lunedì 17 agosto 2009

Luca Vanzella e Luca Genovese: intervista esclusiva - nov 2007


"L'autarchia è una possibilità.
Diventa il nostro editore.
Leggi, scarica, stampa."

Così Self Comics si presenta ai visitatori che visitando il suo sito per la prima volta si preparano a scoprire una delle realtà più significative del fumetto indipendente italiano. Prima di approfondire altri aspetti della produzione di questa casa editrice bisogna partire dalla caratteristica fondamentale dei loro lavori: sono ottimi fumetti.

Luca Vanzella
e Luca Genovese , fondatori di Self Comics nonché protagonisti di questa intervista doppia, hanno portato avanti una narrazione incentrata sul quotidiano e sullo sviluppo dei personaggi in un contesto di ricerca e sperimentazione a 360 gradi. Sceneggiatura, struttura della storia, tratto, costruzione della tavola sono solo alcuni dei campi in cui gli autori Self Comics hanno provato a sperimentare senza però mai tralasciare la loro voglia di raccontare storie. Anche la scelta di produrre solo storie di 8 pagine dice del coraggio di confrontarsi con un limite strutturale per trovare nuove soluzioni: il racconto breve è una delle sfide più difficili per un narratore e la padronanza che hanno sviluppato i ragazzi Self Comics è la principale dimensione del loro talento di fumettisti. Storie come Gloria ovvero il giorno... oppure Decay/delay/Attack:Drinking Eye colpiscono per lo story telling personale, essenziale e coinvolgente così come per l’abilità con cui ogni personaggio è caratterizzato in poche ma significative pagine.

La continua voglia di rinnovamento è garantita anche da una produzione che miscela i lavori di autori più esperti e noti (Claudio Calia, Mabel Morri, Ausonia, Simon Panella, Luigi Critone e Paolo Parisi) con le proposte di giovani autori esordienti ( Giulia Sagramola, Lorenzo Manià e Matteo Fenoglio ad esempio). Il valore dell’esperienza di Self Comics è anche nelle sue dinamiche produttive in equilibrio tra la frugalità e innovazione tecnologica. In un mondo in cui chiunque ha una stampante e una buona connessione a Internet Vanzella e Genovese hanno deciso di fare del web il loro distributore lasciando però che il fumetto rimanesse fruibile nella sua dimensione migliore: stampato su carta. Ogni Self Comics è infatti proposto in un file pdf impaginato in modo da essere stampato e confezionato in pochi istanti.

Prima di lasciare la parola a Luca Vanzella, sceneggiatore e autore del saggio sul cosplay Cosplay Culture edito da Tunuè, e a Luca Genovese, disegnatore per Eura Editoriale, IndyPress, Oni Press, Edizioni Bd e Black Velvet con cui ha recentemente pubblicato il volume Ferragosto vi consiglio di visitare il sito Self Comics e provare a stampare, confezionare e soprattutto leggere qualcuna delle loro storie. Per i più pigri o per chi volesse approcciarsi in modo più completo ai fumetti Self Comics vi ricordo che buona parte della loro produzione fino ad ora è stata raccolta e stampata in due consigliatissime antologie distribuite nelle librerie all'interno del catalogo Black Velvet.
Buona lettura!

Come ti chiami?
Luca Vanzella: Luca Vanzella.
Luca Genovese
: Luca Genovese.

Quando e dove sei nato?
Luca Vanzella: A Conegliano nel 1978 .
Luca Genovese
: A Montebelluno il 26 marzo del 1977.

Dove vivi?
Luca Vanzella: Bologna.
Luca Genovese
: Bologna.

Dove vorresti vivere?
Luca Vanzella: Buenos Aires
Luca Genovese
: Per ora va bene Bologna.

A che età e con chi la prima volta? (Che hai letto un fumetto, ovviamente)
Luca Vanzella: Escludendo Topolino, credo fosse qualche rimasuglio di buste Corno a 11 anni, avanzi sbiaditi probabilmente. Da lì in poi Dylan Dog, Martin Mystere, X-men e supereorisimi vari finche poi ho scoperto che c’è anche altro in giro.
Luca Genovese
: Ero molto piccolo, probabilmente mi ha letto qualcosa mio fratello. Non ricordo cosa fosse, ma lui andava matto per un le storie di un pilota da corsa quindi magari era qualcosa di quel tipo..

Qual è stato il tuo primo fumetto?
Luca Vanzella: Il Dottor Massacro che usci per l’Indy Press nel 2001 e che, mi viene da dire "grazie al cielo", non si trova più. Non voglio rinnegare, è stato divertentissimo lavorarci, però non credo che sia molto rappresentativo di quello che faccio adesso.
Luca Genovese
: Pig Man, un fantasma col naso da porco che disegnavo sui quaderni a quadretti.

Il tuo "muso ispiratore"?
Luca Vanzella: Sono molti e non solo fumettistici ma Grant Morrisonha un posto speciale nel mio cuore: la sua Doom Patrol fu una rivelazione.
Luca Genovese
: Ho iniziato amando Cavazzano.

Il fumetto che più ti è piaciuto, o un fumetto che vorresti aver realizzato tu?
Luca Vanzella: Mica facile rispondere. Anche se forse David Boring di Daniel Clowes è l'opera che più mi ha fatto rodere d'invidia, non riuscirò mai a scrivere un gioiello del genere!
Luca Genovese
: Non ne esiste uno in particolare.

Un fumetto (o un autore) che non ti è mai piaciuto?
Luca Vanzella: Molto banalmente Tex.
Luca Genovese
: Non saprei, se non mi piace non lo leggo, non lo cerco e pian piano me lo dimentico, quindi non saprei. Comunque cambio spesso idea.

Fumetto italiano o americano?
Luca Vanzella: Italiano, con speranza e fiducia.
Luca Genovese
: Italiano.

Fumetto d'autore o popolare?
Luca Vanzella: Popolare, ma più per motivi ideologici.
Luca Genovese
: Entrambi.

Che ruolo hanno avuto i Manga nella formazione come autore di fumetti?
Luca Vanzella: Come tutti i nati in quegli anni ho guardato un sacco di cartoni animati e letto manga rimanendo affezionato a quel mondo. Tuttora leggo i manga con piacere, da Death Note a Taniguchi. Come autore di fumetti invece i manga mi hanno sempre affascinato per il modo in cui la realtà e il quotidiano interagiscono con elementi fantastici. Trovo che riescano a intrecciare diversi elementi in un modo molto "caldo", non saprei come altro dirlo. E poi ovviamente mi hanno insegnato ad amare i robot giganti.
Luca Genovese
: Grandissimo, anche se in realtà ha avuto un peso maggiore l’animazione con le serie degli anni 80 (Conan,, Mazinga, i robottoni..) che mi hanno spinto a comprare i fumetti giapponesi. In qualche modo hanno poi finito per influenzare anche il mio modo di disegnare.

Bianco e nero o a colori?
Luca Vanzella: Bianco e nero per l’eternità.
Luca Genovese
: Bianco e nero.

Se non ci fossero i fumetti a cosa ti dedicheresti?
Luca Vanzella: Continuerei a fare quello che faccio ora, cioè il grafico impaginatore di giorno e lo scrittore al tramonto. Solo che magari scriverei altro, chessò, le etichette dello shampoo. Ma comunque scriverei.
Luca Genovese
: Agli orologi e alla scultura.

Cosa pensi della critica fumettistica in Italia?
Luca Vanzella: Che sostanzialmente non esiste in quanto tale: ci sono persone che scrivono di fumetti, chi più amatorialmente chi meno. In Italia da una parte manca un volume sufficiente di uscite e quella sorta di anonimato che dia senso alla figura di un critico selezionatore; dall'altra non esistono quadri teorici e ambienti culturali tali da stimolare opere di analisi che esulino dai gusti e dalle passioni dei singoli critici. Ora il fumetto si sta muovendo e magari anche il discorso sul fumetto si muoverà.
Luca Genovese
: Sono tutti simpatici amici. In realtà la critica fumettistica potrebbe essere più professionale e seria però, purtroppo, per ora fare il critico di fumetti è un hobby.

Sei fra i pochi autori di fumetti senza un blog, persino Gipi ha riaperto il suo. Come mai questa scelta?
Luca Vanzella: Perché, incredibile a dirsi per uno scrittore, non mi piace parlare dei fatti miei. Anche nelle mie storie i riferimenti autobiografici sono sepolti sotto milioni di altre cose. Ma ho chiuso il blog anche per provare a creare contatti con altri mezzi (come i vari siti di social networking) che in altri ambienti, come nella musica ad esempio, hanno avuto buon successo. O forse perché fa più figo chiuderlo mentre tutti lo aprono. In realtà semplicemente non lo sentivo veramente come un mezzo mio e se dovevo portarlo avanti solo per tenere dei contatti allora era meglio farlo attraverso altri canali.
Luca Genovese
: In realtà ce l’ho, l’ho aperto da un paio di mesi ed è fermo senza neanche post. Quando ho provato uploadare un immagine e mi ha dato dei problemi ho perso l’entusiasmo. Sono abbastanza pigro.

Su cosa stai lavorando al momento?
Luca Vanzella: Oltre ovviamente a continuare con Self Comics sto terminando con Luca Genovese una graphic novel, mi scuso per la parolaccia, su Luigi Tenco per BeccoGiallo e poi scrivendo altre cose di cui è però è troppo presto per poterne parlare.
Luca Genovese
: Una storia sulla vita e la morte di Luigi Tenco con Luca Vanzella per BeccoGiallo e un nuovo libro mio per BlackVelvet che non ha ancora un titolo e nemmeno una pagina disegnata.

L'ALTRO

Cosa pensi dell'altro?
Luca Vanzella: E' il mio disegnatore preferito. Non sto scherzando e non lo dico perché lavora con me.
Luca Genovese
: Scrive spesso storie che vorrei scrivere io e che quindi adoro disegnare.

L'ultimo fumetto dell'altro che hai letto?
Luca Vanzella: Ferragosto e quello che sta facendo con me.
Luca Genovese
: L’ultima sua sceneggiatura che mi ha mandato.

L'ultimo fumetto dell'altro che ti è piaciuto?
Luca Vanzella: Ferragosto e quello che sta facendo con me.
Luca Genovese
: Quella.

Cosa hai pensato la prima volta che hai incontrato l'altro?
Luca Vanzella: Mi ha fatto un po’ paura. Eravamo a cena e gli era caduta una forchetta. Da come l’ha rimessa sul tavolo ho pensato “Oddio, adesso mi ammazza”. E’ invece è una persona adorabile.
Luca Genovese
: E’ gay.

Cosa hai pensato l'ultima volta che hai incontrato l'altro?
Luca Vanzella: Mi hai portato la birra?
Luca Genovese: E’ sbronzo.


C'è qualcosa che non hai mai detto all'altro (e che, cogliendo l'occasione, vuoi dirgli ora)?

Luca Vanzella: Gli ho detto veramente tutto quello che c’è da dire.
Luca Genovese
: Niente. Gli dico veramente tutto.

SELF COMICS!

Cos'è per te "Self Comics"?
Luca Vanzella: E’ figlio mio. Spero che sia stato un esempio, che abbia mostrato a tanta gente che vuole autoprodursi che è possibile farlo ottenendo visibilità e con una spesa di risorse relativa. E poi spero sia venuta bene, io sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto.
Luca Genovese
: E’ un gioco che diventato un mondo, un’esperienza e una figata. Grazie a Self Comics ho conosciuto un sacco di bravissimi autori con cui ho instaurato un bel rapporto, sono maturato io come tratto e stile ed in più stato un legame e un legante fra me e Luca consolidando assai il nostro rapporto di amicizia.

Di chi è stata l'idea di Self Comics?
Luca Vanzella: L’abbiamo avuta assieme, però forse l’idea del pdf scaricabile, che è un po’ la nostra peculiarità, è stata mia. Spero non si offenda se mi prendo il merito
Luca Genovese
: L’idea è stata sua, però se non ci fossi stato io a spingerlo e a rompergli le balle per fargli scrivere la prima sceneggiatura non saremmo riusciti ad arrivare a Lucca con [4D]. In realtà c’è sempre stata una collaborazione e uno scambio di idee e anche Self Comics è nato così, un po’ da me e un po’ da lui.

Descrivi in due parole il lavoro di Luca Vanzella per Self Comics.
Luca Vanzella: Fare la metà delle cose. Di tutte le cose. Mi sono fatto un curriculum con Self Comics, seguendo ogni fase produttiva dall’impaginazione al comunicato stampa.
Luca Genovese
: C’è chi ama dire per sfottere che lui è la mente e io il braccio. Penso che lui sia Self Comics tanto quanto me. Ci si da man forte a vicenda nei momenti di sconforto e perdita di entusiasmo, in fondo tra me e lui è come in un rapporto di coppia: ci sono momenti che va più giù, altri che lo tieni su anche se hai voglia di lasciarlo andare..proprio come in un rapporto di coppia.

Descrivi in due parole il lavoro di Luca Genovese per Self Comics.
Luca Vanzella: L’altra metà delle cose. Idem.
Luca Genovese
: Siamo intercambiali. Ecco, lui sa organizzare meglio le feste e io so folleggiare durante le feste meglio di lui.

Com’è lavorare in team con l'altro?
Luca Vanzella: Ci capiamo alla perfezione (o quanto meno, molto molto bene) ed è questo il motivo per cui lavoriamo insieme. E poi riesce a mandare via un sacco di mie paranoie, mi istiga a un’impulsività che non ho. O almeno io me la vivo così.
Luca Genovese
: Bello, perchè ha idee che mi stimolano molto anche graficamente. Mi sento autore di quelle storie e non solo disegnatore. Quando per esempio abbiamo creato Aleagio lui aveva pensato a un personaggio completamente diverso, io l’ho però disegnato con un viso accigliato e incazzato che ha contribuito a dargli un carattere differente su cui poi sono state modellate le sue battute successive. Ed è così anche per le storie, lui ha un idea e io ci metto del mi

Come editore, quale Self Comics ti ha reso più orgoglioso?
Luca Vanzella: Sono orgoglioso perché mi sembra di aver aiutato a far prendere il volo a degli autori. Luca Vanzella, Giulia Sagramola, per esempio, sta incominciando a veder riconosciuto il suo lavoro. Poi anche aver dato visibilità a gente che se la merita come Matteo Fenoglio e Lorenzo Manià. Ma sono anche molto orgoglioso delle storie degli autori più "navigati"... è veramente dura scegliere.
Luca Genovese
: Ce ne sono tanti. C’è m. fatta da Claudio Calia e scritta da Luca che è una delle storie più belle del sito tuttora anche se è stata fra le primissime ad essere pubblicate. Poi la La Somma Autorità di Luigi Critone che è un gioiellino. Tutte le storie che sono sul sito sono li perché ci piacciono. In realtà Aleagio è probabilmente il nostro personaggio che mi diverte di più.

"Ho avuto paura perché l'ho trovato sublime, ho avuto paura perché è una cartacea dimostrazione di quanto siano granitiche le palle dei due autori in questione, di quanto siano immensamente più bravi di me, più capaci e dotati di un personale storytelling che io faccio una fatica bestia a trovare,(..)e a loro risulta naturale e semplice come un respiro." Così Diego Cajelli sul suo blog commentava così Gloria ovvero il giorno il cui...

Che effetto ti ha fatto leggere queste parole?
Luca Vanzella: Gloria mi ha dato grandi soddisfazioni sotto tutti i punti di vista. E’ stato bello ricevere così tanti complimenti, soprattutto da una persona che stimo come Diego. Devo ammettere che quella storia mi ha dato i sensi di colpa: essendo basata su un racconto mi dicevo “non è merito mio, non me lo merito veramente“.
Luca Genovese
: C’imbarazza, ci diverte e ci porta a chiamarlo e offrigli una birra perché è bello e soprattutto spontaneo da parte di Diego commentare così di un nostro fumetto. Di Gloria in realtà se n’è parlato un sacco, un po’ per le tette e un po’ per Gesù. Io mi sono divertito da matti a disegnarla ed una delle storie nostre che preferisco. Con Gloria Luca ha dato una grandissima prova delle sue capacità, ci sono delle didascalie bestiali e i pensieri di lei sono fantastici.

Dopo due antologie e parecchi anni di attività come giudichi l'esperienza Self Comics?
Luca Vanzella: Molto positivamente. Siamo qui a Lucca e il fatto che gente che non conosco venga qua e mi dica “Wow, che figata, posso prendermi la seconda antologia” è una bella soddisfazione.
Luca Genovese
: Sta dando grandi soddisfazioni ma anche un bel po’ di sbattimenti, perché è nato come giochino ma è diventato un discreto impegno. Ma è bello, perché quando ti capita allo stand uno che si è scaricato tutte le tue storie e ti segue ogni mese..ti basta lui per andare avanti!

Quale futuro ti auguri per "Self Comics"?
Luca Vanzella: Self Comics avrà un anno di vita, l’anno prossimo infatti chiuderemo con questa fase. L’idea è o di rilanciare o rallentare perché Self Comics come esperienza ha dato molto e portarla avanti rischia di spegnerla. Preferiamo dare una discontinuità, diciamo così, adesso che siamo ancora in levare piuttosto che rischiare che la cosa si perda e sia data per scontata.
Luca Genovese
: Self Comics così come è ora esisterà fino a Lucca 2008 quando uscirà la terza e ultima antologia che raccoglierà tutte le storie di 8 pagine e sarà la fine di un ciclo che avevamo già preventivato dalla prima antologia. Il progetto doveva avere cinque anni di vita e produrre tre antologie. Questo non vuol dire che Self Comics morirà come etichetta, per ora pensiamo ad arrivare alla terza antologia con entusiasmo vivo poi vedremo cosa succederà. Magari diventeremo organizzatori di feste oppure faremo una rivista. O un canale televisivo. O un’agenzia di modelli. Qualunque cosa purché ci diverta e ci stimoli come fa ora Self Comics.

I fumetti Self Comics sono indipendenti, underground, alternativi, autarchici..? Aiutaci ad orientarci.
Luca Vanzella: Una volta in un incontro saltò fuori pop underground come definizione dei nostri fumetti, a me è piaciuta e la sposo totalmente. Suona molto bene.
Luca Genovese
: Pop underground, perché ha la fruibilità e l’immediatezza del pop ma la ricerca dell’underground. Anche se non è nostra c’è sempre piaciuta come definizione.

E' vero che, come dice Giorgio Trinchiero, "al giorno d'oggi essere indipendenti è possibile, underground no"?
Luca Vanzella: Oddio. Immagino di capire perché lo dice: oggi manca un approccio più controculturale e "ruspante" tipico dell’underground americano classico, anche se ci sono realtà molto vicine a quello spirito come Lamette e The Artist per dirne due. Ma è giusto scindere la sinonimia tra autoproduzione e underground, ora come ora il mondo delle autoproduzioni è più una sorta di micro-editoria che un ribollente fermento che viene dal basso.
Luca Genovese
: Non lo so. Non ho neanche mai concepito un concetto di underground qui in Italia, anche se The Artist dei pazzi di Milano è una realtà veramente underground. L’indipendente può essere comunque underground, ma può essere qualunque cosa. L’importante è che resti indipendente prima di tutto

XL ha deciso di dare ribalta a un certo tipo di fumetto indipendente italiano all'interno di una rivista generalista e spiccatamente commerciale, come giudichi questa operazione?
Luca Vanzella: L’unico problema è che sono tentati di mostrarlo come un progetto con una particolare identità che in realtà è stata data a posteriori. Meglio dire “Questi sono fumettisti bravi che escono per noi”. E' più che sufficiente.
Luca Genovese
: Può girare gli occhi verso il fumetto da parte di persone che normalmente non lo farebbero. Sono autori che sanno essere provocatori e che fanno un po’ di tutto, non mi piacciono neanche tutti ma mi diverte vedere cosa hanno creato. E’ una situazione divertente, forse è l’anello finora mancante tra la grande industria e tutti quei fumettari che si autoproducono con fotocopie. Diavù (Davide Vecchiato NdR) ha saputo scegliere questi autori secondo il suo gusto ma riuscendo a valorizzarli tutti.

Un saluto a chi ti vuol bene:
Luca Vanzella: Ciao a tutti.
Luca Genovese
: Ciao a tutti amanti e non.

Un saluto a chi ti vuol male:
Luca Vanzella: Ciao a tutti pure a voi.
Luca Genovese
: Ciao però stancamente.

gedo