sabato 15 agosto 2009

Angouleme 2007


Festival Internazionale de la Bande Dessinée di Angouleme 2007 - La fine di un epoca?...

Conferme e delusioni, potremmo condensare in queste due parole il Festival Internazionale de la Bande Dessinée di Angouleme 2007.

Le conferme sono date da un’organizzazione che si è sforzata al massimo per rendere spettacolare e completa un’edizione che già mesi prima appariva sottotono. Le delusioni arrivano soprattutto da una minor presenza di autori, da case editrici con spazi espositivi ristretti e soprattutto dal distaccamento della mostra mercato dalla città; ma andiamo con ordine.

L’edizione 2006 si era chiusa con le polemiche per l’eccessiva frammentazione degli spazi espositivi all’interno della città; problema causato dai lavori per un parcheggio con annesso centro commerciale nell’area di Champ de Mars, uno dei luoghi storici del festival. Sembrava potesse essere un anno di transizione, ma come spesso accade anche in Francia, i lavori non sono ancora terminati e gli spazi utilizzabili nella piazza si sono notevolmente ridotti grazie a dei bellissimi cubi di cemento armato, che rimarranno anche a lavori ultimati.

Con l’arrivo del nuovo direttore, Benoit Mouchard, si è cercato di risolvere i problemi derivati dalle ultime gestioni. L’idea di riunire tutti gli espositori in un unico spazio poteva essere l’idea vincente, ma in città non esistono aree abbastanza capienti, quindi l’unica soluzione era spostare armi e bagagli in Rue Montauzier. Un’area ai piedi della città, oltre 12.000 metri quadrati coperti e riscaldati, adagiati in riva a la Charente, isolati dalla città da oltre un chilometro di salita. L’allontanamento dalla città e le polemiche sui premi che hanno caratterizzato le ultime edizioni hanno fatto sì che alcune grandi case editrici abbiano ridotto i propri stand.
Alcuni esempi: Les Humanoides hanno invitato pochissimi autori ed hanno delegato un distributore a rappresentarli con uno stand ben realizzato ma molto al di sotto delle dimensioni abituali; Il consueto supermercato del fumetto di Glenat sembrava un piccolo mini market di rione ed anche lo stand della Soleil, famoso per la musica ad altissimo volume con DJ live e schermi giganti ovunque, ricordava più un capodanno di paese che il consueto arrivo del nuovo millennio a Times Square.

Per correttezza dobbiamo dire che le maggiori case editrici francesi erano tutte presenti con le ultime novità e gli autori in cartellone per le dediche non erano certo pochi. Probabilmente le realtà più piccole hanno beneficiato della maggiore visibilità e sono riuscite a mettere maggiormente in risalto i propri volumi in un mercato, quello francese, ormai saturo con i suoi oltre 4000 volumi l‘anno.
Sempre più importante la presenza di fumetti ed autori orientali in fiera, numerosissimi i titoli presentati e notevole l’interesse del pubblico. Sui trenta volumi selezionati per il premio di miglior album dell’anno, ben dieci erano manga ed il vincitore è stato Shigeru Mizuki con Non Non Bà, pubblicato da una piccola casa editrice: la Cornelius. Per il secondo anno consecutivo un autore non francofono si aggiudica il premio di miglior volume, la scorsa edizione un italiano, Gipi, questa un giapponese. Che sia un tentativo per scuotere gli autori francesi? O la iper-protezionista Francia cerca di aprirsi ad altre forme di espressione?

Molti gli autori italiani avvistati presso gli stand; Stefano Casini e Sergio Toppi alle Edizioni Mosquito; Marco Bianchini, Vig e Ausonia alla Pavesio Factory ; Crosa agli Humanoides e Dell’Otto alla Panini; Alessandro Barbucci e Barbara Canepa alla Soleil, Lapone, Igort e Gipi, ormai francesi di adozione, hanno dedicato numerosi volumi. Presenti in fiera, con un piccolo stand, anche la redazione di Canicola che si è riportata a casa pochi albi e un bel premio.
La concentrazione di tutti gli operatori del settore in un unico sito ha certamente permesso al pubblico di godere di una struttura riscaldata che ha offerto ogni tipo di volume, poster, gadget e fanzine, ma ha limitato notevolmente gli spostamenti verso le esposizioni e i servizi offerti nel cento città. Le numerose navette gratuite messe a disposizione per unire i punti focali del Salone hanno fornito un discreto servizio, ma per arrivare dal Padiglione degli Editori alle mostre in Champ de Mars si perdevano circa quindici minuti; senza contare i tempi di attesa alla fermata e il sovraffollamento delle navette stesse. Gli unici a guadagnarci sono stati il Centro Nazionale della BD e l’Ecole Supérieure de l’Image; posti a pochi minuti a piedi dal Salone degli Editori hanno beneficiato di un pubblico più numeroso del solito. Le mostre al Museo del Fumetto hanno confermato la voglia di sperimentare del Gran Prix di Angouleme 2006, Lewis Trondheim: una personale su Jim Woodring e una su Richard McGuire hanno esaltato la grafica e il fumetto underground, in perfetta distonia con la mostra permanente dedicata ai Musei Immaginari del fumetto.

Numerosi gli eventi che hanno cercato di portare visitatori in centro di Angouleme. Una serie di esposizioni, molto variegate, hanno animato il cantiere di Champ de Mars: da una dedicata ai manga sportivi al concorso giovani talenti, dallo spettacolare allestimento dedicato a Kid Paddle
In questa edizione il Festival di Angouleme ha inaugurato L’Esposizione Universale del Fumetto, un’esplorazione planetaria sulla creazione del fumetto; un’ allestimento ricco ed anche un po’ pretenzioso teso a mostrare al mondo lo sviluppo del fumetto nei cinque continenti. Il progetto prevede la realizzazione di numerosi container, quest’anno i primi due, da esportare a Shanghai per l’Expo Universale del 2010.

Numerosi gli incontri internazionali che hanno registrato il tutto esaurito, pochi nomi su tutti: Lewis Trondheim, Tim sale, Pierre Christin e Jean Cloude Mezeries, Jessica Abel, Charles Burns, Jeff Smith, François Shuiten e gli italici Alessandro Barbucci e Barbara Canepa, Massimo Mattioli, Vanna Vinci e Sergio Toppi.
Il teatro di Angouleme si è reso protagonista di alcuni eventi desisamente entusiasmanti: il concerto di Brigitte Fontaine con il commento grafico in contemporanea di Blutch e due serate dedicate all’Impro BD: due Match di improvvisazione teatrale arricchiti dalla partecipazione live dei disegnatori di Fluide Glacial.
Complessivamente il bilancio rimane positivo: grande spazio commerciale, numerosi autori presenti, esposizioni curate e variegate, eventi ben realizzati e innovativi. Il rammarico è stato vedere un grande sforzo organizzativo perdere terreno là dove era più forte: la sinergia fra città e il Festival. Già si parla di spostare la prossima edizione in un centro commerciale o addirittura in un’altra città. Speriamo che siano le solite Cassandre…
À bientôt !

Mauro Bruni & Enrica Bettazzi - Febbraio 2007