lunedì 24 agosto 2009

Mister No

Segui dei personaggi per tanti anni, non perdi un numero delle loro testate, e ne conosci vita, morte e miracoli. Magari diventi, se hai capito quello che hai letto, un “esperto”. Ed è una cosa soddisfacente, che dimostra quanto possa diventare forte il legame tra un lettore e il suo eroe preferito, che sarà anche fatto di carta, ma può diventare così familiare...!

Ogni tanto, però, capita di avvicinarsi a qualcosa di nuovo e sconosciuto, qualcosa che non avremmo mai pensato potesse attirarci. Qualcosa di diverso.

E’ pensando a questo che, un anno fa, sono entrato in un negozietto di fumetti usati in cerca di altro. Non supereroi, che rimangono i miei preferiti. E nemmeno strips umoristiche, altro mio grande amore. “Proviamo qualcosa della Bonelli”, mi sono detto. “Zagor, Tex, Martin e Dylan li conosco già. Proviamo questo qui, che non ho mai letto prima. Proviamo...Mister No”. Tra le centinaia di albi Bonelli presenti nel piccolo ma fornito negozio c’erano anche numerosi MISTER NO (la serie regolare) e TUTTO MISTER NO (la ristampa cronologica durata una settantina di numeri, uscita oltre 15 anni fa). Per mia fortuna, del TUTTO c’erano anche i primi. Quella sera iniziai a leggere i tre albetti comprati la mattina. E fu amore a prima vista!

Mister No è Jerry Drake, reduce della seconda guerra mondiale che, dopo la fine del conflitto, decide di allontanarsi da quella civiltà che lo ha deluso troppe volte. Soldato per forza, pacifista per natura, Jerry viene soprannominato Mister No a cause del suo pessimo carattere, causa di tanti “no” ai suoi superiori negli anni della guerra.

Mister No sceglie come nuova casa Manaus, in Brasile. Nella verde Amazzonia, il veterano spera di trovare la tranquillità come guida turistica. Un lavoro che dovrebbe tenerlo lontano dai guai... ma sin dal primo numero, vediamo che non è così!
Non importa quanto Jerry possa allontanarsi dalla civiltà: violenza, avidità e meschinità non conoscono confini, e persino nel Brasile dei primi anni ’50 il nostro (anti)eroe dovrà vivere avventure pericolose ed infinite. Per sua sfortuna, certo, ma anche per il divertimento di noi lettori, che in ogni numero troviamo il povero pilota di Piper nei guai fino al collo; ma sempre a testa alta: nonostante tutto, Mister No rimane un inguaribile ottimista, che persino nei momenti di più nera povertà (cioè sempre) affronta la vita con un sorriso in volto e un bicchiere di cachaca in mano.

Mister No è una creazione di Guido Nolitta, alias Sergio Bonelli, e di Gallieno Ferri, lo storico disegnatore di Zagor, e ha esordito nel 1975 nell’albo omonimo. Come di certo saprete, Bonelli ha scritto un gran numero di storie di Tex, Zagor e altri personaggi, ma è proprio con Mister No che si è sentito più “a casa”: si tratta di uno di quei casi in cui autore e personaggio sono legati in maniera indissolubile, come Carl Barks e Zio Paperone, o Stan Lee e Silver Surfer. Bonelli, amante dell’Amazzonia e dell’avventura, ha messo tutto se stesso nel suo personaggio più riuscito. Non senza successo, visto che MISTER NO è stato per anni uno dei best seller della Casa Editrice.
E non c’è da stupirsi, visti i nomi degli autori che si sono occupati di lui: a parte Nolitta e Ferri vanno menzionati assolutamente Roberto Diso, che ha aggiornato il look di Mister No ed è stato copertinista della serie, il romitiano Fabio Civitelli, quando ancora non era una colonna di TEX, e Alfredo Castelli, che ben conoscete come creatore di Martin Mystère.

Il caso ha voluto che chi scrive sia rimasto folgorato dal personaggio proprio mentre questo stava per abbandonare le edicole italiane: alla fine del 2006, infatti, Bonelli stesso ha messo la parola fine alle avventure del suo “figlio prediletto” con il numero 378. L’abbassamento delle vendite e la risistemazione del parco testate della Sergio Bonelli Editore hanno infatti decretato la fine della serie, lasciando appassionati vecchi e nuovi privi di nuove avventure del loro eroe. Ma è davvero finita così? In realtà, nonostante tutto, la situazione è meno tragica di quel che sembra.

Prima di tutto, Bonelli ha annunciato la ripresa degli Speciali dedicati al pilota di Manaus. Due uscite all’anno, con storie autoconclusive ambientate in diversi periodi della vita del personaggio. Il primo (MISTER NO SPECIALE 16), intitolato Il tesoro maledetto, è già uscito ed è una bella storia legata agli avvenimenti della prima memorabile avventura di Jerry Drake.
La notizia più gradita per un neofita come me, però, è un’altra: in primavera le Edizioni If hanno iniziato a ristampare la serie nella curatissima MISTER NO RIEDIZIONE, ristampa cronologica che ogni mese, ad un prezzo contenuto (4,90 €), ripropone a lettori vecchi e nuovi due numeri della collana storica. Un’occasione davvero preziosa per scoprire o riscoprire uno dei più interessanti personaggi del fumetto italiano.
Insomma, anche se la serie inedita è finita quasi un anno fa, il nostro Jerry non ha ancora smesso di far parlare di sé!

Chiudo tornando al discorso iniziale. Se si parla di Mister No, io sono un lettore senz’altro inesperto. Non conosco le storie più importanti, non so in quale numero succede questo o quell’evento, non so quando Diso sostituisce Ferri come copertinista. Sicuramente ci sono persone più esperte di me che su Jerry Drake potrebbero scrivere articoli ben più lunghi e completi di quello che avete letto.
Eppure sono contento di questa mia condizione di “ultimo arrivato”. Sapete perché? Perché quando ho letto il primo racconto di Mister No, vecchio di 31 anni ma per me del tutto inedito, ho riprovato una certa sensazione: quella di chi entra in un mondo nuovo e non vede l’ora di esplorarlo. La stessa sensazione provata quando presi il mio primo fumetto dell’Uomo Ragno, o di Superman, o di Topolino.
Ed è una bella sensazione.

E se avrò trasmesso ad altri potenziali nuovi lettori la voglia di provare a leggere almeno un numero di questa serie... beh, sarò ancora più soddisfatto!