martedì 11 agosto 2009

Mirrormask - N.Gaiman - D.McKean


Mirrormask - Regia: Dave McKean - Scritto e Sceneggiato da: Neil Gaiman - USA - 2005

Bisogna prendere a sberle i propri idoli ogni tanto. Metaforicamente, s’intende.

E’ liberatorio, ideologicamente rinforzante, indispensabile per mantenere un minimo di spirito critico, soprattutto in questo momento storico, dove a tutti piacciono le stesse cose e ad età “x” corrisponderanno senz’altro i gusti “x” (e da lì non in molti scampano). Global imprinting, da ancor prima che la globalizzazione diventasse un fatto scontato e pubblico.

Vabbè, torniamo a bomba, cioè a cercare di raccontare ai fortunati che non l’avessero visto, quant’è brutto Mirrormask, il film di Neil Gaiman e Dave McKean.

Brutto? Di più: una vera e propria purga. Con l’ingiustificabile aggravante di essere mortalmente noioso, E, il cielo mi perdoni, banale.
Che nelle stesse righe ci possano stare le parole “neilgaiman”, “brutto”, “purga”, “noioso” e “banale” stupisce me per primo, che per Gaiman c’ho sempre avuto una fissazione (anzi, mi sa che faccio parte di quella vasta schiera di fan segretamente persino un po’ innamorati di lui…). E non è ancora finita eh… Ci saranno anche le parole “metafore scontatissime”, “sviluppo della storia telefonato”, “personaggi che definire bidimensionali è un complimento”, “recitazione da sbadiglio” e altro ancora.

Ok, lo ammetto: mi sto proprio sfogando!
Non sono abituato a parlare pubblicamente male di un fumetto/film/libro/disco. Men che meno sono abituato a criticare Lui, Neil Gaiman! Le sue produzioni, a fumetti o letterarie, mi sono sempre piaciute (a parte “L’Ultima Tentazione”, ma quella era dichiaratamente una marchetta. Era una marchetta, sì?…)
Quindi, visto che mi son deciso ad andare contro una mia radicata abitudine, tanto vale che lo faccia senza remore e con poche regole. Eventualmente, per chi lo desiderasse, la Rete pullula di recensioni positive su quella schifezza di Mirrormask. Ci pullula, vero?…

Mirrormask è un film a budget modesto. Questo non scusa nulla, naturalmente, visto che si possono fare ottimi film con budget ancor più modesti.

La produzione (The Jim Henson Company), così ho letto in giro, forse sperava in un nuovo Labyrinth (e relativi incassi) e bisogna ammettere che le risorse (gli autori) sembravano promettere bene: le storie di Gaiman hanno successo, sono ben costruite, pescano da un immaginario fantastico pieno di fascino, sono sempre intriganti. L’opera grafica di McKean, potrà piacere o meno, ma è stata innovativa e, perlomeno rispetto a un certo mondo-ambiente, dirompente; l’artista gode ormai di parecchio, riconosciuto rispetto.

Quindi, mi chiedo, perché un film così brutto?!?

Il film è presto riassunto: il Bene, il Male, blablabla, la Regina Nera, la Regina Bianca, l’Adolescente, il Doppio,la Maschera, la Crescita, blablabla, l’Altrove, che in realtà è il Nostro Mondo Interiore, blablabla. Vince il Bene, tutti Crescono felici e contenti. Fine.

Più seriamente (…): Mirrormask racconta l’avventura di una giovane ragazza - che lavora malvolentieri in un circo insieme ai suoi genitori - la quale si ritrova catapultata in un mondo “altro”, aldilà di una “finestra”, senza alcuna guida se non la propria volontà di affrontare i problemi. In definitiva: la classica quest. Lo scopo della quest è tornare nell'aldiqua, sconfiggere il Male e accettare di crescere.

Il mondo "di là" è il solito mondo fantasy, solo che questa volta a crearlo c'è Dave McKean; il quale non riesce (forse per scarsità di budget) a ricreare quelle atmosfere che gli hanno valso l'ammirazione di schiere di fans.
Alcuni dei topoi di McKean sono presenti nel film: animali "deformati", frutto dell'assemblaggio di elementi noti con elementi "normali" atti a creare l'effetto perturbante, il decadimento dechirichiano degli ambienti, il tutto-nebbioso, le maschere... Durante tutto il film però è presente la sgradevole sensazione (visiva e no) che, per esempio, gli sfondi siano appiccicati a un fondale e che tutto il film si svolga dentro uno studio. Alcune scene sono visivamente efficaci (la scena dei "manichini-orologi" e il colloquio con le Grandi Creature di Pietra), ma la sensazione di "è-tutto-finto" è perenne e dura da mandar giù.
La regia pare distratta, affrettata; la fotografia noiosa e monocorde, senza particolari guizzi, con poca tensione.

Ma le vere pecche di Mirrormask sono la storia e la sceneggiatura. (E non si pensi che non soffra ad affermare questo... Urge un'ennesima rilettura di Sandman per pareggiare le questioni di karma!).
Neil Gaiman getta in questo film una serie di metafore - abusatissime - e le rappresenta e sviluppa in modo banale, telefonato e noioso, oltreché retorico (e quest'ultima è la cosa che proprio non gli perdono). Tutti i personaggi del film, tranne forse gli strani uccelli-Bob, protagonisti dell'unico, purtroppo brevissimo momento divertente della pellicola, sono tagliati con l'accetta e stereotipati: la mamma, il papà, quello scemo dell'accompagnatore della ragazzina nell'Altro Mondo, la Regina Nera e la di lei figlia, la vecchina del negozio... Vuoti contenitori senz'anima.
Sono proprio i personaggi di qualsiasi storia fantasy di quarta categoria, senza niente di nuovo, di bello od originale (o almeno divertente) che li caratterizzi in qualche modo.

Insomma: perché doversi sorbire cento minuti di una tale noia?
Per amore di Neil Gaiman e Dave McKean? No, mi spiace, non ne vale la pena.

Orlando Furioso - Settembre 2006