lunedì 24 agosto 2009

Demon di Jack Kirby - nov 2007


DEMON di Jack Kirby; chine di Mike Royer - brossurato, b/n, 368 pag, euro 11,95 - CLASSICI DC - Planeta DeAgostini


Il volume che in molti aspettavamo, vagheggiandolo persino, è finalmente in fumetteria: una sorta di Showcase Presents in italiano, un sostanzioso volume, sorta di fratellino minore di quei meravigliosi "balenotteri" americani che così tante soddisfazioni stanno donando a vecchi e nuovi DC-fans.

DEMON del Re Jack Kirby edito da Planeta-DeAgostini è infatti un volume di ben 370 pagine che offre un tempo di lettura lungo e pieno di emozioni.

Inutile e capzioso criticare il Re con gli usuali strumenti con cui si valutano gli altri fumetti: ci troviamo di fronte a canoni che non fanno parte della generalità, ma fanno parte a sé.
Kirby
veniva, viene e verrà chiamato "il Re" non per un qualche vezzo o per un peloso rispetto post-mortem. Kirby era "il Re" già quand'era in vita e l'evoluzione del fumetto, la comparsa di altri geni artistici, la ridefinizione degli stili, le mode... nulla di tutto ciò può togliergli la corona che gli spetterà sempre di diritto.

Queste righe non vorrebbero essere un'apologia acritica e da "fanboy"; è lecito considerare che non tutta la produzione kirbyana, d'altronde monumentale anche solo per quantità, sia riuscita allo stesso, eccelso modo. Qualche momento di stanchezza ci fu, com'è umano che fosse per un artista che produceva moltissimo; ma la sua produzione non fu mai sotto un certo livello qualitativo. La sua arte non si può valutare come una tra le tante e lui non fu un artista tra i tanti.
Kirby fu un vero demiurgo, un vulcano di creatività in continua eruzione, un creatore di miti moderni, eccezionale disegnatore, anticipatore di stili e tutto ciò a prescindere dai gusti soggettivi o dalle mode sempre a caccia di next big things.

Ogni sua vignetta, ogni segno, trasuda potenza ed epicità e proprio per questo non è difficile capire quanto il suo modo di narrare, così eccessivo in tutto, così urlato, possa apparire "vecchio" (...) a chi non abbia interiorizzato, non necessariamente per questioni generazionali (di anno di nascita, insomma), e compreso il suo stile fantastico; a chi non ci sia - insomma - "entrato dentro".

Planeta DeAgostini raccoglie in un unico volume l'intera produzione kirbyana riferita a Demon, dalla sua creazione alla sua prematura chiusura, in tutto 16 albi, 16 storie che coprono un arco di tempo che va dall'agosto 1972 al gennaio del 1974.

Kirby è maestro anche nell'arte di ricominciare ogni volta una nuova storia che pure è la prosecuzione di una precedente... quasi si trattasse di racconti autoconclusivi ma senza mai rinunciare a una corente continuity interna e portando avanti una costante evoluzione dei personaggi. Quasi ogni storia di Demon potrebbe leggersi a sé, quasi ogni numero era quindi un "ideale starting-point per nuovi lettori"; oppure tutte lòe storie sono leggibili come un unico, grande racconto.

Leggendo si ha la percezione di come Kirby si trovasse spesso a creare in modo diretto e senza la mediazionie di ingombranti, minuziose sceneggiature, come stesse giocando un gioco i cui pezzi egli stesso non aveva ancora deciso verso quali derive far approdare.
Così i poteri di Etrigan il Demone, ad esempio: non vengono "sprecate" vignette per spiegarne dettagliatamente i poteri e le caratteristiche. Kirby non perde troppo tempo in dettagli del genere e questo non specificare troppo, questo descrivere fortemente e intensamente "quel preciso momento" (quello cioè che sta accadendo in quella vignetta/tavola) gli permette di avere sempre molte porte aperte, molte più possibilità.
Un demone vola? Emette raggi dagli occhi? Non importa - e come lettori non possiamo non essere d'accordo su quanto davvero non importi! - e non lo si stabilisce a priori. Se e quando al Re
servirà che un demone voli, volerà e noi lo vedremo volare.

In queste splendide storie vediamo un Kirby "arrabbiato" e con venature horror molto più spiccate che altrove, tant'è che in Demon molte persone muoiono, se ne vedono i cadaveri straziati; la morte viene realmente rappresentata in un fumetto "per ragazzi" degli Anni Settanta, col timbro del Comics Code.
C'è morte e furia in queste storie che sembrano possedere un'intrinseca - per quanto immaginaria - colonna sonora di urla, strazio, paura, angoscia.

Davvero spettacolari - e quanto... kirbyane! - le doppie tavole che aprono molte delle storie: doppie tavole nelle quali perdersi letteralmente, tali e tanti - e magnifici - sono i particolari, spesso mostruosi, che il Re sparge senza lesinare china.
Sono tavole ricche e piene come dei trionfi barocchi rappresentati con prospettive dilatate, sembrano mappe occulte, sentieri visivi che esplodono davanti agli occhi. Queste doppie splash-page sembrano dimostrare l'orrore che Kirby aveva della banalità, che forse lui associava a una descrizione naturalistica.
Le (rarissime) volte che ho sentito dire "non mi piace Kirby" non sono mai né trasalito né mi sono scandalizzato: Kirby è davvero "troppo", "troppo" di tutto e non mi stupisce che per alcuni possa risultare duro da digerire, quasi fastidioso.
Con ciò non si vuol dire che l'arte del Re fosse "elitaria"; anzi era - ed è - pop come poche altre cose al mondo, modernissima e divertente, ancorché imprescindibile.

Sono deliziosamente e inquietantemente pop le creature mostruose presenti in questo volume, che attingono a un patrimonio iconografico collettivo che Kirby mescola con gusto eclettico: miti antichissimi (l'orribile Gargora), suggestioni del classico "gotico americano" (Klarion, un personaggio magnifico!), miti centroeuropei (l'Urlatore), folklore nordico (Merlino e Morgana), letteratura dell'orrore (Von Evilstein), film di genere (un bellissimo omaggio all'Abominevole Dr. Phibes di Price-iana memoria) e fuilleton (il Fantasma delle Fogne!).
Le creature mostruose sono un'ulteriore dimostrazione di un Kirby scatenato ed eccessivo, libero come forse in Marvel non era mai stato, che si lascia andare a bizzarrie "kitsch", certamente, ma meno ingenue e "buffe" di quelle dei due decenni precedenti.

Due parole su Klarion: troviamo qui per la prima volta questo splendido character, stregone-ragazzino dagli enormi poteri e dalla smisurata cattiveria, visto recentemente su Seven SoldiersGrant Morrison. Klarion è un personaggio che anticipa di quasi un ventennio altri e più famosi ragazzini dell'occulto. Una ulteriore dimostrazione della genialità del Re.
di

Lodi e ammirazione vanno naturalmente anche alle chine, tutte senza eccezione opera del californiano Mike Royer, perfetto per il segno di Kirby.

...CRITICHE E RIMOSTRANZE ALLA PLANETA-DEAGOSTINI
...PER L'EDIZIONE ITALIANA DEL "DEMON" DI JACK KIRBY (...e non solo per quella...)

A fronte di quanto dichiarato fin qui, e conscio che un'edizione del genere ce la saremmo probabilmente sognata in altri e precedenti regimi fumettistici, è impossibile non chiedersi - e davvero in modo incredulo e stupito! - perché le edizioni italiane dei volumi Planeta-DeAgostini
siano così pacchianamente colme di errori.

Dopo oltre un anno di attività e presenza nelle edicole e nelle fumetterie italiane, a prezzi non sempre esattamente "popolari", dopo decine, centinaia, migliaia di critiche, suppliche, preghiere, incazzature tutte senz'altro giunte alle potenti orecchie dell'Azienda, dopo che riviste cartacee ed elettroniche, critici influenti e "semplici lettori" hanno manifestato a gran voce il disagio in cui ci si trova davanti a baloons invertiti, macroscopici errori di lettering, "bilinguismo" italo-spagnolo, balloons lasciati bianchi, baloons ripetuti...
...dopo tutto ciò la Planeta-DeAgostini continua, a tutt'oggi, a dimostrare un'eccezionale incuria, forse addirittura disinteresse?... verso questo aspetto (il lettering) che riguarda le loro edizioni. Tutte le loro edizioni, quale più quale meno.

Considero il Demon di Jack Kirby un capolavoro; sono in un certo qual modo grato alla P-DeA"italiano" è in effetti una parola grossa...).
Non so però per quanto ancora la mia passione sarà disposta a "passar sopra" a certi tipi di incuria. Se non verranno arginati, anzi eliminati, certi difetti mi vedrò costretto a rivolgermi alle pubblicazioni originali americane, dando quindi il mio denaro direttamente alla DC Comics.
di avermi dato la possibilità di leggerlo in italiano. (Anche se, mi si perdonerà la battuta, qui

Orlando Furioso