mercoledì 19 agosto 2009

Lamette n. 5 - ago 2007

LAMETTE n. 5 - "Il comic book più rozzo d'Italia sul punk e sulla cultura autodistruttiva degli sporchi giovani" - di: Simone Lucciola, Sbrock, Akab, Silvano, SS-Sunda, Ratigher, Paper Resistance, Johnny Grieco, Stefano Zattera, Hurricane Ivan, Maicol & Mirco, Nicoz, Dr. Pira. brossura, 64 pag. b/n - 5,00 euro - LAMETTE COMICS, 2007

Lamette ti fa sentire un po' strano.

Quelli che leggi su Lamette sono fumetti (ci sono anche due interviste, ne parliamo dopo), ma sono così diversi da quelli che trovi in edicola o in fumetteria nel reparto "fumetti per la massa". Questi di Lamette non sono fumetti normali.
Un conto è comprare all'edicola il "Classico di Repubblica serie Oro" su, chessò, Robert Crumb, un altro è immergersi nella lettura di Lamette. L'uno è un Classico dell'Underground, del Fumetto Underground s'intende, e al giorno d'oggi è persino esposto in musei e gallerie (mentre all'epoca dell'uscita, quei fumetti sfidavano le leggi degli USA, tanto per dire...); Lamette, invece, è fumetto underground di oggi e non ha ancora avuto l'onore dell'esposizione in alcun museo (almeno, credo).

Parliamo di fumetto indipendente, fumetto popolare d'autore, indubbiamente, che a leggerlo ti senti in effetti un po' strano.
Ok: Cannibale e Frigidaire sono fenomeni arcinoti, ma qui siamo in altri territori ancora. Siamo oggi.

Via che si va.

Copertina e quarta di copertina di Sbrock, due suggestive illustrazioni a tematica allegramente sadomaso, con bei colori aggressivi; in seconda e terza di copertina due belle tavole parecchio disturbanti opera di Akab; poi disegni di Silvano che hanno un'atmosfera deliziosamente retrò.

La prima storia è Silent Shit, "a black novel by" SS-Sunda: otto tavole effettivamente nerissime, anche graficamente parlando; sesso e ultraviolenza. Efficace.

Uomini di frontiera è la breve, fantascientifica, surreale e un po' comica storia di Ratigher: mature e interessanti le soluzioni grafiche scelte, segno convincente, molto convincente.

Di Paper Resistance è Enjoy police, tre gioiose tavole anarchiche influenzate dalla street-art inglese.

Stygmata Martyr, Bad baby e Police on my back sono tre canzoni rispettivamente di Bauhaus, P.I.L. e Clash cui Johnny Grieco dà forma grafica: ognuna una tavola, poche vignette e vengono raccontate le essenzialità emozionali di questi tre brani.

Simone Lucciola, principale artefice dell'intero progetto LAMETTE, oltre a un abbastanza sconvolgente editoriale all'inizio della rivista ci presenta una sorta di racconto illustrato avente per tema le figure mitiche dei più famosi briganti italiani pre- e post-unitari: Fratelli d'Italia anche loro è il titolo.

Eppoi quattro tavole, quattro splash-page del divino Stefano Zattera. Se si pensa che l'epiteto sia eccessivo significa che non si conoscono i suoi lavori e ce ne rattristiamo. Postcard from Apocalypse, il titolo. Sui disegni di Stefano Zattera ci sarebeb così tanto da dire, ma qui e ora non ce n'è il tempo [gli si dedicherà qualcosa di speciale in futuro qui su fumettidicarta.it, promesso]; lividi, terribili, potentissimi, sconvolgenti, per ora vi basti. Si consiglia vivamente di procurarsi qualcuno dei suoi lavori solisti per goderselo e rigoderselo.

Ecco il fumetto di Hurricane Ivan aka Ivan Manuppelli, memore delle lezioni di Robert Crumb e di tutto l'immaginario underground vecchio e nuovo. Fantastica la prima tavola de Il Provino: dal suolo spuntano, come nella tavola di un Jacovitti "sballato", piedi e strane creature, fiori a forma di teschio e una pletora di mostri.
Molto bella l'idea generale della storia - metafumettistica - nella quale l'autore parla direttamente col protagonista - Frank Lugerberger "dirigente aziendale da ben 16 anni" - e quest'ultimo a sua volta gli risponde con un'unica, ossessiva frase.
Interazione diretta "a tre": autore, personaggio, lettore. L'effetto generale, come in ogni buon fumetto underground che si rispetti, è a un tempo straniante, comico e oppressivo, orrorifico e surreale.

Maicol e Mirco, gli stessi che pubblicano i loro fumetti su XL di Repubblica, presentano Aristanco l'uomo libero in prigione; i ragazzi sono fautori di una ligne claire malata e surrealissima, divertente.

Junky, di Nicoz, è una deliziosa, breve storia con una tossica. Capisco che possa sembrare ossimorico definire deliziosa una storia di tossici ed eroina,ma per fugare ogni dubbio basterà procurarsi una copia di Lamette. Il segno e la costruzione generale di Junky sono acerbi (coscientemente o meno?) ma rendono in modo geniale l'aria generale, malata e falsa, piena di autocompiacimento e, alla fin fine, di ironia.

Ultima ma non ultima: Pippo e il tesoro segreto di Dr. Pira; una tavola per dodici vignette di pura e splendente follia. Se posso sbilanciarmi - e certo che posso - direi che trattasi della mia storia preferita! Disegni infantili - li adoro - per un raccontino folgorante, pieno di fantasia e comicità nonsense; molto più intelligente e pieno di stimoli di quanto una prima, distratta lettura non farebbe supporre. In realtà è una storia feroce.

Oltre ai fumetti, due interviste: una a Orlando Furioso (...già...) ex 5° Braccio, Declino, Negazione e, insomma, nel suo piccolo, un pezzetto di storia del punk-hardcore torinese di inizio Anni 80 (...ehilà! oggi a colazione pane e autostima, eh?...); l'altra a Massimo, ex chitarrista dei Basta, fondamentale Oi-band italiana della stessa generazione dei gruppi sopra citati. Entrambe le interviste sono interessanti e si soffermano sugli aspetti più umani ed emozionali di quel periodo e di quel tipo di esperienze.

Buona straniante lettura.

Orlando Furioso