
Sicuramente l’edizione 2006 del Napoli Comicon è stata superiore a quella dell’anno scorso. Mostre più interessanti, ospiti di maggior richiamo, e in generale una sensazione di energia maggiore. Restano però alcune pecche su cui è utile riflettere.
Punto primo: le mostre
Di buon livello e con originali, ma ancora (secondo me) molto carente il modo con cui le si porge la pubblico. Perché alle tavole esposte non si mette mai nome dell’autore, da dove è tratta, data di esecuzione/pubblicazione, se inedita o no? Ogni tavola è abbandonata a se stessa. Non basta mettere il nome dell’autore (esempio Karl Heinz Rummenige) e poi tre tavole in sequenza. Cosa sono quelle tavole? Da dove vengono?
E questa mancanza di note era lo standard per tutte le mostre.
Quella sui giovani autori tedeschi, sui disegnatori inglesi, sulle produzioni Buena Vista Comics, e così via.
Come mai?
Vedo un Thor disegnato da Glenn Fabry.
Interessante. Vorrei sapere anche qualcosa di più, oltre al puro e semplice piacere estetico dell’osservare il pezzo.
Mi si può dire “ma quello che cerchi c’è nel catalogo”.
Eh no, caro mio. Io non devo essere obbligato a comprare un catalogo per poter disporre dei dati base per godere di una mostra.
Il catalogo serve ad arricchire i dati a mia disposizione.
Non esserne l’unica fonte.
Punto secondo: la sala incontri
In pratica ai margini di tutto, e sostanzialmente isolata. Gli incontri che vi si sono svolti coinvolgevano sempre poche persone. Oltretutto la sala era piccola proprio di base, segno chiarissimo che l’aspetto di incontro/dialogo/riflessione in comune tramite la parola, e non magari tramite il film, o il costume, è sempre più minoritario e patrimonio di una cerchia ristretta e spessissimo auto-referenziale.
A quest’ultimo proposito mi rifaccio all’incontro di venerdì 3 marzo alle 17:00 su Nuovi apocalittici e nuovi integrati, un incontro sullo stato della critica fumettistica in Italia quarant’anni dopo il libro di Umberto Eco. Con tutto il rispetto e l’amicizia per molti dei presenti/partecipanti devo dire che l’ho trovato un incontro di una pallosità mortale. Oltretutto rivelatorio del fatto che tra la generazione anziana e la nuova leva di critici che si sta formando su internet c’è proprio una incapacità a parlare la stessa lingua.
Quindi non ci si capisce, quindi non ci si rispetta. Al massimo c’è benevolenza “sono ragazzi con tanta passione”, ma mai il cogliere nei nuovi fermenti la stessa energia e voglia di esprimersi che erano alla base dei dibattiti negli anni ’60 e ’70. Cerco di essere un po’ più chiaro. Se lo scopo dell’incontro è riflettere sulla situazione attuale della critica, oggi nel 2006, è del tutto fuori tema parlare di filologia, di cosa si faceva anni fa, o di qualsiasi cosa che sia legata al passato. Il discorso sarebbe dovuto essere: quarant’anni fa nascevano alcune domande. Oggi, dopo un percorso X gli si è data risposta? Ne sono sorte di nuove?
Quarant’anni fa i mezzi a disposizione di chi voleva diventare critico erano questi. Oggi ce ne sono molti altri. Internet esiste, che ci piaccia o no.
Esiste, e va usata. Non la si può snobbare.
Nuove realtà editoriali che dedicano spazio e tempo alla critica fumettistica ci sono.
Come fanno? Perché lo fanno? Che risposta hanno avuto? Ma di questo, almeno fin quando sono stato presente all’incontro, non se ne è parlato, avvitandosi nel solito gioco di ricordi/aneddoti/battute benevolo-caustiche verso chi scrive su Internet, vista come sfogatoio più che come laboratorio.
Punto terzo: la ristorazione
Prezzi come sempre elevati, e soprattutto un consiglio: se andate al Napoli Comicon portatevi da mangiare. L’OGM che spacciano come pizza margherita, oltre ad essere solo leggermente più caldo di un sorbetto al limone (ma di poco, uno o due decimi di grado) è cattivo. In una città che si proclama capitale della Pizza, i tranci di Pizza che vendono nell’UNICO punto ristoro del Comicon sono direi .. imbarazzanti.
Punto quarto: i bagni
Ogni tanto pulirli è sempre consigliato.
Punto quinto: la dislocazione degli spazi
Come sempre molto caotica. È vero che la mostra in se e per se è piccola. In venti minuti al massimo la copri tutta a piedi. Ciononostante non è sempre facile non perdere il senso dell’orientamento. Perché non “nominare” i vari corridoi/sale così da aiutare a memorizzare meglio percorsi/snodi/vicinanze?
Punto sesto: la dislocazione dei cosiddetti editori indipendenti
Vergognosa. Non è giusto che siano penalizzati e ridotti in un corridoio come paria.
Veniamo ora alle cose interessanti e/o positive
Punto primo: gli ospiti
Molti, disponibili e di buon livello. Nella zona editori si vedevano sempre disegnatori all’opera (soprattutto alla Black Velvet e Coconino), mentre l’oscar della Stakanovista di Ferro va come sempre a Cristina Fabris (Coniglio Editore) che tutti i giorni era presente allo stand Coniglio per fare disegni. Onore al merito. Molti ospiti stranieri sono stati poco presenti per il grosso pubblico, ma perché impegnati in una serie di interviste con giornali, siti web, riviste, radio e così via.
Forse (ma dico forse) è stata poco valorizzata la presenza del mondo di lingua tedesca, però effettivamente i grossi calibri erano Delano, Lloyd, Karen Berger e Chris Claremont.
Punto secondo: i cataloghi
Quest’anno c’erano, ed erano sostanzialmente di buon livello. Penso di poter dire che quello dedicato al fumetto in lingua tedesca può essere molto utile a chi voglia ampliare la propria conoscenza del fumetto mondiale.
Punto terzo: novità presentate
Molto ricco il carnet, con la sola pesante eccezione della Panini che ha spostato tutte le novità al Cartoomics di Milano.
Free Books, Black Velvet, Coniglio,
Self Comics, I Cani, Comicus, DTE, Inguine.net, Tunué, Vittorio Pavesio, Lavieri, Nicola Pesce e anche la Bottero Edizioni.
Insomma novità molte, e direi anche molte interessanti.
Tra le tante segnalo Wonder City 3 (Freebooks), Breakfast after noon (Black Velvet), Antologia 2005 (Self comics), La storia di Mara (Lavieri).
Del Massacratore parlo dopo.
Punto quarto: il ritorno del Massacratore
Ed eccoci qui. A Napoli presentavo Ama e Difendi, il primo numero della nuova serie del Massacratore, che torna dopo otto anni di assenza.
Come è andata?
Direi bene. Anzi, lo dico: è andata bene.
Il prodotto è buono, i commenti positivi, le prime reazioni incoraggianti. Un addetto ai lavori di cui non faccio il nome è rimasto stupito “ma allora l’avete fatto davvero! Credevo fosse solo una montatura da web”.
Comunque adesso viene il bello.
In faccia tutti sono amici e gentili. Dietro uno schermo e con le dita su una tastiera a volte le parole prendono altre strade. Nel frattempo siamo qui.
Siamo vivi, e continueremo ad esserlo.
Punto quinto: chi c’era
Se si va a vedere sempre molti amici/conoscenti tra altre case editrici/siti/forum, ma mi ha dato l’impressione ci fosse un po’ meno gente dell’anno scorso. Il sabato cena “community”, con esponenti di Comicus, Lo Spazio Bianco, Tunué, Fumetti di Carta. Simpatica, animata, con l’unica pecca del tempo di attesa della pizza (oltre 40 minuti) che ha costretto il povero Daniele Tomasi a doverci lasciare prima che arrivassero per tornare in albergo.
Comunque ribadisco quanto detto l’anno scorso: la cosa più bella di Napoli Comicon sono le persone che si incontrano. Non faccio nomi per non dimenticare nessuno. Anzi no. Uno lo faccio. Il primo incontrato, appena arrivato a Castel Sant’Elmo: Darkhawk, impeccabile nel cosplay da giornalista/intervistatore per Telecapri.
Darkie è la prossima star dell’infotainment italiano.
Punto sesto: V for Vendetta
L’evento culturale-scrocco-nerd-cool della manifestazione era l’anteprima nazionale del film V per Vendetta venerdì 3 marzo. Inizialmente era riservata solo ai possessori del pass pro, poi visto che c’era spazio e sarebbe stata buona politica riempire la sala si è deciso (presumo) di permettere a tutti quelli che avevano acquistato il biglietto di assistere gratis alla proiezione. Sala piena, e film sostanzialmente buono. Non ne parlo perché uscirà il 17 marzo e sarebbe scorretto parlarne PRIMA dell’uscita nelle sale, ma nel prossimo aggiornamento preparatevi a una recensione più estesa.
Punto settimo: i gossip
Eccoci al punto che aspettavate, vero? Allora facciamo così. Vediamo prima le voci dell’anno passato e vediamo quali poi si sono attuate nel 2005
Dal ReBottage Napoli 2005
- La Indy Press è stata acquistata dalle Edizioni BD. Le Edizioni BD sono state acquistate da Castelvecchi
cosa è successo veramente? La Indy Press, o meglio alcuni titoli del catalogo Indy, è stata effettivamente inglobata da BD, che aveva già inglobato Alta Fedeltà. Poi Edizioni BD è svanita, è rimasta solo Alta Fedeltà, che è stata rilevata da un nuovo acquirente, più proteso al mercato librario di varia. [ 1 ]
-Nel 2005 scoppierà una “guerra distributiva” per colpa di un nuovo attore che sta creando casini con nuove condizioni di vendita sgradite a qualcuno
In realtà non è scoppiata una guerra. Il nuovo attore era la Free Books, che con la decisione di concedere una forma di diritto di resa alle fumetterie andava contro le tradizioni consolidate. Cosa è successo? Pochissime fumetterie hanno sfruttato questo sistema, forse (è il sospetto) perché la notizia non gli è mai arrivata in modo chiaro o per altri motivi ancora. Comunque resta il fatto che questa strategia della Freebooks stenta molto ad essere presa in considerazione.
- Luna, della Star Comics, ha chiuso e si accaserà con un altro editore italiano
Luna poi non si è accasata da nessuna parte ed è svanita nel nulla.
- Largo Winch cartonato Eura è solo la prima risposta all’assalto Star Comics.
Il tentativo della Star di porsi in competizione con l’Eura grazie a Strike è naufragato e non sono stati necessari altri interventi.
Le voci di quest’anno invece sono le seguenti
(il grado di attendibilità è dato dagli asterischi: uno poco attendibile, due può essere come può non essere, tre direi attendibile)
come sempre sono voci, pettegolezzi, dicerie e forse maldicenze. Credeteci a vostra totale discrezione. Io le propongo solo ed unicamente come note di colore, prive, ad ora, di alcun fondamento ufficiale.
-non ci sarà una terza serie dei Classici di Repubblica *
- dall’estate la Play Press smetterà di pubblicare DC Comics **
- i prodotti Top Cow torneranno con un editore diverso dalla Panini ***
- la Panini oltre al progetto Faraci-Villa ha in cantiere un altro progetto scritto da un noto autore italiano alle prese per la prima volta con i super eroi. Nome in codice X-CAMPUS ***
- la Disney Italia ha acquistato un progetto molto manga-style da degli autori tedeschi, per lanciare una nuova serie, dopo la chiusura di Monster Allergy e la prossima chiusura di Paperino Paperotto.
Nome MAD SONIA, costo dell’acquisizione un milione di euro per i diritti mondiali. Il progetto però sta incontrando delle difficoltà per la parte grafica. ***
- Black Velvet ha acquisito i diritti per pubblicare Doonesbury. Il progetto prevede un volume all’anno di materiale recente (dal 2001) e un volume all’anno invece di ristampe cronologiche.
Ogni volume sarà circa di 200 pagine, in bianco e nero, e presenterà un annata e mezza di strisce quotidiane e tavole domenicali.
E questa è la notizia. Il gossip è che qualcosa non sia andato del tutto liscio per la Black Velvet,Fazi presenterà un volume di Doonesbury comprendente le annate 2003-2005, bruciando almeno parzialmente i prossimi volumi Black Velvet. ***
- Edizioni Interculturali chiuderà la sezione fumetti per contrasti di natura economica tra l'editore e con lo staff che la seguiva.***
- la Magic Press ridurrà la produzione a fumetti nel 2006 **
Conclusioni
Il Napoli Comicon di quest’anno è stato sicuramente migliore rispetto all’anno passato. Alcune delle pecche rilevate sono risolvibili con un diverso approccio alla logistica e all’organizzazione. Altri purtroppo no, ma dipendono dagli spazi che oltre un tot non possono andare. Questo è in effetti un grosso limite per la manifestazione, che non può crescere come afflusso di spettatori e numero stand oltre un limite che, almeno per il secondo punto, credo sia già stato quasi raggiunto.
Comunque ci sono stati grossi miglioramenti. Con questa edizione si è concluso il ciclo di annate dedicate alle varie aree geografiche. Aspettiamo di sapere chi o cosa sarà il centro focale dell’edizione 2007. perché a marzo 2006
Alessandro Bottero - Marzo 2006
[ 1 ] Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Ciao,
scusate se vi rompo le palle. Navigando sul vostro sito, peraltro solitamente piuttosto divertente e gustoso, ho letto un orrore informativo che ci riguarda, spacciato per "verità".
- "La Indy Press è stata acquistata dalle Edizioni BD. Le Edizioni BD sono state acquistate da Castelvecchi cosa è successo veramente? La Indy Press, o meglio alcuni titoli del catalogo Indy, è stata effettivamente inglobata da BD, che aveva già inglobato Alta Fedeltà. Poi Edizioni BD è svanita, è rimasta solo Alta Fedeltà, che è stata rilevata da un nuovo acquirente, più proteso al mercato librario di varia."
Come amministratore di una società data per "svanita", vi chiederei soltanto, se possibile, per favore di richiedere ai vostri collaboratori: a) l'uso di formule "dubitative" quando non sanno qualcosa; b) che s'informino meglio prima di scrivere minchiate.
Grazie dell'attenzione. E complimenti per lo sbattimento, vi leggiamo sempre volentieri.
Marco Schiavone
amministratore unico, Edizioni BD srl - via Moncucco 20/22 - 20142 Milano
Punto primo: le mostre
Di buon livello e con originali, ma ancora (secondo me) molto carente il modo con cui le si porge la pubblico. Perché alle tavole esposte non si mette mai nome dell’autore, da dove è tratta, data di esecuzione/pubblicazione, se inedita o no? Ogni tavola è abbandonata a se stessa. Non basta mettere il nome dell’autore (esempio Karl Heinz Rummenige) e poi tre tavole in sequenza. Cosa sono quelle tavole? Da dove vengono?
E questa mancanza di note era lo standard per tutte le mostre.
Quella sui giovani autori tedeschi, sui disegnatori inglesi, sulle produzioni Buena Vista Comics, e così via.
Come mai?
Vedo un Thor disegnato da Glenn Fabry.
Interessante. Vorrei sapere anche qualcosa di più, oltre al puro e semplice piacere estetico dell’osservare il pezzo.
Mi si può dire “ma quello che cerchi c’è nel catalogo”.
Eh no, caro mio. Io non devo essere obbligato a comprare un catalogo per poter disporre dei dati base per godere di una mostra.
Il catalogo serve ad arricchire i dati a mia disposizione.
Non esserne l’unica fonte.
Punto secondo: la sala incontri
In pratica ai margini di tutto, e sostanzialmente isolata. Gli incontri che vi si sono svolti coinvolgevano sempre poche persone. Oltretutto la sala era piccola proprio di base, segno chiarissimo che l’aspetto di incontro/dialogo/riflessione in comune tramite la parola, e non magari tramite il film, o il costume, è sempre più minoritario e patrimonio di una cerchia ristretta e spessissimo auto-referenziale.
A quest’ultimo proposito mi rifaccio all’incontro di venerdì 3 marzo alle 17:00 su Nuovi apocalittici e nuovi integrati, un incontro sullo stato della critica fumettistica in Italia quarant’anni dopo il libro di Umberto Eco. Con tutto il rispetto e l’amicizia per molti dei presenti/partecipanti devo dire che l’ho trovato un incontro di una pallosità mortale. Oltretutto rivelatorio del fatto che tra la generazione anziana e la nuova leva di critici che si sta formando su internet c’è proprio una incapacità a parlare la stessa lingua.
Quindi non ci si capisce, quindi non ci si rispetta. Al massimo c’è benevolenza “sono ragazzi con tanta passione”, ma mai il cogliere nei nuovi fermenti la stessa energia e voglia di esprimersi che erano alla base dei dibattiti negli anni ’60 e ’70. Cerco di essere un po’ più chiaro. Se lo scopo dell’incontro è riflettere sulla situazione attuale della critica, oggi nel 2006, è del tutto fuori tema parlare di filologia, di cosa si faceva anni fa, o di qualsiasi cosa che sia legata al passato. Il discorso sarebbe dovuto essere: quarant’anni fa nascevano alcune domande. Oggi, dopo un percorso X gli si è data risposta? Ne sono sorte di nuove?
Quarant’anni fa i mezzi a disposizione di chi voleva diventare critico erano questi. Oggi ce ne sono molti altri. Internet esiste, che ci piaccia o no.
Esiste, e va usata. Non la si può snobbare.
Nuove realtà editoriali che dedicano spazio e tempo alla critica fumettistica ci sono.
Come fanno? Perché lo fanno? Che risposta hanno avuto? Ma di questo, almeno fin quando sono stato presente all’incontro, non se ne è parlato, avvitandosi nel solito gioco di ricordi/aneddoti/battute benevolo-caustiche verso chi scrive su Internet, vista come sfogatoio più che come laboratorio.
Punto terzo: la ristorazione
Prezzi come sempre elevati, e soprattutto un consiglio: se andate al Napoli Comicon portatevi da mangiare. L’OGM che spacciano come pizza margherita, oltre ad essere solo leggermente più caldo di un sorbetto al limone (ma di poco, uno o due decimi di grado) è cattivo. In una città che si proclama capitale della Pizza, i tranci di Pizza che vendono nell’UNICO punto ristoro del Comicon sono direi .. imbarazzanti.
Punto quarto: i bagni
Ogni tanto pulirli è sempre consigliato.
Punto quinto: la dislocazione degli spazi
Come sempre molto caotica. È vero che la mostra in se e per se è piccola. In venti minuti al massimo la copri tutta a piedi. Ciononostante non è sempre facile non perdere il senso dell’orientamento. Perché non “nominare” i vari corridoi/sale così da aiutare a memorizzare meglio percorsi/snodi/vicinanze?
Punto sesto: la dislocazione dei cosiddetti editori indipendenti
Vergognosa. Non è giusto che siano penalizzati e ridotti in un corridoio come paria.
Veniamo ora alle cose interessanti e/o positive
Punto primo: gli ospiti
Molti, disponibili e di buon livello. Nella zona editori si vedevano sempre disegnatori all’opera (soprattutto alla Black Velvet e Coconino), mentre l’oscar della Stakanovista di Ferro va come sempre a Cristina Fabris (Coniglio Editore) che tutti i giorni era presente allo stand Coniglio per fare disegni. Onore al merito. Molti ospiti stranieri sono stati poco presenti per il grosso pubblico, ma perché impegnati in una serie di interviste con giornali, siti web, riviste, radio e così via.
Forse (ma dico forse) è stata poco valorizzata la presenza del mondo di lingua tedesca, però effettivamente i grossi calibri erano Delano, Lloyd, Karen Berger e Chris Claremont.
Punto secondo: i cataloghi
Quest’anno c’erano, ed erano sostanzialmente di buon livello. Penso di poter dire che quello dedicato al fumetto in lingua tedesca può essere molto utile a chi voglia ampliare la propria conoscenza del fumetto mondiale.
Punto terzo: novità presentate
Molto ricco il carnet, con la sola pesante eccezione della Panini che ha spostato tutte le novità al Cartoomics di Milano.
Free Books, Black Velvet, Coniglio,
Self Comics, I Cani, Comicus, DTE, Inguine.net, Tunué, Vittorio Pavesio, Lavieri, Nicola Pesce e anche la Bottero Edizioni.
Insomma novità molte, e direi anche molte interessanti.
Tra le tante segnalo Wonder City 3 (Freebooks), Breakfast after noon (Black Velvet), Antologia 2005 (Self comics), La storia di Mara (Lavieri).
Del Massacratore parlo dopo.
Punto quarto: il ritorno del Massacratore
Ed eccoci qui. A Napoli presentavo Ama e Difendi, il primo numero della nuova serie del Massacratore, che torna dopo otto anni di assenza.
Come è andata?
Direi bene. Anzi, lo dico: è andata bene.
Il prodotto è buono, i commenti positivi, le prime reazioni incoraggianti. Un addetto ai lavori di cui non faccio il nome è rimasto stupito “ma allora l’avete fatto davvero! Credevo fosse solo una montatura da web”.
Comunque adesso viene il bello.
In faccia tutti sono amici e gentili. Dietro uno schermo e con le dita su una tastiera a volte le parole prendono altre strade. Nel frattempo siamo qui.
Siamo vivi, e continueremo ad esserlo.
Punto quinto: chi c’era
Se si va a vedere sempre molti amici/conoscenti tra altre case editrici/siti/forum, ma mi ha dato l’impressione ci fosse un po’ meno gente dell’anno scorso. Il sabato cena “community”, con esponenti di Comicus, Lo Spazio Bianco, Tunué, Fumetti di Carta. Simpatica, animata, con l’unica pecca del tempo di attesa della pizza (oltre 40 minuti) che ha costretto il povero Daniele Tomasi a doverci lasciare prima che arrivassero per tornare in albergo.
Comunque ribadisco quanto detto l’anno scorso: la cosa più bella di Napoli Comicon sono le persone che si incontrano. Non faccio nomi per non dimenticare nessuno. Anzi no. Uno lo faccio. Il primo incontrato, appena arrivato a Castel Sant’Elmo: Darkhawk, impeccabile nel cosplay da giornalista/intervistatore per Telecapri.
Darkie è la prossima star dell’infotainment italiano.
Punto sesto: V for Vendetta
L’evento culturale-scrocco-nerd-cool della manifestazione era l’anteprima nazionale del film V per Vendetta venerdì 3 marzo. Inizialmente era riservata solo ai possessori del pass pro, poi visto che c’era spazio e sarebbe stata buona politica riempire la sala si è deciso (presumo) di permettere a tutti quelli che avevano acquistato il biglietto di assistere gratis alla proiezione. Sala piena, e film sostanzialmente buono. Non ne parlo perché uscirà il 17 marzo e sarebbe scorretto parlarne PRIMA dell’uscita nelle sale, ma nel prossimo aggiornamento preparatevi a una recensione più estesa.
Punto settimo: i gossip
Eccoci al punto che aspettavate, vero? Allora facciamo così. Vediamo prima le voci dell’anno passato e vediamo quali poi si sono attuate nel 2005
Dal ReBottage Napoli 2005
- La Indy Press è stata acquistata dalle Edizioni BD. Le Edizioni BD sono state acquistate da Castelvecchi
cosa è successo veramente? La Indy Press, o meglio alcuni titoli del catalogo Indy, è stata effettivamente inglobata da BD, che aveva già inglobato Alta Fedeltà. Poi Edizioni BD è svanita, è rimasta solo Alta Fedeltà, che è stata rilevata da un nuovo acquirente, più proteso al mercato librario di varia. [ 1 ]
-Nel 2005 scoppierà una “guerra distributiva” per colpa di un nuovo attore che sta creando casini con nuove condizioni di vendita sgradite a qualcuno
In realtà non è scoppiata una guerra. Il nuovo attore era la Free Books, che con la decisione di concedere una forma di diritto di resa alle fumetterie andava contro le tradizioni consolidate. Cosa è successo? Pochissime fumetterie hanno sfruttato questo sistema, forse (è il sospetto) perché la notizia non gli è mai arrivata in modo chiaro o per altri motivi ancora. Comunque resta il fatto che questa strategia della Freebooks stenta molto ad essere presa in considerazione.
- Luna, della Star Comics, ha chiuso e si accaserà con un altro editore italiano
Luna poi non si è accasata da nessuna parte ed è svanita nel nulla.
- Largo Winch cartonato Eura è solo la prima risposta all’assalto Star Comics.
Il tentativo della Star di porsi in competizione con l’Eura grazie a Strike è naufragato e non sono stati necessari altri interventi.
Le voci di quest’anno invece sono le seguenti
(il grado di attendibilità è dato dagli asterischi: uno poco attendibile, due può essere come può non essere, tre direi attendibile)
come sempre sono voci, pettegolezzi, dicerie e forse maldicenze. Credeteci a vostra totale discrezione. Io le propongo solo ed unicamente come note di colore, prive, ad ora, di alcun fondamento ufficiale.
-non ci sarà una terza serie dei Classici di Repubblica *
- dall’estate la Play Press smetterà di pubblicare DC Comics **
- i prodotti Top Cow torneranno con un editore diverso dalla Panini ***
- la Panini oltre al progetto Faraci-Villa ha in cantiere un altro progetto scritto da un noto autore italiano alle prese per la prima volta con i super eroi. Nome in codice X-CAMPUS ***
- la Disney Italia ha acquistato un progetto molto manga-style da degli autori tedeschi, per lanciare una nuova serie, dopo la chiusura di Monster Allergy e la prossima chiusura di Paperino Paperotto.
Nome MAD SONIA, costo dell’acquisizione un milione di euro per i diritti mondiali. Il progetto però sta incontrando delle difficoltà per la parte grafica. ***
- Black Velvet ha acquisito i diritti per pubblicare Doonesbury. Il progetto prevede un volume all’anno di materiale recente (dal 2001) e un volume all’anno invece di ristampe cronologiche.
Ogni volume sarà circa di 200 pagine, in bianco e nero, e presenterà un annata e mezza di strisce quotidiane e tavole domenicali.
E questa è la notizia. Il gossip è che qualcosa non sia andato del tutto liscio per la Black Velvet,Fazi presenterà un volume di Doonesbury comprendente le annate 2003-2005, bruciando almeno parzialmente i prossimi volumi Black Velvet. ***
- Edizioni Interculturali chiuderà la sezione fumetti per contrasti di natura economica tra l'editore e con lo staff che la seguiva.***
- la Magic Press ridurrà la produzione a fumetti nel 2006 **
Conclusioni
Il Napoli Comicon di quest’anno è stato sicuramente migliore rispetto all’anno passato. Alcune delle pecche rilevate sono risolvibili con un diverso approccio alla logistica e all’organizzazione. Altri purtroppo no, ma dipendono dagli spazi che oltre un tot non possono andare. Questo è in effetti un grosso limite per la manifestazione, che non può crescere come afflusso di spettatori e numero stand oltre un limite che, almeno per il secondo punto, credo sia già stato quasi raggiunto.
Comunque ci sono stati grossi miglioramenti. Con questa edizione si è concluso il ciclo di annate dedicate alle varie aree geografiche. Aspettiamo di sapere chi o cosa sarà il centro focale dell’edizione 2007. perché a marzo 2006
Alessandro Bottero - Marzo 2006
[ 1 ] Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Ciao,
scusate se vi rompo le palle. Navigando sul vostro sito, peraltro solitamente piuttosto divertente e gustoso, ho letto un orrore informativo che ci riguarda, spacciato per "verità".
- "La Indy Press è stata acquistata dalle Edizioni BD. Le Edizioni BD sono state acquistate da Castelvecchi cosa è successo veramente? La Indy Press, o meglio alcuni titoli del catalogo Indy, è stata effettivamente inglobata da BD, che aveva già inglobato Alta Fedeltà. Poi Edizioni BD è svanita, è rimasta solo Alta Fedeltà, che è stata rilevata da un nuovo acquirente, più proteso al mercato librario di varia."
Come amministratore di una società data per "svanita", vi chiederei soltanto, se possibile, per favore di richiedere ai vostri collaboratori: a) l'uso di formule "dubitative" quando non sanno qualcosa; b) che s'informino meglio prima di scrivere minchiate.
Grazie dell'attenzione. E complimenti per lo sbattimento, vi leggiamo sempre volentieri.
Marco Schiavone
amministratore unico, Edizioni BD srl - via Moncucco 20/22 - 20142 Milano
