mercoledì 5 agosto 2009

Julia 99 - dic 2006


JULIA n. 99 - IL GIARDINO DEGLI ORRORI - Soggetto: Giancarlo Berardi; Sceneggiatura: Giancarlo Berardi e Lorenzo Calzi; Disegni: Ernesto Michelazzo; Copertina: Marco Soldi - Sergio Bonelli Editore

- Ero sicuro di avere ormai recuperato pienamente l’uso delle mie facoltà visive, e tuttavia tutto era tenebre, tenebre fitte, era l’assoluta indicibile mancanza di luce della notte che dura eterna - "Le esequie premature"
Edgar Allan Poe

La criminologa inventata da Giancarlo Berardi, sta per raggiungere un traguardo importante, quello del centesimo numero e in attesa di vedere a colori le sue avventure, parliamo dell’albo di dicembre che vede Julia un po’ in disparte per lasciare la scena a due personaggi con i fiocchi.

Si, perché le vere protagoniste di questa storia sono due anziane, ma molto combattive, signore.
Una è Amanda Blandish, una donna con un passato tragico, che servendosi di un ragazzone ritardato seppellisce vivi i malcapitati, attirati da un annuncio lasciato vicino all’università.
L’altra è Lillian Osborne, la nonna di Julia, l’amorevole signora che ha cresciuto l’attraente criminologa ma che non indugia ad impugnare un coltello pur di difendere la nipote.

E’ proprio nel pensionato dove vive la signora Osborne che succede qualcosa di strano: un’altra ospite denota un inspiegabile peggioramento di salute e la badante ha un atteggiamento sospetto.
Due donne completamente diverse, le cui vicende proseguono parallelamente per tutto l’albo, dove il collante è proprio Julia, che sarà chiamata ad indagare, prima dalla nonna, preoccupata per la vita della donna, poi dal tenete Webb sulla scomparsa di un giovane grafico, ultima vittima della vecchia psicopatica.
La signora Blandish si rivela un’ottima antagonista, fredda, calcolatrice, senza scrupoli e in grado di mettere nel sacco sia Julia che Leo. Anche della nonna di Julia, Berardi, da un’ottima caratterizzazione: la vediamo affettuosa con la nipote, risoluta nell’indagine e pronta a tutto quando la situazione lo richiede, sempre in modo credibile e convincente.

La storia si sviluppa in modo avvincente, con un buon ritmo e un’abbondante dose di suspance.
Solitamente non apprezzo particolarmente i disegnatori di Julia, non è una questione di bravura, ma un opinione personale, legata allo stile che gli autori hanno voluto dare alla serie; ma Michelazzo, con il suo segno pulito e i neri pieni, mi è sempre piaciuto fin da quando disegnava Nathan Never, anche se in certi punti sembra essersi limitato a svolgere il compito senza troppo impegno; mi riferisco alle pagine finali che riguardano Julia (e non aggiungo altro per non rovinare la storia a chi non avesse letto l’albo).

Julia sarà di nuovo in edicola il tre gennaio con un numero a colori che mette paura già dal titolo (per chi, come me è rimasto traumatizzato da It)...

Frank76 - Dicembre 2006