lunedì 27 luglio 2009

Gianluca Piredda: intervista esclusiva - nov 2006


Un’altra titanica, ciclopica, monolitica, debordante intervista ad opera del vostro uomo a Marrakesh. Vittima del fato, che infiniti lutti addusse agli Achei, oggi è Gianluca Piredda. Gianluca è attivo nel mondo del fumetto dal 1991, e ha fatto una infinità di cose. L’ultimo suo fumetto pubblicato qui da noi è Warrrior Nun Areala: No Justice per la Bottero Edizioni.
Ma in Italia lo conoscono in pochi. Perché? Come mai? Cosa c’è dietro questo mistero? O come direbbe Svetonio Cesare: “Cui Prodest?”.
Gianluca Piredda è sardo (di Sassari, per l’esattezza), e la cosa si nota quando parla di mirto o fil de feru. Un po’ meno quando suona le Launeddas, perché le suona malissimo. E’ fidanzato, è caustico, è pungente, e nella sua testa ci sono sei miliardi di storie. Questa è una di quelle.

INTERVISTA

1) Ci fai una breve cronistoria dei tuoi lavori ad oggi?

Gianluca Piredda: Dal 1991 ad oggi ho fatto una lunga serie di cose di cui vado molto fiero e altre di cui non mi importa niente. Ho esordito pubblicando battute su Comix (la rivista), poi ristampate su diari;
ho scritto per diverse riviste e quotidiani nazionali e regionali; nel 1992 ho creato la mia prima strip umoristica dal titolo “Nelson & Kirby”, vista molto poco in giro, e creata insieme a Roberto Di Scala, uno dei miei migliori amici che oggi fa il traduttore professionista. Nel 1997 la mia prima miniserie e nel 1999 l’approdo in America. Nel 2000 pubblico Winds of Winter per la Antartic Press in america e in Italia con la King Comics, che presto diventerà un film, e che mi ha fatto conoscere alla critica e al pubblico d’oltreoceano. L’ultima serie “importante” che ho scritto si intitola “Free Fall”, disegnata da EricJ e inchiostrata da Jimmy Palmiotti. E’ stato un buon successo anche in Germania. Oggi scrivo per la Image e collaboro con Negative Burn. E poi altre cose.

2) Hai letto Guerra e Pace? Aiuta a saper scrivere?

L’ho letto ai tempi di scuola. Penso che la lettura in genere aiuti a scrivere, non soltanto i classici.

3) Hai collaborato molto con la Antartic Press. Che tipi sono?

Brave persone. Ben Dunn è un caro amico e mi apprezza molto. E’ stato lui a chiedermi di creare una miniserie di Areala che andasse oltre la serie regolare. Purtroppo poi Ben ha venduto la casa editrice e c’è stato un cambiamento di rotta nella produzione. No Justice si è fermato al numero uno.

4) Che ne pensi dell’American Manga?

Credo si sia evoluto molto e che abbia dato qualcosa di interessante al mercato americano.

5) Tu sei nato all’epoca delle Fanzine. Perché le rimpiangi?

Non sono proprio nato sulle fanzine, ma ho collaborato con alcune. Ho scritto su Fumettomania, quando era diretta da Luca Boschi, e ho scritto qualcosa anche per Nuvole. Le fanzine sono delle ottime palestre, soprattutto per i giovani talenti che vogliono emergere o imparare a fare fumetto.


6) Qual è il tuo metodo di lavoro quando scrivi una storia?

Penso ad un tema, mi faccio venire in mente qualcosa che mi interessi e lo sviluppo. Scrivo spesso di notte per motivi pratici: di giorno ho spesso mille cose da fare. Prima di sedermi al computer la storia me la scrivo e me la disegno a mente. Anzi, me la vedo come un film. Poi sceneggio vignetta per vignetta.

7) So che collabori con uno studio brasiliano. Perché questa scelta?

I ragazzi della Lynx sono fenomenali. Romulo ha dato tanto al mercato brasiliano e penso che sarebbe molto utile un qualcosa di simile anche in Italia. Loro li ho conosciuti per caso ed è stata subito simpatia. Hanno talento e voglia di fare. Hanno disegnato alcune mie storie brevi e presto uno di loro disegnerà una mia nuova miniserie. Mi hanno offerto di scrivere la seconda miniserie di “The Season of the reaper”, un western che stanno facendo per l’Arcana Press. Ho accettato e ci stiamo lavorando proprio ora.

8) Che musica ascolti? Ti aiuta mentre scrivi?

Tutta la musica, ma sono da sempre un collezionista dei Pink Floyd. Adoro anche il power metal, e soprattutto i Rhapsody.
Non credo che la musica mi aiuti. Anzi, talvolta mi distrae, e se voglio “chiasso” quando scrivo preferisco un talk show o un telegiornale piuttosto che della musica.

9) Carly Simon è una delle cantautrici più affascinanti che esistano?

Sto passando in rassegna tutte le altre cantautrici… Mi cogli impreparato: l’ho sempre e solo vista sulle copertine dei dischi e mai in “movimento”…

10) Che ne pensi del fumetto politico?

Che non mi interessa. Mi piacciono le vignette satiriche, ma le storie politiche no. Quando scrivo voglio raccontare una storia, non indottrinare gli altri.

11) Secondo te Lucca Comics ha un senso?

Certo che ha senso! Purtroppo ci vado di rado, meno di quanto vorrei, ma ha senso eccome! Come hanno senso tutte le manifestazioni di settore.

12) Tre buoni motivi per non lavorare con editori e/o autori italiani.

Non ci sono, perché ci sono una marea di editori e di autori con cui lavorerei volentieri anche subito, e altrettanti con cui non berrei nemmeno un caffé.

13) Tre buoni motivi per lavorare con editori e/o autori italiani.

Stessa risposta di prima. Non avrei problemi a lavorare, per esempio, con Bonelli, Pavesio, Italy Comics, Eura, Astorina perché sono 1) professionali 2) sono realmente editori 3) non hanno una mentalità limitata.

14) Secondo te autori ed editori si stimano?

Mi conosci, se non stimo una persona questa mi può riempire di soldi ma gli dico di no. Quindi lavoro solo con chi stimo. Per gli altri non so rispondere. E’ vero comunque che nel settore ci sono troppe polemiche inutili.

15) Narwain: cos’era? E soprattutto PERCHE’?

Credo fosse una casa editrice. Poteva fare cose buone ma ha fatto le sue scelte. Per il resto, no comment.

16) Hai collaborato brevemente con la Star. Pensi che Strike potesse funzionare o era un progetto morto in partenza?

Credo molto nelle riviste antologiche. Se fatte bene funzionerebbero. Strike poteva essere interessante ma era un prodotto morto in partenza. Storie disomogenee, stili e generi che non c’entravano niente l’un l’altro e cose riciclate. Per quella rivista ho scritto un’articolo, ho fatto un’intervista a Paolo Seganti e ho tradotto una storia bellissima di Bryan Talbot, un’anteprima della sua Alice.

17) Qual è il capitale minimo secondo te, necessario per iniziare a fare l’editore “serio”?

Non è tanto una questione di capitale, quanto una questione di intelligenza. Se uno vuole essere una “Mondadori", allora ha bisogno di milioni e milioni di euro. Ma se uno sa giocare bene le sue carte crescerà da se. Basta avere spirito imprenditoriale e conoscenza del mercato.

18) Già che ci siamo, chi è un editore “serio”?

Uno che pubblica professionalmente e non per gioco, per noia, per hobby. Uno che ha qualcosa da dare al mercato.

19) E chi è un editore poco serio?

Chi sfrutta i giovani autori e quelli che pubblicano materiale pirata. E’capitato.

20) E un autore poco serio?

Uno che non lavora dando il massimo, fregandosene dei lettori, e non rispettando le date di consegna. Per come la vedo io, noi non lavoriamo per degli editori ma per i lettori. Gli editori vanno e vengono. I lettori sono sempre gli stessi. Fargli pagare un prezzo di copertina per qualcosa di non valido è poco serio.

21) Tu usi molto internet, ma a differenza di altri non sei presenzialista sui forum o sui blog dedicati ai fumetti. Perché?

Lavorando per l’estero Internet mi è molto utile per comunicare con lo staff: Email, messaggerie e cose simili.
Non mi piacciono molto i forum. Li trovo interessanti perché i lettori si sfogano e scrivono sempre cose di cui dovremmo tenere conto. Ma partecipare attivamente alle conversazioni, firmandomi nome e cognome, e magari facendo un po’ la star del momento non i piace. Qualche volta ho postato su dei forum quando si parla di me, per ringraziare.

22) Parliamo di teatro. Ti piace? Shakeaspeare? Amleto è meglio di Re Lear?


Beh, avendo pubblicato Winds of Winter in Italia sai che ho dedicato quella storia proprio a Shakespeare, mito dei miei quattordici anni. Ho letto tutto e lo adoro. Credo che solo [...frase cancellata su richiesta dell'intervistato...] mi batta. Amleto, comunque, è la mia scelta.
Il teatro mi piace. Odio i musical e mi piace la commedia all’Italiana, quella classica e quella di Garinei e Giovannini.

23) Alan Moore ti piace?

Non è il mio autore preferito.

24) E’ meglio un fumetto di Alan Moore che non vende, o uno di Nizzi che vende?


Nizzi mi piace veramente, quindi lo sceglierei a prescindere.

25) Che telefilm adori?


Lavorando per la rivista Series ho modo di vedere un sacco di telefilm. I miei preferiti sono Arrested Development, My name is Earl, Weeds, Scrubs, Will & Grace, ma anche tanti “seri” come Smallville, Shield, Law and Order, Criminal Intent, Boston Legal. Seguo molto Fox Crime.

26) E quali invece vedi con una moderata passione?

Desperate Housewives. Non mi dispiace ma non mi “acchiappa”.

27)
Buffy o Star Trek?

Buffy!

28) Segui
Lost o pensi che sia una immonda fesseria?

Non lo seguo per motivi di orario, ma Jeph Loeb è una garanzia.

30) Torniamo ai fumetti. Tre opere BASILARI.

Ne dovrei consigliare una dozzina, per le varie evoluzioni del fumetto…
Ma le mie tre scelte, in questo momento, vanno su 1) Flash Gordon 2) La storia di un topo cattivo 3) corto maltese.

31) Tre opere invece carine ma superflue.

Non esistono opere superflue.

32) E per finire tre cose da evitare come la peste.


I fumetti fatti tanto per fare.

33) Progetti futuri?

Ho appena finito il primo numero della seconda miniserie di The Season of the Reaper; sto scrivendo una nuova serie che mi piace un sacco e sto scrivendo altre short per Negative Burn (Image Comics). Poi ho un’idea per l’Italia…

34) L’animazione per te è importante? Preferisci
Shrek o gli Incredibili?

Secondo me fumetto e animazione dovrebbero prendersi ancora di più a braccetto. Shrek mi ha divertito di più, ma tecnicamente mi piace di più gli Incredibili.

35) Hai visto Gli Insoliti Sospetti? E La Gang del Bosco?

Quelli purtroppo no. Ma gli insoliti sospetti mi incuriosisce. Ho visto solo i trailer.

36) Guardando Alla ricerca di Nemo ti è mai venuta una voglia irrefrenabile di frittura di pesce?

Niente pesce fritto, mi piace arrosto. E me ne hai fatto venire voglia tu, ora…

37) Sei assuefatto al fast food? Meglio un Crispy McBacon, o un double cheeseburger?

Non mangio fast food. Sono per lo slow food italiano, soprattutto per la cucina mediterranea. Sono una specie di salutista (una specie perché non sono fanatico): mangio sano, non bevo (al massimo una birra analcolica), non fumo, passo molto (troppo) tempo in palestra e sono contrario a tutte le droghe.

38) Secondo te perché l’aggettivo “commerciale” ha un sapore così negativo nel mondo del fumetto?

Ha un sapore negativo in tutti i mondi, ma solo per quelli che credono di essere artisti. E che non vendono…

39) Il numero di copie vendute è indice di qualità? E se no, di cosa è indice?

E’ indice di gradimento e di promozione. Ci sono personaggi che non vendevano niente e hanno iniziato a vendere dopo aver cambiato editore.

40) John Wayne o Marlon Brando?

Brando tutta la vita!

41) Sentieri Selvaggi è il miglior film western mai realizzato? E se no, perché?

No, perché ancora non era arrivato Sergio Leone. Quelli erano western!

42) Cosa leggi di solito? Romanzi, saggi, incunaboli del VII secolo?

Pochi fumetti. Romanzi tanti, spesso noir e thriller soprattutto americani. Grisham, Connely, O’Connell, Ken Follett. E colleziono libri di vario tipo, tranne incunaboli del VII secolo: fanno troppa polvere.

43) Il fantasy è un genere deteriore per il fumetto? Se un giovane si mette a disegnare o scrivere storie fantasy è davvero vittima di un onanismo di fondo?

Il fantasy mi piace poco da leggere ma mi diverte da scrivere. Deteriore per il fumetto? Non credo. Se un giovane si mette a disegnare ha le mani occupate. Come può essere un onanista?

44) Cosa ne pensi dei mega centri commerciali?
Che non ce ne sono abbastanza! Ci passerei le giornate. Penso siano dei buoni posti in cui aprire una fumetteria.

45) E dei fumetti allegati ai quotidiani a poco prezzo?

Anche in questo caso: che non ce ne sono abbastanza! Mi piacciono, penso facciano bene al fumetto

46) Un autore italiano che bisognerebbe riscoprire.


Tanti, tutti i “grandi vecchi”. Ma penso che Gianluigi Bonelli sia il primo da mettere nella lista: un vero innovatore. E Bonvi a seguire.

47) Un autore italiano (anche vivente) che invece ci farebbe bene dimenticare.

Non mi viene in mente nessuno. Magari quelli che spacciano il porno come arte.

48) L’autopromozione è importante per un autore?


Sì: se vuoi ottenere i risultati migliori devi muoverti da solo, senza aspettare quelli dell’ufficio marketing.

49) Che ne pensi delle fiere del fumetto?

Divertenti, ma spesso sono solo delle mega fumetterie. Bisognerebbe puntare maggiormente sugli ospiti, come capita in America. Li ne hanno un milione, di fiere, e in tutte, anche la più piccola, trovi una marea di ospiti. Più attrazioni hai, più biglietti vendi-

50) Che messaggio vuoi darci che sintetizza il tuo pensiero?


Non amo dare messaggi. Penso che i messaggi migliori si sentano alla domenica mattina.

Alessandro Bottero - Novembre 2006