mercoledì 19 agosto 2009

Marionette di Chiho Saito - ott 2007

MARIONETTE di Chiho Saito
"Mou hitori no marionette"; serie di 8 volumetti in corso di pubblicazione;
brossurati, b/n, 192 pag., fumetteria e libreria, lettura all'orientale, euro 4,20 - Edizioni Star Comics

"Jin... ehm... il tavolino rotondo... potrei farlo... io?"
"...ma se ti muoverai... anche di un solo millimetro... ti riempirò di botte!"
"Daccordo! Non mi muoverò!"

[Chiho Saito 'Marionette', primo volume]

Eroine che lottano per salvare la Terra e nel frattempo ci insegnano a riciclare i rifiuti e a rispettare le minoranze; eroi che per non darci il cattivo esempio smettono di fumare; criminali che non volendo essere modelli negativi non uccidono più; vite dei papi a fumetti... tra tutto ciò un manga che il politicamente corretto non sa neppure dove stia di casa diventa ai nostri occhi obliterati da troppa virtù una boccata di sana CO2!

Sarà perché è un fumetto giapponese - e in giappone si racconta in modo diverso che qui in occidente; sarà che è del 1991, quando cioè il politicamente corretto non era ancora un'obbligatoria pastoia, questo Marionette della sublime Chiho Saito (La Madonna della Ghirlanda; Utena, la ragazza rivoluzionaria; Kanon; Valzer in bianco; Chiho Saito Presenta, tutti pubblicati in Italia dalle Edizioni Star Comics) è sin dalle prime pagine un deliziosopolitically in-correct che fa bene alla mente e al cuore. concentrato di sopraffazione, maschilismo, moderata violenza gratuita (schiaffoni) e insomma una bella dose di

Intendiamoci: "i personaggi presenti in questo albo sono tutti maggiorenni, e comunque non si tratta di persone realmente esistenti, bensì di semplici rappresentazioni grafiche.".
Nel caso qualche moigino fosse all'ascolto, si vuol dire che in un'opera di finzione si può scrivere e rappresentare ciò che si vuole; sta poi a voi, mamme e papà, capire e decidere se quel che il pargolo legge o vede in tivvù è "adatto".
Senza contare che c'è chi si è nutrito, in tenera età, di fumetti neri eppure oggi non ruberebbe nemmeno una clip dall'ufficio, per tacer di quando cede il posto a sedere alle persone anziane sui mezzi pubblici...

Ma perché dire, addirittura!, che questo politicamente scorretto farebbe bene "alla mente e al cuore"?
Forse perché non è scontato che la melassa imperversante e corretta sia il migliore dei modi possibili di narrare; forse perché miele e ipocrisia vanno spesso a braccetto; forse perché i cattivi modelli sono infinitamente più divertenti e, alla fin fine, stimolano maggiormente la riflessione e una presa di coscienza personale e autonoma. Inoltre c'è ancora qualcuno che crede davvero che se, per esempio, ascolto "troppo" heavy metal finirò per andar per cimiteri a far sabba?!? Andiamo...

Con ciò non si vuole assolutamente dire che Chiho Saito sia un'autrice rivoluzionaria perché sconvolge la morale comune, anche perché - ripetiamolo che non guasta - l'eventuale morale comune giapponese del 1991 non è certo la nostra odierna.
Questo non toglie il fatto che il manga Marionette abbia, per noi lettori occidentali di oggi, un fascino sottilmente morboso anche e soprattutto perché, appunto, propone senza remore situazioni scabrose e che certamente farebbero gridare allo scandalo molti genitori benpensanti che scoprissero i propri figlioli a leggerlo. Non fosse che per questo motivo, Marionette
meriterebbe la lettura!

Ma il manga ha anche molti altri motivi per essere letto e apprezzato da un'ampia fascia di lettori e lettrici:
A cominciare dal caratteristico stile della Saito: classico, sinuoso e preciso, con le sue figure alte, slanciate ed esilissime, ognuna dotata di fascino androgino e di una bellezza sensuale e sottilmente perversa.

I protagonisti dei due volumi usciti a tutt'oggi (ottobre 2007) sono Nanami e Jin. Nanami è una bellissima sedicenne di provincia innamorata della danza classica che studia dalla tenera età di 4 anni, e che desidera sopra ogni altra cosa andare a frequentare la prestigiosa Scuola di Danza Classica di Tokyo (e complimenti per l'originalità del nome della scuola). Dopo una drammatica perdita famigliare Nanami si ritrova davvero a Tokyo, ma in una situazione molto diversa - e decisamente più scabrosa - da quella che aveva sognato.
Jin è un uomo affascinante, leggermente androgino e misterioso, dotato di enormi occhi penetranti e con un lampo sempre crudele e triste nello sguardo. E' un autore teatrale e dirige la compagnia di attori nella quale in modo rocambolesco si è ritrovata invischiata la bella e fragile Nanami...

Inutile dire che tra i due sono subito scintille (e, letteralmente, schiaffoni). Come il loro ambiguo rapporto si evolverà lo vedremo sicuramente nei prossimi volumi.
Per ora la loro relazione fa perno su sentimenti contrastanti, come l'ammirazione e la menzogna, la violenza, la sopraffazione e l'attrazione, la svalutazione e la sfida. Sentimenti che fungono ottimamente da base per costruire una storia ricca di situazioni interessanti e non banali.

La pubblicità recita: "Per chiunque abbia amato Il Grande Sogno di Maya - Glass No Kamen..." e in effetti le situazioni - e la rosa delle emozioni e dei sentimenti proposti - ricordano quelle del bellissimo manga di Suzue Miuchi.

Marionette è una lettura che non potrà assolutamente deludere chi già è appassionato al genere e non solo: potrà anche conquistare nuovi lettori, se essi avranno il buon gusto di avvicinarsi al genere senza pregiudizi, perché una bella storia resta una bella storia, indipendentemente dalla latitudine geografica nella quale è stata ideata, dal tempo trascorso dalla sua creazione, dal genere proposto.
Buona conturbante lettura!

Orlando Furioso