lunedì 27 luglio 2009

Francesco Artibani: intervista esclusiva - giu 2006


Esiste nel mondo del fumetto italiano un dato di fatto evidente a chi voglia essere sincero con se stesso, ma taciuto dalla critica.

Francesco Artibani è il migliore sceneggiatore attualmente in attività.
Ecco, l’ho detto. Sono di parte? No. Ne sono solo convinto. In fin dei conti uno che vince due premi come migliore storia alle convention autori Disney, che realizza Witch, che ha contribuito a PK New Adventures, che realizza Monster Allergy, che ha scritto per Lupo Alberto, che lavora su Geronimo Stilton, che passa da fumetti a cartoni animati, che lavora per la Francia con tre serie… beh, forse tanto scarso non è.

Eppure pochissime volte il nome di Francesco Artibani appare sulla bocca e negli scritti dei critici. La cosa, dal mio punto di vista, ovviamente non depone a favore della critica, ma è un lungo discorso. Artibani ultimamente ha segnato un altro traguardo: scriverà due miniserie per la Panini Comics, lavorando su personaggi Marvel, ossia gli X-Men e il Dottor Strange. Potevamo come Elite non captare nell’aria qualcosa di nuovo e precipitarci su di lui, come uno Sgrutz affamato di notizie? Ecco allora una intervista pacata, solare, paciosa, rilassata, dove si parla di X-Men, Magia, Marketing, Disney, Francia, e si cita anche, con un ricordo carico di affetto, il grandioso Uomo Supplì.

Non l’avete chiesta, ma non potete fare a meno di leggerla! Ed ora vai con lo show!

.........L'INTERVISTA

Alessandro Bottero: Tra i progetti annunciati dalla Panini Comics per il futuro ci sono le due miniserie da te scritte, che vedranno protagonisti gli X-Men e il Dr.Strange. Partiamo dalla prima. Cosa puoi dirci a riguardo: titolo, disegnatori, storia in genere, curiosità?

Francesco Artibani: I titoli di lavorazione delle miniserie sono “X-Campus” e “Young Doctor Strange”. Si tratta di due racconti in cui saranno rinarrate le origini dei personaggi all’interno di avventure di esordio completamente nuove rispetto quelle originali.
Stephen Strange non sarà un chirurgo di successo così come Magneto non vorrà imporre la supremazia dell’homo superior… ma allo stesso modo saranno i personaggi di sempre. La Marvel, da questo punto di vista, ci ha lasciato la massima libertà; rispettando le caratteristiche fondamentali dei personaggi principali, è stato possibile reinventare molto. X-Campus è una miniserie di 8 albi (da 22 pagine, nel classico formato comic book) mentre la storia di Strange è composta da 4 numeri. Per gli X-Men, gli studi dei protagonisti sono stati realizzati da Denis Medri, un autore eccezionale già all’opera in Francia con la serie “Sans Dieu” per gli Umanoidi. Denis realizzerà la prima storia e tutte le copertine della miniserie. Per il giovane dottor Strange, i personaggi principali sono stati visualizzati da Giulio De Vita ma tutto il lavoro della miniserie è stato realizzato dall’eccezionale Federico Nardo che, con uno stile del tutto diverso da quello utilizzato su “Monster Allergy” ha messo in scena un universo fantastico meraviglioso. Federico è un autore veramente spettacolare; conosco tanti disegnatori bravi ma ce ne sono davvero pochi capaci di far recitare i personaggi come lui.

A. Bottero: Da quel che ho capito tra i protagonisti NON ci sarà l'Uomo Supplì, e questo è un peccato, avrebbe portato una ventata di comicità inesauribile. Cosa ne pensi della seriosità che a volte si impossessa degli sceneggiatori di fumetti e gli fa produrre storie più depressive di un bollettino di Amnesty International?

Francesco Artibani: Per l’Uomo Supplì non ci sono state speranze fin da subito. A proposito della seriosità degli sceneggiatori mi cogli impreparato. In giro non vedo molti sceneggiatori seriosi; forse ce ne sono un po’ che “ci credono” e questo li porta a sbrodolare ma dopotutto c’è spazio per tutti.

A. Bottero: Passando al Dr.Strange è il momento di rivelare che è una tua grande passione. Secondo te perché la Marvel ormai da anni lo trascura non dedicandogli una serie regolare? Dovrebbe rivelare al mondo di essere cugino in secondo grado di Wolverine?

Francesco Artibani: Il dottor Strange è un personaggio essenzialmente folle che si muove in un universo più assurdo. Da lettore l’ho sempre trovato più eccessivo di tanti altri, delirante, inquietante, rivoluzionario. Non è mai stato una lettura tranquillizzante e per questo, probabilmente, non è mai stato un idolo delle folle.

A. Bottero: Entriamo più nel merito della storia. Posso solo sperare che ci sia il Dr. Strange vero, quello con gli stupendi incantesimi ideati da Stan Lee. Per lo Scudo di Seraphim, per le Fiamme delle Faltine, per i Venti di Watoomb!!! Togligli questo e che resta? Un santone New Age col pizzetto.

Francesco Artibani: Io gli ho tolto anche il pizzetto. Nella miniserie Strange sarà un sedicenne e un sedicenne con il pizzetto, per dirla con Ben Grimm, sarebbe uno sviluppo rivoltante. Malgrado l’assenza di peluria sul mento, il giovane Strange farà i suoi numeri magici di sempre e si guadagnerà sul campo il titolo di dottore. Tra le altre anticipazioni sconvolgenti che posso fare è che, da qualche parte nei quattro albi, ci sarà anche una citazione all’immortale “Ramaya”, l’opera che ha consegnato ai posteri Afric Simone (e se non sapete chi è il problema è tutto vostro).

A. Bottero: Sei stato tu a proporti alla Panini o è stata lei a contattarti? E se la risposta giusta fosse la seconda, secondo te perché proprio Artibani?

Francesco Artibani: Vado in parte contro il mio interesse affermando che la Panini non ha cercato Artibani ma tutto il gruppo di Red Whale nei confronti del quale c’era stima. La doppia proposta che ci hanno fatto era una di quelle che non si potevano rifiutare.

A. Bottero: Oggi da parte delle case editrici cosiddette "grosse" si vive nella speranza di fare il colpo in edicola. La testata che venda centomila copie, che coinvolga i ragazzi (e magari anche le ragazze). Insomma, basta prodotti da medio o piccolo cabotaggio. Vogliamo il blockbuster. Dato però che di questi successi epocali in giro non se ne vedono qualcosa non va. Secondo te dov'è che si inceppano i meccanismi produttivi del colossi editoriali?

Francesco Artibani: Il meccanismo si inceppa quando viene meno l’equilibrio tra i due elementi centrali di ogni blockbuster, la creatività e il marketing. Quando si pretende di azzeccare un risultato basandosi esclusivamente sulle ricerche di mercato, l’insuccesso è garantito. Il problema nasce nel momento in cui l’editore smette di fare il proprio mestiere e delega ad altri. Dylan Dog e Witch non hanno raggiunto il loro successo con le ricerche di mercato ma con l’apprezzamento dei lettori e il loro passaparola. Nel caso di Witch la serie, per la quale avevo impostato un primo storyline di 12 episodi, ad un certo punto era stata sforbiciata a 9 episodi. I risultati straordinari dei primi numeri hanno convinto poi l’editore a continuare, ripristinando gli originali 12 episodi per poi continuare.

A. Bottero: Senza fartene accorgere sei molto attivo anche con il mercato francese. Da quel che so sei riuscito a piazzare ben tre progetti (sempre tramite la Red Whale). Qui in Italia non se ne sa nulla. Sii pietoso e dissipa questa ignoranza.

Francesco Artibani: Dopo Monster Allergy ho preparato tre serie nuove con Les Humanoïdes. La prima a vedere la luce, questo autunno, sarà la serie disegnata da Ivo Milazzo, “Le Maître Rouge”. Il soggetto di questa collana, ambientata nella Roma del 1830, l’ho scritto con mia moglie Katja Centomo. La seconda serie, in arrivo per l’inizio del 2007, sarà invece una serie avventurosa, una saga di pirati che si trasforma presto in una specie di fantasy ambientato sopra e sotto il mare. I disegni sono di uno spettacolare Alessio Coppola, che ha illustrato il racconto in maniera incredibile con uno stile realistico lontanissimo da quello che usa per le storie di Topolino. Infine il terzo progetto per gli Umanoidi è una serie umoristica disegnata da Silvio Camboni che, fatti due conti, dovrebbe arrivare in libreria tra la fine del 2007 e l’inizio del 2008. E poi, per restare in terra di Francia, sempre per il 2007 ci saranno altre due serie con la Soleil

A. Bottero: Esistono davvero delle differenze qualitative tra mercato francese e mercato italiano per cui A PRIORI è meglio lavorare con le case editrici
francesi? O per dirla in altre parole: hanno ragione critica, pubblico e alcuni autori a guardare fumettisticamente alla Francia, come a una Terra Felice?

Francesco Artibani: Per essere banali direi che, a priori, è sempre meglio lavorare per un editore attento e rispettoso. Non sono d’accordo con quelli che vedono nella Francia il paradiso del fumetto, e non sono d’accordo neppure con quelli che, più o meno snobisticamente, guardano con sufficienza alla cosa. Il mercato editoriale francese è diverso e, in un certo modo, più complesso. C’è una grande produzione e offre un ottimo trattamento agli autori per quello che riguarda compensi e diritti. Tenere il passo è impegnativo ma vale la pena provarci. Viviamo in un mercato editoriale globale come qualsiasi altro mercato; se la Francia presenta delle opportunità che l’Italia attualmente non è in grado di offrire non vedo che cosa ci sia di strano se un autore provi ad avvicinarsi a quella realtà. Gli editori, invece di ironizzare sulle cosiddette “vacanze francesi” di sceneggiatori e disegnatori potrebbero provare a interrogarsi sulle ragioni che portano altrove tanti autori.

A. Bottero: Fumetto e cartoni animati: riesci a dire in meno di 25 parole cosa pensi di loro e perché la loro sinergia è vincente?

Francesco Artibani: Un cartone animato di successo significa contratti commerciali importanti. È un modo onesto per diventare ricchi e lavorare un po’ di meno. Ne penso bene.


A. Bottero: Un uccellino mi ha detto che sei al lavoro su un altro grosso progetto. Cosa ci puoi dire a riguardo?

Francesco Artibani: Lys” è la nuova serie regolare, in uscita per la fine di quest’anno su cui attualmente tutta Red Whale sta lavorando. I creatori sono Katja Centomo e Antonello Dalena. È un progetto a cui teniamo tutti molto, su cui è impegnato lo stesso gruppo di lavoro di Monster Allergy. Si tratta di una serie femminile avventurosa; di “Lys” abbiamo il controllo diretto per quello che riguarda la gestione delle licenze e la collana è già stata venduta in molti paesi, dove uscirà sia in libreria che in edicola.

A. Bottero: Da Witch in poi si è codificato una sorta di "stile" che ha mescolato tratti disneyani di nuova generazione e tratti manga.
Sbaglio o è una specie di mix culturale oriente-occidente che mira ad essere immediatamente riconoscibile dai giovanissimi, e gioca molto sulla "carineria" dei personaggi?
Witch, Sky Doll, Winx, Monster Allergy, parzialmente Kylion, Lys.
E‚ il mercato che chiede uno stile ben preciso, o siete voi che lo avete imposto?


Francesco Artibani: Questo stile è sicuramente ammiccante e immediato ed è il frutto dell’unione di stili e di influenze che certamente non abbiamo imposto noi. L’obiettivo è quello di continuare ad elaborarlo sulle varie serie che produciamo, nel tentativo di costante di riuscire a realizzare sempre qualcosa di nuovo.

A. Bottero: Kylion, un nome molto evocativo, non trovi? Una serie che aveva grosse potenzialità e un gruppo di autori coinvolti di tutto rispetto (Stefano Vietti, Lorenzo Bartoli, Michelangelo La Neve, Michele Medda, Giulio De Vita) . Che è successo invece?

Francesco Artibani: Kylion è un nome orribile scelto dall’editore senza consultare né me, né Giulio De Vita, che fino a prova contraria eravamo gli autori. La vicenda di Kylion è stata un’esperienza educativa dal momento che imparo dai miei errori, anche quando sono gli errori degli altri, come in questo caso. La serie è stata l’apoteosi del marketing applicato al fumetto e il risultato si è visto. Io e Giulio abbiamo mollato la serie subito dopo i primi numeri, motivando le ragioni dell’abbandono con la sostanziale impossibilità di fare il nostro lavoro. Forse avremmo toppato ugualmente, forse no: quello che è certo è che non ci è stata lasciata la possibilità di sbagliare perché altri hanno preferito dimostrare di essere più bravi di noi anche in questo (e, gli va riconosciuto il merito di avercela fatta in soli 13 numeri).
Kylion, come dicevo, non l’ho scelto io. Ho scoperto che la serie si sarebbe chiamata in questo modo leggendo casualmente una delle varie indagini di mercato svolte da un istituto di ricerche (per come sono andate le cose probabilmente era la Nexus). Kylion. “Che cosa significa?” – ho domandato. “Decidilo tu.” – è stata la risposta illuminante. Da lì in poi è stato tutto in discesa…

A. Bottero: Pochi lo sanno ma dall’anno scorso la Red Whale è entrata nella galassia del personaggio più famoso della letteratura per l’infanzia italiana: Geronimo Stilton. Rivelaci tutto quel che puoi, altrimenti rapiremo il tuo ippopotamo blu della Lines.

Francesco Artibani: Da quasi due anni affianchiamo la produzione di libri per ragazzi per la Piemme. Per questi volumi curiamo il lavoro completo: scrittura del romanzo e realizzazione delle illustrazioni. L’editore è contento e noi anche. Per Piemme realizziamo quattro collane; si tratta di “Tea Sisters”, “Joe Carrot”, “I Grandi Classici” e i “Gatti pirati”. Questo genere di servizio di editing è un’esperienza nuova, faticosa ma istruttiva.

A. Bottero: Tre libri che secondo te una persona che voglia scrivere storie (fumetti, o altro) dovrebbe non dico leggere, ma imparare a memoria.

Francesco Artibani: Il circolo Pickwick” di Dickens, “Il barone rampante” di Calvino e “Le avventure di Cipollino” di Rodari. Non li ho imparati a memoria ma li sfoglio spesso.

A. Bottero: E per chiudere la cosa più assurda, strana, possibilmente ridicola, o solo buffa a cui ti è capitato di assistere nel mondo del fumetto.

Francesco Artibani: Nel fumetto, più che una cosa c’è una categoria di persone che mi diverte molto ed è composta da quelli che si prendono molto sul serio. Se fai finta di non vedere la parte patetica resta il lato grottesco e quello fa ridere.