
BrandNew; serie regolare antologica; Free Books; 6,90; 128 pagine colori e b/n
Soddisfacente. Prezzo un po’ elevato ma è ormai lo standard da edicola per questo formato. La grafica cattura. Fumetti: (metto da parte i prodotti dello studio 7 mondi) buono Mars Wars di Paco Desiato e Rose di Cardinale, Nocilli, Orlandi. Doveroso il recupero delle Storie Inquinate di Pollicelli e Artibani. Anche i due teaser di 3200 (Toraldo & Lo Storto), e Desdy Metus (Di Bernardo, Matteuzzi, Brandi) interessano. Forse lo spazio Ragno Magazine è un po’ esiguo e sfrutterei meglio lo spazio redazionale per informare sugli altri prodotti del catalogo Free Books. In sintesi perlomeno da sfogliare.
12 volume due; Alien Press; 4,50; 80 pagine b/n; testi Marco Rizzo, disegni: AAVV.
Autoproduzione passata dalla pubblicazione su web al cartaceo, 12 continua la corsa dopo il numero 1 uscito nel 2004. La storia mescola il genere super eroi disincantati, con echi da cospirazione e scienza impazzita. Primo, il personaggio cardine, è un super eroe che ha tradito gli ideali, in preda a follie di onnipotenza. La storia procede con salti continui tra passato e presente, ma si mantiene leggibile. I disegni invece, a causa dei numerosi autori coinvolti variano notevolmente come qualità. In sintesi: manca ancora un pizzico per un prodotto professionale.
Wonder City 1; Free Books; 2,90; 64 pagine colore; testi Giovanni Gualdoni, Teresa Radic; disegni Stefano Turconi.
La Free Books continua a allargare lo spazio in edicola con questa nuova proposta, che alla fine è approdata alla Free Books, tra lo scontento di qualcuno. Gualdoni e Turconi hanno ideato un mondo omogeneo e coerente. Le storie sono ben scritte e ben disegnate. Non ci sono fuori registro ma solo un uso dei colori diverso per le varie situazioni (ed è strano che alcuni critici non se ne accorgano). La confezione editoriale Free Books è di primo livello, malgrado qualcuno si sia divertito a sparlarne senza motivo, e il prezzo è il linea con il mercato. Da provare.
Gli Immaginari 1; Italy Comics; 2.90; 48 pagine colore.
Ottima proposta Italy Comics. La collana presenta le due serie originali Lullaby e The Immaginaries. Ai testi di entrambe Ben Avery e Mike Miller. Le storie sono belle, e soprattutto hanno un pizzico di novità che non guasta. Il prezzo forse è leggermente elevato. Buona la confezione. Buona idea mettere in terza di cover le altre uscite Italy Comics. La serie va in edicola, e quindi è un grosso azzardo per una casa editrice alle prime armi. Comunque meglio di molti prodotti Marvel o DC Comics presenti nelle edicole. Almeno dategli un’occhiata.
Intermezzi; Tunué; 6,90; 48 pagine colore e b/n; autore Davide Zamberlan
Il primo fumetto pubblicato da Tunué è raffinato. Questa è la parola che lo definisce meglio. Se vogliamo però è anche un po’ il suo limite. A volte è troppo raffinato, e i personaggi sono tutti carini, pulitini, tenerosi. Non è un prodotto fast food, e va metabolizzato con calma. E’ un’antologia e contiene quattro storie brevi, con interventi critici dell’autore che spiega motivazioni e genesi delle singole storie. Si vede che l’autore sa disegnare, e regge bene i tempi di una storia breve. Ma una lunga? La migliore? Quarto Intermezzo. In sintesi: fatevelo regalare.
Gaudemus Igitur; Centro Andrea Pazienza - Collezione 100% schizzo; 9,00; 48 pagine b/n e colore; autore Davide Fusari
Il difetto di questo albo? Il prezzo. Per il resto ci siamo. La confezione, il nome della collana (che non vorrei sbagliare ma è stato copiato da altri?), la storia, i disegni (a volte un po’ lasciano a desiderare, ma poche volte..) e soprattutto le bandelle della copertina. Fusari sa scrivere fantascienza comica, e alcune gag sono ben costruite. Detto questo… ha senso pubblicare cose del genere, sapendo che lo compreranno in pochissimi? La risposta potrebbe essere “Ma a te da fastidio se lo pubblicano?” Infatti. Magari venderà poco, ma perché non dovrebbero pubblicarlo?
Il Peso del Martello; Fanzine autoprodotta; 3,00; 48 pagine b/n; autori vari.
Signori, ogni tanto dalla feccia e dai bassifondi che rigurgitano instancabili emerge qualcosa di valido. Il Peso del Martello, fanzine presa a Lucca 2005, è valido. Il numero esaminato è un ipotetico 50° anniversario della rivista e tutto, storie, testi, disegni, vignette, pubblicità finto-vere, è ambientato nel 2055. Che altro dire? Andate al sito pesodelmartello, oppure scrivetegli a pesodelmartello@katamail.it e chiedete i numeri arretrati. C’è una certa crudezza, molte ingenuità, la battutaccia gratuita, l’effetto per l’effetto, ma c’è energia e questo conta più di tutto. Ci sono poche fanzine di carta sopravvissute. Aiutiamole a resistere.
Jonathan Steele; Star Comics; 2,40; 96 pagine b/n; autori testi Federico Memola , disegni autori vari.
Jonathan Steele versione Star Comics debuttava con un alone di scetticismo attorno. Personalmente questo alone l'ho dissipato. Le storie esaminate (numeri 1-6) sono validi. Memola sa scrivere, ed ha retto tutto sommato bene il peso del passaggio in tempi molto ravvicinati dalla Bonelli alla Star. I disegni pur non presentando vette “artistiche” hanno un buon livello, e il prezzo è in linea col mercato. E’ probabile che la Star possa cominciare a pensare in termini di “scuderia” di personaggi, come Bonelli. Due personaggi però sono ancora pochi. Ne servirebbero almeno il doppio. In sintesi: da provare.
Tarzan; Edizioni If; 4,80; 210 pagine b/n; autori vari
Tarzan è stato una boccata di ossigeno. Peccato la collana sia durata solo nove numeri. Era puro fumetto avventuroso, nulla di più, ma anche nulla di meno, e alle matite c’erano signorini del calibro di Joe Kubert, Harold Foster, Russ Maning, John Buscema, e così via. Mica pizza e fichi. Se vi capita consiglio caldamente di recuperare la collana al mercato dell’usato. Per i puristi inoltre voglio rimarcare che pur essendo quelle storie nate a colori la resa in bianco e nero è accettabilissima. Forse sarebbe ora di fare un pensierino anche agli Essential Marvel o agli Showcase DC Comics.
Monster Allergy 28; Buena Vista Comics; 2,30; 64 pagine colori; autori testi Bruno Enna, disegni Claudia Porcelloni
Sono oltre due anni che Monster Allergy prosegue la sua corsa. Siamo in una fase ancora interlocutoria dopo i primi due grandi story arc che hanno impostato il mondo di MA. Questo numero in particolare introduce un altro grande pericolo (I Dominatori Oscuri) che sicuramente giocherà un ruolo capitale da qui al numero 36 e oltre. MA è a mio avviso uno dei fumetti di intrattenimento migliori attualmente sul mercato, con un cast ben costruito. E Bombo è il personaggio che amo di più tra quelli che si trovano in giro. Belle storie, ottimi disegni. Che altro volete?
Hikaru No Go 01; Panini Comics/Planet Manga; 2,00 192 pagine b/n; testi Yumi Hotta, disegni Takeshi Obata
Immaginate un fumetto sugli scacchi venduto nelle edicole. Impossibile vero? Oltretutto se uno dice “è un fumetto avvincente. Non una palla assurda.”. Impossibile. Eppure questo Hikaru No Go riesce a spazzare via i pregiudizi. In Giappone il Go è un gioco ancora più diffuso degli scacchi. E’ una disciplina di vita. Quasi una religione laica. Tutti elementi che secondo le ricerche di mercato decreterebbero l’impossibilità di realizzare un fumetto bello. E invece ancora una volta meno male che c’è qualcuno che se ne frega. Questo è un bel fumetto. Provatelo, e il Marketing si vada a nascondere.
Alessandro Bottero - Gennaio 2006
Soddisfacente. Prezzo un po’ elevato ma è ormai lo standard da edicola per questo formato. La grafica cattura. Fumetti: (metto da parte i prodotti dello studio 7 mondi) buono Mars Wars di Paco Desiato e Rose di Cardinale, Nocilli, Orlandi. Doveroso il recupero delle Storie Inquinate di Pollicelli e Artibani. Anche i due teaser di 3200 (Toraldo & Lo Storto), e Desdy Metus (Di Bernardo, Matteuzzi, Brandi) interessano. Forse lo spazio Ragno Magazine è un po’ esiguo e sfrutterei meglio lo spazio redazionale per informare sugli altri prodotti del catalogo Free Books. In sintesi perlomeno da sfogliare.
12 volume due; Alien Press; 4,50; 80 pagine b/n; testi Marco Rizzo, disegni: AAVV.
Autoproduzione passata dalla pubblicazione su web al cartaceo, 12 continua la corsa dopo il numero 1 uscito nel 2004. La storia mescola il genere super eroi disincantati, con echi da cospirazione e scienza impazzita. Primo, il personaggio cardine, è un super eroe che ha tradito gli ideali, in preda a follie di onnipotenza. La storia procede con salti continui tra passato e presente, ma si mantiene leggibile. I disegni invece, a causa dei numerosi autori coinvolti variano notevolmente come qualità. In sintesi: manca ancora un pizzico per un prodotto professionale.
Wonder City 1; Free Books; 2,90; 64 pagine colore; testi Giovanni Gualdoni, Teresa Radic; disegni Stefano Turconi.
La Free Books continua a allargare lo spazio in edicola con questa nuova proposta, che alla fine è approdata alla Free Books, tra lo scontento di qualcuno. Gualdoni e Turconi hanno ideato un mondo omogeneo e coerente. Le storie sono ben scritte e ben disegnate. Non ci sono fuori registro ma solo un uso dei colori diverso per le varie situazioni (ed è strano che alcuni critici non se ne accorgano). La confezione editoriale Free Books è di primo livello, malgrado qualcuno si sia divertito a sparlarne senza motivo, e il prezzo è il linea con il mercato. Da provare.
Gli Immaginari 1; Italy Comics; 2.90; 48 pagine colore.
Ottima proposta Italy Comics. La collana presenta le due serie originali Lullaby e The Immaginaries. Ai testi di entrambe Ben Avery e Mike Miller. Le storie sono belle, e soprattutto hanno un pizzico di novità che non guasta. Il prezzo forse è leggermente elevato. Buona la confezione. Buona idea mettere in terza di cover le altre uscite Italy Comics. La serie va in edicola, e quindi è un grosso azzardo per una casa editrice alle prime armi. Comunque meglio di molti prodotti Marvel o DC Comics presenti nelle edicole. Almeno dategli un’occhiata.
Intermezzi; Tunué; 6,90; 48 pagine colore e b/n; autore Davide Zamberlan
Il primo fumetto pubblicato da Tunué è raffinato. Questa è la parola che lo definisce meglio. Se vogliamo però è anche un po’ il suo limite. A volte è troppo raffinato, e i personaggi sono tutti carini, pulitini, tenerosi. Non è un prodotto fast food, e va metabolizzato con calma. E’ un’antologia e contiene quattro storie brevi, con interventi critici dell’autore che spiega motivazioni e genesi delle singole storie. Si vede che l’autore sa disegnare, e regge bene i tempi di una storia breve. Ma una lunga? La migliore? Quarto Intermezzo. In sintesi: fatevelo regalare.
Gaudemus Igitur; Centro Andrea Pazienza - Collezione 100% schizzo; 9,00; 48 pagine b/n e colore; autore Davide Fusari
Il difetto di questo albo? Il prezzo. Per il resto ci siamo. La confezione, il nome della collana (che non vorrei sbagliare ma è stato copiato da altri?), la storia, i disegni (a volte un po’ lasciano a desiderare, ma poche volte..) e soprattutto le bandelle della copertina. Fusari sa scrivere fantascienza comica, e alcune gag sono ben costruite. Detto questo… ha senso pubblicare cose del genere, sapendo che lo compreranno in pochissimi? La risposta potrebbe essere “Ma a te da fastidio se lo pubblicano?” Infatti. Magari venderà poco, ma perché non dovrebbero pubblicarlo?
Il Peso del Martello; Fanzine autoprodotta; 3,00; 48 pagine b/n; autori vari.
Signori, ogni tanto dalla feccia e dai bassifondi che rigurgitano instancabili emerge qualcosa di valido. Il Peso del Martello, fanzine presa a Lucca 2005, è valido. Il numero esaminato è un ipotetico 50° anniversario della rivista e tutto, storie, testi, disegni, vignette, pubblicità finto-vere, è ambientato nel 2055. Che altro dire? Andate al sito pesodelmartello, oppure scrivetegli a pesodelmartello@katamail.it e chiedete i numeri arretrati. C’è una certa crudezza, molte ingenuità, la battutaccia gratuita, l’effetto per l’effetto, ma c’è energia e questo conta più di tutto. Ci sono poche fanzine di carta sopravvissute. Aiutiamole a resistere.
Jonathan Steele; Star Comics; 2,40; 96 pagine b/n; autori testi Federico Memola , disegni autori vari.
Jonathan Steele versione Star Comics debuttava con un alone di scetticismo attorno. Personalmente questo alone l'ho dissipato. Le storie esaminate (numeri 1-6) sono validi. Memola sa scrivere, ed ha retto tutto sommato bene il peso del passaggio in tempi molto ravvicinati dalla Bonelli alla Star. I disegni pur non presentando vette “artistiche” hanno un buon livello, e il prezzo è in linea col mercato. E’ probabile che la Star possa cominciare a pensare in termini di “scuderia” di personaggi, come Bonelli. Due personaggi però sono ancora pochi. Ne servirebbero almeno il doppio. In sintesi: da provare.
Tarzan; Edizioni If; 4,80; 210 pagine b/n; autori vari
Tarzan è stato una boccata di ossigeno. Peccato la collana sia durata solo nove numeri. Era puro fumetto avventuroso, nulla di più, ma anche nulla di meno, e alle matite c’erano signorini del calibro di Joe Kubert, Harold Foster, Russ Maning, John Buscema, e così via. Mica pizza e fichi. Se vi capita consiglio caldamente di recuperare la collana al mercato dell’usato. Per i puristi inoltre voglio rimarcare che pur essendo quelle storie nate a colori la resa in bianco e nero è accettabilissima. Forse sarebbe ora di fare un pensierino anche agli Essential Marvel o agli Showcase DC Comics.
Monster Allergy 28; Buena Vista Comics; 2,30; 64 pagine colori; autori testi Bruno Enna, disegni Claudia Porcelloni
Sono oltre due anni che Monster Allergy prosegue la sua corsa. Siamo in una fase ancora interlocutoria dopo i primi due grandi story arc che hanno impostato il mondo di MA. Questo numero in particolare introduce un altro grande pericolo (I Dominatori Oscuri) che sicuramente giocherà un ruolo capitale da qui al numero 36 e oltre. MA è a mio avviso uno dei fumetti di intrattenimento migliori attualmente sul mercato, con un cast ben costruito. E Bombo è il personaggio che amo di più tra quelli che si trovano in giro. Belle storie, ottimi disegni. Che altro volete?
Hikaru No Go 01; Panini Comics/Planet Manga; 2,00 192 pagine b/n; testi Yumi Hotta, disegni Takeshi Obata
Immaginate un fumetto sugli scacchi venduto nelle edicole. Impossibile vero? Oltretutto se uno dice “è un fumetto avvincente. Non una palla assurda.”. Impossibile. Eppure questo Hikaru No Go riesce a spazzare via i pregiudizi. In Giappone il Go è un gioco ancora più diffuso degli scacchi. E’ una disciplina di vita. Quasi una religione laica. Tutti elementi che secondo le ricerche di mercato decreterebbero l’impossibilità di realizzare un fumetto bello. E invece ancora una volta meno male che c’è qualcuno che se ne frega. Questo è un bel fumetto. Provatelo, e il Marketing si vada a nascondere.
Alessandro Bottero - Gennaio 2006
