
TORINO COMICS 2006: dell'importanza delle persone
L’edizione 2006 di Torino Comics ha segnato una crescita sicura di spazi, una crescita sicura del numero di espositori, presumibilmente una crescita del numero dei visitatori, ma un preoccupante calo del fatturato medio del settore.
Non certo per colpa di Torino Comics, attenzione. Il calo è generale per il settore /fumetto in fumetteria/. Certo, faceva impressione vedere scatole e scatole di manga usciti anche solo sei mesi fa offerti a un euro. Albi Star Comics, Marvel Italia, Play Press, Panini Comics a un euro. Certi stand li offrivano anche a 50 centesimi l’uno. In un certo senso perdendo tempo era possibile recuperare intere collezioni di super eroi uscite negli anni ’90. Perché tutto questo? Per ricavare qualche soldo subito. Allora vendi sottocosto quello che all’epoca avevi preso a prezzo di mercato.
Fatto preoccupante, e che se lo si lega a un calo generale tra l’8 e il 12 % denunciato da numerosi operatori del settore non lascia tranquilli. O meglio, a me non lascia tranquillo. A voi non so.
Vediamo cosa è successo.
VENERDI’ 19
Di mattina una interessante discussione durante la conferenza de I Cani, gruppo di autori ultra-indipendenti. I Cani vanno oltre il print on demand, arrivando addirittura in certi casi alla fotocopia artigianale. Mi dicono che i margini di guadagno per i loro lavori (dai prezzi bassissimi) è minimo, quasi nullo, ma che a spingerli è la voglia di comunicare le loro storie come vogliono loro, e non posso che approvare l’autarchia.
Dall’altra parte dello spettro editoriale ecco la 001, nuova casa editrice che debutterà a Lucca 2006, che ha presentato i progetti futuri. Oltre a una nuova ristampa dell’Eternauta, e alla ristampa anche di Jan Karta di Rodolfo Torti, 001 ha annunciato un volume oversize dedicato a Little Nemo in Slumberland. Tiratura 500 pezzi. Pagine sulle 100. Prezzo 120 euro. Alla mia obiezione “Ma che scherzate?”, l’editore mi ha detto “Alessandro il problema è che queste operazioni per recuperare e salvare la memoria storica costano”.
Non ha torto. È verissimo. Peccato che non si possano pagare 120 euro per un volume. Allora trovo quasi più giusto scansionare le tavole originali e metterle in condivisione a titolo gratuito. Tanto il copyright di Little Nemo in Slumberland è scaduto.
La 001 ha annunciato anche due progetti italiani: Harry Moon, un fantascientifico scritto da Federico Memola (albo alla francese a colori, 48 pagine), e una rivista a-periodica, Proposal (proposta), che ospiterà opere di autori affermati e non. Proposal nelle intenzioni della 001 dovrebbe distinguersi dagli altri antologici presenti sul mercato (Alta Fedeltà, Brand New), perché la casa editrice e la redazione offriranno agli autori una cura redazionale, e un “accompagnamento” che invece altri non darebbero. Interessante è il fatto che il copyright delle storie resta degli autori.
Le mostre:
- Eleuteri Serpieri, con molte tavole tratte dal fumetto su Re Davide, molte da storie western, e qualche Druuna, un po’ castigata (giusto uno scorcio di schiena abbastanza evocativo…)
- Will Eisner, con tavole di Spirit sempre interessanti.
- Fumetti e Mafia/e, raccolta più che altro di gag satira e illustrazioni, più che fumetti veri e propri. Interessante, utile socialmente, ma certo vedere per l’ennesima volta le vignette di Forattini su Andreotti o la Sicilia-coccodrillo un po’ sa di stantio. C’erano le tavole dei ragazzi non professionisti che hanno partecipato al concorso per Libera, e pochi esempi moderni e contemporanei.
I Gadget
Torino Comics è una fiera dove il gadget va abbastanza. Non è ai livelli ossessivi di Cartoomics, dove in percentuale i gadget dominano, ma anche a Torino si difendono. Ovviamente tiro fuori per motivi di spazi e numeri più ampi Lucca. A Torino i gadget sono al 90% manga o anime. Ce ne sono taaaaaaaaaaaaaanti. Ma al 90% sono intercambiabili, ossia li compri qui o li compri lì e trovi la stessa cosa. Ovvio che questo porta a una guerra tra poveracci, per poter vendere un portachiavi in più o una fesseria in più. Specializzarsi sembrerebbe la risposta giusta, ma è difficile.
Chi riesce a importare direttamente dal giappone va bene, anche se LA STESSA COSA (una Cenerentola in pvc della Tromy) l’ho vista a uno stand a 9 euro e a un altro (LA STESSA, ripeto) stand a due corridoi di distanza a 20 euro. Infatti ho chiesto a quello che la vendeva a 9:
“i casi sono due: o voi siete dei missionari, o loro sono dei ladri. Nel dubbio la compro qui.”
Il Nuovo Anteprima
Nasce il nuovo Anteprima. Un formato rivista alla Wizard, che dovrebbe fare il botto. Dovrebbe essere, nelle intenzioni, un acquisto che vale di per sé , e non solo un mero catalogo delle uscite.
Il primo impatto è bello. Vedremo come andrà in futuro.
Spazi, percezioni e altro
Allora, lo spazio era più grande del 20%. Questo in un certo senso ha creato dei problemi di percezione dell’evento, perché pur avendo avuto una crescita degli espositori del 10%, il primo impatto era di una mostra più vuota, spoglia. Nel padiglione dove si è tenuta c’era spazio per almeno altri 40 espositori (stand), e in un certo senso Torino Comics ora ha l’obbligo morale (e commerciale) di trovare questi nuovi 40 espositori per il 2007.
Prezzi ristorazione
Come sempre assurdi. Un bicchiere da 20 cl. di birra costa 2.25 euro. DUE lattine di birra peroni da 33 cl al super mercato costano UN euro. A me, cliente singolo. Se ne compro 2.000 e le uso per dare bicchieri di birra alle fiere mi costano molto meno. Ma teniamo per buono il prezzo di UN euro. Con un euro ci ricavo TRE bicchieri, ossia 6,75 euro. Un ricavo di oltre il 600 %.
Morale: alle mostre mercato conviene gestire un punto ristorazione. I fumetti pubblichiamoli negli altri mesi. Durante le fiere deprediamo i poveri lettori che si trovano alla nostra mercé.
Calo del fatturato
Si parla, come dicevo, di un calo del fatturato nelle fumetterie, per quel che riguarda i fumetti, del 10% circa nel primo trimestre 2006. Che c’entrino gli allegati editoriali? Qui lo dico e qui lo ridico.
Interessanti novità di importazione dalla Spagna
StarShop e un altro stand presentavano delle interessanti novità di illustrazione dalla Spagna. Oltretutto a prezzi bassi. Tra le varie cose ricordo Myhtology, di Alex Ross a 45 euro, Bocetos di Eleuteri Serpieri a 10 euro e l’ultimo volume di Sorayama, Veleno, a 15.
La cosa più curiosa della mostra
Ho trovato un albo molto strano. Si tratta di Radairk, un fumetto italiano autoprodotto, a colori, che in fiera viene venduto a 6 euro. La confezione è cartonata, di lusso. Il prezzo è bassissimo. Tanto che anche a loro ho chiesto se fossero benefattori.
Incontro con la Mercury
Esiste una casa editrice attiva da oltre dieci anni che pochissimi prendono in considerazione. Si tratta della Mercury. E’ specializzata nella ristampa in volumi di lusso (cartonati) di fumetti di autori italiani anni ’40- ’70. Parlando con l’editore mi ha detto che il loro segreto (e la forza) deriva al 90% dalla vendita per corrispondenza. Nemmeno tanto online, quanto direttamente per posta, bypassando i normali canali distributivi. Tra le varie collane della Mercury la più interessante è quella Golden Lady, che presenta eroine del fumetto italiano.
La prossima uscita sarà La Poliziotta, opera della maturità del maestro Angelini.
Sicuramente la Mercury si rivolge a un pubblico over-40, in grado di apprezzare anche il valore storico delle opere proposte. Credo però che alcuni dei volumi della collana Golden Lady (disegnati tra gli altri da Angelini, Frollo, Manara), visto anche il prezzo tutto sommato contenuto (28 euro per dei cartonati di buona fattura) potrebbe interessare anche qualche nuovo appassionato della storia del fumetto popolare italiano.
Delirio cosplay
Una troupe di canale 5 (striscia la notizia) è venuta a Torino Comics con un certo Capitan Ventosa per fare delle riprese. Cosa poteva riprendere per prima cosa? Esatto: le cosplay.
Ora vorrei che mi spiegaste una cosa. So che è un discorso molto delicato e vorrei fosse chiaro che non contesto a nessuna il diritto di vestirsi come crede opportuno. Non è un discorso di bigottismo, ok? solo di onestà intellettuale.
Spesso le cosplayers “serie” si irritano se uno prova a dire che forse ai ragazzi non interessa la fattura dei costumi, ma solo guardare le cosce e i sederi. Beh, è giusto. A nessuna, credo, piace ammettere di essere esibizioniste e di titillare apposta la fame ormonale dei nerd che girano per le mostre. Per cui le ragazze che fanno cosplay come fosse un’attività seria, si ritengono … che so… modelle? Attrici? Intrattenitrici? Ok. padronissime di ritenersi quel che si vuole.
Però mi dovete spiegare allora che senso ha che una si combini in modo da CHIARAMENTE stuzzicare l’immaginario para-erotico dei nerd di star wars (in sintesi, vestirsi come schiava umanoide di Jabba the Hutt, con dovizia di gambe esposte e minigonna modello fascetta di cuoio attorno ai fianchi), girare di continuo per il padiglione della fiera, senza altro scopo se quello di farsi notare, e pretendere poi di NON essere ricordata solo come “quella con quel bel culo” (scusate la volgarità). In sintesi… se te le cerchi, poi non arrabbiarti se proietti una immagine di un certo tipo.
Se fai cosplay per divertirti, come libera espressione di una creatività personale, senza volere da questo ricavare dei vantaggi, ok. Ma se invece usi il cosplay per ESIBIRTI, allora prendo la tua per quella che è: una esibizione puramente del tuo corpo, vestito in modo tale da attirare l’attenzione. Liberissima di farlo, ma liberi tutti di dire che è il “corpo” che ammirano, non il cosplay.
E infatti la troupe di Striscia chi ha ripreso subito? Le cosplayers. Perché? Forse perché chi lo fa in un certo modo, non creativo disinteressato ma per una “carriera” personale, e le veline la differenza è minima.
L’incontro con Libera
Sabato alle 11:30 c’era l’incontro con Libera, per un dibattito sulla mafia. Tra i partecipanti Don Ciotti e il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino. Striscia la notizia è arrivata anche qui. Devo essere molto snob. A me Striscia la notizia non interessa. Non fa ridere. La trovo sguaiata e cafona. Per cui Capitan Ventosa che arriva e mette il suo sigillo su questo incontro mi da fastidio. Ma sono vetero-stalinista e quelli come Capitan Ventosa li avrei mandati volentieri a scavare carbone nelle miniere dello Stato Pontificio. Comunque l’incontro è stato interessante e degno di essere ricordato per questo siparietto tra Chiamparino-Don Ciotti-Vittorio Pavesio.
Chiaparino dice che a Torino ci sono 56 beni immobili sequestrati alla mafia, e che se ne potrebbe destinare uno ad usi sociali, tipo il fumetto.
Don Ciotti si intromette subito e dice che si potrebbe fare coem a Roma, dove un immobile sequestrato a un componente della Banda della Magliana è stato trasformato nella Casa del Jazz. Perché non creare la Casa del Fumetto a Torino, proprio usando uno di questi 56 immobili?
Vittorio Pavesio a questo punto rilancia: e fare un bel Centro del Fumetto nazionale?
Chiamparino, che forse si è reso conto di essersi sbilanciato frena e dice che di questo se potrà discutere in futuro.
Documentario su Eisner
Andrea Plazzi presenta sabato pomeriggio un interessante documentario su Will Eisner, devo dire ben fatto e basato su interviste originali. Purtroppo il filmato, a meno di sorprese, non verrà mai messo in circolazione in DVD, per i costi troppo elevati.
La cena sabato.
Sabato 20 è stata una giornata gradevole anche per l’aspetto delle relazioni personali. La cena che ha riunito un sacco di persone provenienti dagli angoli più svariati della Padania (addirittura da VOGHERA!!!!! E no… non era la famosa casalinga…) è stata bella, divertente, e resta sicuramente la cosa migliore di tutto questo fine settimana. Inoltre lo charme delle commensali ha sfatato il cliché di un mondo del fumetto privo di abitanti femminili.
Domenica – diritto d’autore.
Domenica mattina dalle 11:00 alle 12:00 c’è stato il consueto incontro organizzato dal SILF sul diritto d’autore, ossia a che punto è l’iter legislativo riguardo le modifiche proposte alla legge del 1941. Come sempre i presenti, compreso il vostro simpatico scrivente, raggiungevano a stento il numero di 15. Posso dire una cosa? Il discorso in questo senso è molto importante, ma il SILF non riesce a coinvolgere a livello di comunicazione il mondo del fumetto. A nessuno interessa. Diciamoci le cose come stanno. E’ un discorso che non piace. E forse non piace ANCHE per l’atteggiamento del SILF stesso. Se durante uno scambio di battute devo sentire un esponente del SILF seduto tra il pubblico dire come battutina scherzosa: “c’è anche la galera”, in riferimento a chi editore non rispetta i diritti degli autori, beh… è un atteggiamento che mi piace molto poco. La galera per chi non rispetta i diritti degli autori. Uhmmm… e per i reati gravi o di sangue che facciamo? La sedia elettrica?
Inoltre, e lo dico qui, le modifiche proposte contengono un errore, o meglio non tengono conto di un campo ormai sviluppato. Le modifiche parlano infatti solo di diritto d’autore relativo ai materiali CARTACEI. Il problema è che la legge la fa il testo, e se specifichi “cartaceo”, quello che non è cartaceo non rientra nella legge. Ergo, tutti i comics/strip/vignette ONLINE, non pubblicati su carta, non rientrano in questa legge. Possono somigliare a un fumetto, ma non sono coperti dal diritto d’autore.
Bastava dire “qualsiasi supporto, multimediale e non, all’attuale stato di tecnologia e anche di quello futuro”, formula che copre produzioni cartacee, produzioni su internet, fumetti o illustrazioni inseriti come extra in un DVD, e così via. Ma è un problema di chi ha presentato la legge.
In sostanza la discussione non è stata soddisfacente. Pochi, soliti discorsi autocelebrativi, poca o pochissima attenzione alla realtà concreta del mercato e delle tempistiche necessarie alle produzioni seriali in italia (che sono quelle che danno lavoro al 90% di chi potrebbe essere interessato a questo discorso), e sostanzialmente una sfiducia verso qualsiasi cosa che limiti l’operato dell’autore.
L’autore ha sempre ragione, e la casa editrice deve sempre accettare a priori qualsiasi cosa proponga l’autore. Al massimo può non pubblicare i prodotti (ma dopo averli pagati? E allora cos’è.. una benefattrice?), ma mai intervenire per eventualmente renderli più commerciali o leggibili (non parlo di interventi che peggiorano.
Parlo di interventi che MIGLIORANO l’opera, che l’autore potrebbe non volere perché convinto che la sua opera non sia “migliorabile”). Suggerirei la lettura del libro On Writing di Stephen King, per capire che l’editing è una condizione essenziale del lavoro editoriale, e che spesso l’autore non è il miglior giudice delle possibili migliorie/modifiche da apportare.
La domanda resta sempre quella: Alessandro Bottero presenta una storia. L'editore gli dice “Alessandro, i testi andrebbero limati un po’”. Alessandro Bottero dice “No. I miei testi senza il mio consenso non si toccano. Prendere o lasciare. Sono convinto che così vadano bene”. Per il SILF l’editore di Alessandro Bottero può solo : 1 – pubblicare la storia così come è, visto che Alessandro Bottero si rifiuta di modificarla; 2 – non pubblicare la storia , visto che Alessandro Bottero si rifiuta di modificarla.
Mi pare un modo di approcciare il problema leggermente dogmatico. E se le modifiche proposte dall’editore migliorassero effettivamente la storia? In questo caso la testardaggine dell’autore per me deve passare in secondo piano. Vuoi avere l’ultima parola sulle tue produzioni? Pubblicatele da solo. Scelta legittima e oltretutto secondo me, eticamente migliore PROPRIO per un controllo totale sul proprio lavoro. Ma se lavori per conto terzi allora questa monoliticità “o così o non lo pubblichi” mi pare un po’ arrogante. Soprattutto se a adottarla NON è il più grande autore vivente, ma un normalissimo autore come ce ne sono centinaia in giro, bravo ma non “il migliore al mondo”.
E qui si conclude il reportage. Gossip, pettegolezzi, novità e altro a questo giro non sono particolarmente interessanti, per cui inutile perderci tempo.
Alessandro Bottero - Maggio 2006
E' arrivato l'arrotino. Arrota coltelli, forbici, forbicine, forbici da seta, coltelli da prosciutto! Donne è arrivato l'arrotino e l'ombrellaio; aggiustiamo gli ombrelli; l'ombrellaio, donne! Ripariamo cucine a gasse: abbiamo i pezzi di ricambio per le cucine a gasse. Se avete perdite di gas noi le aggiustiamo, se la cucina fa fumo noi togliamo il fumo della vostra cucina a gasse. Lavoro subito, immediato. E' arrivato l'arrotino. [ad libitum]
L’edizione 2006 di Torino Comics ha segnato una crescita sicura di spazi, una crescita sicura del numero di espositori, presumibilmente una crescita del numero dei visitatori, ma un preoccupante calo del fatturato medio del settore.
Non certo per colpa di Torino Comics, attenzione. Il calo è generale per il settore /fumetto in fumetteria/. Certo, faceva impressione vedere scatole e scatole di manga usciti anche solo sei mesi fa offerti a un euro. Albi Star Comics, Marvel Italia, Play Press, Panini Comics a un euro. Certi stand li offrivano anche a 50 centesimi l’uno. In un certo senso perdendo tempo era possibile recuperare intere collezioni di super eroi uscite negli anni ’90. Perché tutto questo? Per ricavare qualche soldo subito. Allora vendi sottocosto quello che all’epoca avevi preso a prezzo di mercato.
Fatto preoccupante, e che se lo si lega a un calo generale tra l’8 e il 12 % denunciato da numerosi operatori del settore non lascia tranquilli. O meglio, a me non lascia tranquillo. A voi non so.
Vediamo cosa è successo.
VENERDI’ 19
Di mattina una interessante discussione durante la conferenza de I Cani, gruppo di autori ultra-indipendenti. I Cani vanno oltre il print on demand, arrivando addirittura in certi casi alla fotocopia artigianale. Mi dicono che i margini di guadagno per i loro lavori (dai prezzi bassissimi) è minimo, quasi nullo, ma che a spingerli è la voglia di comunicare le loro storie come vogliono loro, e non posso che approvare l’autarchia.
Dall’altra parte dello spettro editoriale ecco la 001, nuova casa editrice che debutterà a Lucca 2006, che ha presentato i progetti futuri. Oltre a una nuova ristampa dell’Eternauta, e alla ristampa anche di Jan Karta di Rodolfo Torti, 001 ha annunciato un volume oversize dedicato a Little Nemo in Slumberland. Tiratura 500 pezzi. Pagine sulle 100. Prezzo 120 euro. Alla mia obiezione “Ma che scherzate?”, l’editore mi ha detto “Alessandro il problema è che queste operazioni per recuperare e salvare la memoria storica costano”.
Non ha torto. È verissimo. Peccato che non si possano pagare 120 euro per un volume. Allora trovo quasi più giusto scansionare le tavole originali e metterle in condivisione a titolo gratuito. Tanto il copyright di Little Nemo in Slumberland è scaduto.
La 001 ha annunciato anche due progetti italiani: Harry Moon, un fantascientifico scritto da Federico Memola (albo alla francese a colori, 48 pagine), e una rivista a-periodica, Proposal (proposta), che ospiterà opere di autori affermati e non. Proposal nelle intenzioni della 001 dovrebbe distinguersi dagli altri antologici presenti sul mercato (Alta Fedeltà, Brand New), perché la casa editrice e la redazione offriranno agli autori una cura redazionale, e un “accompagnamento” che invece altri non darebbero. Interessante è il fatto che il copyright delle storie resta degli autori.
Le mostre:
- Eleuteri Serpieri, con molte tavole tratte dal fumetto su Re Davide, molte da storie western, e qualche Druuna, un po’ castigata (giusto uno scorcio di schiena abbastanza evocativo…)
- Will Eisner, con tavole di Spirit sempre interessanti.
- Fumetti e Mafia/e, raccolta più che altro di gag satira e illustrazioni, più che fumetti veri e propri. Interessante, utile socialmente, ma certo vedere per l’ennesima volta le vignette di Forattini su Andreotti o la Sicilia-coccodrillo un po’ sa di stantio. C’erano le tavole dei ragazzi non professionisti che hanno partecipato al concorso per Libera, e pochi esempi moderni e contemporanei.
I Gadget
Torino Comics è una fiera dove il gadget va abbastanza. Non è ai livelli ossessivi di Cartoomics, dove in percentuale i gadget dominano, ma anche a Torino si difendono. Ovviamente tiro fuori per motivi di spazi e numeri più ampi Lucca. A Torino i gadget sono al 90% manga o anime. Ce ne sono taaaaaaaaaaaaaanti. Ma al 90% sono intercambiabili, ossia li compri qui o li compri lì e trovi la stessa cosa. Ovvio che questo porta a una guerra tra poveracci, per poter vendere un portachiavi in più o una fesseria in più. Specializzarsi sembrerebbe la risposta giusta, ma è difficile.
Chi riesce a importare direttamente dal giappone va bene, anche se LA STESSA COSA (una Cenerentola in pvc della Tromy) l’ho vista a uno stand a 9 euro e a un altro (LA STESSA, ripeto) stand a due corridoi di distanza a 20 euro. Infatti ho chiesto a quello che la vendeva a 9:
“i casi sono due: o voi siete dei missionari, o loro sono dei ladri. Nel dubbio la compro qui.”
Il Nuovo Anteprima
Nasce il nuovo Anteprima. Un formato rivista alla Wizard, che dovrebbe fare il botto. Dovrebbe essere, nelle intenzioni, un acquisto che vale di per sé , e non solo un mero catalogo delle uscite.
Il primo impatto è bello. Vedremo come andrà in futuro.
Spazi, percezioni e altro
Allora, lo spazio era più grande del 20%. Questo in un certo senso ha creato dei problemi di percezione dell’evento, perché pur avendo avuto una crescita degli espositori del 10%, il primo impatto era di una mostra più vuota, spoglia. Nel padiglione dove si è tenuta c’era spazio per almeno altri 40 espositori (stand), e in un certo senso Torino Comics ora ha l’obbligo morale (e commerciale) di trovare questi nuovi 40 espositori per il 2007.
Prezzi ristorazione
Come sempre assurdi. Un bicchiere da 20 cl. di birra costa 2.25 euro. DUE lattine di birra peroni da 33 cl al super mercato costano UN euro. A me, cliente singolo. Se ne compro 2.000 e le uso per dare bicchieri di birra alle fiere mi costano molto meno. Ma teniamo per buono il prezzo di UN euro. Con un euro ci ricavo TRE bicchieri, ossia 6,75 euro. Un ricavo di oltre il 600 %.
Morale: alle mostre mercato conviene gestire un punto ristorazione. I fumetti pubblichiamoli negli altri mesi. Durante le fiere deprediamo i poveri lettori che si trovano alla nostra mercé.
Calo del fatturato
Si parla, come dicevo, di un calo del fatturato nelle fumetterie, per quel che riguarda i fumetti, del 10% circa nel primo trimestre 2006. Che c’entrino gli allegati editoriali? Qui lo dico e qui lo ridico.
Interessanti novità di importazione dalla Spagna
StarShop e un altro stand presentavano delle interessanti novità di illustrazione dalla Spagna. Oltretutto a prezzi bassi. Tra le varie cose ricordo Myhtology, di Alex Ross a 45 euro, Bocetos di Eleuteri Serpieri a 10 euro e l’ultimo volume di Sorayama, Veleno, a 15.
La cosa più curiosa della mostra
Ho trovato un albo molto strano. Si tratta di Radairk, un fumetto italiano autoprodotto, a colori, che in fiera viene venduto a 6 euro. La confezione è cartonata, di lusso. Il prezzo è bassissimo. Tanto che anche a loro ho chiesto se fossero benefattori.
Incontro con la Mercury
Esiste una casa editrice attiva da oltre dieci anni che pochissimi prendono in considerazione. Si tratta della Mercury. E’ specializzata nella ristampa in volumi di lusso (cartonati) di fumetti di autori italiani anni ’40- ’70. Parlando con l’editore mi ha detto che il loro segreto (e la forza) deriva al 90% dalla vendita per corrispondenza. Nemmeno tanto online, quanto direttamente per posta, bypassando i normali canali distributivi. Tra le varie collane della Mercury la più interessante è quella Golden Lady, che presenta eroine del fumetto italiano.
La prossima uscita sarà La Poliziotta, opera della maturità del maestro Angelini.
Sicuramente la Mercury si rivolge a un pubblico over-40, in grado di apprezzare anche il valore storico delle opere proposte. Credo però che alcuni dei volumi della collana Golden Lady (disegnati tra gli altri da Angelini, Frollo, Manara), visto anche il prezzo tutto sommato contenuto (28 euro per dei cartonati di buona fattura) potrebbe interessare anche qualche nuovo appassionato della storia del fumetto popolare italiano.
Delirio cosplay
Una troupe di canale 5 (striscia la notizia) è venuta a Torino Comics con un certo Capitan Ventosa per fare delle riprese. Cosa poteva riprendere per prima cosa? Esatto: le cosplay.
Ora vorrei che mi spiegaste una cosa. So che è un discorso molto delicato e vorrei fosse chiaro che non contesto a nessuna il diritto di vestirsi come crede opportuno. Non è un discorso di bigottismo, ok? solo di onestà intellettuale.
Spesso le cosplayers “serie” si irritano se uno prova a dire che forse ai ragazzi non interessa la fattura dei costumi, ma solo guardare le cosce e i sederi. Beh, è giusto. A nessuna, credo, piace ammettere di essere esibizioniste e di titillare apposta la fame ormonale dei nerd che girano per le mostre. Per cui le ragazze che fanno cosplay come fosse un’attività seria, si ritengono … che so… modelle? Attrici? Intrattenitrici? Ok. padronissime di ritenersi quel che si vuole.
Però mi dovete spiegare allora che senso ha che una si combini in modo da CHIARAMENTE stuzzicare l’immaginario para-erotico dei nerd di star wars (in sintesi, vestirsi come schiava umanoide di Jabba the Hutt, con dovizia di gambe esposte e minigonna modello fascetta di cuoio attorno ai fianchi), girare di continuo per il padiglione della fiera, senza altro scopo se quello di farsi notare, e pretendere poi di NON essere ricordata solo come “quella con quel bel culo” (scusate la volgarità). In sintesi… se te le cerchi, poi non arrabbiarti se proietti una immagine di un certo tipo.
Se fai cosplay per divertirti, come libera espressione di una creatività personale, senza volere da questo ricavare dei vantaggi, ok. Ma se invece usi il cosplay per ESIBIRTI, allora prendo la tua per quella che è: una esibizione puramente del tuo corpo, vestito in modo tale da attirare l’attenzione. Liberissima di farlo, ma liberi tutti di dire che è il “corpo” che ammirano, non il cosplay.
E infatti la troupe di Striscia chi ha ripreso subito? Le cosplayers. Perché? Forse perché chi lo fa in un certo modo, non creativo disinteressato ma per una “carriera” personale, e le veline la differenza è minima.
L’incontro con Libera
Sabato alle 11:30 c’era l’incontro con Libera, per un dibattito sulla mafia. Tra i partecipanti Don Ciotti e il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino. Striscia la notizia è arrivata anche qui. Devo essere molto snob. A me Striscia la notizia non interessa. Non fa ridere. La trovo sguaiata e cafona. Per cui Capitan Ventosa che arriva e mette il suo sigillo su questo incontro mi da fastidio. Ma sono vetero-stalinista e quelli come Capitan Ventosa li avrei mandati volentieri a scavare carbone nelle miniere dello Stato Pontificio. Comunque l’incontro è stato interessante e degno di essere ricordato per questo siparietto tra Chiamparino-Don Ciotti-Vittorio Pavesio.
Chiaparino dice che a Torino ci sono 56 beni immobili sequestrati alla mafia, e che se ne potrebbe destinare uno ad usi sociali, tipo il fumetto.
Don Ciotti si intromette subito e dice che si potrebbe fare coem a Roma, dove un immobile sequestrato a un componente della Banda della Magliana è stato trasformato nella Casa del Jazz. Perché non creare la Casa del Fumetto a Torino, proprio usando uno di questi 56 immobili?
Vittorio Pavesio a questo punto rilancia: e fare un bel Centro del Fumetto nazionale?
Chiamparino, che forse si è reso conto di essersi sbilanciato frena e dice che di questo se potrà discutere in futuro.
Documentario su Eisner
Andrea Plazzi presenta sabato pomeriggio un interessante documentario su Will Eisner, devo dire ben fatto e basato su interviste originali. Purtroppo il filmato, a meno di sorprese, non verrà mai messo in circolazione in DVD, per i costi troppo elevati.
La cena sabato.
Sabato 20 è stata una giornata gradevole anche per l’aspetto delle relazioni personali. La cena che ha riunito un sacco di persone provenienti dagli angoli più svariati della Padania (addirittura da VOGHERA!!!!! E no… non era la famosa casalinga…) è stata bella, divertente, e resta sicuramente la cosa migliore di tutto questo fine settimana. Inoltre lo charme delle commensali ha sfatato il cliché di un mondo del fumetto privo di abitanti femminili.
Domenica – diritto d’autore.
Domenica mattina dalle 11:00 alle 12:00 c’è stato il consueto incontro organizzato dal SILF sul diritto d’autore, ossia a che punto è l’iter legislativo riguardo le modifiche proposte alla legge del 1941. Come sempre i presenti, compreso il vostro simpatico scrivente, raggiungevano a stento il numero di 15. Posso dire una cosa? Il discorso in questo senso è molto importante, ma il SILF non riesce a coinvolgere a livello di comunicazione il mondo del fumetto. A nessuno interessa. Diciamoci le cose come stanno. E’ un discorso che non piace. E forse non piace ANCHE per l’atteggiamento del SILF stesso. Se durante uno scambio di battute devo sentire un esponente del SILF seduto tra il pubblico dire come battutina scherzosa: “c’è anche la galera”, in riferimento a chi editore non rispetta i diritti degli autori, beh… è un atteggiamento che mi piace molto poco. La galera per chi non rispetta i diritti degli autori. Uhmmm… e per i reati gravi o di sangue che facciamo? La sedia elettrica?
Inoltre, e lo dico qui, le modifiche proposte contengono un errore, o meglio non tengono conto di un campo ormai sviluppato. Le modifiche parlano infatti solo di diritto d’autore relativo ai materiali CARTACEI. Il problema è che la legge la fa il testo, e se specifichi “cartaceo”, quello che non è cartaceo non rientra nella legge. Ergo, tutti i comics/strip/vignette ONLINE, non pubblicati su carta, non rientrano in questa legge. Possono somigliare a un fumetto, ma non sono coperti dal diritto d’autore.
Bastava dire “qualsiasi supporto, multimediale e non, all’attuale stato di tecnologia e anche di quello futuro”, formula che copre produzioni cartacee, produzioni su internet, fumetti o illustrazioni inseriti come extra in un DVD, e così via. Ma è un problema di chi ha presentato la legge.
In sostanza la discussione non è stata soddisfacente. Pochi, soliti discorsi autocelebrativi, poca o pochissima attenzione alla realtà concreta del mercato e delle tempistiche necessarie alle produzioni seriali in italia (che sono quelle che danno lavoro al 90% di chi potrebbe essere interessato a questo discorso), e sostanzialmente una sfiducia verso qualsiasi cosa che limiti l’operato dell’autore.
L’autore ha sempre ragione, e la casa editrice deve sempre accettare a priori qualsiasi cosa proponga l’autore. Al massimo può non pubblicare i prodotti (ma dopo averli pagati? E allora cos’è.. una benefattrice?), ma mai intervenire per eventualmente renderli più commerciali o leggibili (non parlo di interventi che peggiorano.
Parlo di interventi che MIGLIORANO l’opera, che l’autore potrebbe non volere perché convinto che la sua opera non sia “migliorabile”). Suggerirei la lettura del libro On Writing di Stephen King, per capire che l’editing è una condizione essenziale del lavoro editoriale, e che spesso l’autore non è il miglior giudice delle possibili migliorie/modifiche da apportare.
La domanda resta sempre quella: Alessandro Bottero presenta una storia. L'editore gli dice “Alessandro, i testi andrebbero limati un po’”. Alessandro Bottero dice “No. I miei testi senza il mio consenso non si toccano. Prendere o lasciare. Sono convinto che così vadano bene”. Per il SILF l’editore di Alessandro Bottero può solo : 1 – pubblicare la storia così come è, visto che Alessandro Bottero si rifiuta di modificarla; 2 – non pubblicare la storia , visto che Alessandro Bottero si rifiuta di modificarla.
Mi pare un modo di approcciare il problema leggermente dogmatico. E se le modifiche proposte dall’editore migliorassero effettivamente la storia? In questo caso la testardaggine dell’autore per me deve passare in secondo piano. Vuoi avere l’ultima parola sulle tue produzioni? Pubblicatele da solo. Scelta legittima e oltretutto secondo me, eticamente migliore PROPRIO per un controllo totale sul proprio lavoro. Ma se lavori per conto terzi allora questa monoliticità “o così o non lo pubblichi” mi pare un po’ arrogante. Soprattutto se a adottarla NON è il più grande autore vivente, ma un normalissimo autore come ce ne sono centinaia in giro, bravo ma non “il migliore al mondo”.
E qui si conclude il reportage. Gossip, pettegolezzi, novità e altro a questo giro non sono particolarmente interessanti, per cui inutile perderci tempo.
Alessandro Bottero - Maggio 2006
E' arrivato l'arrotino. Arrota coltelli, forbici, forbicine, forbici da seta, coltelli da prosciutto! Donne è arrivato l'arrotino e l'ombrellaio; aggiustiamo gli ombrelli; l'ombrellaio, donne! Ripariamo cucine a gasse: abbiamo i pezzi di ricambio per le cucine a gasse. Se avete perdite di gas noi le aggiustiamo, se la cucina fa fumo noi togliamo il fumo della vostra cucina a gasse. Lavoro subito, immediato. E' arrivato l'arrotino. [ad libitum]
