sabato 25 luglio 2009

Essential - Le ristampe Marvel - ott 2006


Gli Essential sono senza dubbio uno dei fenomeni più interessanti dell'editoria a fumetti americana degli ultimi anni; un format inaugurato dalla Marvel con un tale successo che la DC Comics, a dispetto delle diffidenze iniziali, ha dovuto alla fine adeguarsi proponendo una propria collana (Showcase Presents) dalle caratteristiche analoghe.
Una volta accertata l'esistenza di un mercato per queste ristampe, in bianco e nero e a prezzi popolari (17.99 $ per 500 pagine), la Marvel ha spinto sull'acceleratore proponendo moltissimi volumi, che cronologicamente stanno dando anche agli appassionati meno facoltosi la possibilità di scoprire o riscoprire tante belle storie; e se all'inizio era soprattutto la Silver Age a tenere banco, pian piano la casa delle idee è arrivata a ristampare anche la propria produzione fine anni '60/anni '70. Ecco dunque che sono arrivati nelle fumetterie gli Essential di Tomb of Dracula (a cui dedicammo già un articolo), Werewolf by Night, Iron Fist, Luke Cage e molti altri.
La Marvel dei seventies non aveva la freschezza e l'esplosività creativa di quella della Silver Age, che rimane tuttora insuperata; aveva però dalla sua una voglia di sperimentare ancora molto viva, autori giovani, con entusiasmo e idee giovani, e un universo narrativo ormai ben definito e coeso, ma non ancora invecchiato al punto di diventare una sovrastruttura elefantiaca.
Tra le serie recentemente ristampate, hanno trovato spazio quelle dedicate a tre dei personaggi minori Marvel a me più cari (principalmente per motivi affettivi e nostalgici), tutti creati in quegli anni: Moon Knight, Nova e Ghost Rider. Ed è di questi tre Essential che voglio parlarvi in breve in questo articolo.

L'Essential Moon Knight è sicuramente il mio preferito del lotto. All'epoca, i nuovi eroi Marvel venivano "testati" prima di esordire con una propria serie attraverso numerose apparizioni da comprimari e/o in appendice ad altre collane. Moon Knight si fece tutta la gavetta, comparendo prima come avversario di Licantropus (come l'avrebbe chiamato la Corno!) su Werewolf by Night, poi come alleato di Spider-Man e di altri eroi Marvel, poi con le sue prime avventure "in solitaria" in appendice a Hulk Magazine - e tutt'ora mi chiedo che c'entrasse con il gigante di giada, ma tant'è... Tutte apparizioni raccolte in questo primo Essential, secondo la consueta prassi delle ristampe economiche Marvel, sempre più "tematico/cronologiche" che "per serie".
Eroe urbano, privo di veri superpoteri ma dotato di identità segrete in abbondanza (ben 3, oltre a quella di giustiziere), Moon Knight è spesso stato definito il "Batman Marvel". Definizione, a mio parere, solo relativamente azzeccata; perché se è vero che ci sono innegabili somiglianze (Steven Grant assomiglia a Bruce Wayne, così come le shuriken a falce di luna possono ricordare i Batarang), è anche vero che ci sono notevoli differenze, come la presenza di una "eterna fidanzata" dell'eroe decisamente forte e spesso compagna delle sue avventure, o la moralità quantomeno ambigua di un eroe che resta sempre un ex-mercenario, per quanto pentito.
In mano ad un Doug Moench in forma smagliante, Il Cavaliere della Luna ha vissuto momento memorabili, e la sua collana resta ancora godibilissima oggi, con storie dall'atmosfera tra il romanzo d'appendice e la spy-story, tra Philip Marlowe e James Bond con una spruzzatina di Apocalypse Now in salsa supereroistica. Ai disegni, un giovanissimo Bill Sienkiewicz, in piena fase "clone di Neal Adams" che sicuramente contruibuì al bat-equivoco, ma altrettanto sicuramente fece uno splendido lavoro, che lo impose sulla scena USA come uno dei più interessanti nuovi talenti del disegno dell'epoca. Una lettura da consumare tutta d'un fiato.


Dalle atmosfere urbane di Moon Knight passiamo a quello cosmico/universitarie dell'Essential Nova: un eroe minore che sta vivendo oggi una seconda giovinezza, con una mini già uscita e una nuova serie regolare annunciata, oltre ad un ruolo da protagonista nel maxi-evento cosmico Annihilation.
Ai suoi esordi, nelle storie di questo Essential, l'eroe creato da Marv Wolfman era stato pensato come una specie di Peter Parker al cubo; uno studente universitario come tanti altri, non molto portato per lo sport, e senza nemmeno il genio da geek di Peter con cui farsi scudo, anzi, un mezzo disastro anche nello studio. Uomo comune all'ennesima potenza, Richard Rider riceve i suoi poteri da un poliziotto spaziale morente, che gli conferisce le capacità e il costume di un Centurione Nova perché porti avanti la missione che egli è costretto a interrompere. L'avete già sentito? Immagino di sì, visto che si tratta di un palese "omaggio" alle origini di Lanterna Verde/Hal Jordan, storico personaggio DC.
Tra un esame (fallito) e un altro, il giovane Richard affronta minacce con superpoteri tra il pacchiano e il... Più pacchiano, cercando al contempo di scoprire qualcosa di più sulle origini dei suoi poteri, in storie divertentissime che si fanno rileggere con grande piacere nonostante gli anni sulle spalle. Una serie spensierata insomma, scritta da un Wolfman ispirato (e ancora ricco di idee e stile) e molto spesso ben disegnata da artisti come i fratelli Buscema e Carmine Infantino, il cui scarso successo è difficile spiegare; forse, l'imputato numero uno è la "Rogues Gallery" dell'eroe, in cui, accanto a un paio di personaggi davvero azzeccati (Blackout e soprattutto The Sphynx, la Sfinge), trovavano spazio minacce risibili e pacchianissime persino per gli standard dei '70 come il Condor, Diamondhead e il Corruttore. E si sa, ogni eroe che si rispetti ha bisogno di nemesi all'altezza...

Chiudiamo questa breve carrellata con l'Essential Ghost Rider. Si sono sprecati fiumi di inchiostro, digitale e non, per raccontare come la Marvel si sia sempre buttata a cercare di produrre fumetti per ogni target, sfruttando anche le mode giovanili di ogni momento storico come fonte di idee e suggerimenti. Ghost Rider è precisamente un figlio di questo tipo di "esperimenti", un personaggio nato per mischiare Easy Rider con l'horror soprannaturale, il tutto mantenendo un'identità supereroistica ("The Most Supernatural Superhero of All" era lo slogan con cui veniva presentato).
Johnny Blaze, il più grande moto-stuntman del mondo, stringe un patto con Satana per salvare la vita del padre della propria amata, nonché suo amico e genitore adottivo, solo per scoprire che del Diavolo è meglio non fidarsi... E ritrovarsi non solo orfano, ma anche trasformato ogni notte in una figura inquietante, la cui testa è ridotta ad un teschio in fiamme, e capace di evocare le fiamme dell'Inferno. Altro personaggio assolutamente kitsch e sopra le righe, ma non privo di una sua estetica affascinante, Ghost Rider è stato, tra i personaggi di questo articolo, quello che ha avuto maggior successo, tanto da meritarsi una serie di durata considerevole e un revival, negli anni '90, anch'esso sopravvissuto a lungo nelle fumetterie. Paradossalmente, il valore artistico della sua collana è inferiore, e dei tre Essential citati è sicuramente quello invecchiato peggio. Le storie portano molte firme diverse, soprattutto quelle di Roy Thomas, Len Wein e Gerry Conway, e molti dei loro script sono interessanti, soprattutto quelli più virati verso l'horror tout-court, ma appesantiti da una narrazione eccessivamente didascalica e barocca, con un uso smodato della seconda persona singolare che alla lunga risulta stucchevole.
I disegni poi non aiutano, visto che si passa dall'appena accettabile Mike Ploog ai tristemente noti Herb Trimpe e Jim Mooney.
Nulla di illeggibile, per carità, ma nemmeno di memorabile: tra tutti gli Essential, non è sicuramente quello che vi consiglierei di acquistare per primo.
In attesa di altre chicche "storiche" dalla Marvel USA, il nostro viaggio finisce qui. Spero che vi siate divertiti a leggere questo articolo quanto io mi sono divertito a scriverlo!
Make love, not war!
Dario Beretta