
Ventuno proposte Vertigo in massima parte ancora inedite qui da noi, e che sospetto tali resteranno. Perché parlarne? Perché mi va, e perché se vi fidate potrete cercare di procurarvi dei gioiellini che altrimenti potrebbero sfuggirvi. Tra tutte le proposte le migliori sono sicuramente User, I Die at Midnight, Angel and the Ape. Un gradino sotto Scene of the crime (ma forse è già apparsa?), Beware of the Creeper e Millennium Fever.
1 - American Century
27 numeri, testi Howard Chaykin & David Tischman disegni AA.VV.
Una serie molto carina. Chaykin e Tischman narrano le avventure di Harry Kraft dal 1950 al 1953. Harry è un reduce della II Guerra Mondiale che invece andare in Corea si finge morto e scappa in Guatemala. Da li torna in America a New York, passando per Hollywood, il Sud, Chicago e altri luoghi ameni. La Mafia, il cinema, gli editori di fumetti, gli Hobo, i colpi di stato della CIA. Una serie da non farsi sfuggire, e che mi ha ricordato moltissimo Mr.No. Ma proprio tanto tanto.
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2 - Angel and the Ape
4 numeri, testi Howard Chaykin & David Tischman disegni Phillip Bond.
Incredibile miniserie che recupera in modo spettacolare due personaggi no minori, proprio di serie Z della DC Comics pre-Crisis. Un’agenzia investigativa portata avanti da una bambola bionda, e uno scimmione aspirante disegnatore di fumetti. Omicidi, allusioni, sospetti e colpi di scena. Tensione sessuale fortissima, con un tratto simil cartoon che attenua l’impatto e fa passare inosservata la trasgressione presente in dosi massicce.
Copertine di Arthur Adams che da sole varrebbero la pubblicazione.
Da procurarsi assolutamente.
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3 - Beware The Creeper
5 numeri, testi Jason Hall, disegni Cliff Chiang
Parigi tra le due guerre. Le avventure del Creeper dal 7 giugno al 22 ottobre 1925.
Ma non il Creeper del DC Universe, bensì LA Creeper Vertigo, folle, insana, doppia e surreale.
Sullo sfondo la Parigi dopo la Prima Guerra Mondiale, con i suoi vizi e la sua inarrestabile decadenza. Il Surrealismo, Il Socialismo, l’Arte Moderna, l’Amore e la Morte in una storia estremamente interessante. Se dovete recuperare una miniserie Vertigo, questa è una da cercare assolutamente.
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4 - Blood and Water
5 numeri, testi Judd Winick, disegni Tomm Cocker
Miniserie da non trascurare, anche se sembra più il prologo a un progetto più ampio. Un approccio diverso dal solito al mondo dei Vampiri. Un uomo sta morendo per una malattia genetica. Due amici lo salvano tramutandolo in Vampiro. I Vampiri non sono come li dipingono i romanzi horror. Sono una razza superiore, che non necessariamente uccide gli umani. Ma cosa succede se un vampiro succhia il sangue e uccide altri vampiri? Diventa un mostro terrificante, terrore dei vampiri normali. Lo spunto è buono, ma poteva essere sviluppato ancora. Vendite scarse?
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5 - Breathtaker
Paperback , testi Mark Wheatley, disegni Marc Hempel
Originariamente era una miniserie di 4 albi prestige uscita per la sezione Piranha press.
E’ stata poi ristampata in un unico volume con sketch inediti per la Vertigo. La storia è molto interessante. Esperimenti governativi producono dei super esseri. Uno è una donna che risucchia la vita con il suo bacio. Letteralmente ti mozza il fiato ( “breathtaker”). Alla fine scopre di essere in grado anche di dare la vita, come di toglierla. I disegni di Hempel sono particolarissimi e i colori sono stupendi. Una storia assolutamente originale.
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6 - Cruel and Unusual
4 numeri, testi Jamie Delano & Tom Peyer, disegni John McCrea
Miniserie un po’ di maniera ma sostanzialmente godibile. In un futuro distopico la commistione tra sistema giudiziario e TV spettacolo è oltre ogni pudore. Una donna viene spedita a dirigere un penitenziario e decide di smascherare lo scandalo forzando la mano: farà arrivare in TV le torture più orribili per svelare il marcio nel sistema. C’è un solo problema: al pubblico la violenza in TV piace. Soprattutto quando si giustizia in diretta qualcuno. Il finale è un po’ troppo buonista, ma tutto sommato merita la sufficienza.
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7 - El Diablo
4 numeri, testi Brian Azzarello, disegni David Zezelij
Storia western horror su uno scambio di identità, con un’entità para-demoniaca che aleggia sullo sfondo. Non è un capolavoro, ma nemmeno da buttare. E’ un buon racconto, raccontato con mestiere e ben disegnato. Colori lividi per una storia priva di speranza. Il west della Vertigo è la nuova Terra Incognita, il calderone di orrori da cui è scaturita la società americana. Da recuperare, ma solo dopo altre miniserie.
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8 - Four Horsemen
4 numeri, testi Robert Rodi, disegni Essad Ribic
Interessante miniserie che vede la trasformazione dei quattro Cavalieri dell’Apocalisse, arrivati sulla terra all’alba del 2000, in quattro versioni moderne dei canonici mali. Al posto di Fame, Guerra o Pestilenza, abbiamo Bomba Demografica, Incorporazioni tra Multinazionali, Sorveglianza e Controllo delle Informazioni. Al posto di Morte poi troviamo l’Incoerenza, ossia la perdita della “vita” della mente. La storia è leggermente didascalica, nel senso che Rodi ha una tesi e usa la storia per dimostrarla, invece di limitarsi a narrarla, ma i disegni di Ribic (chiaramente ispirato a Vess) valgono l’acquisto.
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9 - Happydale - Devils in the Desert
2 numeri, testi Andrei Dabb disegni Seth Fisher
Mini di due albi prestigi a 64 pagine sinceramente non è granché. La storia arranca un po’ di qui un po’ di li, cercando una direzione precisa. Si avvita intorno a un tiro di spostati che rapinano una stazione di servizio, arrivano ad Happydale, e si barricano in una casa con degli ostaggi. Happydale è una città strana, un rifugio per chi ha subito il rifiuto e l’ostracismo nel mondo “normale” e quindi in teoria dovrebbe essere una specie di città aperta, un’oasi di tolleranza e fraternità, ma questo aspetto appare pochissimo nella storia. Anche i disegni, pur con qualche inquadratura interessante, sono al massimo a un livello sufficiente. In sintesi: un’occasione mancata.
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10 - I Die at Midnight
one shot, testi e disegni Kyle Baker
Stupendo. Drammatico, esilarante, commovente, spettacolare. Questo volume illustrato in modo superbo da Kyle Baker è tutto questo. 31 dicembre 1999. Un uomo decide di suicidarsi.
Muriel, il suo amore, lo ha lasciato. Inghiotte un flacone di pillole. Toc Toc. E’ Muriel, che ha capito di amarlo.Tutto risolto? Sì. Un solo problema.Se non trova la sua dottoressa entro mezzanotte con l’antidoto, lui morirà. Una storia adrenalinica. Baker è spettacolare.
Un cartone animato su carta. Ritmo, sequenze, gag, tempi. C’è tutto. Vi manca? Cercatelo!
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11 - I Paparazzi
one shot, testi Pat Mc Greal, digital art Steven Parke, Fotografie Stephen John Phillips
Volume al limiti del virtuosismo. Non ci sono disegni. Solo foto dal vero di modelli, inserite in sfondi e scenografie realizzate in digitale. La versione dei fotoromanzi del XXI secolo. Un “paparazzo” nella New York dei ricchi e famosi. La cospirazione dei rettili alieni che domina il gregge umano. La storia non è granché. Molto già visto e già letto, ma è il modo con cui viene raccontata a giustificare questo progetto. Virtuosismo grafico dicevo, e forse il senso è tutto qui.
Dategli un’occhiata, ma pur se interessante non è indispensabile.
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12 - Millennium Fever
4 numeri, testi Nick Abadzis, disegni Duncan Fegredo
Deliziosa miniserie, forse un po’ troppo new age e politically correct, ma si può sopportare. All’alba del nuovo millennio l’umanità è chiamata a compiere un salto evolutivo. Ma non evoluzione biologica. Evoluzione spirituale. E sarà un giovane ragazzo di colore la chiave di tutto, con il suo amore per Maiya, dolce ragazza anch’essa di colore, incontrata per caso (anche se poi scopriamo che dove c’entra l’amore il caso non esiste). Miniserie molto coraggiosa con il primo personaggio Vertigo che cambia sesso. Maiya infatti a un certo punto (ossia a letto e non da sola) da giovane donna innamorata diventa un giovane uomo innamorato. E la cosa sconcerta un po’ il protagonista. Ma alla fine l’amore trionfa.
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13 - Mythos - The Final Tour
3 numeri, testi John Ney Rieber, disegni Vari
Una rilettura moderna del mito di Orfeo. Antichi Dei, John Constantine, Black Orchid, un vaghissimo accenno a Sandman e agli Endless, e come spesso accade il Ragnarok che aleggia sullo sfondo. La storia è intrigante. Un giovane cantante/chitarrista simili Grunge si ritrova immerso in complotto per porre termine alla vita in questo universo, ordito da Dolore (sottoposto di Desiderio degli Endless) e da una serie di Dei e quasi-Dei. Odino si oppone e cerca di manipolare il giovane , dotato di poteri strani e ancora insplorati, per fargli cambiare il futuro. Ci sono degli spunti molto interessanti e un approccio alla “mitologia” Vertigo personale. Da recuperare.
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14 - Proposition Player
6 numeri, testi Bill Willingham, disegni Paul Guinan
Accanto a Fables Willingham ha prodotto questa interessante e feroce miniserie, che ruota attorno alla religione. Un lavorante in un albergo di Las Vegas diventa il Dio più potente di tutta la creazione grazie un trucco semplicissimo: acquista anime. Letteralmente. 12 dollari l’una.
E in una girandola di colpi di scena e trovate narrative di buon livello riesce a sconfiggere la precedente gestione (leggi Michele e le schiere angeliche, che come quasi sempre negli albi Vertigo sono i veri Kattivi). Anche questa però, come Blood, pare più un prologo a una storia più grande che una storia chiusa in se stessa.
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15 - Rogan Gosh
one shot, testi Peter Milligan, disegni Brendan McCarthy
Fumetto assolutamente psichedelico. Un tuffo nell’induismo a fumetti senza alcuna mediazione. Coloratissimo, caotico, lisergico. Rogan gosh, ossia “il tutto per tutti gli uomini”, la totalità dell’essere. Il tutto in un fumetto a volte incomprensibile per i canoni occidentali, ma sicuramente interessante. Uno shock culturale di buon valore.
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16 - Scene of the Crime
4 numeri, testi Ed Brubaker, disegni Michael Lark
Miniserie ottimamente scritta e ben illustrata da Lark.
Una sordida storia di perversioni all’interno di una famiglia americana, descritta con gli occhi di un giovane investigatore privato alle prese con un mistero vecchio di decenni.
Noir senza essere splatter, inquietante senza essere dozzinale, sicuramente un ottimo fumetto di indagine. Stranissimo che nessuno si sia lamentato per la sua “immoralità”.
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17 - Sci-Spy
6 numeri, testi Doug Moench & Paul Gulacy, disegni Paul Gulacy
Miniserie fantascientifica tutto sommato soddisfacente, anche se non particolarmente originale.
La storia è un classico “l’umanità ha abbandonato la terra- grande mistero – l’eroe scopre il motivo – l’eroe si arrabbia – ammazza tutti i cattivi”. Ben eseguita, ma nulla di nuovo. I disegni di Gulacy invece sono al limite del virtuosismo. Se ne può fare a meno, diciamolo subito, ma se volete vedere un maestro del disegno all’opera date un’occhiata almeno a un numero. Gulacy qui è a un passo dal “fine a se stesso”, ma disegnassero tutti così….
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18 - User
3 numeri, testi Devin Grayson, disegni John Bolton & Sean Phillips
Assolutamente da leggere. Avete mai chattato? Avete mai conosciuto qualcuno come “amico di internet”? Avete mai vissuto una vita di fantasia più reale della vita stessa? Beh, questo è il fumetto che fa per voi. E non è un fumetto che prende in giro i “nerd da internet”. Non dice “la vita è un’altra cosa.” No. Dice “questa è un’altra vita.”.
Una storia che solo chi ha vissuto certe situazioni può capire fino in fondo, commuovendosi anche.
Unica pecca: un finale un pochino troppo “happy end”, ma per il resto assolutamente da avere.
Ben scritto, ben disegnato, e soprattutto… Vero.
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19 - Vertical
one shot, testi Steven T. Seagle, disegni Mike Allred
Un albo delirante. Ma non solo per la storia in sé, che già basterebbe, ma per la confezione. Se la Vertigo dice “Vertical” (=Verticale) lo intende alla lettera. Le pagine sono strutturate in modo tale da avere le varie vignette impilate in una colonna a pagina. Oppure una sola unica vignetta stretta e lunga, in verticale appunto. La storia? Un giovane si lancia dai tetti senza paracadute, ed atterra su qualsiasi cosa che possa attutire la caduta, pensando così di raggiungere il suo perduto amore in una esperienza mistica derivante dal tuffo nel vuoto. Come dicevo? Delirante, senza alcun dubbio. Un esperimento di puro virtuosismo grafico, che una volta letto non lascia traccia
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20 - Vertigo Pop – London
4 numeri, testi Peter Milligan, disegni Warren Pleece
Il mondo della musica Rock è ricco di Orrori e Terrori.
Una rockstar inglese sulla sessantina (a me è venuto in mente Paul McCartney, o anche George Harrison benché morto) ruba il corpo a un ventenne che si affaccia per la prima volta nelle classifiche, grazie a un’erba indiana che si deve fumare. Spietato e lucidissimo ritratto del rock inglese (e non solo), mondo senza pietà per nessuno. La famiglia della rockstar farebbe paura a un plotone della Gestapo, e l’amico ex-batterista ormai perennemente “stonato” merita da solo l’acquisto. Il finale è un troppo buonista, dato che in effetti i bastardi peggiori se la cavano allegramente.
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21 - Vertigo Pop – Tokyo
4 numeri, testi Jonathan Vankin, disegni Seth Fisher
Il Giappone è un mondo alieno. Non è abitato da esseri umani. Sono troppo strani, troppo folli nei loro modi di vita, nelle loro mode, nelle loro passioni.
Bande di Visual Rock, Yakuza, adolescenti giapponesi in tempesta ormonale, luoghi e usi totalmente alieni per chi ci si ritrovi immerso per la prima volta.
Se Vertigo significa “vertigine” allora il Giappone è davvero il paese della Vertigo per noi occidentali. Seth Fisher qui, a differenza di Happydale è efficacissimo nel raffigurare l’estraneità e la “differenza” del Giappone.
Consigliato.
Alessandro Bottero
1 - American Century
27 numeri, testi Howard Chaykin & David Tischman disegni AA.VV.
Una serie molto carina. Chaykin e Tischman narrano le avventure di Harry Kraft dal 1950 al 1953. Harry è un reduce della II Guerra Mondiale che invece andare in Corea si finge morto e scappa in Guatemala. Da li torna in America a New York, passando per Hollywood, il Sud, Chicago e altri luoghi ameni. La Mafia, il cinema, gli editori di fumetti, gli Hobo, i colpi di stato della CIA. Una serie da non farsi sfuggire, e che mi ha ricordato moltissimo Mr.No. Ma proprio tanto tanto.
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2 - Angel and the Ape
4 numeri, testi Howard Chaykin & David Tischman disegni Phillip Bond.
Incredibile miniserie che recupera in modo spettacolare due personaggi no minori, proprio di serie Z della DC Comics pre-Crisis. Un’agenzia investigativa portata avanti da una bambola bionda, e uno scimmione aspirante disegnatore di fumetti. Omicidi, allusioni, sospetti e colpi di scena. Tensione sessuale fortissima, con un tratto simil cartoon che attenua l’impatto e fa passare inosservata la trasgressione presente in dosi massicce.
Copertine di Arthur Adams che da sole varrebbero la pubblicazione.
Da procurarsi assolutamente.
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3 - Beware The Creeper
5 numeri, testi Jason Hall, disegni Cliff Chiang
Parigi tra le due guerre. Le avventure del Creeper dal 7 giugno al 22 ottobre 1925.
Ma non il Creeper del DC Universe, bensì LA Creeper Vertigo, folle, insana, doppia e surreale.
Sullo sfondo la Parigi dopo la Prima Guerra Mondiale, con i suoi vizi e la sua inarrestabile decadenza. Il Surrealismo, Il Socialismo, l’Arte Moderna, l’Amore e la Morte in una storia estremamente interessante. Se dovete recuperare una miniserie Vertigo, questa è una da cercare assolutamente.
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4 - Blood and Water
5 numeri, testi Judd Winick, disegni Tomm Cocker
Miniserie da non trascurare, anche se sembra più il prologo a un progetto più ampio. Un approccio diverso dal solito al mondo dei Vampiri. Un uomo sta morendo per una malattia genetica. Due amici lo salvano tramutandolo in Vampiro. I Vampiri non sono come li dipingono i romanzi horror. Sono una razza superiore, che non necessariamente uccide gli umani. Ma cosa succede se un vampiro succhia il sangue e uccide altri vampiri? Diventa un mostro terrificante, terrore dei vampiri normali. Lo spunto è buono, ma poteva essere sviluppato ancora. Vendite scarse?
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5 - Breathtaker
Paperback , testi Mark Wheatley, disegni Marc Hempel
Originariamente era una miniserie di 4 albi prestige uscita per la sezione Piranha press.
E’ stata poi ristampata in un unico volume con sketch inediti per la Vertigo. La storia è molto interessante. Esperimenti governativi producono dei super esseri. Uno è una donna che risucchia la vita con il suo bacio. Letteralmente ti mozza il fiato ( “breathtaker”). Alla fine scopre di essere in grado anche di dare la vita, come di toglierla. I disegni di Hempel sono particolarissimi e i colori sono stupendi. Una storia assolutamente originale.
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6 - Cruel and Unusual
4 numeri, testi Jamie Delano & Tom Peyer, disegni John McCrea
Miniserie un po’ di maniera ma sostanzialmente godibile. In un futuro distopico la commistione tra sistema giudiziario e TV spettacolo è oltre ogni pudore. Una donna viene spedita a dirigere un penitenziario e decide di smascherare lo scandalo forzando la mano: farà arrivare in TV le torture più orribili per svelare il marcio nel sistema. C’è un solo problema: al pubblico la violenza in TV piace. Soprattutto quando si giustizia in diretta qualcuno. Il finale è un po’ troppo buonista, ma tutto sommato merita la sufficienza.
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7 - El Diablo
4 numeri, testi Brian Azzarello, disegni David Zezelij
Storia western horror su uno scambio di identità, con un’entità para-demoniaca che aleggia sullo sfondo. Non è un capolavoro, ma nemmeno da buttare. E’ un buon racconto, raccontato con mestiere e ben disegnato. Colori lividi per una storia priva di speranza. Il west della Vertigo è la nuova Terra Incognita, il calderone di orrori da cui è scaturita la società americana. Da recuperare, ma solo dopo altre miniserie.
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8 - Four Horsemen
4 numeri, testi Robert Rodi, disegni Essad Ribic
Interessante miniserie che vede la trasformazione dei quattro Cavalieri dell’Apocalisse, arrivati sulla terra all’alba del 2000, in quattro versioni moderne dei canonici mali. Al posto di Fame, Guerra o Pestilenza, abbiamo Bomba Demografica, Incorporazioni tra Multinazionali, Sorveglianza e Controllo delle Informazioni. Al posto di Morte poi troviamo l’Incoerenza, ossia la perdita della “vita” della mente. La storia è leggermente didascalica, nel senso che Rodi ha una tesi e usa la storia per dimostrarla, invece di limitarsi a narrarla, ma i disegni di Ribic (chiaramente ispirato a Vess) valgono l’acquisto.
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9 - Happydale - Devils in the Desert
2 numeri, testi Andrei Dabb disegni Seth Fisher
Mini di due albi prestigi a 64 pagine sinceramente non è granché. La storia arranca un po’ di qui un po’ di li, cercando una direzione precisa. Si avvita intorno a un tiro di spostati che rapinano una stazione di servizio, arrivano ad Happydale, e si barricano in una casa con degli ostaggi. Happydale è una città strana, un rifugio per chi ha subito il rifiuto e l’ostracismo nel mondo “normale” e quindi in teoria dovrebbe essere una specie di città aperta, un’oasi di tolleranza e fraternità, ma questo aspetto appare pochissimo nella storia. Anche i disegni, pur con qualche inquadratura interessante, sono al massimo a un livello sufficiente. In sintesi: un’occasione mancata.
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10 - I Die at Midnight
one shot, testi e disegni Kyle Baker
Stupendo. Drammatico, esilarante, commovente, spettacolare. Questo volume illustrato in modo superbo da Kyle Baker è tutto questo. 31 dicembre 1999. Un uomo decide di suicidarsi.
Muriel, il suo amore, lo ha lasciato. Inghiotte un flacone di pillole. Toc Toc. E’ Muriel, che ha capito di amarlo.Tutto risolto? Sì. Un solo problema.Se non trova la sua dottoressa entro mezzanotte con l’antidoto, lui morirà. Una storia adrenalinica. Baker è spettacolare.
Un cartone animato su carta. Ritmo, sequenze, gag, tempi. C’è tutto. Vi manca? Cercatelo!
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11 - I Paparazzi
one shot, testi Pat Mc Greal, digital art Steven Parke, Fotografie Stephen John Phillips
Volume al limiti del virtuosismo. Non ci sono disegni. Solo foto dal vero di modelli, inserite in sfondi e scenografie realizzate in digitale. La versione dei fotoromanzi del XXI secolo. Un “paparazzo” nella New York dei ricchi e famosi. La cospirazione dei rettili alieni che domina il gregge umano. La storia non è granché. Molto già visto e già letto, ma è il modo con cui viene raccontata a giustificare questo progetto. Virtuosismo grafico dicevo, e forse il senso è tutto qui.
Dategli un’occhiata, ma pur se interessante non è indispensabile.
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12 - Millennium Fever
4 numeri, testi Nick Abadzis, disegni Duncan Fegredo
Deliziosa miniserie, forse un po’ troppo new age e politically correct, ma si può sopportare. All’alba del nuovo millennio l’umanità è chiamata a compiere un salto evolutivo. Ma non evoluzione biologica. Evoluzione spirituale. E sarà un giovane ragazzo di colore la chiave di tutto, con il suo amore per Maiya, dolce ragazza anch’essa di colore, incontrata per caso (anche se poi scopriamo che dove c’entra l’amore il caso non esiste). Miniserie molto coraggiosa con il primo personaggio Vertigo che cambia sesso. Maiya infatti a un certo punto (ossia a letto e non da sola) da giovane donna innamorata diventa un giovane uomo innamorato. E la cosa sconcerta un po’ il protagonista. Ma alla fine l’amore trionfa.
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13 - Mythos - The Final Tour
3 numeri, testi John Ney Rieber, disegni Vari
Una rilettura moderna del mito di Orfeo. Antichi Dei, John Constantine, Black Orchid, un vaghissimo accenno a Sandman e agli Endless, e come spesso accade il Ragnarok che aleggia sullo sfondo. La storia è intrigante. Un giovane cantante/chitarrista simili Grunge si ritrova immerso in complotto per porre termine alla vita in questo universo, ordito da Dolore (sottoposto di Desiderio degli Endless) e da una serie di Dei e quasi-Dei. Odino si oppone e cerca di manipolare il giovane , dotato di poteri strani e ancora insplorati, per fargli cambiare il futuro. Ci sono degli spunti molto interessanti e un approccio alla “mitologia” Vertigo personale. Da recuperare.
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14 - Proposition Player
6 numeri, testi Bill Willingham, disegni Paul Guinan
Accanto a Fables Willingham ha prodotto questa interessante e feroce miniserie, che ruota attorno alla religione. Un lavorante in un albergo di Las Vegas diventa il Dio più potente di tutta la creazione grazie un trucco semplicissimo: acquista anime. Letteralmente. 12 dollari l’una.
E in una girandola di colpi di scena e trovate narrative di buon livello riesce a sconfiggere la precedente gestione (leggi Michele e le schiere angeliche, che come quasi sempre negli albi Vertigo sono i veri Kattivi). Anche questa però, come Blood, pare più un prologo a una storia più grande che una storia chiusa in se stessa.
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15 - Rogan Gosh
one shot, testi Peter Milligan, disegni Brendan McCarthy
Fumetto assolutamente psichedelico. Un tuffo nell’induismo a fumetti senza alcuna mediazione. Coloratissimo, caotico, lisergico. Rogan gosh, ossia “il tutto per tutti gli uomini”, la totalità dell’essere. Il tutto in un fumetto a volte incomprensibile per i canoni occidentali, ma sicuramente interessante. Uno shock culturale di buon valore.
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16 - Scene of the Crime
4 numeri, testi Ed Brubaker, disegni Michael Lark
Miniserie ottimamente scritta e ben illustrata da Lark.
Una sordida storia di perversioni all’interno di una famiglia americana, descritta con gli occhi di un giovane investigatore privato alle prese con un mistero vecchio di decenni.
Noir senza essere splatter, inquietante senza essere dozzinale, sicuramente un ottimo fumetto di indagine. Stranissimo che nessuno si sia lamentato per la sua “immoralità”.
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17 - Sci-Spy
6 numeri, testi Doug Moench & Paul Gulacy, disegni Paul Gulacy
Miniserie fantascientifica tutto sommato soddisfacente, anche se non particolarmente originale.
La storia è un classico “l’umanità ha abbandonato la terra- grande mistero – l’eroe scopre il motivo – l’eroe si arrabbia – ammazza tutti i cattivi”. Ben eseguita, ma nulla di nuovo. I disegni di Gulacy invece sono al limite del virtuosismo. Se ne può fare a meno, diciamolo subito, ma se volete vedere un maestro del disegno all’opera date un’occhiata almeno a un numero. Gulacy qui è a un passo dal “fine a se stesso”, ma disegnassero tutti così….
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18 - User
3 numeri, testi Devin Grayson, disegni John Bolton & Sean Phillips
Assolutamente da leggere. Avete mai chattato? Avete mai conosciuto qualcuno come “amico di internet”? Avete mai vissuto una vita di fantasia più reale della vita stessa? Beh, questo è il fumetto che fa per voi. E non è un fumetto che prende in giro i “nerd da internet”. Non dice “la vita è un’altra cosa.” No. Dice “questa è un’altra vita.”.
Una storia che solo chi ha vissuto certe situazioni può capire fino in fondo, commuovendosi anche.
Unica pecca: un finale un pochino troppo “happy end”, ma per il resto assolutamente da avere.
Ben scritto, ben disegnato, e soprattutto… Vero.
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19 - Vertical
one shot, testi Steven T. Seagle, disegni Mike Allred
Un albo delirante. Ma non solo per la storia in sé, che già basterebbe, ma per la confezione. Se la Vertigo dice “Vertical” (=Verticale) lo intende alla lettera. Le pagine sono strutturate in modo tale da avere le varie vignette impilate in una colonna a pagina. Oppure una sola unica vignetta stretta e lunga, in verticale appunto. La storia? Un giovane si lancia dai tetti senza paracadute, ed atterra su qualsiasi cosa che possa attutire la caduta, pensando così di raggiungere il suo perduto amore in una esperienza mistica derivante dal tuffo nel vuoto. Come dicevo? Delirante, senza alcun dubbio. Un esperimento di puro virtuosismo grafico, che una volta letto non lascia traccia
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20 - Vertigo Pop – London
4 numeri, testi Peter Milligan, disegni Warren Pleece
Il mondo della musica Rock è ricco di Orrori e Terrori.
Una rockstar inglese sulla sessantina (a me è venuto in mente Paul McCartney, o anche George Harrison benché morto) ruba il corpo a un ventenne che si affaccia per la prima volta nelle classifiche, grazie a un’erba indiana che si deve fumare. Spietato e lucidissimo ritratto del rock inglese (e non solo), mondo senza pietà per nessuno. La famiglia della rockstar farebbe paura a un plotone della Gestapo, e l’amico ex-batterista ormai perennemente “stonato” merita da solo l’acquisto. Il finale è un troppo buonista, dato che in effetti i bastardi peggiori se la cavano allegramente.
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21 - Vertigo Pop – Tokyo
4 numeri, testi Jonathan Vankin, disegni Seth Fisher
Il Giappone è un mondo alieno. Non è abitato da esseri umani. Sono troppo strani, troppo folli nei loro modi di vita, nelle loro mode, nelle loro passioni.
Bande di Visual Rock, Yakuza, adolescenti giapponesi in tempesta ormonale, luoghi e usi totalmente alieni per chi ci si ritrovi immerso per la prima volta.
Se Vertigo significa “vertigine” allora il Giappone è davvero il paese della Vertigo per noi occidentali. Seth Fisher qui, a differenza di Happydale è efficacissimo nel raffigurare l’estraneità e la “differenza” del Giappone.
Consigliato.
Alessandro Bottero
