domenica 5 luglio 2009

Judge Dredd: The Complete Case Files - lug 2006


Judge Dredd: The Complete Case Files - Editore: Rebellion (UK) £13.99 a volume - volumi usciti 1 - 4

Non so voi, ma personalmente il personaggio di Judge Dredd non mi ha mai ispirato particolarmente.
Sarà colpa del non eccelso film con Silvester Stallone uscito una decina di anni fa, o del fatto che in Italia del buon (?!) giudice si è visto davvero poco, e la maggior parte delle volte in compagnia di altri personaggi più noti dalle nostre parti, quali Batman o Predator, ma non ho mai sentito l’esigenza di procurarmi le avventure di questo storico personaggio del fumetto inglese.
Per questo motivo la notizia della ristampa completa e cronologica delle sue avventure in origine apparse sulla rivista 2000 A.D. annunciata qualche mese fa dalla casa editrice Rebellion mi aveva lasciato indifferente.
Fortunatamente, alcuni commenti positivi letti in rete e la curiosità di saperne qualcosa in più su un personaggio che, per quanto poco conosciuto dalle nostre parti, è comunque un’icona del fumetto anglosassone, nonché il prezzo tutto sommato economico di questi volumi hanno avuto la meglio e mi hanno spinto ad ordinare la prima uscita.
Dire che il volume è stato una piacevole sorpresa sarebbe riduttivo, e non esito a definirlo un acquisto essenziale per ogni amante del fumetto di lingua inglese.
E a proposito di Essenziale, per darvi un idea delle caratteristiche di questi volumi il paragone più immediato è proprio con gli Essentials della Marvel (o con le loro controparti della DC Comics, gli Showcase Presents).
Siamo infatti davanti a corposi volumi in bianco e nero di prezzo contenuto.
Il numero di pagine è minore di quello degli Essential Marvel, circa 330/350 pagine a volume contro le 500/550 dei “cugini” d’oltreoceano, però c’è da dire che la qualità della carta è migliore.
Esaminate brevemente le caratteristiche tecniche del contenitore, passiamo a ciò che, in quanto lettori, dovrebbe interessarci maggiormente: il contenuto.
Come accennato prima questi volumi si sono rivelati superiori alle mie aspettative, in quanto la qualità delle storie, sia come testi che come disegni, è davvero elevata.
Le avventure del giudice Joe Dredd (questo il nome di battesimo del nostro) si svolgono a partire dall’anno 2099, e sono formate da brevi episodi composti mediamente di 6/7 pagine l’uno, scritti e disegnati da autori diversi.
In particolare, nel primo volume sono tanti gli autori che si susseguono ai testi e ai disegni, nelle uscite seguenti la rosa dei nomi tenderà a restringersi, in concomitanza con la tendenza delle storie ad essere maggiormente complesse e strutturate in più episodi, in particolare nel secondo e terzo volume il nome più ricorrente, a livello di testi, è probabilmente quello di John Wagner, mentre tra i diversi disegnatori che si avvicendano alle matite sicuramente da citare è il grande Brian Bolland, conosciuto anche dalle nostre parti per le sue stupende cover di vari titoli DC Comics (uno su tutti: Animal Man) e per Batman: the Killing Joke su testi di Alan Moore.
La rivista 2000 A.D.., su cui queste storie sono state originariamente pubblicata, è considerata da molti appassionati di fumetto statunitense come una specie di palestra su cui si sono fatti le ossa tanti autori inglesi che in seguito hanno sfondato sul mercato americano con il loro stile ironico e innovativo, in alcuni casi innescando delle piccole grandi rivoluzioni nel mondo delle nuvolette (basti pensare alle opere del già citato Alan Moore).
Ecco, in questi primi volumi di Judge Dredd le storie non sono scritte dai “grandi noti” del fumetto inglese, quindi niente Alan Moore, Garth Ennis (che si occuperà del giudice in seguito, ma all’epoca di queste storie era appena un bambino) o Peter Milligan, ma nonostante ciò quel misto di ironia, critica sociale e humor nero che ha reso famosi gli autori inglesi è abbondantemente presente.
Ovviamente siamo davanti a un prodotto per tutti, quindi non aspettatevi qualcosa di eccessivamente estremo o per mature readers (così vengono definiti in America i fumetti destinati agli adulti).
E’ comunque da rimarcare la freschezza di queste storie a distanza di trent’anni, e la -positivissima!-“scorrettezza politica” che spesso e volentieri fa capolino nelle avventure del giudice.
Un esempio? Nel secondo volume manca una manciata di storie e nelle note introduttive si legge che non è stato possibile ristamparle in quanto, prendendo ironicamente di mira diverse multinazionali, ne violavano i diritti di copyright!
Ammirevole anche il fatto che, nonostante l’alternarsi di diversi autori sia ai testi che ai disegni, le storie mantengano comunque una loro coerenza sviluppando, racconto dopo racconto, un cast di comprimari ricorrentiche arricchiscono notevolmente le vicende del giudice e permettono il crearsi di situazioni nuove che impediscono alla serie di agitarsi troppo sullo schema ricorrente “Judge-Dredd-che-deve-acchiappare-il-fuorilegge-di-turno”.
Da citare tra questi comprimari almeno il mitico Walter, robo-servitore domestico del giudice, in perenne adorazione dello stesso e affetto da un fastidioso difetto di pronuncia di cui sembra non rendersi conto.
A proposito della strutture delle storie è da notare che nel primo volume gli episodi sono generalmente autoconclusivi e in generale ripetono lo schema giudice contro cattivo, ponendo però le basi, come già detto, per interessanti sviluppi seguenti.
Infatti, già nel secondo volume le cose cambiano, iniziano a svilupparsi racconti decisamente più intriganti e strutturati e la serie decolla definitivamente.
A riprova di ciò nel secondo volume la fanno da padrone due storie lunghe di circa 150 pagine ciascuna.
La prima, intitolata “The cursed earth”, è un’avventura on the road in cui Judge Dredd si trova a dover attraversare l’America devastata del futuro per portare un vaccino da Mega-City One, la gigantesca città teatro abituale delle sue avventure, a Mega-City Two, permettendoci così di conoscere meglio il futuro distropico in cui si svolgono le avventure del nostro eroe.
Nella seconda, intitolata “The day the law died” il giudice, appena rientrato dall’avventura della terra precedente, ritorna all’ambientazione urbana per fronteggiare la presa di potere del folle Judge Cal, nuova autorità suprema della cità protetta da Dredd.
Caratteristica comune di queste storie lunghe è il fatto di essere divise in sotto-episodi di due/tre parti al massimo.
La cosa funziona, perché in questo modo si porta avanti la trama principale riuscendo a non essere troppo dispersivi e si dà comunque un’idea di omogeneità nonostante l’alternarsi di vari scrittori e disegnatori, dovuto al fatto che in originale queste storie avevano cadenza settimanale e che quindi difficilmente un unico team creativo avrebbe potuto reggere certi ritmi.
Ho da poco iniziato la lettura del terzo volume e, almeno all’inizio, si torna ad una struttura basata sugli episodi brevi, e in linea di massima la struttura dei futuri volumi dovrebbe vedere un alternarsi di storie brevi ad altre più complesse.
Personalmente non vedo l’ora di scoprirlo, visto che questa collana mi ha decisamente conquistato!

Piobove - Luglio 2006