lunedì 24 agosto 2009

L'Orgoglio di Bagdad - nov 2007



L'ORGOGLIO DI BAGDAD 


di Brian K. Vaughan, testi 

e Niko Henrichon, disegni 



cartonato, colore, 168 pag.

euro 14,95 


Planeta DeAgostini





Mister No






Mister No



Segui dei personaggi per tanti anni, non perdi un numero delle loro testate, e ne conosci vita, morte e miracoli. Magari diventi, se hai capito quello che hai letto, un “esperto”. 

Ed è una cosa soddisfacente, che dimostra quanto possa diventare forte il legame tra un lettore e il suo eroe preferito, che sarà anche fatto di carta, ma può diventare così familiare...!





Giada: benvenuti nel mio inferno




GIADA: Benvenuti nel mio inferno 


Testi: Federico Sfascia 
disegni: Matteo Cremona, Maurizio Rosenzweig
Federico Sfascia 



volume, bianco e nero, 48 pg 

 6 euro

Edizioni Arcadia



Amazing Spider-Man - Stan Lee e John Romita Sr


Amazing Spider-Man n. 39




AMAZING SPIDER-MAN 


di Stan Lee, testi 

e John Romita Sr., disegni



Anche per quest’anno la fiera di Lucca è finita. Ho rivisto gente, mi sono divertito, ho comprato... eh, quanto ho comprato. Tante cose. E tra queste, un qualcosa “in più” che ho voluto come autoregalo di laurea: dei numeri di AMAZING SPIDER-MAN degli anni ’60. 


Cioccolata e Patatine, di Carlos Trillo e Juan Bobillo




Cioccolata e patatine 


di Carlos Trillo 
e Juan Bobillo






Nel fumetto "Cioccolata e patatine" [1] Carlos Trillo e Juan Bobillo descrivono il devastante dramma familiare toccato a sei fratellini che vengono abbandonati dai genitori e da un giorno all'altro rimangono soli senza nessun aiuto o sostegno da parte degli adulti. 




Hulk The End




HULK: The End 

scritto da Peter David 

disegni di Dale Keown 



48 pagine, cartonato, colori 

9,00 euro 

Prima edizione originale: Marvel, 2002 


Prima edizione italiana: Panini Comics, 2003




mercoledì 19 agosto 2009

Civil War n. 7





Civil War n. 7 


di Mark Millar (testi) 

Steve Mc Niven (disegni) 



48 pagine, brossurato, colori 

3,00 € 


Panini Comics








Pugacioff e dintorni di Giorgio Rebuffi


Pugacioff & dintorni 1959 - 1963 

 di Giorgio Rebuffi

cofanetto con 3 volumi brossurati, 

cm 15x21, b/n, circa 250 pag. l'uno 


Edizione speciale numerata e firmata dall'Autore

a cura di Luca "Laca" Montagliani / Annexia





"...Tempi ingenui? Può darsi... Di buono c'era che potevamo fare agire i personaggi ignorando le pastoie soffocanti del buonismo imperversante di oggi. Chi sapeva qualcosa del Politicamente corretto? Di sicuro non Pugaciòff che se ne fregava altamente delle convenzioni, il malignazzo!"  

[Giorgio Rebuffi, "Ricordo im...perfettamente", Pugaciòff & dintorni, volume 2]

Ramayan 3392 AD



RAMAYAN 3392 AD
vol. 1



creato da Deepak Chopra e Shekhar Kapur;
sceneggiatura: Shamik Dasgupta;
disegni: Abhishek Singh; colori: Ashwin Chikerur;
copertina: Alex Ross


volume cartonato, colore, 136 pag.


euro 13,00


Panini Comics



Marionette di Chiho Saito



Marionette 
"Mou hitori no marionette"


di Chiho Saito


serie di 8 volumetti 
in corso di pubblicazione

brossurati, b/n, 192 pag., fumetteria e libreria 


lettura all'orientale 


euro 4,20 

Edizioni Star Comics




Matteo Cremona - Maurizio Rosenzweig - Federico Sfascia: intervista esclusiva






L'istinto nel fumetto:
intervista esclusiva a Matteo Cremona, Maurizio Rosenzweig e Federico Sfascia
di gedo

È buio, sono sul sedile posteriore di un’Audi e ascolto Matteo Cremona, rapito dall’entusiasmo con cui parla del fumetto e delle sfide che pone. Approfitto di una sua pausa per alzare lo sguardo dal mio block notes: al posto di guida c’è Federico Sfascia che chiacchiera tranquillo con Maurizio Rosenzweig.

“Io riesco a non parlare con nessuno...il risultato è che poi parcheggio nel box di un altro” sento dire a Sfascia. Ripenso a oggi pomeriggio quando Federico fra lo stupito e l’imbarazzato ha risposto alle mie domande sull’essere scrittore “È come se mi chiedessi ma tu perché respiri? Non so che dirti, io queste storie le vedo scorrere continuamente dentro la mia testa e mi ci perdo in ogni momento”.

Matteo Cremona, Maurizio Rosenzweig e Federico Sfascia, tre fumettisti per cui narrare storie è un istinto. Sono qui per raccontarli, per capire come vivono il fumetto e scoprire chi è Giada, la loro ultima creazione.
La macchina rallenta, stiamo per arrivare all’ultima tappa della giornata.

La sfida del disegnatore
Poche ore prima eravamo alla Scuola del Fumetto, dove Matteo Cremona era invitato per una dimostrazione sulle tecniche di inchiostrazione. “Sono stati entrambi miei studenti in questo corso - ricorda Rosenzweig - Federico ha sempre avuto una facilità di disegno incredibile, se tu gli dici che vuoi una macchina anni ’30 guidata da alieni che si schianta in un negozio di giocattoli in legno, lui riesce a trasformarlo in una vignetta. Matteo quando è arrivato aveva invece uno stile da graffitaro, che poi ha cambiato radicalmente diventando un maniaco dell’anatomia”.

Dopo una breve introduzione tecnica di Maurizio, Cremona inizia ad inchiostrare una pin-up di Morte, stupendo gli studenti per la precisione delle sue pennellate. ”Ho frequentato un istituto d’arte tessile a Como - ammette con una punta di imbarazzo, come se dovesse giustificarsi per la meticolosità con cui tratta inchiostri e pennelli -e così ho sviluppato un’impostazione molto rigorosa dal punto di vista tecnico. Solo che dopo un po’ non ce la facevo più a disegnare fiori su cravatte e tovaglie e mi sono buttato nel fumetto”.

Finita la lezione Matteo è su di giri, come se l’ora passata a disegnare l’avesse galvanizzato ricordandogli il valore che ha per lui raccontare con le immagini. Iniziamo a parlare del rapporto tra cinema e fumetto: “Voglio usare gli strumenti del fumetto per raccontare l’immaginario del cinema. In un fumetto potenzialmente non c’è limite a quello che puoi fare”.

Euforico per l’onnipotenza di questo mezzo espressivo si guarda le mani e mi racconta come il problema sia solo nel mettere quello che hai in testa su carta. “La difficoltà sta solo lì- incalza - ma è anche il divertimento. Il gusto del gioco e della sfida con se stessi”. Penso a Pestilenza che si trasforma in un gigantesco ratto antropomorfo nel suo ultimo John Doe. “Riuscire a far coesistere realistico e fantastico in modo accattivante è stata una grande sfida, una di quelle che ti spingono a dare il meglio e a rimetterti in discussione in ogni tavola. Qualsiasi cosa è disegnabile secondo me. So che è un’idea incosciente, ma così posso mettermi continuamente alla prova. È la stessa curiosità che prova un bimbo quando vede un albero e vuole arrampicarsi fino in cima. Vuole farlo senza avere paura di poter cadere, ma solo per il gusto di cercare i propri limiti.”.

Non riesco a chiedergli quali sfide lo attendano che arriva la sua sorprendente risposta: “Disegnare una macchina è una cazzata - continua Matteocremona, rigorosamente tutto attaccato come negli affettuosi insulti con cui lo Sfascia lo apostrofa durante tutta la giornata - ma per rendere altre cose non c’è documentazione che tenga, per disegnarle devi conoscerle ed è questo che sto tentando di raggiungere. La femminilità, ad esempio, puoi renderla solo dopo che sei riuscito a coglierne l’essenza in una donna e per farlo devi assorbire vita. È un po’ come con un burattino, devi imparare a vedere i fili per capire come si muove.”


Creatività, istinto e solitudine


Studiare il mondo per riuscire a raccontare le proprie storie quindi. “Quando scrivo Davide Golia io sono in perenne bilico tra cosa voglio scrivere e cosa vedo intorno a me”mi racconta nel pomeriggio Rosenzweig davanti a una cartoleria in via Torino, mentre guardiamo sfilare la più varia umanità milanese. Ma se non mi sconvolge scoprire che la realtà quotidiana è fonte di ispirazione per le proprie storie, ammetto di non aver mai pensato che fosse possibile anche il contrario.

“Ai tempi del primo Davide Golia ho frequentato una ragazza perché volevo scrivere una storia con lei come protagonista. Non dico che sono arrivato ad andarci a letto solo per vedere com’era al mattino quando si svegliava, ma tutto è nato dal bisogno che avevo di raccontarla. Sono uno scrittore istintivo, raccontare è un’esigenza per me. Un bisogno intimo, padre di una creatività autistica con cui mi possa estraniare dalla realtà”.

Ma perché hai scelto il fumetto? ”Perché è lo strumento con cui alimento questa mia pulsione privata - mi risponde Rosenzweig, consapevole di una parte di sé che ha imparato a conoscere -Perché seguo un istinto che mi porta a vedere ciò che voglio raccontare sotto forma di vignetta. Perché scrivo per me e disegnare le mie storie mi permette di estraniarmi ancora di più. Perchè mi piace raccontare una storia e poterla disegnare. Perché non riesco a rinunciare al fumetto per esprimermi”.

Mi giro e incrocio lo sguardo di Sfascia e ripenso che ha fatto un film praticamente da solo. ”Io vivo male l’idea che sia qualcun altro a disegnare una mia storia- inizia Federico - Non vorrei mai fermarmi allo storyboard e poter invece continuare fino a finire io la pagina, mettendo su carta tutto quello che ho in testa”. E Giada? come siete riusciti a canalizzare il vostro approccio così istintivo? “Avevamo un’esigenza comune- mi spiega Rosenzweig - e soprattutto c’era un piacere particolare nell’affrontare Giada. È un progetto che sentiamo nostro al 100% ed in più possiamo finalmente lavorare insieme. Come l’Image degli esordi, con un approccio alla Erik Larsen.


Chi è Murdock?
Per loro lavorare insieme vuol dire divertirsi, lo hanno dimostrato a Lucca di quest’anno: lo stand delle edizioni Arcadia era piuttosto defilato, ma chi è riuscito a raggiungerlo ha visto il proprio albo di Giada trasformarsi in un palco dove i tre davano libero sfogo alla loro vocazione al cazzeggio fracassone. Di tutto si può ridere, niente e soprattutto nessuno escluso con battutacce da caserma, provocazioni e prese in giro continue che si trasformano in piccole storie, perchè anche quando scherzano non riescono a smettere di raccontare.

“Ci muoviamo sempre in gruppo
- così Rosenzweig descrive lui, Sfascia e Cremona durante le manifestazioni di fumetti - spalleggiandoci a vicenda per l'amicizia che ci lega da anni e ci fa sentire implacabili come l'A-Team! Alle fiere si incontrano tante persone che si rifugiano nei fumetti perché incapaci di incastrarsi nella realtà, in un sistema che chiede troppo. Ma il vero problema è che vedo tanto fanatismo senza alcuna cultura del medium, tanti appassionati che non leggono nessun fumetto che esca dalla loro fetta di mercato”. Lo stesso succede nel mondo della musica dove i fan sono ancora più selettivi. “Esatto- mi conferma Rosenzweig - io infatti mi riferivo al cinema, dove è più facile scoprire altri mondi e c’è una varietà di generi e stili maggiori”.


Tra Eschilo e Sam Raimi
E al mondo del cinema Giada deve molto, a partire dal suo sceneggiatore Federico Sfascia, regista del film horror indipendente Beauty Full Beast.“Ho scelto l’horror perché è un genere sociale una metafora con cui puoi veicolare un messaggio. Come succedeva nelle fiabe, del resto.”

E qual è il messaggio che raccontate in Giada? “La vita delude le aspettative, ma è come ti rialzi che è fa la differenza, per dirla con le parole di Stallone che, ci tengo a precisare, è il più grande attore, regista, sceneggiatore nonchè unico e solo mito vivente della storia dell'universo. Del resto, la vita ce la complichiamo perché non ne reggiamo la semplicità. In Giada racconto proprio cosa vuol dire affrontare la vita vera e lo faccio con l’imperativo di essere istintivo e sincero. C’è tanto di me in queste pagine: i personaggi sono il risultato dell’unione del mio vissuto con parti diverse del mio carattere e con la mia visione di alcuni ruoli nella società. È come se dessi delle maschere ad emozioni e sentimenti trasformandoli in attori.“.

Se non fosse per i mostri più che a un horror penserei ai miti greci.“Infatti l’ingrediente principale delle mie storie è l’epica. Amo molto le tragedie greche e nelle storie cerco di raccontare la sofferenza come la felicità sempre in modo potente e intenso”. Anche nei personaggi e nelle trame i riferimenti alla cultura classica sono continui, come l’uomo vitruviano che diventa un proto-Frankestein nel primo numero. "Ho il pregio di saper cogliere influenze dagli ambiti più disparati - continua Federico, giocando con gli irrinunciabili occhiali da sole - per poi mischiarle e rileggerle secondo il mio gusto. Nel secondo numero Giada, passata improvvisamente dal ruolo di cacciatrice a quello di preda, combatterà la Squadra Antimostri formata da Pandora, La Bestia de “La Bella e la Bestia” e uno Scroodge Zombie. Dei personaggi originali ho tenuto solo il nome e una suggestione da cui partire per creare qualcosa di diverso e nuovo.”

Mentre ascolto Sfascia comincio a sfogliare gli storyboard del secondo numero; la storia non è più divisa in tre parti, ciascuna realizzata da un diverso disegnatore, ma i tre si alternano per tutte le 64 pagine. “E’ lo spirito della scena che determina chi la disegnerà- spiega Sfascia mostrandomi una tavola con tre vignette disegnate una da Cremona, l’altra da Rosenzweig e la terza da lui stesso - in questo modo vogliamo amplificare la sensazione di straniamento tra i vari aspetti di Giada: dalla realtà della vita quotidiana illustrata da Matteo al mondo mostruoso disegnato da me, passando per il caos strisciante di Maurizio”.

Quando Federico poi confida di avere già scritto i soggetti per tutti i dodici numeri di Giada, non resisto a chiedere qualche anticipazione. “Ci sarà una storia ospedaliera molto inquietante”“Dopo averla letta la medicina non sarà più rassicurante“ mi mette in guardia Rosenzweig da dietro le spalle. “Giada andrà in gita scolastica a Venezia- prosegue Federico - imbattendosi in una faida alla Romeo e Giulietta tra una famiglia di lupi mannari ninja e una di fantasmi”. Nel cast di Giada apparirà anche Davide Golia per una storia che, parola del suo creatore, “..parte con un seminario di scrittura e finisce con un’autopsia aliena”.

Non riesco a frenare il mio lato più pruriginoso e cerco di ottenere rassicurazioni sulla presenza della bionda e formosa Alice nei prossimi numeri “Alice sarà fondamentale- chiude Federico, prima di lasciare la Scuola del Fumetto per l’ultima tappa della giornata - “la sua superficialità diventerà la chiave per cogliere il vero volto della realtà”.


Copertina in salsa agrodolce
In macchina ci dirigiamo verso il ristorante cinese che i tre autori di Giada hanno eletto come loro base. Ad aspettarci ci sono Max e Mario, boss delle Edizioni Arcadia, arrivati da Bergamo per decidere la veste grafica del prossimo numero.

La cena corre via veloce discutendo di attività onirica a sfondo alimentare, di diete, della bellezza di Dragon Ball e del suo impatto nelle fumetterie, prima che insieme al caffe arrivi anche il momento di parlare della copertina di Giada n.2. I tovagliolini del ristorante diventano il campo di sfida tra Federico, Maurizio e gli editori che si rimpallano l’un l’altro concept e proposte grafiche a colpi di penne bic blu fino a trovare un accordo, permettendo così al ristorante ormai vuoto di chiudere.

Davanti alla serranda abbassata Max e Mario mi confidano che hanno in mente di coinvolgere un grande nome per disegnare lo speciale di Giada, pensato per interrompere la lunga attesa fra il numero 2 e il 3. Ascoltando gli altri progetti della loro neonata casa editrice capisco subito come hanno fatto a convincere così tanti autori a unirsi a loro in questa avventura: passione, ambizione e una certa dose di spacconeria, il nutrimento ideale per l’ego di un’artista.

Epilogo

Saluto Federico, Matteo e Maurizio e, mentre scendo dalla macchina, capisco che dovrò omettere dal reportage il viaggio di ritorno dal ristorante. La critica fumettistica non è ancora pronta ad affrontare alcuni tabù. Raggiungo la mia auto e prima di riporre il block-notes mi torna in mente la sola richiesta che mi hanno fatto in questa giornata:
Scrivi che siamo gli unici fumettisti, con Alberto Ponticelli, ad essere in forma fisica“.
Fatto.

Who’s Who
Matteo Cremona: Dopo gli esordi su Davide Golia e i Vizi di Pinketts entra nello staff di John Doe disegnando il numero 29 Uomini d’arme. In pochi numeri si rivela uno dei disegnatori più apprezzati della serie realizzando Quattro funerali e un matrimonio, spettacolare epilogo della seconda serie del personaggio di Bartoli&Recchioni. Al momento è al lavoro su David Murphy - 911, la nuova serie della Panini creata da Roberto Recchioni.

Maurizio Rosenzweig: Insegna alla scuola del fumetto, lavora per la pubblicità, disegna storyboard di video musicali e fa fumetti (Laida Odius, Fantomas, I Vizi di Pinketts). Ultimamente lo si legge su Giada, John Doe, Milano Criminale e Puck, dove scriverà le dissacranti avventure di Papa Paolo XXX per i disegni di Alberto Ponticelli e cercherà di far luce sui rapporti tra uomini e donne attraverso le sagge parole di Berto, un orso con un occhio solo. In mezzo a tutto questo porta avanti la saga di Davide Golia, il suo alter ego a fumetti, giunta al terzo episodio e pronta a ripartire a Lucca 2008 per Edizioni BD con una versione rimasterizzata dei primi due volumi con oltre 60 pagine inedite. - mi racconta in serata Sfascia in un’aula della Scuola del Fumetto, mentre Rosenzweig e Cremona sono impegnati in una lezione - esordisce Sfascia,

Federico Sfascia: ha sempre fatto fumetti perché qualcuno ne traesse un film. Poi si è stufato e in 29 giorni ha girato Beuty Full Beast, vincitore del premio AsianFeast e distribuito da Filmhorror. Dopo aver diretto il video di Pet Cementary dei PAY ora si sta preparando al suo secondo film. Oltre a Giada scrive e disegna le cattivissime avventure di Giustizia Arbitraria su Puck e aggiorna il suo sito www.rubaffetto.com. Il suo sogno rimane però riscrivere la Divina Commedia in versione tamarra.

gedo - Marzo 2008









'R' come Reginella





Dizionario Sentimentale dei Fumetti


"R" ...come... Reginella


Da piccolo, come credo tutti quelli che hanno aperto questo link, leggevo TOPOLINO; non regolarmente, però. A dire la verità, i topi e i paperi mi piacevano meno di altri personaggi in voga in quel periodo, e solo ad inizio anni ’90 iniziai a seguire assiduamente il settimanale. 


Tuttavia, ricordo diverse storie notevoli uscite nella seconda metà degli anni ’80. Una di queste l’ho letta proprio vent’anni fa (sto scrivendo a dicembre), e non l’ho mai dimenticata.




Special Mister Miracle




Special Mister Miracle 


di Mark Evanier, testi 

e Steve Rude, disegni 



spillato, colore, 48 pag. 

euro 3,50 

Planeta DeAgostini

Un personaggio che indossa uno dei costumi più pop della storia dei comics; lui e il costume creati dal Re Jack Kirby in persona; un disegnatore quasi pop quanto il costume di Mister Miracle, il divino Steve "the dude" Rude, ammiratore (e chi non lo è?!?) di Kirby; uno scrittore che del Re fu assistente, Mark Evanier; la guerriera più ambiguamente sexy di tutta Apokolips e non solo, la svestitissima Big Barda... eppoi Darkseid, il villain per eccellenza, e Nonnina Cara, il fido Oberon, il mostruoso Kalibak, Funky Flashman, trappole mortali il circo e i suoi freaks!



'K' come Ken il Guerriero





Dizionario Sentimentale dei Fumetti

"K" ...come... 

KEN IL GUERRIERO




Mettiamola così: DRAGON BALL è il mio manga preferito; CITY HUNTER è quello che, ragionando con la testa e non con il cuore, è quello che considero il migliore tra i pochi che ho letto; SAINT SEIYA è quello che in questo momento leggo più volentieri; CAPITAN TSUBASA è quello sfortunato (perché lo devo ancora finire) ma interessante...


Brevi recensioni - a sangue caldo 8



THE SECRET
storia: Mike Richardson; disegni e colori: Jason Shawn Alexander - 110 pag. colori brossura euro 10,00 - ReNoir Comics

Lo spunto iniziale non è certo originale, uno scherzo telefonico che si ritorce in modo drammatico contro i suoi giovani autori, ma Mike Richards da vita a un convincente thriller dosando con attenzione i clichè del genere in un intreccio ben ritmato ed esaltato dalle stupende tavole dipinte di Jason Shawn Alexander (The Escapist e la miniserie Abe Sapien su testi di Mike Mignola).

Fondamentale infatti il suo contributo nel dare corpo alla tensione del racconto con lunghe sequenze notturne in cui è protagonista un’oscurità malevola e corrosiva, ben più inquietante di ciò che nasconde, a cui fa da contraltare una luce debole e fredda che esalta la fragilità dei personaggi.

Ma Alexander è più di bravo illustratore e lo dimostra con un ottimo storytelling e un tratto nervoso ed espressivo che rivelano un artista da seguire con attenzione.




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SELF SERVICE
storia: Peppe Ferrandino; disegni: Bruno Brindisi, Giuseppe Liotti, Walter Venturi, Nando Conforti - 48 pag. b/n brossura euro 06,00 - Edizioni ARCADIA

Osvaldo si considera perfetto, una gemma in un mondo di mediocrità e esseri inferiori, ma ha un problema: il suo disgusto per ciò che lo circonda gli ha reso inaccettabile qualsiasi nutrimento, solo il suo corpo è un cibo degno di lui.

Ferradino scrive un piccolo gioiello, tratteggiando un personaggio indimenticabile nella lucidità della sua pazzia e nella comicità della sua esistenza. Insieme alla storia originale il volume contiene anche tre episodi inediti di Self Service, scritti sempre da Ferrandino ma rimasti sceneggiature nel cassetto di Brindisi, che portano a termine la gustossima parabola di Osvaldo.

Ad affiancare Bruno Brindisi, disegnatore del primo numero della serie, troviamo un ottimo esordiente come Giuseppe Liotti, un Walter Venturi perfettamente a suo agio nel raccontare in un flashback gli anni’60 e Nando Conforti, chiamato ad illustrare l’epilogo del volume, magistrale nell'esaltare la pazzia delirante del protagonista con il suo tratto quasi caricaturale.

gedo - maggio 2008









Recensioni brevi - a sangue caldo 7


VOLTO NASCOSTO
testi: Gianfranco Manfredi; disegni: AA.VV. - Sergio Bonelli Editore - €2,70


Nuovo anno, ormai da un pò, e quindi tardi per fare le classifiche del 2007, ma non per parlare di recenti letture:
inziamo con Volto Nascosto giunto al quarto numero si conferma come la più interessante delle uscite bonelliane.

Al momento della presentazione e delle varie preview, devo ammetterlo, non mi ispirava ne' m'incuriosiva particolarmente, un po’ per l’ambientazione, l’Italia coloniale nell’ 800, e un po’ l’iconografia del protagonista, ma fortunatamente la lettura ha ribaltato le sensazioni iniziali.

Ricostruzioni storiche curate, personaggi non banali e complessi: Manfredi sa scrivere, e lo sa fare bene, supportato da un ottimo staff di disegnatori.

Ma il vero punto di forza, e a mio avviso anche rivoluzionario, della miniserie è che il nome della testata non corrisponde al protagonista, Volto Nascosto si rivela essere sì un personaggio importante della miniserie ma più che sulle sue avventure dirette la narrazione si concentra più su altri personaggi, che vengono in diversi modi a contatto con Volto Nascosto stesso.

I vari volumi sono in realtà capitoli di un unico lungo romanzo, ognuno dei quali porta allo sviluppo dell’unica trama, che per quanto ogni singolo volume sia una lettura più che piacevole a sé stante, è solo leggendoli nella totalità dell’opera che assumono, in una sorta di continuity all’italiana, il loro pieno valore

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Guy Ritchie's GAME KEEPER: ZANNE E ARTIGLI
testi:
Andy Diggle; disegni: Mukesh Singh - Panini Comics - 13,00

Cambiando completamente genere e ambientazione ho letteralmente bruciato nella lettura "Guy Ritchie's GAME KEEPER: Zanne e artigli", prima incursione nel mondo dei fumetti per Guy Ritchie, regista cult di "Lock & Stock" e di "The Snatch" presenta questa serie sceneggiata da Andy Diggle e disegnata da Mukesh Singh.

È la storia parla di Brock, guardiacaccia solitario in una tenuta scozzese di Jonah Morgan.
Quando questi viene ucciso Brock è costretto a lasciare il suo bosco per immergersi nella città e nei bassifondi per amicizia e vendetta.

Brock un uomo che è sempre vissuto lontano dagli altri, basta vederlo come scappi davanti ad una spoglierellista o all'incapacità di ordinare da mangiare in un mcDonald. Un personaggio del quale veniamo a sapere del suo passato in cecenia, sua terra d'origine, e della nascita dell'amicizia con Morgan.

Sceneggiato con un ritmo cinematografico e illustrato in uno stile iperrealistico come di moda oggi negli USA ma non così esagerato come altri titoli.

Il volume raccoglie i primi e fin'ora usciti 5 episodi, raccontando una storia intrisa di vendetta, amicizia, di interessi politici ed economici e di rapporti tra genitori e figli, guardando il sito e soprattutto ripensando il finale del volume, sembra debba esserci un seguito perché Brock possa chiudere completamente il cerchio con il suo passato.
Attualmente in U.S.A. è iniziata la seconda serie di Game Keeper.

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Neil Gaiman's NEVERWHERE
testi: Mike Carey; disegni: Glen Fabry - Planeta-DeAgostini - €14,95


Ma se c'è un personaggio che ultimamente mi è entrato nel cuore è Porta, la co-protagonista di “Nessun dove” o come suona meglio in inglese Neverwhere.

Si tratta dell'adattamento a fumetti dell'omonimo romanzo e telefilm per la tv inglese scritto da Neil Gaiman, forse il miglior scrittore di mondi fantasy moderni, dove per fantasy non intendo i mondi fatti sugli stilemi dettati da Tolkien.

“Nessun dove” racconta le avventure del fin troppo comune Richard Mayhew che salvando una ragazza, porta, viene a contatto con il mondo di Londra Sotto, un mondo fantastico popolato da personaggi bizzarri e incredibili.

Suo malgrado si ritrova costretto ad aiutare Porta nel compimento della vendette contro chi gli ha ucciso la famiglia. Sceneggiato da Mike Carey, già abituato a lavorare su personaggi ideati da Gaiman come “Lucyfer” e disegnato da Glenn Fabry.

Ed è la perfetta combinazione dei due a rendere Porta così unica: una ragazza ancora giovane che cerca la sua vendetta ma che si lascia andare a sprazzi di gioia per l'incontro con vecchi amici o per la tensione affettiva che viene a crearsi tra Richard e lei.

O con il volume a fumetti, o con il romanzo (che devo ancora leggere, avendolo in inglese) vi consiglio un viaggio alla scoperta di Londra Sotto e dei suoi stranissimi abitanti, una lettura più che piacevole ma che sono sicuro un profondo conoscitore della capitale inglese e dei suoi posti possa apprezzare meglio

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ROCK BOTTOM
testi: Joe Casey; disegni: Charlie Adlard - Double Shot - €8,00

Cosa succede se il proprio corpo inizia a trasformarsi in roccia?
La mente corre subito a pensare a Ben Grimm, La Cosa dei Fantastici 4 un corpo di roccia praticamente indistruttibile e una forza sovrumana.

Ma in “Rock Bottom” storia scritta da Joe Casey e illustrata da Charlie Adlard pubblicata dalla Double Shot, siamo lontani dalle ambientazioni supereroistiche, nonostante l’autore abbia raggiunto la notorietà proprio grazie ai supereroi, mutanti nello specifico. 

Quando Stan Lee racconta di un uomo che si trasforma in pietra, è un fumetto di super-eroi. Quando lo fa Joe Casey, è una storia tragica.

Tommy Dare, un pianista, viene colpito da una rara malattia che inizia a trasformarlo in roccia. per provare ad aiutarlo o almeno fare qualcosa per lui, gli si avvicinano ancor di più il suo avvocato, nonchè migliore amico e il medico curante. All’inizio diffidenti l’uno dell’altro i due si uniscono per dare all’ultimo regalo, mettendo a rischio le loro stesse carriere.

Illustrato con un tratto a prima vista scarno, in realtà essenziale adatto alle atmosfere, la trama passa in secondo piano in questa commovente storia nella quale non sono tanto i personaggi quanto l’amicizia e i sentimenti i veri protagonisti. 

Casey racconta con naturalezza e un tocco lieve la pesante situazione nella quale si vengono a trovare gli amici nella storia, dall’iniziale indifferenza al fenomeno passando per la rassegnazione e la frustrazione, la distruzione di un piano per non aver più la possibilità di suonare, anche se la musica è dentro se stessi, fino alla lotta che conduce al delicato e poetico epilogo.
Una tragica storia quotidiana che tocca i tasti dell'amicizia sfiorando le intime corde dell’animo.

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LA PAZZA DEL SACRO CUORE
di Jodorowky - Moebius - edizioni BD, 192 pagine b/n 16 euro

Piano piano il comodino si svuota, e quindi parliamo un pò di fumetti letti, così con due titoli un pò particolari:
Un viaggio iniziatico, un esperienza mistica.

Scritta per sé senza sapere chi la avrebbe disegnata, al contrario di altre sue opere nelle quali adattava il suo stile al disegnatore, La Pazza del Sacro Cuore, risulta essere l' opera più personale e intimista di Jodorowsky.

Alain Mengel, il protagonista, alter ego dello scrittore, illustre professore di filosofia razionalista alla Sorbona, impassibile davanti alle vicende della vita, viene coinvolto da una studentessa innamorata di lui in un viaggio mistico-sessuale attraverso fanatismi religiosi ai quali cercherà di opporsi mettendo davanti a sé sempre la sua ragione. vedremo Mengel lottare ma nemmeno troppo contro una lenta discesa verso l'autodistruzione fino ad una rinascita purificatrice. Un allontanarsi dalla fredda istituzione universitaria alla ricerca di una vita più istintiva e naturale.

Come detto la storia più personale di Jodorowsky per questo non semplice da leggere tra avvenimenti che passano dallo smaccatamente comico al grottesco più spinto e riflessioni sul mondo e su come porsi davanti a questo, venendo spesso a scrificare la coerenza a la continuità di lettura, ma difetti che non fanno altro che rafforzare la spontaneità e personalità della scrittura.

Una storia che Moebius ha voluto disegnare con un semplice biano e nero, un tratto delicato che sembra enfatizzare l'aspetto più comico della storia, come un osservatore esterno e lontano che racconta i più intimi segreti di un amico.
Una lettura obbligatoria per comprendere al meglio la personalità di Jodorowsky e la sua teoria della psicomagia, in poche parole una cura appagante a livello psicologico basata su gesti preposti alla rottura della quotidianità.

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BITCH
di Miguel Angel Martin - Purplepress, colori, 16 euro

...Agli opposti invece Bitch ultimo lavoro di Miguel Angel Martin.

Così distante dall'intima fragilità di Brian the Brain, Bitch è un opera molto politicizzata, Martin descrive con un lucido distacco le vicende della vita quotidiana di Leni, una giovane graffitista che vive in un centro sociale lontana dalla sua famiglia che non capisce, tra amicizie più o meno vere e sincere, lotte politiche anche senza veri ideali, quasi più per posizione e apparire nei confronti degli altri che per vera convinzione.

Ambientato in una non meglio specificata città europea, lasciando indizi di in un futuro non lontano ma fin troppo attuale, Martin rimane un autore difficile, soprattutto per la pesante leggerezza e lucidità con quale affronta e racconta la società attuale, senza dare vere e proprie opinioni, ma lasciando quest'incombenza al lettore dopo averlo riempito di informazioni spesso sgradevoli, per rendersi conto vignetta dopo vignetta di quanto le vicende che si stanno leggendo possano succedere veramente.

Per Bitch, Martin aggiunge ai suoi disegni dei delicati colori ad acquerello, ma senza tradire il suo segno minimale e a prima vista semplice. Un disegno che non permette al lettore di allontanarsi troppo dal personaggio ed entrarne ancora più in empatia.

E come sempre appena chiuso un volume di Martin non resta altro da fare che guardarsi attorno in silenzio, quai senza speranze davanti al mondo che ci circonda









Brevi recensioni - a sangue caldo 6


Alta infedeltà a cura di: Diego Cajelli e Marco Schiavone - disegni Marco Nizzoli, Roberto Baldazzini, Rosenzweig, Magnus, Bruno Brindisi, Massimo Rotundo, Giorgio Cavazzano - 184 pg, b/n - Mondadori - 12,00 Euro

Come dice Rosenzweig nella stupenda Sudore, la vera gemma di questo volume, “..la sera è diversa, il caldo è un altro..” così ognuna di questa storie racconta una sfaccettatura diversa del sesso, costruendo intorno ad esse intrecci dai sapori più disparati ma accomunati da un’identica nota finale. Quella calda brezza da giorno d’estate sul viso che, parafrasando la sensuale Chiara disegnata da Nizzoli, ricevi sul viso leggendo questi racconti. 

Cajelli e Schiavone, ottimi curatori di quest’antologia nata dalla collaborazione tra Alta Fedeltà e Mondadori, hanno selezionato materiale spinti dalla volontà di omaggiare lo spirito ridanciano e solare del fumetto erotico italiano degli anni settanta.

Obbiettivo pienamente raggiunto, visto che il fumetto erotico in queste pagine si priva del sapore naif e patinato in cui troppo spesso si perde per dedicarsi a raccontare le imprevedibili gioie del corpo. Di volta in volta l’eros è infatti motore degli eventi o affascinate cornice, ironica parodia come pure distrazione calcolata ma, in ogni pagina, è la forza molteplice delle figure tratteggiate dal gotha dei disegnatori italiani (Nizzoli, Baldazzini, Rosenzweig, Magnus, Brindisi, Rotundo e Cavazzano) a rapire, sconvolgere, divertire o semplicemente distrarre il lettore.

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Speciale Tex n.21 “Il profeta hualpai”
testi: Claudio Nizzi, disegni: Corrado Mastantuono - Sergio Bonelli Editore - 240 pg, b/n, 5,80 euro

Ad esibirsi sulle pagine del Texone quest’anno è il turno di Corrado Mastantuono, eclettico disegnatore romano in grado di spaziare dal fumetto umoristico al realistico con una maestria rara.

L’ambientazione western non è certo nuova a Mastantuono che ormai da parecchio si occupa delle copertine di Magico Vento e che in passato ne ha anche illustrato un numero, però disegnare Tex per 240 tavole su una testata che ha ospitato, fra gli altri, Magnus e Joe Kubert rimane sempre una sfida da far tremare i polsi a chiunque.

Mastantuono la supera con maestria, riuscendo ad adattare il suo stile senza snaturarlo e, al contrario, riuscendo a caratterizzare in maniera efficacissima i singoli personaggi. Per Tex per esempio il lavoro fatto è eccezionale, il suo Aquila della Notte ha forza e vigore rari che traspaiono da ogni suo gesto.

Ottime anche le scene notturne dove il disegnatore romano si esalta nel giocare con le luci e ombre. Nizzi invece, pur partendo da uno spunto originale, porta avanti la storia in maniera stanca mancando proprio in uno degli aspetti che solitamente padroneggia con abilità, cioè l’uso di sequenze e siparietti che hanno fatto la storia di Tex come, ad esempio, il sempreverde interrogatorio con pestaggio e rissa.

Chiudo facendo notare che la Bonelli, recentemente criticata per il prezzo di Dragonero considerato troppo elevato, manda in edicola un volume di 240 pagine e grande formato prodotto da uno dei disegnatori italiani più importanti a 5,8 euro, meno della metà di un normale volumetto di comics tradotti. Conveniente, vero?

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il Vangelo del Coyote
testi: Gianluca Morozzi; disegni: Giuseppe Camuncoli e Michele Petrucci Massimo Rotundo, Giorgio Cavazzano - 124 pg, b/n euro 14,00 - Guanda

A Morozzi piacciono molto i fumetti americani, chi ha letto un suo romanzo avrà sicuramente notato la pioggia di citazioni e omaggi da cui traspare tutto il suo background di appassionato di fumetti.
Dopo il suo fortunato esordio con Pandemonio (vincitore del premio Micheluzzi per il miglior romanzo grafico) torna a cimentarsi con la sceneggiatura con Il Vangelo del Coyote, una storia che rientrerebbe nella miglior tradizione Vertigo.
Nel volume, due vicende scorrono parallele, ognuna con protagonisti, toni ed interpreti diversi. Da un lato Camuncoli ritrae con un tratto denso e spigoloso, purtroppo penalizzato da una cattiva qualità di stampa, Skoda e Liù, due adolescenti annoiate e sadiche che decidono di provare a ricreare le scene di un film in una vicenda in cui domina il nero e la violenza.
Dall’altro il Professore, disturbante protagonista della sequenza ricca di ossessioni e solitudini disegnata dalla linea asettica e glaciale di Petrucci, vede la sua folle ma regolare vita sconvolta dall’apparizione di strane ombre.
Morozzi si dimostra abile sceneggiatore pilotando con ritmo e suspense le due storie fino alle ultime pagine quando confluiscono in uno sconvolgente epilogo lontano dalle consuetudini del thriller ma dagli chiari echi morrisoniani (pensavate che l’omaggio fosse solo nel titolo?).
Un ottimo inizio per la neonata collana Guanda Graphic che fa ben sperare per le future produzioni italiane di questa casa editrice.

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Detective Primo - Il mistero del fumetto scomparso
testi: Alex Crippa; disegni: Marco Galli - 64 pg, b/n - Scuola del Fumetto - 10,00 euro


Come si realizza un fumetto?
Alex Crippa
, sceneggiatore molto attivo in Francia prova a spiegarlo attraverso una storia a fumetti.
Non pensate però ad un approccio saggistico sulle orme di Scott Mc Cloud, ma piuttosto ad un fumetto didattico che passa in rassegna gli elementi fondamentali della narrazione a fumetti, evidenziandoli con mini lezioni alla fine di ogni capitolo.

La storia scorre fluida, con la linea chiara di Galli che, pur troppo rigida ed essenziale, è efficace nell’illustrare un mystery solo all’apparenza canonico che ha nel finale, sorprendente ed divertente anche per i lettori più smaliziati, il suo punto di forza.

Dal punto di vista didattico l’approccio è fin troppo omnicomprensivo: principi di anatomia e prospettiva si alternano a consigli sul ritmo della narrazione e sulla scelta delle inquadrature fornendo una panoramica ampia ma anche forzatamente generica sul linguaggio del fumetto.

Il risultato è un abbecedario della narrazione a fumetti, non abbastanza approfondito per gli appassionati più esperti ma ottimo come punto di partenza per avvicinare i ragazzi all’uso di questa forma espressiva.

gedo - ago 2007 / gen 2008