mercoledì 19 agosto 2009

Leo Ortolani: Anautoràised Baiògrafi - The Uncensored version - set 2007


LEO ORTOLANI - Anautoràised Baiògrafi - La verità, solo la verità, tutt'altro che la verità (?) - The Uncensored Version!!! - di mdb

Antefatto

Verso l’inizio del 2007, l’ottimo Sovrintendente Plazzus (sempre sia lodato), evidentemente in piena crisi di astinenza da Crescentina, si era messo in testa un’idea meravigliosa: celebrare i dieci anni di pubblicazione del Rat-Man targato Panini con una serie di contributi da parte di amici, colleghi o (nella miglior tradizione bonviana) “semplici conoscenti” che ricordassero i “bei tempi andati”.
Quelli in cui il ratto lo leggevano in quattordici; quelli in cui Leo per sbarcare il lunario doveva fare il geologo e gli editori gli ridevano in faccia.
Si, insomma, i “tempi andati”.


Ripresosi dalla crisi, ma evidentemente annebbiato da un’overdose di Borlenghi, il buon Plazzimdb, che dopo aver aderito con il solito entusiasmo, cercava di coinvolgere i vecchi compagni di quell’allegra manica di scavezzacollo (ormai invero un po’ stagionati) che componevano la redazione di Made in U.S.A., non si sa quanto per mettere in comune gli onori e quanto invece per dividere le eventuali responsabilità civili e penali.

Purtroppo, l’operazione era nata sotto l’egida di Amon-Rat e non era quindi destinata ad avere vita facile, tra defezioni ampiamente giustificate, ritardi, rinvii, problemi tecnici (tra cui la prematura dipartita dello sfortunatissimo pc di Tommy con le vignette che dovevano corredare il pezzo).

A questo aggiungiamo che il Leo, evidentemente preoccupato dal lordume che quella combriccola avrebbe potuto portare sulle paginette del suo bimestrale, si era messo a produrre storie di pregevolissima fattura, addirittura superiore alla già alta media, ma soprattutto in formato extralarge, per scongiurare l’eccesso di editoriali spurii.

Insomma, il tutto sembrava destinato ad un allegro naufragio, o quantomeno ad un naturale oblio, ma l’eccelso Plazzi, roso da non si sa bene quale senso di colpa per aver messo in moto una macchina organizzativa così deficitaria, decideva di utilizzare ugualmente parte del materiale che gli era stato proposto.

Il risultato, opportunamente editato per motivi di spazio (mezza pagina di titolo non è roba da tutti i giorni) lo potete ammirare su Rat-Man #62, appena uscito in edicola e fumetteria, da comprare assolutamente, e non solo per verificare che cosa sia stato epurato.

A noi non resta che lasciarvi alla versione “Extended & Uncensored” di questa partigiana, faziosa, subdolamente insinuante e non si sa quanto attendibile ricostruzione dell’epopea “rattesca” e del suo autore, non prima di aver abbracciato nuovamente l’immenso Plazzi, giusto il tempo di rifilargli l’ennesima coltellata, nella miglior tradizione di Casa Borgia.

Si, perché quella sopra esposta è la versione ufficiale di come si sia arrivati all’articolo che potreste aver intenzione di leggere, ma in realtà uno scatto clandestino opera di Rico Corona, sedicente paparazzo della scuderia di Lele Mozo, getta una luce abbastanza inquietante e sensibilmente diversa su come sia arrivato il “nostro” mdb a farsi pubblicare sulle pagine del ratto…

Buona lettura.


Leo Ortolani – Anautoràised Baiògrafi
La verità, solo la verità, tutt’altro che la verità (?)

The Uncensored Version!!!


Gennaio 1967 – Il 14, nasce a Pisa Leonardo Ortolani, sotto il segno del Capricorno (ma per lo zodiaco cinese è l’anno del Cavallo, segno dell’azione e dell’avventura).


Novembre 1969 – La famiglia Ortolani si trasferisce a Parma, “soffocando le proteste del piccolo Leo con il biberon”.


Novembre 1971 – Entrato all’asilo, Leo aderisce a “svariate correnti artistiche, prevalentemente astratte”.

Settembre 1976Leo crea il personaggio con il muso a scimmia.

Giugno 1990 – In allegato a L’Eternauta #86 esce “Spot”, il secondo numero di un supplemento dedicato ad autori esordienti, su cui Leo pubblica la storia “Rat-Man”.


Novembre 1990 - Presso il Salone Internazionale dei Comics di Lucca la storia pubblicata su Spot vince il premio per la migliore sceneggiatura. Chi l’avrebbe mai detto? Non lo so, ma nessuno potrà togliermi la soddisfazione di sapere di averlo votato.

Marzo 1991Leo si laurea in Scienze Geologiche, chiudendo egregiamente un percorso formativo caratterizzato anche dall’adesione, ai tempi del liceo, alle “lotte partigiane per la sufficienza”. Gli è sufficiente lanciare un occhio (e mettere un piede) nel precariato ad oltranza che il campo della ricerca offre sin da allora per decidere di rimanere con la testa tra le nuvole e i piedi, tutti e due, nel precariato fumettistico. Echi della sua formazione universitaria affioreranno comunque qua e là nella sua produzione in modo talvolta inquietante: probabilmente non sapremo mai quale trauma psicologico gli ha causato l’uso improprio del “carotiere”, oscuro episodio su cui Leo mantiene tuttora il più stretto riserbo.
Sempre nel marzo 1991 inizia la sua collaborazione con “Made in U.S.A. ”, che sul numero 3 pubblica la sua rivisitazione della nascita di un mito dell’editoria americana, o forse due, dal titolo subdolamente allusivo: “Supermen!

Giugno 1991 – Esauriti i doveri scolastici nei confronti dei genitori, Leo assolve anche gli obblighi verso la Madrepatria, prestando servizio di leva nell’arma dell’Aeronautica Militare. L’esperienza è se possibile ancora più formativa di quella universitaria e lascerà ampi strascichi nella sua produzione fumettistica, a partire dalla fortunata serie di strips “L’Ultima Burba”, (utile a salvarlo dalla “Sindrome Depressiva da Naja”) fino ad arrivare alla storia “Ex-Men”, pubblicata nel marzo del 1992 sul numero 6 di Made in U.S.A.

Novembre 1994 – Chiude Made in U.S.A. , la prima vera palestra di Leo, che per protesta occupa due terzi delle pagine dell’albo (con la conclusione della “Last Fantastic Four Story” e con la prima versione in strisce di “Rat-man: Dal Futuro! ”) e si prepara a spiccare il volo solitario, ormai contaminato da quella “strana, emozionante popolarità underground” che due o tre disperati continuano a tributargli con decinaia di lettere di complimenti scritte sotto falso nome (e dovendo pure cambiare ogni volta la calligrafia).

Novembre 1995 – Inizia “L’Autoproduzione di Rat-man”, ovvero quella pubblicazione ormai mitica e misticheggiante che viene oggi nominata con reverenza e timore da ogni fan che si rispetti.
E’ un grande traguardo, a cui tanti aspiranti autori ambirebbero all’epoca, e in cui non pochi si cimentano: significa vedere il proprio lavoro finalmente pubblicato in forma autonoma, poter toccare con mano il riscontro da parte dei lettori, potersi proporre ad editori “veri” facendo vedere quello che si vale “veramente”: d’altra parte, come si dice, “carta canta”.
All’atto pratico, il tutto si traduce anche in una grandissima gavetta, che alle aspirazioni dell’autore di belle speranze (scrivere, disegnare, in una parola “fare” fumetti) unisce un master (rigorosamente a proprie spese) su correzione bozze e impaginazione, relazioni con fotocompositori e tipografi, facchinaggio vario, distribuzione “door to door” (gloriosa antenata del Peer to Peer), toccata e fuga dai creditori e presenza imprescindibile a qualsiasi fiera fumettistica del creato nazionale.
Ne sa qualcosa anche Laura Stroppi, che si ritrova a condividere con Leo un minivano lucchese con banchetto e due sedie, a prezzo da amico.
“Condividere” per modo di dire, visto che spesso lei resta in trincea a vendere e disegnare il suo “Ghigo Lo Sfigo”, mentre Leo è a zonzo a proporsi e farsi rifiutare da ogni editore che si rispetti (non necessariamente) che si ritrovi a calcare l’italico suolo fumettistico.
La collezione di porte in faccia è invero invidiabile: Sergio Bonelli conserva ancora con affetto la scrivania con le impronte di unghie di Leo, quando aveva dovuto chiamare la sicurezza per allontanarlo; Ade Capone conserva ancora un bigliettino d’amore con cui Leo cercò di conquistarlo per iniziare a pubblicare sotto la sua etichetta Liberty, nonchè le unghie che si è mangiato per aver rifiutato quel timido ragazzotto, forse per gelosia, o forse per paura di essere un giorno privato dell’ambito titolo di “Miglior Geologo Parmense a Scrivere Fumetti”.
I maligni dicono che ne abbia uno scantinato pieno, di unghie.
Alessandro Bottero lo propone ai responsabili Play Press, ricavandone un licenziamento e una lunga serie di pernacchie, che custodisce gelosamente nello sgabuzzino della bot-caverna.
Marco E Marcello Lupoi conservano ancora i messaggi in segreteria telefonica di quel buffo ragazzo con gli occhiali che, temendo che loro si facessero negare deliberatamente, telefonava ogni volta con una voce diversa e camuffata, arrivando perfino al fatidico “accento svedese” di fantozziana memoria.
Anche loro ne hanno uno scantinato pieno, di nastri.

Gennaio 1996 – Su Wiz numero 3 compare la prima recensione di Rat-man, in cui un anonimo redattore, sotto lo pseudonimo di Andrea Plazzi, tesse le lodi del ratto e del suo autore, sbilanciandosi fino ad affermare che “Leo Ortolani è il più grande autore Marvel vivente”.
Non è dato sapere che fine abbia fatto quel recensore: alcune voci lo danno deportato in un gulag Marvel a sbanchettare gonfiori sospetti dalle anatomie dei supereroi, secondo un programma rieducativo allora elaborato nientepopodimeno che da Rob Liefeld, altri sostengono che sia stato sostituito dal Sovrintendente Plazzus, mentre solo ultimamente comincia a farsi largo la voce che si trattasse di uno Skrull.
Quello che è certo è che il mondo editoriale comincia ad accorgersi di Rat-man e del suo autore.

Settembre 1996 – Se la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni, quella per la pubblicazione editoriale passa anche per Wiz, che forte del fatto che “errare è umano, perseverare è diabolico” (oggi le citazioni erano in offerta, si nota tanto?) pubblica una ministoria del Ratto. Le uova di cioccolato non convincono del tutto i responsabili (innervositi dal fatto di dover sostituire almeno un paio di redattori, dopo essere stati costretti al loro abbattimento per farli smettere di ridere), ma il ratto segna un’altra tacca a suo favore.

Marzo 1997 – Dopo un estenuante tira e molla con Marco E Marcello Lupoi, che continuano a negarsi al telefono secondo un consolidato trucchetto (“Io sono l’altro”), e grazie all’intervento risolutore di Andrea Plazzi, che pur di vedere accontentate le esose richieste economiche di Leo (biblicamente quantificabili in un piatto di lenticchie) si dichiara disponibile a rinunciare al rimborso spese per i pranzi di lavoro da parte della casa editrice, finalmente Rat-man sbarca in edicola, con un contratto a tempo determinato, condensato in tre numeri pilota.
Non ci sono le fanfare e gli strombazzamenti con cui all’epoca si era soliti annunciare qualsiasi vaccata made in usa, possibilmente con copertina multipla ad inchiostro “simpatico” (si fa per dire) che dopo un mese faceva svanire il disegno costringendo l’ingenuo collezionista a ricercare nuovamente l’albo al mercato nero, ma il tam-tam tra amici ed appassionati svolge degnamente il suo compito, e l’albo riscuote un lusinghiero successo, con un trend crescente per i numeri successivi.

Settembre 1997 – Avuta conferma dell’apprezzabile risultato della testata in edicola, ottenute rassicurazioni da parte della Panini del loro interesse a proseguirne la pubblicazione e rinfrancato dall’andamento del mercato delle lenticchie, Leo chiude la serie autoprodotta; il “Rat-man” targato BD/Foxtrot (le due etichette con cui era apparso) cessa le pubblicazioni con il numero 12, lasciando un vuoto nel cuore di molti che si tramuterà in un quasi corrispondente vuoto nel portafogli di altri, che cercheranno successivamente di entrare in possesso di quegli albi oggi reperibili a prezzi da espianto di reni, a meno di incappare in qualche sfortunata (per il venditore) asta on line.

Luglio 1998 – Sabato 18, nella cappella di famiglia (di lei) del paese di famiglia (di lei), LeoLa Cate” (Lei). La coppia si trasferirà immediatamente a vivere in un appartamento sito in una via di Parma intitolata alla famiglia (di lei).
Alle insinuazioni che si tratti solo di un matrimonio di interesse, Leo risponde che non capisce che interesse possa avere La Cate a sposarlo, ed affretta i tempi della cerimonia, prima che cominci a chiederselo anche Lei.
Dopo una generale perplessità per il lieve tremore che coglie la chiesetta all’ingresso di qualche amico dello sposo la funzione scorre senza intoppi, anche se nemmeno il gelo che scende tra le amiche della sposa e gli amici dello sposo riesce a rendere la temperatura all’interno della chiesetta sopportabile.
Di quella giornata resta agli invitati anche l’albo a fumetti “I Futuri Sposi”, che fa saltuariamente capolino su qualche asta on line da parte di qualche venditore totalmente privo di sentimenti, oltre che di scrupoli.
E le videocassette dei Simpson si mescolarono al Decalogo di Kieslowski, finchè morte non le separi”.

Maggio 2002 - Oggi Rat-man è sbarcato in TV, ha una sua serie animata saltuariamente ripescata dal limbo di mamma Rai da mesi (anche se ora è recuperabile nei DVD targati Panini, per la gioia dei fans e la disperazione dei collezionisti che l’avevano ferocemente criticata e ora l’acquistano in triplice copia) e il merchandising a lui dedicato si spreca.
Ma non sono sempre state tutte rose e fiori, nossignori.
Nel Maggio del 2002 Rat-man è comunque già nel suo piccolo un “brand” che comincia a trascendere i confini della gabbia fumettistica, imponendosi come personaggio “cool”, e tremendamente “à la page”.
In una parola, per quanto detestabile, Rat-man è “trendy”.
Quasi banale, ma non scontato, che un programma dedicato “all’approfondimento di tutto ciò che fa costume e tendenza” (con buona pace della palese quanto involontaria contraddizione in termini tra “approfondimento” e “costume”), e dal titolo chiarificatore per i duri di comprendonio (“Trend”) si accorga del ratto.
Il risultato è un concentrato di banalità, imprecisioni, informazioni approssimative compresse in dueminutidue di servizio, alla faccia dell’approfondimento, riassumibili nella frase conclusiva della conduttrice, Tamara Dona’: "Certo i disegni di Rat-man li potrebbe fare anche mia sorella... Anzi, forse potrebbe farli meglio... Anzi, ora vado a prendere una matita e li faccio anch'io!"
L’ondata di sdegno che travolge la malcapitata è seconda solo a quella sollevata dal Senatore Gustavo Selva con la “sua” ambulanza, e si dimentica altrettanto in fretta (come la Dona’, del resto), se escludiamo la sorella di Tamara, che non le rivolge la parola da allora.
Gli anni che seguono sono una messe di premi, riconoscimenti, ovazioni di critica e pubblico, che Leo raccoglie incredibilmente con la stessa genuina umiltà, anche se ormai da qualche tempo, dietro pressioni del fedele Giuda, un’altra idea si è fatta strada nella sua testa.

Dicembre 2006 – Dopo anni di lavorazioni, correzioni, sangue, sudore e lacrime, la serie animata di Rat-man prende il via, in fascia oraria proibitiva per ascolti e concorrenza: una sfida disperata che il ratto accetta, e ovviamente perde, smarrendosi nei corridoi di Saxa Rubra, ove vagherà per mesi alla vana ricerca di un dirigente dall’animo compassionevole che possa risollevarne le sorti.

Giugno 2007 – E siamo ai giorni nostri, con la realtà che tutti conosciamo bene: lettori che chiedono Rat-man mensile, quindicinale, settimanale o quotidiano; la Panini che tra una ristampa (della ristampa) e l’altra rileva anche la serie animata per proporla in DVD e alleviare le crisi di astinenza degli appassionati più sfegatati; file interminabili di appassionati in coda per un autografo, un disegnino, un buffetto, uno sputo del loro autore preferito; squallidi individui che incuranti del fatto di avere famiglia abbordano le fans in coda con la scusa di presentare loro “il Leo”, che loro “lo conoscono da prima che fosse famoso”; autori di fumetti che stringono patti col diavolo immolando le eventuali verginità residue per uno straccio di idea “come quelle di Ortolani”
E lui?
Bè, lui non si è montato la testa, come avrebbe potuto capitare ad altri; anzi, come ama dire, “in fondo è rimasto quel semplice ragazzo di Betlemme di una volta”.
Continua a divertirci ogni due mesi e il miglior augurio che possiamo TUTTI fargli è che continui a divertircisi anche lui, almeno fino al 2014, e magari anche oltre.



HANNO DETTO DI LUI:

"Leo Ortolani è il più grande autore Marvel vivente."
(Andrea Plazzi, Wiz #3 - Marvel Italia Editrice - Gennaio 1996)

"Certo i disegni di Rat-man li potrebbe fare anche mia sorella... Anzi, forse potrebbe farli meglio... Anzi, ora vado a prendere una matita e li faccio anch'io!"
(Tamara Donà, da “Trend”, La7, Maggio 2002)

"Io e Leo siamo fatti per lavorare insieme."
(Ade Capone, "Cuore di Ratto", Coniglio Editore, 2004, pp. 91)

MDB - Settembre 2007