreco per le tante sfaccettare di un argomento come l’America ignorate. Un’impressione quanto mai errata, la forza di Mono riemerge a un secondo sguardo quando alla mente riaffiorano le sue molteplici anime, dalla satira amara di Enoch alla comicità linguistica di Giovanni Gualdoni e Paolo Antista, dall’America trash di Giuseppe Ferrario a quella madre del mito del supereroe mascherato raccontato da Tito Faraci e Claudio Villa passando per il mito dell’americano che Dennis Medri riporta a galla dalla sua infanzia romagnola. Sono quindi solo le storie mal riuscite ad essere ripetitive ed è proprio la scarsa ispirazione a renderle monotone e a rischiare di inficiare il giudizio globale su un progetto che deve, e ci riesce con successo, fare della varietà uno dei suoi punti di forza.
Nell’editoriale Sergio Algozzino e Marco Rizzo propongono Mono come “..una sfida collettiva, un esercizio di stile” evidenziando come la rivista voglia essere una sorta di compendio di modi di fare fumetti diversi tra loro per stili, costruzioni delle tavole, linguaggi e generi usati. In effetti non mancano le sperimentazioni come la stupenda tavola a svolgimento piramidale di Giuseppe Manunta o la confusa ma coraggiosa storia di Yoko Ippolitoni e Elena Barelli, anche se nel complesso sono le differenze stilistiche fra gli autori ad emergere con prepotenza.
Ai tantissimi autori affermati presenti, la rivista della Tunué affianca diversi esordienti o quasi e lo fa seguendo due diverse strade: da un lato ospitando tandem creativi in cui nomi di richiamo si affiancano a fumettisti meno noti come, ad esempio, la collaborazione tra Emiliano Longobardi e Werther Dell’Edera, disegnatore Eura recentemente sbarcato negli USA per la Vertigo; oppure dando un importante chance ad autori del sottobosco editoriale italiano come Davide Morando e Jacopo Vecchio autori della spiazzante”Enjoy the american ideal of...”.

A chiudere la sezione Monotavole troviamo quattro racconti illustrati che rappresentano una delle più piacevoli sorprese di Mono. Quattro storie molto diverse per generi, si va dall’amara riflessione di Giovanni Di Gregorio al racconto storico sulla Mano Nera di Manlio Mattaliano e Salvo Toscano, e per stile, dal forse troppo sperimentale testo di Luana Vergari alla stupenda quotidianità raccontata da Alessandro Bilotta.
Deludono invece le pagine occupate da illustrazioni e pin up non tanto per la qualità delle stesse ma per lo scarso contributo narrativo che danno alla vetrina sui modi di raccontare che è Mono.

Redazionali mon(o) amour
La presenza di un ricco apparato redazionale mi aveva piacevolmente colpito fin dalla presentazione di Mono. Recensioni di fumetti, musica, libri e film legati al tema scelta andavano a completare una monografia in cui attraverso interviste, testimonianze, analisi del tratto e delle opere si sarebbe approfondito un singolo autore. Saputo poi che il protagonista del primo numero sarebbe stato Jacovitti la mia curiosità era alle stelle. Una volta letta la rivista le mie (alte) aspettative hanno trovato buoni riscontri nell’interessante monografia su Jacovitti con la piacevole sorpresa di trovare anche una bella tavola di CoccoBill, ma sono rimaste in parte deluse dalla sezione dedicata alle recensioni.
Le mie critiche a Monorecensione non riguardano né la selezione di opere proposte, compito davvero arduo visto l’ampiezza del tema, e neppure l’accuratezza e piacevolezza delle singole recensioni, ma piuttosto una scarsa omogeneità fra le diverse sezioni nell’approccio e negli obiettivi. Escludendo l’inappuntabile parte fumettistica le discrepanze sulla linea editoriale emergono forti tra la critica libraria e quella cinefila: da una parte sono proposti libri e autori che appartengono ai classici della letteratura (On the road, Moby Dickil Tropico del Cancro, Venti canzoni d’amore), mentre la rubrica di cinema propone un taglio opposto proponendo film d’autore ed underground (Soy Cuba di Kalatozov e The Brown Bunny di Vincent Gallo ad esempio) dando l’impressione di leggere due diverse riviste.
Pecca questa che non intacca il buon livello globale dei redazionali, come non è grave ma piuttosto un’occasione sprecata la scelta di segnalare Essential e Definitive Collection come opere indicate per conoscere gli autori proposti nella sezione musicale quando, al contrario, l’indicazione di un singolo album sarebbe stata ben più significativa.

Perché acquistare Mono?
Il progetto Mono merita di essere supportato. Per un semplice motivo: la rivista è un lettura interessante e piacevole, fra fumetti e racconti illustrati sono numerose ed eterogenee per stile le opere di alto livello. La confezione editoriale è perfetta per formato, carta ed impaginazione e la bella copertina di Roberto Baldazzini, se pur parzialmente celata dalla grafica della testata, ben rappresenta lo spirito e la ricchezza di contenuti che caratterizzano la rivista.
Nonostante i difetti di questa prima uscita Mono sembra indirizzato sulla giusta strada e rimane la sensazione che nei prossimi numeri riuscirà ad esprimere ancora meglio le sue potenzialità. Un ulteriore motivo per superare le incertezze che può provocare il prezzo non certo basso, 6,9 euro, è che i ricavati di Mono contribuiranno al progetto di adozione a distanza di un bambino peruviano sottoscritto da Tunuè attraverso l’associazione Intervita onlus e che la casa editrice si è impegnata a proseguire nel tempo al di là di questa iniziativa editoriale.

gedo - Novembre 2006