domenica 16 agosto 2009


MOM'S CANCER di Brian Fies - brossurato, cm18,5 X cm13,7, 126 pag, b/n e colore, 10,00 - Double Shot, 2007

Mom's Cancer è un fumetto molto importante.
Come ogni opera riuscita ha diversi livelli di lettura degni di attenzione e di analisi.
La cosa più importante però è che questa storia è in grado di suscitare intense emozioni, autentiche e profonde.
Ecco uno dei livelli, dei modi di leggere questo fumetto: lasciarsi semplicemente trasportare da ciò che Brian Fies racconta. La storia vera che si dipana pagina dopo pagina narra una cosa dolorosa e semplice, già dichiarata sin dal terribile titolo: il cancro di Mamma.

Nella vita reale, un giorno come un altro a Mamma viene diagnosticato un tumore ai polmoni; questo terribile evento rivoluziona la vita di Brian e delle sue due sorelle. Per meglio riflettere e per dare un indirizzo al proprio dolore Brian comincia a raccontare gli avvenimenti della vita della sua famiglia e i suoi pensieri attraverso un blog.
La storia a fumetti prende vita e i lettori del blog aumentano, fino a che Mom's Cancer vince un Eisner Award. Un'importante casa editrice americana propone quindi all'autore di realizzarne una versione stampata.

La magia delle storie, una delle magie più potenti da cui sono costituite tutte le storie del mondo in qualunque maniera e con qualsiasi forma e linguaggio vengano narrate, fa sì che fino a che non cominciamo la lettura, Mamma sia ancora viva e sana.
Ecco che improvvisamente si rischia di essere folgorati dal (vecchio e foscoliano) discorso sull'immortalità, sulla vita che ci sopravvive. Mamma, fermata su queste piccole pagine rettangolari - e poi dai nostri occhi e fin su nella nostra mente - rimarrà viva per sempre.

Mom's Cancer racconta una storia semplice nella quale non è solo Mamma, e tantomeno il suo cancro, ad essere unica protagonista. Protagonisti sono i membri della famiglia, vicini e lontani, vivi o morti che siano, e le loro relazioni e le dinamiche famigliari e le emozioni, i gesti, i pensieri.

Non è affatto indolore scoprire poco a poco che quella famiglia potrebbe essere la nostra. Anzi: quella famiglia è già un po' la nostra.
Sì, è così: il cancro - argomento talmente orrendo che non si deve neppure nominare, al quale termine si sostituiscono anzi pietosi eufemismi - divide, spacca, pone in contraddizione mondi e relazioni, o le cementa, chissà; il cancro è uno dei legittimi protagonisti e anche questa è una magia.

Un altro livello di lettura di Mom's Cancer è il suo stesso linguaggio, l'unione di segni e parole che in mano ad un altro autore avrebbero potuto rischiare di trasformarsi in una storia didascalica, pedante, noiosa. O anche solo di allontanarne qualsiasi lettore.
Diciamolo chiaramente: quanti lettori di fumetti si accosterebbero a cuor leggero a un prodotto che parla di un cancro che colpisce una signora di mezz'età?...

Ecco perché bisogna far sapere in giro che questo fumetto è prima di tutto un bel fumetto che racconta una bella storia, ancorché dolorosa; che è ben disegnato e che il rischio didascalismo/noia è molto lontano!

Brian Fies, nonostante il dolore, realizza un ottimo prodotto, ben costruito, nel quale - in modi che contemplano anche l'ironia e il divertimento - viene fuori la sua conoscenza del medium-fumetto, la sua volontà di usarne il linguaggio in modo né autocompiacente (eccome se ci può essere autocompiacimento, nel dolore!) né troppo ingabbiato nel tipo di storia.
Al contrario, anzi: l'autore riesce a rendere una storia così teoricamente... anti-fumettistica adatta al linguaggio dell'arte sequenziale. Le linee, le scansioni, il senso del tempo, il ritmo, l'uso parsimonioso del colore, le citazioni, la scrittura tutta formano un bel fumetto che si legge come un bel fumetto, non come un "blog trasposto su carta" o una "autobiografia a fumetti" o peggio ancora un "diario disegnato".

Se si parla con chi ha già letto Mom's Cancer non sarà difficile sentir raccontare di profonde commozioni anche fisiche, esternate; per quanto mi riguarda ho pianto tre volte nel corso della prima lettura, in tre diversi momenti della storia. Ma bisogna ripetere ancora che la bellezza e l'importanza di questo fumetto non sta solo nelle corde emotive che riesce a pizzicare. Non è troppo difficile provocare commozione spingendo l'acceleratore sulle emozioni più superficiali; non è dunque in modo superficiale che la storia raccontata da Brian Fies commuove. Il difficile è riuscire a fare un bel fumetto, usando al meglio e creativamente il suo linguaggio.
L'autore riesce perfettamente nell'impresa e ora possiamo leggere Mom's Cancer anche in italiano grazie alla bella edizione della Double Shot: un volumetto che anche tecnicamente (carta, stampa, cura, prezzo) è un concentrato di pregi.

Orlando Furioso