lunedì 24 agosto 2009

Hulk The End - giu 2008


HULK: The End, scritto da Peter David, disegni di Dale Keown - 48 pagine, cartonato, colori - 9,00 euro - Prima edizione originale: Marvel, 2002 - Prima edizione italiana: Panini Comics, 2003


Fra le tante iniziative interessanti ideate da Joe Quesada nel corso della sua ormai lunga e fruttuosa gestione della casa editrice Marvel c'è The End, una serie di fumetti in cui viene raccontata la fine dei personaggi della Casa delle Idee. Il compito di descrivere gli ultimi giorni di Hulk non poteva che essere affidato a Peter David, scrittore che ha narrato le gesta del mostro verde per ben dodici anni dal 1987 al 1998, affiancato per l'occasione da Dale Keown, disegnatore che negli anni '90 ha condiviso in parte il percorso di David su The Incredible Hulk.

In Hulk: The End Peter David descrive un incubo a occhi aperti in cui la Terra, devastata dalle bombe gamma, è diventata una landa semidesertica illuminata da un sole che, filtrato dalle polveri alzate nell’atmosfera, emana una luce pallida e verdognola. La corsa sfrenata dell'umanità sulla strada della tecnologia si è conclusa in modo catastrofico e l'illusione di dominare la Terra si è rivelato vano e malato.
Gli unici sopravvissuti a questa follia post atomica sono due uomini che condividono lo stesso corpo, Bruce Banner e Hulk, sciami di scarafaggi mutati e un uccellino consumato dalle radiazioni.

Banner è uno scienziato ormai prossimo alla fine mentre Hulk è un mostro verde e muscoloso in piena forma. In apparenza i due sono completamente diversi: un dottore razionale e intelligente che vive con il peso di trasformarsi in un energumeno impulsivo, stupido e violento. Bastano però poche pagine (anzi, solo tre vignette della primissima pagina) per accorgersi che fra i due la diversità è solo apparente; entrambi infatti compiono un gesto che mostra affinità d’animo. Entrambi schiacciano uno scarafaggio. In modo diverso, certo: Banner è debole, cammina a malapena, e per uccidere si serve del bastone, mentre Hulk non risparmia un briciolo della sua forza nonostante l’avversario sia piccolo e insignificante. Quello che conta è che lo uccidono.

"Padrone di tutto ciò che mi circonda. Ecco cosa sono", così Banner commenta l’uccisione.
L’uomo è stato capace di devastazioni immense su scala planetaria e Banner nutre ancora la brama di uccidere e la sete di dominio che ha portato alla catastrofe prendendosela con l’unica specie vivente risparmiata dalla furia atomica. Banner dimostra di essere avido e malvagio nella misura che solo gli uomini riescono a raggiungere.

Banner è anche presuntuoso. La razza umana è famosa nel cosmo per la sua spietatezza e crudeltà, e così le razze aliene vedono la sua estinzione come la liberazione da un male e da un pericolo. Per assicurarsi che gli uomini scompiano per sempre dall'Universo gli alieni inviano sulla Terra un Registratore, un robot incaricato di assicurarsi che gli uomini muoiano proprio tutti, fino all’ultimo.

Il Registratore si limita ad attendere che Banner/Hulk muoia per poter dare la lieta novella agli alieni, ma Banner, l’ultimo uomo, fraintende le loro intenzioni e chiede al Registratore se lo scopo delle osservazioni è imparare dagli errori dell’uomo… Dopo che la razza umana ha dimostrato tutta la sua stoltezza devastando la Terra, Banner si illude che gli uomini abbiano qualcosa da insegnare… Non è affatto così e il Registratore stesso ne è la dimostrazione: questo robot (come afferma egli stesso) è programmato solo per registrare, mentre uccidere non rientra tra le sue funzioni. E’ un esempio di tecnologia innocua davanti alla quale lo scienziato della bomba non può che vergognarsi.

Infine Banner è cinico. Banner/Hulk è perennemente seguito da una videocamera del Registratore che riprende ogni secondo della vita dei due fino all’ultimo respiro e che, su richiesta di Banner, può proiettare immagini passate. Fra queste immagini ci sono i continui attacchi a Hulk da parte di migliaia di scarafaggi: ogni volta gli divorano le carni, lo spolpano, ma Hulk riesce sempre a sopravvivere grazie ad un potere di guarigione che gli rigenera il corpo. Sono le sequenze che Banner ama rivedere, provando gusto (un gusto tutto "scientifico") nell’osservare le immagini di Hulk che viene mangiato lentamente, poco per volta, e che infine si ricostituisce. Il picco più estremo e disumano della vivisezione.

Nell'ultima pagina di Hulk: The End viene addirittura suggerito che il vero mostro è lo scienziato. Banner muore e finalmente si realizza uno dei grandi desideri di Hulk: avere il proprio corpo solo per sé, senza doverlo condividere con l’odiato, debole, insignificante scienziato. Dovrebbe trattarsi di una vittoria per Hulk ma non è così, il gigante è triste; ora è l’ultimo uomo sulla Terra e prova la vera solitudine, lui che più di ogni altro voleva essere lasciato in pace dagli altri uomini. Hulk riesce a provare un po' di quell'amore di cui nessun uomo è mai stato capace, nemmeno dopo avere annientato la Terra.

Luigi Siviero