domenica 26 luglio 2009

Brevi recensioni - lug/sett 2006


John Doe n. 38 “Margherita” - testi e disegni Maurizio Rosenweig - 98 pg b/n, euro 2,70 - Eura Editoriale

John Doe arriva a Milano e come guida per la notte milanese sceglie niente meno che Davide Demonico (un personaggio molto simile a quel Davide Golia alter ego fumettistico di Maurizio Rosenweig). Proprio Rosenweig, sostituendosi per la prima volta alla coppia Bartoli&Recchioni ai testi di un John Doe, prende una pausa dai conflitti famigliari della continuity e confeziona uno splendido fill-in meneghino in cui John è quasi messo in ombra dall’affascinante Davide Demonico.
Sul Rosenweig designatore ci sono pochi dubbi, ma questa volta si supera realizzando un albo stupendo, ricreando alla perfezione scenari milanesi riconoscibilissimi per chiunque abbia vissuto a Milano e realizzando tavole spettacolari per dinamismo e costruzione (ne è un esempio una doppia splash-page durante il concerto dei Kiss a San Siro...).
Come sceneggiatore, se possibile, Rosenweig fa anche meglio costruendo una storia quasi perfetta dove azione, divertimento e poesia si alternano in un susseguirsi fluido e naturale fra Kiss, zombie e inseguimenti. Non mi vengono in mente modi migliori di spendere 2,70 euro, se non comprare questo John Doe.
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Asteroide ArgoIl pianeta degli schiavi” - testi Bepi Vigna - disegni Elena Pianta - 160 pg b/n - Euro 4,5 - Sergio Bonelli Editore

Più che uno spin off di Nathan Never, Asteroide Argo può essere ormai considerata una vera e propria testata autonoma, legata solo da un labile legame di genere con la collana madre. Pur rimanendo nel filone fantascientifico Beppe Vigna, ideatore della serie e sceneggiatore di tutti gli episodi, sceglie un approccio più classico e golden age, ripulendolo di tutte le inquietudini cyberpunk per ambientare le sue storie in una dimensione parallela governata da un’alleanza di centinaia di razze diverse che ricorda, per fare un nome, Star Trek. L’ennesima missione diplomatica affidata ai protagonisti di Asteroide Argo li porterà a scortare in un pericoloso negoziato dei diplomatici dell’Alleanza, trovandosi ben presto a fronteggiare il rapimento di un diplomatico e l’irruzione di una fazione nelle trattative. Il soggetto non brilla per originalità e, pur essendo ben costruito, riserva ben pochi colpi di scena ma risulta comunque una lettura scorrevole e piacevole.
“Il pianeta degli schiavi” però tralascia di approfondire i personaggi che rimangono quasi estranei al lettore relegando l’introspezione a poche sequenze mal riuscite, senza riuscire quindi a portare avanti sottotrame da sviluppare nei prossimi episodi senza risultare artificioso e meccanico. I più che buoni disegni di Elena Pianta sono caratterizzati da un efficace e molto abbondante uso di retini ed hanno come unica pecca la scarsa resa nel tratteggiare le razze aliene.
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Zeta-P - testi Diego Cajelli e Michele Foschini - disegni Michele Dutch - 24 pg a colori, 0,00 euro (http://club.giovani.it/tribu/foto/index.php?gallery=./Zeta-P/)

Zeta-P è un fumetto pubblicato in 6 puntate di 4 tavole ciascuna su Tribù, mensile distribuito gratuitamente nelle scuole superiori, e disponibile on-line sul sito della rivista. La storia, nata da un soggetto di Diego Cajelli e poi sviluppata e sceneggiata da Michele Foschini, è un surreale/lisergico/onirico trip nella mitologia della letteratura di genere, con cinque giovani studenti che passano da zombie a viaggi nello spazio, passando per scienziati dal pesante accento tedesco e porno predatrici in un susseguirsi che non risulta mai troppo confuso o poco fluido. Il fumetto è pieno di trovate piacevolmente assurde e di divertenti clichè, anche se come spesso accade per le storie surreali il finale non è all’altezza dello sviluppo della storia. Ad illustrare le curate e mai banali sceneggiature di Foschini (una vera chicca la tavola riassuntiva che apre ogni episodio) troviamo Michele Dutch, che fa un buon lavoro specie nel dare forma alle visioni partorite da Cajelli&Foschini e sembra migliorare di episodio in episodio nella fluidità della narrazione.
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Maxi Dylan Dog 2006 - testi Giancarlo Marzano (“Lo scavatombe”), Giovanni Di GregorioIl passo del gambero”) , Bruno Enna (“Jenny dentiverdi”) - disegni Montanari&Grassani

Nessuno dei tre sceneggiatori presenti su questo Maxi ha mai scritto un numero della collana regolare di Dylan Dog e, addirittura, uno dei tre (Giovanni di Gregorio) è un debuttante assoluto in Bonelli. Le tre storie risultano quindi particolarmente fresche e ispirate soprattutto a livelli di soggetto. E se “Lo scavatombe” si dimostra poco più di una piacevole lettura, “Il passo del gambero” parte da uno spunto nuovo ed intrigante per sviluppare una vicenda intricata e ben radicata nel mondo di Dylan. A chiudere il Maxi troviamo l’ottima “Jenny Dentiverdi”, in cui il disneyano Bruno Enna dimostra grandi abilità nel far crescere tensione e nello stupire il lettore, grazie a una sceneggiatura efficace e molto curata. Ad affiancare i giovani sceneggiatori troviamo come ogni anno gli espertissimi (e mai troppo apprezzati dai lettori di Dylan Dog) Montanari&Grassani che con il loro stile tipico raccontano bene le tre storie, mostrando solo qualche pecca nel raffigurare demoni e mostri. Se non odiate Montanari&Grassani e volete che qualche buon DD che vi faccia compagnia spiaggia o in treno, questo Maxi sarà un ottimo acquisto per voi.
gedo– Luglio 2006
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Altrimondi n.1
testi Ade Capone, Federico Memola, Francesco Donato e Livio Bolognesi; Stefano MartinoMosca; Alex Massacci; Fabio D’Agata; Stefano Martino; Ambra Colombani e Elena Casagrande; Mirco Piefederici
288 pg b/n - 6 euro – Star Comics

Con una stranamente, per i suoi standard, mal riuscita copertina di Mario Alberti esordisce il nuovo antologico annuale della Star ideale erede di Zona X. Dell’antologico bonelliano Altrimondi non ripropone solo la vocazione al fantastico tout-court, ma anche alcune serie come la Stirpe di Elän e Legione Stellare da anni relegate a un limbo editoriale. Per La legione stellare Memola sceglie un nuovo inizio confezionando un’avventura dall’epilogo sorprendente, mentre le vicende de La Stirpe di Elän ripartono da un deludente e scontato episodio dedicato all’incantatrice Jakarta.
Non mancano Lazzarus Ledd e Jonathan Steele con due godibili ma trascurabili storie. Completano il sommario di questo numero i primi due episodi di due nuove serie: il fantasy storico Noogie e Leanan che alterna buoni spunti a passaggi poco fluidi penalizzati da un disegno troppo rigido e Drago Verde, vera rivelazione di Altrimondi.
Stefano Martino,autore di testi e disegni, racconta la missione di una bodyguard del futuro con il suo ottimo tratto supereroistico che esalta le scene più adrenaliche e una sceneggiatura che coniuga ritmo nella costruzione della tavola con un pizzico di humour nelle didascalie.
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L’Insonne n.7 "Le gabbie della mente" - testi Giuseppe di Bernardo – disegni Fabiano Ambu & Giuseppe De Luca - 96 pg b/n – 2,7 euro – Free Books

È l’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl con tutte le sue terribili conseguenze il tema che fa da fulcro al settimo numero de L’Insonne. Purtroppo al contrario di altri episodi questa volta Di Bernardo non riesce ad amalgamare la denuncia sulle conseguenze del disastro nucleare con il plot principale il cui intreccio risulta pretestuoso e scontato, soffrendo della necessità di portare avanti con eclatanti sviluppi anche la sottotrama principale legata alle origini di Desdy e ai rapporti di suo padre con una misteriosa setta.
Il risultato finale è un albo riuscito a metà, che sembra procedere a scatti con sequenze scontate (le indagini di Desdy) alternate a momenti ben riusciti e divertenti come quelli dedicati ai comprimari della serie. Anche se la qualità dei disegni è altalenante per precisione e cura delle singole vignette la fluidità e la leggibilità non ne risentono tenendo alto ritmo e chiarezza della narrazione.
gedo – Settembre 2006