domenica 16 agosto 2009

Grotesque - giu 2007

GROTESQUE di Sergio Ponchione - Spillato, 32 pag. b/n con sovraccoperta, €9,00 - Coconino Press, (Altre Isole n. 1) 2007

Con Sergio Ponchione non c’è verso… Io che di solito tendo a stigmatizzare certi comportamenti da ‘groupie’ facevo la posta continua allo stand che lo ospitava a Torino Comics, sappia che quando si parla di Ponchione di questi discorsi (che solitamente mi vedrebbero strenuo difensore del diritto di leggere i propri amati fumetti nel formato più economicamente accessibile a tutte le tasche) non me ne frega una beneamata cippa. Un nuovo libro di Ponchione è per me un evento come una nuova opera di Alan Moore e devo averlo a qualsiasi costo!

Sin da quando questo poetico giovanotto ha cominciato a esplorare il mondo dell’ Obliquomo io mi sono trovato avviluppato dai fumi di una passione dal sapore di assenzio: un qualcosa che non si riesce bene a definire ma di cui non si può proprio fare a meno.

Ma per chi ha amato l’Obliquomo, questo volume potrebbe a una prima lettura sembrare un approccio molto diverso. Là si procedeva per dolce e ponderoso accumulo di sensazioni e riferimenti, il tutto incredibilmente assoggettato alla mente ferma e padrona dell’autore. In Grotesque invece si lavora più di lima, di sottrazione: lo spazio del surreale qui è vissuto più su un lavoro di “messa a fuoco”, quasi fosse messo sotto la lente di un microscopio (chiaramente obliquo) che rivela solo a poco a poco i particolari. E, ancora più che nell’Obliquomo, quello che conta è affrontare il lettore di petto, morderlo alla giugulare e costringerlo a riflettere in modo estremo sui concetti dell’immaginazione, della creazione, dell’immedesimazione dell’autore nei suoi personaggi (e viceversa). Se il tutto vi suona vagamente Lynchiano credo abbiate capito di che cosa si sta parlando.

Il racconto segue le peripezie di tre personaggi che possiedono una chiave obliqua che permetterà loro di entrare, attraverso un percorso sia fisico che intellettuale, nel parto della loro mente. Luoghi bizzarri e simbolici, ma di un simbolismo materico e psicanalitico, nei quali li attenderà presumibilmente un confronto con quelli che sono i meccanismi della mente e della creazione. Un meccanismo a piramide capovolta (non per niente le tre “isole” richiamano subito questa forma) il cui vertice è l’autore, che tira le fila di questa indagine nell’inconscio.

A fare da contorno (e a contribuire a riportarci in un terreno più familiare) ci sono le citazioni artistiche che si susseguono lungo il percorso: l’immancabile e indispensabile Segar, le geometrie impossibili alla Escher, lo straniamento un po’ “retrò” di tanto fumetto americano anni ’50. La dolce sensazione di trovarsi davanti a un episodio di Ai confini della realtà’

Questo primo volume non è che l’assaggio di un affresco molto più ampio (i prossimi racconti vedranno la luce nel corso dei prossimi mesi e, manco a dirlo, sono già in attesa).
Alla fine di questo volume i nostri tre personaggi hanno usato la loro chiave e questo ha permesso loro di passare finalmente dall’altra parte. Cosa li attenderà? Non ne sono sicuro, ma so che quello che attenderà noi lettori sarà un altro capitolo di grande fumetto.

Molti lettori un po’ spocchiosetti (mi ci metto anch’io) rimpiangono l’ultima era dell’oro del fumetto italiano (dove autori come Micheluzzi e Battaglia piegavano un’arte incomparabile all’esigenza del racconto). Abbiamo sicuramente passato un medioevo di autori mediamente bravini e totalmente ripegati sul proprio noioso ombelico. Ma adesso questa nuova generazione di maestri (ci metto anche l’altra mia passione, Bacilieri) ci fa ben sperare per i prossimi anni. Insomma, cogliete la palla al balzo e tuffatevi nel mondobliquo… Non vi pentirete!
per riuscire a farmi dedicare questa sua ultima gloriosa fatica… E prima che qualcuno si lamenti del prezzo e del formato di questa collana Ignatz della

Diflot