
Succede sempre così. Vai alle fiere e travolto dagli eventi, e anche dagli omaggi/regali di amici/acquisti torni a casa con decine di cose da leggere. E poi non riesci a leggerle subito. Si accumulano. Ce ne sono altre che arrivano sempre. E così le “cose di Lucca” aspettano il loro turno, pazienti.
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Garrett 1, Edizioni BD, Recchioni, Burchielli, Dell’Edera, Casali, Gianfelice. 64 pag. bianco e nero, brossurato. 5 euro. Copertina Massimo Carnevale.
Prodotto estremamente professionale, annunciato come la grande scommessa di fine 2006, e che si candida come uno dei prodotti che faranno incetta di riconoscimenti nel 2007. Garrett è indubbiamente ben fatto. L’idea è semplice. Nel Far West un giorno i morti tornano a camminare. Gli Zombie di Romero vivono nel veccho west. L’idea di mischiare horror post-Zombie e Far west in effetti era stata già usata nel mondo dei Giochi di Ruolo.
Ricordo Werewolf: the Wild West della White Wolf, Fistful of Zombies: Wild West, un supplemento per il sistema All Flesh Must Be Eaten, e soprattutto Deadlands, un Gioco di Ruolo pubblicato nel 1996 dalla Pinnacle Entertainment Group, e che ha vinto otto volte l’Origin Award alla GenCon. Se volete saperne di più su Deadlands, usate Wikipedia. Relativamente a nobili predecessori sicuramente Dead in the West di Landsdale pubblicata dalla dark horse, e qui da noi dalla Lexy; in parte la grande serie Scout di Tim Truman ambientata in un far west post-atomico pubblicata negli anni ’80 dalla Eclipse e totalmente inedita da noi; e il catalogo della Mojo Press, piccola casa editrice del Texas che dedica i suoi sforzi proprio al filone “horror nel west”.
Questo primo numero di Garrett serve a introdurre la serie, i personaggi e a suscitare molti interrogativi nel lettore. Scopriamo che nel West coabitano Vivi e Zombie. Scopriamo che non tutti gli Zombie sono uguali. Scopriamo che alcuni “sono più uguali degli altri”. Bisogna dare atto a Recchioni di saper scrivere, anche se i dialoghi e le situazioni sono a volte molto sopra le righe, e il dialogo nel terzo episodio tra Hyle e Parla alle Ombre sia un po’ troppo enfatico.
Tra le cose curiose e da notare l’omaggio a Magnus, con la Necrofilia del Kid (Necron docet), e la citazione di Bob Dylan con Knockin’ on Heaven’s door, colonna sonora del film Pat Garrett & Billy the Kid. I disegni sono di altissima qualità, con Burchielli assolutamente superbo nell’uso dei neri. Un’ultima riflessione, anzi due. Questa storia di Zombie mi ha spinto a pensare a quanto siano non plausibili storie del genere. Non che sia un problema, intendiamoci, dato che è una storia. e come tutte le storie il suo senso è in se stessa ma alcune cose davvero non reggerebbero mai a una analisi fredda e impietosa. Per prima cosa… come fa il Kid a fare l’amore con Charlotte? L’erezione del membro maschile dipende dall’afflusso di sangue nei tessuti. La vulgata degli Zombie post-Romero, ossia i morti tornati in vita, ci dice che non essendo più in vita il loro sangue non scorre più. Tanto è vero che nelle scene di sparatorie vediamo organi che cadono, occhi che saltano, e così via ma non sangue che schizza. Ora… se negli Zombie il sangue non circola più….come fanno il Kid e Charlotte? Secondo punto. La soluzione al problema Zombie è semplicissima: la decomposizione dei tessuti. Entro due o tre anni qualsiasi Zombie si ritroverebbe come un mucchio di ossa e tessuti putrefatti. E questo semplicemente stando esposti all’aria. La decomposizione dei tessuti è opera dell’ossigeno presente nell’aria, e si può rallentare o arrestare solo in due modi: in assenza di aria, o con temperature di decine di gradi sotto zero. In una situazione normale uno Zombie dovrebbe continuare il processo di putrefazione avviato con la morte e quindi perdere progressivamente mobilità e coesione strutturale. Certo uno può dire “è stata una Krante Magia a renderli Zombie, e Krante Magia se ne fotte di legge di putrefazione, ja?”, e risolvere in modo spiccio le cose, ma volendo essere proprio spietati all’umanità basta resistere (col sole del sud ovest degli USA) due o tre mesi, e già il 70% dei suoi problemi dovrebbero essere risolti. Comunque per 5 euro ci possiamo stare. La copertina di Carnevale forse è un po’ troppo monocromatica, e nelle parti scure non è chiarissima.
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Agenzia Incantesimi 2, edizioni Star Comics, Memola, Da Sacco, Gorni, Checchetto, Crosa, Da Sacco, Manunta, Sedioli, Soriani. Pin up: Casagrande, Fabris, Tomasi, Beccati, Serra, Strarosti, Statela, Zanni, Bastari, Buslalferri, Zanella, Sbattentini. 112 pag. colori, brossurato. 4 euro. Copertina Corrado Mastantuono.
Secondo albo dedicato a Myriam e Jasmine, le due maghe/fate/gestrici dell’Agenzia Incantesimi, per la quale lavora ogni tanto anche Jonathan Steele. E’ il secondo anno che la Star Comics sostiene lo sforzo di produrre un albo a colori dedicato a questi personaggi, e la cosa non può che essere positiva. Significa che l’esperimento del 2005 è andato bene, o perlomeno abbastanza bene da convincere Giovanni Bovini a ripeterlo. Il volume è un antologico, abbastanza diseguale per qualità e temi.
Ci sono sei storie brevi che variano moltissimo come tratto, passando dal para-super eroistico di Checchetto nell’ultima, al simil infantile-mangoso della Gorni. Difficile in poche tavole approfondire la psicologia dei personaggi, e in effetti le storie sono a volte un po’ esiline. Lodevole l’intento dichiarato da Memola nell’introduzione di usare questo progetto annuale per dare spazio ad autrici donne (testi e disegni) di cui in effetti c’è penuria in Italia, e devo dire che le sorelle Da Sacco sono brave. Il problema è che leggendo l’albo mi sono chiesto… ma perché ogni situazione o quasi deve essere sfruttata come pretesto per far vedere il seno di Myriam?
Va bene titillare gli ormoni dei giovani lettori adolescenti, ma calcare troppo la mano su questi aspetti riduce il tutto a un mero esercizio soft soft core. Quasi che si volesse dire “Vedete? Alla Bonelli queste cose non ve le fanno vedere. Qui si!” Avete presente quei film con Renzo Montagnani dove si costruivano le scene apposta per far finire Edwige Fenech sotto la doccia? Beh, non è che siamo poi troppo lontano. Comunque il prodotto è carino. Forse poteva costare un pelino meno, ma non è poi che sia troppo caro. Dategli un’occhiata in edicola e fate uno sforzo.
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Flip Book per i 20 anni Star Comics, edizioni Star Comics, 128 pag.bianco e nero, brossurato 4 euro. Copertine: Cropera (lato Lazarus Ledd), Rossi (lato Jonathan Steele)
contenente: " Ritorno al passato Lazarus Ledd", Capone, Sansone, Cappiello, Mosca, Gerasi, - "Ritorno al passato Jonathan Steele", Memola, Beretta, VItolo, Pantaena, Candita, Peroni Romeo, Acuzo, Ponchione
La Star Comics ha festeggiato i 20 anni di attività con quattro albi “speciali”. Uno è questo flip book, dedicato alle due serie italiane che porta avanti. Si tratta di due storie molto diverse tra di loro. Lazarus Ledd viene qui colto da Capone in un momento agli inizi del suo cammino, in un episodio che potremmo definire di retrocontinuty. Un Untold Tales di Lazarus Ledd, dato che si inserisce nella continuità leddiana così come gli Untold Tales di Busiek si inserivano in quella dell’Uomo Ragno. Interessante la sequenza muta dell’inseguimento.
Forse inserire degli effetti sonori (in effetti anche se noi stiamo zitti la città attorno a noi no…) l’avrebbe resa meno statica e più viva. Nella storia non succedono eventi che stravolgono o modificano quello che sappiamo, tranne forse un particolare legato al girare in taxì nella notte di Lazarus e a chi lo vede.
La storia dedicata a Jonathan Steele invece è una serie di racconti brevi. Da’ quasi l’idea che Memola in previsione di Lucca inizi a buttare giù una serie di spunti per racconti brevi. Carino quello con la vampira e intrigante quello ambientato in un’Australia scossa dalle rivolte studentesche. A volte però le storie vengono troncate troppo in fretta. Comunque è ormai evidente a tutti la passione di Memola per gli universi alternativi. Devo dire che questa catalogazione delle terre possibili in un elenco quasi infinito, mi ricorda molto Luther Arkwright di Bryan Talbot. Comunque 4 euro per 128 pagine….vabbé. Potevano magari scendere un pelino, ma tranne pochi momenti la qualità media è sufficiente. Quantomeno dategli un’occhiata.
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Albert, edizioni Star Comics, Tiraboschi, Noé. 96 bianco e nero, brossurato. 4 euro. Copertina Massimo Noé.
Purtroppo con questo albo invece non ci siamo proprio. L’introduzione ci avvisa che Albert è un prodotto pensato per il mercato americano, e la cosa si vede nel tono decisamente super eroistico della storia, nel disegno (che in certi tratti ricorda Angel Medina), e nell’assenza di scene di nudo (mentre invece quando una storia è pensata per il pubblico italiano ci si ingegna per ficcare ogni tot pagine un seno o un sedere nudo, bah…). Il guaio è che la storia è molto confusa. Si parte con un personaggio che ricorda Albert Einstein anziano, poi a metà ritroviamo una sua controparte giovane, ma che vive nel futuro. Poi le due entità si fondono, poi si separano, ma se vogliono possono scambiare posto nel tempo. E così via. Un altro guaio è che ci sono troppi, troppi, troppi rimandi ai super eroi Marvel e DC sembra quasi un bignamino. Abbiamo la Zona Negativa, Terrax l’araldo di Galactus, Shazam, Capitan Marvel & Rick Jones, e il look dell’Albert giovane è ripreso da un personaggio minore del cosmo DC Comics, Iron Munro. Devo dire che ho cercato di trovare un motivo per consigliare l’acquisto dell’albo, ma non ne ho trovati.
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Proposal 1, 001 Edizioni, AA.VV. 32 pagine bianco e nero, brossurato, 4,80 euro copertina Marco Dominici.
Lucca ha visto debuttare anche alcune riviste. Una è Proposal, della 001 edizioni. La confezione maschera un po’ il fatto che sono solo 32 pagine, e in effetti la copertina in cartoncino rigido, la carta dalla grammatura spessa, e la brossura con ribattitura addirittura danno l’impressione che siano 48 pagine. Poi in realtà sono di meno.
Proposal vuole dare spazio a giovani italiani. Nel primo numero segnalo Gianluca Piredda con una storia breve più di atmosfera, che di horror vero e proprio, Niccolò Storai con una divertente e tagliente storia di giocattoli che amano e combattono, e Marco Rizzo con una rilettura personale e intrigante del Supersoldato nella II Guerra Mondiale. In effetti il prezzo è molto alto, e a volte la qualità delle storie non è proprio il massimo della vita.
Equilibrando pregi e difetti mi riservo di aspettare la prossima uscita per trarre un bilancio.
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Il Volo, 001 Edizioni, Zhang Xiaoyu, 166 pagine bianco e nero, brossurato, 5, 90 euro, copertina Zhang Xiaoyu.
La 001 edizioni a Lucca ha portato due Manhua, ossia fumetti CINESI. Ho preso questo Il Volo, incuriosito dalla bella copertina, e devo dire di non esserne affatto deluso. Il volume presenta due storie se vogliamo tutte e due fantascientifiche, una più di atmosfera e l’altra più scientifica.
Le storie sono direi ben costruite, mentre è evidente il debito che Xiaoyu ha nei confronti di Ryoichi Ikegami, il disegnatore di Crying Freeman, debito però che non impedisce di godere di disegni ben fatti. Sinceramente mi sento di consigliare questo fumetto, come primo approccio al mondo del fumetto cinese. Non ne esaurisce sicuramente le tematiche, ma è un impatto gradevole.
Ci sarebbe molto da parlare poi dei temi nascosti nelle storie, dei vaghi accenni che potrebbero essere letti in chiave rivoluzionaria contro il regime cinese, ma non c’è tempo. Leggetelo voi e fatevi da soli un’idea. Sicuramente ne vale la pena.
Alessandro Bottero - Novembre 2006
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Garrett 1, Edizioni BD, Recchioni, Burchielli, Dell’Edera, Casali, Gianfelice. 64 pag. bianco e nero, brossurato. 5 euro. Copertina Massimo Carnevale.
Prodotto estremamente professionale, annunciato come la grande scommessa di fine 2006, e che si candida come uno dei prodotti che faranno incetta di riconoscimenti nel 2007. Garrett è indubbiamente ben fatto. L’idea è semplice. Nel Far West un giorno i morti tornano a camminare. Gli Zombie di Romero vivono nel veccho west. L’idea di mischiare horror post-Zombie e Far west in effetti era stata già usata nel mondo dei Giochi di Ruolo.
Ricordo Werewolf: the Wild West della White Wolf, Fistful of Zombies: Wild West, un supplemento per il sistema All Flesh Must Be Eaten, e soprattutto Deadlands, un Gioco di Ruolo pubblicato nel 1996 dalla Pinnacle Entertainment Group, e che ha vinto otto volte l’Origin Award alla GenCon. Se volete saperne di più su Deadlands, usate Wikipedia. Relativamente a nobili predecessori sicuramente Dead in the West di Landsdale pubblicata dalla dark horse, e qui da noi dalla Lexy; in parte la grande serie Scout di Tim Truman ambientata in un far west post-atomico pubblicata negli anni ’80 dalla Eclipse e totalmente inedita da noi; e il catalogo della Mojo Press, piccola casa editrice del Texas che dedica i suoi sforzi proprio al filone “horror nel west”.
Questo primo numero di Garrett serve a introdurre la serie, i personaggi e a suscitare molti interrogativi nel lettore. Scopriamo che nel West coabitano Vivi e Zombie. Scopriamo che non tutti gli Zombie sono uguali. Scopriamo che alcuni “sono più uguali degli altri”. Bisogna dare atto a Recchioni di saper scrivere, anche se i dialoghi e le situazioni sono a volte molto sopra le righe, e il dialogo nel terzo episodio tra Hyle e Parla alle Ombre sia un po’ troppo enfatico.
Tra le cose curiose e da notare l’omaggio a Magnus, con la Necrofilia del Kid (Necron docet), e la citazione di Bob Dylan con Knockin’ on Heaven’s door, colonna sonora del film Pat Garrett & Billy the Kid. I disegni sono di altissima qualità, con Burchielli assolutamente superbo nell’uso dei neri. Un’ultima riflessione, anzi due. Questa storia di Zombie mi ha spinto a pensare a quanto siano non plausibili storie del genere. Non che sia un problema, intendiamoci, dato che è una storia. e come tutte le storie il suo senso è in se stessa ma alcune cose davvero non reggerebbero mai a una analisi fredda e impietosa. Per prima cosa… come fa il Kid a fare l’amore con Charlotte? L’erezione del membro maschile dipende dall’afflusso di sangue nei tessuti. La vulgata degli Zombie post-Romero, ossia i morti tornati in vita, ci dice che non essendo più in vita il loro sangue non scorre più. Tanto è vero che nelle scene di sparatorie vediamo organi che cadono, occhi che saltano, e così via ma non sangue che schizza. Ora… se negli Zombie il sangue non circola più….come fanno il Kid e Charlotte? Secondo punto. La soluzione al problema Zombie è semplicissima: la decomposizione dei tessuti. Entro due o tre anni qualsiasi Zombie si ritroverebbe come un mucchio di ossa e tessuti putrefatti. E questo semplicemente stando esposti all’aria. La decomposizione dei tessuti è opera dell’ossigeno presente nell’aria, e si può rallentare o arrestare solo in due modi: in assenza di aria, o con temperature di decine di gradi sotto zero. In una situazione normale uno Zombie dovrebbe continuare il processo di putrefazione avviato con la morte e quindi perdere progressivamente mobilità e coesione strutturale. Certo uno può dire “è stata una Krante Magia a renderli Zombie, e Krante Magia se ne fotte di legge di putrefazione, ja?”, e risolvere in modo spiccio le cose, ma volendo essere proprio spietati all’umanità basta resistere (col sole del sud ovest degli USA) due o tre mesi, e già il 70% dei suoi problemi dovrebbero essere risolti. Comunque per 5 euro ci possiamo stare. La copertina di Carnevale forse è un po’ troppo monocromatica, e nelle parti scure non è chiarissima.
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Agenzia Incantesimi 2, edizioni Star Comics, Memola, Da Sacco, Gorni, Checchetto, Crosa, Da Sacco, Manunta, Sedioli, Soriani. Pin up: Casagrande, Fabris, Tomasi, Beccati, Serra, Strarosti, Statela, Zanni, Bastari, Buslalferri, Zanella, Sbattentini. 112 pag. colori, brossurato. 4 euro. Copertina Corrado Mastantuono.
Secondo albo dedicato a Myriam e Jasmine, le due maghe/fate/gestrici dell’Agenzia Incantesimi, per la quale lavora ogni tanto anche Jonathan Steele. E’ il secondo anno che la Star Comics sostiene lo sforzo di produrre un albo a colori dedicato a questi personaggi, e la cosa non può che essere positiva. Significa che l’esperimento del 2005 è andato bene, o perlomeno abbastanza bene da convincere Giovanni Bovini a ripeterlo. Il volume è un antologico, abbastanza diseguale per qualità e temi.
Ci sono sei storie brevi che variano moltissimo come tratto, passando dal para-super eroistico di Checchetto nell’ultima, al simil infantile-mangoso della Gorni. Difficile in poche tavole approfondire la psicologia dei personaggi, e in effetti le storie sono a volte un po’ esiline. Lodevole l’intento dichiarato da Memola nell’introduzione di usare questo progetto annuale per dare spazio ad autrici donne (testi e disegni) di cui in effetti c’è penuria in Italia, e devo dire che le sorelle Da Sacco sono brave. Il problema è che leggendo l’albo mi sono chiesto… ma perché ogni situazione o quasi deve essere sfruttata come pretesto per far vedere il seno di Myriam?
Va bene titillare gli ormoni dei giovani lettori adolescenti, ma calcare troppo la mano su questi aspetti riduce il tutto a un mero esercizio soft soft core. Quasi che si volesse dire “Vedete? Alla Bonelli queste cose non ve le fanno vedere. Qui si!” Avete presente quei film con Renzo Montagnani dove si costruivano le scene apposta per far finire Edwige Fenech sotto la doccia? Beh, non è che siamo poi troppo lontano. Comunque il prodotto è carino. Forse poteva costare un pelino meno, ma non è poi che sia troppo caro. Dategli un’occhiata in edicola e fate uno sforzo.
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Flip Book per i 20 anni Star Comics, edizioni Star Comics, 128 pag.bianco e nero, brossurato 4 euro. Copertine: Cropera (lato Lazarus Ledd), Rossi (lato Jonathan Steele)
contenente: " Ritorno al passato Lazarus Ledd", Capone, Sansone, Cappiello, Mosca, Gerasi, - "Ritorno al passato Jonathan Steele", Memola, Beretta, VItolo, Pantaena, Candita, Peroni Romeo, Acuzo, Ponchione
La Star Comics ha festeggiato i 20 anni di attività con quattro albi “speciali”. Uno è questo flip book, dedicato alle due serie italiane che porta avanti. Si tratta di due storie molto diverse tra di loro. Lazarus Ledd viene qui colto da Capone in un momento agli inizi del suo cammino, in un episodio che potremmo definire di retrocontinuty. Un Untold Tales di Lazarus Ledd, dato che si inserisce nella continuità leddiana così come gli Untold Tales di Busiek si inserivano in quella dell’Uomo Ragno. Interessante la sequenza muta dell’inseguimento.
Forse inserire degli effetti sonori (in effetti anche se noi stiamo zitti la città attorno a noi no…) l’avrebbe resa meno statica e più viva. Nella storia non succedono eventi che stravolgono o modificano quello che sappiamo, tranne forse un particolare legato al girare in taxì nella notte di Lazarus e a chi lo vede.
La storia dedicata a Jonathan Steele invece è una serie di racconti brevi. Da’ quasi l’idea che Memola in previsione di Lucca inizi a buttare giù una serie di spunti per racconti brevi. Carino quello con la vampira e intrigante quello ambientato in un’Australia scossa dalle rivolte studentesche. A volte però le storie vengono troncate troppo in fretta. Comunque è ormai evidente a tutti la passione di Memola per gli universi alternativi. Devo dire che questa catalogazione delle terre possibili in un elenco quasi infinito, mi ricorda molto Luther Arkwright di Bryan Talbot. Comunque 4 euro per 128 pagine….vabbé. Potevano magari scendere un pelino, ma tranne pochi momenti la qualità media è sufficiente. Quantomeno dategli un’occhiata.
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Albert, edizioni Star Comics, Tiraboschi, Noé. 96 bianco e nero, brossurato. 4 euro. Copertina Massimo Noé.
Purtroppo con questo albo invece non ci siamo proprio. L’introduzione ci avvisa che Albert è un prodotto pensato per il mercato americano, e la cosa si vede nel tono decisamente super eroistico della storia, nel disegno (che in certi tratti ricorda Angel Medina), e nell’assenza di scene di nudo (mentre invece quando una storia è pensata per il pubblico italiano ci si ingegna per ficcare ogni tot pagine un seno o un sedere nudo, bah…). Il guaio è che la storia è molto confusa. Si parte con un personaggio che ricorda Albert Einstein anziano, poi a metà ritroviamo una sua controparte giovane, ma che vive nel futuro. Poi le due entità si fondono, poi si separano, ma se vogliono possono scambiare posto nel tempo. E così via. Un altro guaio è che ci sono troppi, troppi, troppi rimandi ai super eroi Marvel e DC sembra quasi un bignamino. Abbiamo la Zona Negativa, Terrax l’araldo di Galactus, Shazam, Capitan Marvel & Rick Jones, e il look dell’Albert giovane è ripreso da un personaggio minore del cosmo DC Comics, Iron Munro. Devo dire che ho cercato di trovare un motivo per consigliare l’acquisto dell’albo, ma non ne ho trovati.
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Proposal 1, 001 Edizioni, AA.VV. 32 pagine bianco e nero, brossurato, 4,80 euro copertina Marco Dominici.
Lucca ha visto debuttare anche alcune riviste. Una è Proposal, della 001 edizioni. La confezione maschera un po’ il fatto che sono solo 32 pagine, e in effetti la copertina in cartoncino rigido, la carta dalla grammatura spessa, e la brossura con ribattitura addirittura danno l’impressione che siano 48 pagine. Poi in realtà sono di meno.
Proposal vuole dare spazio a giovani italiani. Nel primo numero segnalo Gianluca Piredda con una storia breve più di atmosfera, che di horror vero e proprio, Niccolò Storai con una divertente e tagliente storia di giocattoli che amano e combattono, e Marco Rizzo con una rilettura personale e intrigante del Supersoldato nella II Guerra Mondiale. In effetti il prezzo è molto alto, e a volte la qualità delle storie non è proprio il massimo della vita.
Equilibrando pregi e difetti mi riservo di aspettare la prossima uscita per trarre un bilancio.
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Il Volo, 001 Edizioni, Zhang Xiaoyu, 166 pagine bianco e nero, brossurato, 5, 90 euro, copertina Zhang Xiaoyu.
La 001 edizioni a Lucca ha portato due Manhua, ossia fumetti CINESI. Ho preso questo Il Volo, incuriosito dalla bella copertina, e devo dire di non esserne affatto deluso. Il volume presenta due storie se vogliamo tutte e due fantascientifiche, una più di atmosfera e l’altra più scientifica.
Le storie sono direi ben costruite, mentre è evidente il debito che Xiaoyu ha nei confronti di Ryoichi Ikegami, il disegnatore di Crying Freeman, debito però che non impedisce di godere di disegni ben fatti. Sinceramente mi sento di consigliare questo fumetto, come primo approccio al mondo del fumetto cinese. Non ne esaurisce sicuramente le tematiche, ma è un impatto gradevole.
Ci sarebbe molto da parlare poi dei temi nascosti nelle storie, dei vaghi accenni che potrebbero essere letti in chiave rivoluzionaria contro il regime cinese, ma non c’è tempo. Leggetelo voi e fatevi da soli un’idea. Sicuramente ne vale la pena.
Alessandro Bottero - Novembre 2006
