domenica 5 luglio 2009

Recensioni brevi - lug, ago 2006


Dylan Dog 240 “Ucronìa - Testi Tiziano Sclavi – disegni Franco Saudelli - 98 pg b/n, eur 2,50 – Sergio Bonelli Editore

Peccato che il papà di Dylan Dog riesca a produrre una sceneggiatura ogni lustro. Questo numero 140, Ucronìa, illustrato dal grande Franco Saudelli, è particolarmente riuscito.
Dylan segue le imprese di un cinico broker della City, interessato solo alle modelle, ai bei vestiti, ed ai ristoranti. Il collasso delle varie ucronìe, dimensioni in cui i fatti storici hanno avuto esito diverso, complica la storia pìù delle indagini stesse. Il finale aperto, poco amato dai lattori, è stavolta particolarmente funzionale. Le sceneggiature ad incastro sembrano congeniali a Sclavi, apparso distante dai propri personaggi. Forse per questo i prossimi numeri celebrativi, quelli che completano il background di Dylan, saranno lasciati ancora alla pur ottima Barbato.

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Martin Mystère 286 “L’orrore di Cape Rock- Testi Vietti – disegni Bagnoli - Gradin162 pg b/n, eur 4,40 – Sergio Bonelli Editore

Pur felici di sapere che il restyling della testata abbia scongiurato il rischio chiusura, resta il dubbio sulla proposta di una storia cosi debole. Mystère è, come spesso succede, spettatore di una vicenda di fantasmi ambientata nel New England.
La sceneggiatura, evidentemente rimaneggiata per riempire ben 154 pagine, procede a rilento e senza mordente, annegata da infinite scene di dialogo, cui Bagnoli, con un tratto legnoso e monocorde, assesta il colpo definitivo.
Molto più interessante la rubrica finale, approfondimento sulle fonti che hanno ispirato la storia, il che non suona come un complimento. In compenso, grande attesa per il ritorno della coppia Castelli-Alessandrini nel numero successivo.

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Detective Dante 15 “Nero alla fine del buio - Testi Bartoli & Recchioni – disegni Bonessi - Pontrelli - 98 pg b/n, eur 2,70 – Eura Editoriale

Lode a Bartoli & Recchioni, e sempre siano lodati. Oltre ad avere qualcosa da dire, sanno come dirlo. La serie noir dell’Eura non è inferiore al più celebre John Doe, parla solo un linguaggio diverso, quello dei perdenti, che B&R sembrano avere mandato a memoria. In questo numero Dante è trascinato in una indagine sconclusionata, che convince poco il lettore prima del Detective.
Ma proprio le incongruenze si rivelano, nel finale, il vero motore della vicenda, arricchite da dialoghi spietati (che differenza coi verbosissimi Bonelli!) e critiche impietose ad un certo tipo di spettacolo. Non abbandonate la serie, con l’arrivo del terzo ciclo, di cui Carnevale sarà nuovo copertinista, il futuro di Dante si prospetta paradisiaco.

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Wolverine 190/197 “Nemico Pubblico" e "Agente dello Shield” - Testi Mark Millar – disegni John Romita Jr. - 72 pg colori ciascuno, Eur 3 – Panini Comics Editore

Millar & Romita Jr. riprendono una vecchia idea per cui Claremont fu giubilato dalla Marvel, quella di un Logan cattivo, ucciso e risorto dalla Mano, in lotta contro l’intero pantheon Marvel, eroi e no. Millar ci aggiunge dialoghi ad effetto, la solita (per chi legge Ultimates) ben nascosta critica al way of life bushiano, aperture di episodio corrosive. Nota bene: i veriUltimate F4 li trovate nei n. 191/192, non nella loro serie.
Romitino è al suo apice: lo storytelling è essenziale, le battaglie sembrano uscite dai film di cappa e spada asiatici, le splashpage, sempre funzionali, alimentano la visione cinematografica di Millar. Non è un caso che, con lo scozzese, Hitch e JrJr. sfornino regolarmente dei capolavori. Superflue le X-serie in appendice alla testata.

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House of M - Testi Bendis – disegni Coipel – Inchiostratori : Dell, Hanna, e vari - Miniserie di 4 numeri, 64 pg colori eur 2,80 ciascuno – Panini Comics Editore

Benvenuti nel Bendisverse. In questo ottimo crossover lo sceneggiatore usa i poteri di Scarlet, figlia di Magneto ormai impazzita, per immaginare un universo in cui imutanti siano la razza dominante,ed i supereroi icone in stile popstar. Nasce così un mondo più realistico, in cui i più forti occupano i ruoli di potere. Non una tirannia, come nella vecchia Era di Apocalisse, ma una specie di Intellighenzia politica e culturale che influenza la società moderna. Sfuma la distinzione tra buoni e cattivi, i supereroi logorroici e nevrotici degli anni ’80 ora aspirano alla felicità come ogni essere umano, e per molti è difficile essere coerenti con il proprio ruolo (“E’ giusto riportare il mondo originario? meritiamo di essere felici!” dice Jess) .
Bendis è meno prolisso del solito, e la fluidità della storia ne guadagna. Strepitoso il francese Coipel alle matite, specie dopo il cambio di inchiostratore che rende gli ultimi due capitoli veramente imperdibili. E le ripercussioni sulle serie regolari potrebbero essere meno scontate del previsto. Soprattutto per Peter Parker, che in House of Magneto assapora la felicità di una vita alternativa con moglie, figli e uno zio Ben redivivo.

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Rising Stars - Testi Straczynsky – disegni Cha, Zanier, Lashley, Immonen, Anderson - Maxiserie di 7 numeri, formato vario a colori, prezzo vario - Panini Comics Editore

Centotredici bambini in gestazione vengono dotati di diversi poteri quando un globo infuocato proveniente dallo spazio colpisce la città di Pederson, USA. Questo il pretesto scelto da Straczynsky per raccontare le gesta di un gruppo di Special osteggiati dal Governo. Nata con l’ambizione dichiarata di una versione di Watchmen del XXI secolo, la maxiserie ha richiesto ben 6 anni per la pubblicazione, a causa degli impegni dello sceneggiatore di Spider-Man, con risultati francamente deludenti.
TopCow si è rivelata un etichetta poco adatta a prodotti maturi, imponendo lo scarso Cha ai pennelli dei primi numeri ed il tipico stile ipercinetico della Image anni ’90. la situazione migliora con l’arrivo di Brett Anderson nei dieci numeri conclusivi, ma il giudizio resta negativo. Soprattutto per le sceneggiature del padre di Babylon 5, che costruisce una storia sfilacciata, personaggi stereotipati (persino nelle imitazioni di Batman, Superman e CapitanAmerica) e scontati nelle loro decisioni. L’ingenua conclusione conferma il sospetto di una serie sovrastimata, che non ha nulla a che spartire con il capolavoro di Alan Moore.

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L’Insonne 7 “Le gabbie della mente - Testi Di Bernardo – disegni Ambu, De Luca - 98 pg b/n, eur 2,70 – Free Books

Grazie alle vendite incoraggianti , proseguono le indagini di Desdemona Metus oltre il primo ciclo di sei albi definito Nigredo, che, secondo il linguaggio alchemico, indica la fase della separazione degli elementi. Il sesto numero, in effetti, ha svelato alcuni dei misteri legati alla bella dj notturna, ma termina con il padre arrestato e rinchiuso in carcere per aver ucciso un uomo. Un esperimento da seguire, quello della Free Books e di Giuseppe Di Bernardo, che hanno presentato un bonelliano ambizioso, ricco di riferimenti letterari, con una ambientazione fiorentina inusuale, ma parte integrante del fascino dell’albo.
Il settimo numero segna l’inizio di una nuova fase, definita Putrefactio, il cui significato è quello di …morte, il che non suona certo di buon auspicio.
Purtroppo Le gabbie della mente appare come un numero interlocutorio, in cui l’ennesimo freak, stavolta sopravvissuto alla fuga radioattiva di Chernobyl, aggiunge poco alle vicende di Desdy. Poco efficace anche il duo Ambu-De Luca ai pennelli, prodighi di dettagli e, specie nella prima parte, penalizzati da un inchiostratura pesante.

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M For Moore - Saggio di Gianluca Aicardi - 118 pg b/n, eur 4,90 – Tunuè Editore

Assolutamente lodevole il catalogo della casa editrice Tonuè, che presenta un’ampia sezione di saggistica dedicato alle nuvole parlanti. Spicca questo libricino dedicato al genio di Northampton,fondamentale rinnovatore del fumetto americano con successi quali Watchmen, Swamp Thing e V for Vendetta. Esaurita una veloce biografia di Moore, Aicardi si concentra su di una attenta analisi di tutte le opere. La bibliografia inglese è dettagliata, ma spicca l’assenza di riferimenti alla versione italiana.
Il breve volume è ideale per chi vuole avvicinarsi ad uno dei più grandi fumettisti di tutti i tempi, probabilmente meno utile per chi già conosce tutte le opere del barbuto stregone inglese.

Corvo Maltese - Agosto 2006