domenica 5 luglio 2009

La fattoria degli anormali - lug 2006


LA F@TTORIA DEGLI ANORMALI di Andrea Balzola, Riccardo Pesce, testi; Onofrio Catacchio, disegni - brossura, colore, 60 pag. € 13,00 - Un progetto di CUT UP e XLAB-Digital Factory

"...è comunque poco credibile che la transgenetica possa riuscire a risolvere un problema [la fame nel mondo] causato dalla mancanza di equità nella distribuzione delle risorse." - Legambiente

"Alienazione umana e sofferenza animale vanno di pari passo" - Roberta Bartocci, biologa, collaboratrice LAV)
"Tutte le atrocità inflitte agli animali protagonisti di questo fumetto sono reali" (La Fattoria degli Anormali)

Quando sento certe affermazioni di personaggi che si definiscono fieramente "antianimalisti" non so se ridere o piangere. So bene che, come dice la mia amica Ombra, "fa molto cool & figo mostrarsi duri & stronzi, cinici & caustici, veri machi insomma". Chi se ne frega dei miliardi di pulcini frullati vivi ogni giorno o dei conigli dal cranio scoperchiato nei laboratori o delle altre atrocità che quotidianamente vengono perpetrate su esseri viventi in grado di guardarti negli occhi e, pensa un po', di piangere? Fanculo a quei rompicoglioni degli animali e soprattutto fanculo a quei rompicazzo di animalisti.
Ma sì ma sì: il fatto che l'insensibilità nei confronti degli animali vada di pari passo con l'insensibilità tout-court è una stronzata e ce la siamo inventata sul momento io e un paio di amici. Evviva i Nuovi Pomodori che non marciscono se non dopo settimane e settimane di stivazione!
La Fattoria degli Anormali non è un fumetto "carino". Non è neanche regalato, a dire il vero: 13 euro non sono pochissimi, nonostante il fatto che per produrre questo fumetto non sia stato abbattuto nemmeno un albero. Vale comunque la pena di investirci.
La storia si ispira al celeberrimo romanzo di George Orwell "La Fattoria degli Animali": il drammaturgo Andrea Balzola dipana la trama come se fosse una rappresentazione teatrale, come se i personaggi, umani, animali e ibridi, si rivolgessero al pubblico in sala. Un pubblico decisamente troppo silenzioso eppure presente. Non si starà mica rivolgendo a noi?!?
Interessanti esperimenti di linguaggio, effettua Balzola, con prose versificate e versi prosaici e il lettering si adegua diventando parte integrante del discorso.
Nonostante il tema trattato sia tutt'altro che allegro - potere e distruzione e profitto smisurato e morte non sono mai argomenti allegri - Balzola, con la collaborazione di Riccardo Pesce, inocula nel racconto dosi massicce di ironia. Caustica, pungente ironia. Drammatica ironia.
La storia, l'ho già detto, è tratta da Orwell: gli animali, questa volta orridi mutanti prodotti in serie da una multinazionale dedita all'attività di ogni multinazionale che si rispetti, si ribellano e prendono le redini del comando, in modo nient'affatto indolore. Visto che l'esercizio del potere, della sopraffazione, dello sfuttamento e della sistematica distruzione della Natura sono prerogative esclusive di Homo Sapiens, gli animali dovranno "umanizzarsi" per mantenere il dominio. Ma alcuni animali "sono più uguali degli altri" specialmente se sono geneticamente modificati con cuori umani.
Orwell è il nome del Maiale che guiderà la Rivoluzione e che la tradirà in nome di ideali prettamente Homo Sapiens.
I disegni di Onofrio Catacchio sono splendidi, duri e disturbanti seppure pregni, anch'essi, di sottile ironia. Mantengono comunque una crudele sinuosità e una certa, come dire, delicatezza; hanno un fascino perverso giocato su linee decise e colori forti, rossi brillanti, cupi marroni, neri. Tavole abbacinanti e allucinate, disegni ultramoderni fregiati con tocchi di estetica fascista ad aumentarne il fascino.
Gli animali disegnati da Catacchio trasudano dolore e disperazione, paura; gli umani, invece, noia e rassegnazione. Il Presentatore del network GAF [Genetical Animal Farm], umano mutato, sangue equino, capelli a coda di cavallo, zeppe dai tacchi chilometrici, abiti attillati rosso fiammante, pesante trucco in viso, risplende di cupa bellezza androgina. Sarà anche uno dei pochi personaggi a prendere coscienza dell'orrore e a pagarne duramente l'alto prezzo.
La Fattoria degli Anormali non ha un finale rassicurante (come potrebbe?) ma ci suggerisce scenari che purtroppo di "ipotetico" hanno sempre meno. A meno che non impariamo a diventare più simili a... agli asini!
Introducono il volume scritti di Anna Maria Monteverdi di CUT UP e di Renzo Cozzani, assessore all'ambiente del comune di La Spezia. Concludono il volume scritti di Andrea Balzola, del prof. Gianni Tamino ("Rischi e potenzialità della biogenetica"), di Legambiente ("Ogm: quale verità?") e della biologa Roberta Bartocci, collaboratrice della Lega Antivivisezione ("Alienazione umana e sofferenza animale").
Non si pensi per favore a dei pamphlet pubblicitari di questa o quella organizzazione: si tratta di brevi saggi scorrevoli e interessanti. E duri. Non certamente teneri come la "fiorentina" succulenta che ti ammicca dal piatto.

Nota finale. La Fattoria degli Anormali è più di un fumetto: è un progetto multimediale (a cura di XLAB) comprendente grafica 3D, animazioni, suoni, rappresentazioni teatrali, sculture, inserti video. Il progetto è stato finalista al Premio Teatrale "Dante Cappelletti 2004".
Orlando Furioso