domenica 5 luglio 2009

Ultimates 16 - 22 - lug 2006


ULTIMATES nn. 16 - 22 - albi USA: Ultimates vol. II n. 1 - 7, Marvel, 2005 - 2006 - albi italiani: Ultimates n. 16 - 22, Panini, 2005 - 2006 - di: Mark Millar (testi), Bryan Hitch (disegni), Paul Neary (chine) - albo USA: Ultimates Annual, n. 1, Marvel, 2005 - albo italiano: Ultimates, n. 21, Panini, 2006 - di: Mark Millar (testi), Steve Dillon (disegni)

La collana Ultimates della Panini ospita a partire dal n. 16 la seconda stagione americana della serie Ultimates scritta da Mark Millar e disegnata da Brian Hitch.
Questo fumetto ha più di un punto forte, a partire dalla presenza di un paio di misteri - l'identità del traditore all'interno del gruppo e la vera natura delle allucinazioni di Thor (anche se Warren Ellis nella trilogia aliena dà un indizio) - che tengono i lettori inchiodati alla poltrona e creano un genuino misto di curiosità e tensione. Sarà banale dirlo ma Ultimates è prima di tutto un fumetto si fa leggere volentieri per il piacere di vedere districata la matassa e scoprire cosa c'è dietro. I temi impegnati e la critica al modello occidentale stanno a zero se vengono presentati in modo noioso...
Millar è inoltre bravo a caratterizzare i personaggi. Splendido il suo Capitan America dai metodi sbrigativi e fascisti nel momento dell'azione ma vulnerabilissimo in campo sentimentale; una chicca la sua relazione in stile nonno - nipotina con Janet Van Dyne. Millar riesce a far capire bene che sotto un aspetto giovane si nasconde un uomo che ha una mentalità rimasta indietro di due generazioni, cresciuto in un mondo molto diverso da quello attuale nel quale si sente un estraneo.
Ben descritto anche l'affetto incestuoso di Pietro per la sorella Scarlet, fatto di infinite e piccole ma soffocanti attenzioni e gelosie da cui emerge un amore implicito quanto tangibile che Scarlet domina in modo calcolato e arroccato. E' doveroso citare come esempio di gelosia la sequenza in cui Pietro si inalbera credendo che lei sia attratta da un robot; ovviamente c'è una citazione scherzosa della Scarlet originale.
Non manca ovviamente l'impronta politica data alla serie, con gli individui dotati di superpoteri visti come "superuomini di distruzione di massa". Questa impostazione del fumetto dà a Millar un'opportunità sconfinata di criticare l'attuale assetto politico internazionale (e perché dovrebbe tirarsi indietro? è probabilmente questo il principale motivo per cui ha creato la serie...).
Quarta e ultima caratteristica di questa seconda stagione degli Ultimates è la proliferazione di personaggi secondari. L'inquadramento dei superuomini come armi di distruzione di massa comporta una conseguenza tanto logica quanto brillante: come già successo per le bombe atomiche potrebbe scattare una corsa agli armamenti. E così il governo americano non si ferma al nucleo originario degli Ultimates, visti solo come un prototipo, ma crea decine di nuove supercreature sfruttando la tecnologia di Stark e Pym. Gli fa eco l'Europa con le varie versioni nazionali del Capitano (c'è anche Capitan Italia!) e Millar fa capire che in questa nuova corsa verso il baratro sono coinvolte anche nazioni nemiche.
Come se non bastassero tutte queste nuove armi, Millar e Hitch chiamano in causa anche gli Ultimate Difensori! In questo caso però l'efficienza (?) milatare è distante anni luce e il gruppo è scalcinatissimo e incapace di badare a se stesso ancor prima di dare la caccia ai criminali.
Dietro la scelta di introdurre questo gruppo possono esserci molteplici motivi, a partire dal desiderio di dare anche delle sfumature grottesche a una saga che è ampia ed abbraccia molte delle pulsioni e dei sentimenti degli uomini, dall'amore alla fame di potere, dall'amicizia all'odio; questi nuovi personaggi assurdi offrono nuovi e diversi spunti di analisi e introspezione. Non va poi trascurato un altro punto: l'inevitabile confronto fra i difensori e i supereroi governativi; difficile dire come ne escano questi ultimi, migliori sul campo di battaglia ma campioni di cinismo e colpi bassi... Infine il "super"gruppo può essere visto come un omaggio ai fumetti di un tempo, forse per far vedere quanta è la distanza da un'era tramontata.
In definitiva questi Ultimates di Millar e Hitch hanno tutte le caratteristiche per essere letti, apprezzati e probabilmente amati e ricordati. Per chi deve ancora scoprirli sarebbe un grave errore farseli scappare...

Luigi Siviero - Luglio 2006