sabato 25 luglio 2009

Essential Ghost Rider 1


Essential Ghost Rider - vol. 1 di: Roy Thomas, Michael Ploog, Jim Mooney, Tom Sutton, Herb Trimpe, Gerry Conway, Len Wein, Marv Wolfman, Gary Friedrich, John Byrne
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brossura, oltre 500 pag, b/n, 16,99 U.S. dollars - MARVEL COMICS - contiene: Marvel Spotlight # 5 - 12; Ghost Rider # 1 - 20; Daredevil # 138
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Fantasia scatenata!

Leggendo questo volume balza subito agli occhi quanto fosse scatenata la fantasia degli autori Marvel nei favolosi Anni 70.
Il Comics Code era in vigore, ma costumi, mode e valori stavano velocemente cambiando e anche nei comics si percepiva la voglia scalpitante di uscire dagli stretti vincoli che fino ad allora delimitavano rigidamente le tematiche narrative.
A più di tre lustri dalla caccia alle streghe scatenata dal dott. Wertham negli Anni 50, tornava – finalmente! – l’horror nei fumetti americani.
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Certo, si trattava di un horror purgato dal gore dei meravigliosi e crudeli fumetti della E.C. Comics e influenzato, meno “di striscio” di quanto si potrebbe credere, dall’underground statunitense, seppur presentando un punto di vista molto conservatore.
L’horror made-in-Marvel dei Seventies non potendo mostrare troppo - mostrando, anzi, pochissimo - si concentrava sul sovrannaturale e sui poteri derivanti da un satanico lato oscuro.
Il primo Ghost Rider, lo stunt-man motociclista dal teschio fiammeggiante Johnny Blaze, rappresentava il lato più soft e puramente (super)avventuroso di questa tendenza orrorifica. Ora grazie alla mai troppo lodata operazione Essential [volumoni di ristampe cronologiche di fumetti Marvel] possiamo finalmente leggere o rileggere, senza spendere cifre da collezionisti, quei capolavori della Bronze Age della Marvel per troppo tempo inaccessibili ai lettori di tutto il mondo. Il tutto nello splendore del bianco-e-nero!
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Alcuni fan del Marvel Universe non riescono a vedere positivamente la scelta dell'eliminazione del colore dai volumi Essential: "originariamente - dicono - quei fumetti erano colorati. Perché dovrei leggerne delle 'fotocopie'?!?". Non è una critica senza fondamento, certo; però... Non solo molti di quei fumetti traggono non pochi vantaggi estetici dalla scelta del bianco e nero, ma non dimentichiamo che all'epoca i colori dei supereroi erano piatti, avevano più una discutibile valenza simbolica che effettiva ed erano usati principalmente per attrarre i bambini alla lettura dei comics. In molti casi erano quindi un sovrappiù non necessario e gli Essential sono la dimostrazione pratica - e soprattutto visiva - che la bellezza di un fumetto non dipende, perlomeno non esclusivamente, dal suo essere colorato o meno.


Il bianco e nero è perfetto per le storie e le atmosfere di Ghost Rider: la notte è infatti il tempo d'azione principale durante il quale si svolgono le prime avventure del Motociclista Infernale. Nelle prime storie Johnny Blaze, a causa di un patto fatto con "Satana" (le virgolette hanno un senso...), a ogni tramontar del sole si trasforma in una creatura sovrannaturale dotata di poteri che derivano dall'Inferno stesso. La sua testa bionda e attraente si trasforma in un orrido teschio circondato da fiamme. La notte dunque, coi suoi neri pieni e le campiture scure e spettrali. La notte ma anche il deserto, la città, gli ospedali (molto presenti!): tutto viene reso livido e cupo da un bianco e nero "spesso", denso e sgraziato, ma piacevolissimo all'occhio.

I DISEGNI
I disegnatori che si alternano alle matite di questi primi ventinove racconti a fumetti - Mike Ploog, Tom Sutton, Jim Mooney, Sal Buscema, George Tuska, Frank Robbins ed altri ancora - hanno tutti una cifra stilistica comune: un segno sporco, graffiato, dinamicissimo, eccessivo, cupo. Non erano certo i migliori disegnatori della scuderia Marvel dell'epoca, ma mi riesce difficile immaginare qualcuno di più adatto a loro per rappresentare le avventure di "The Most Supernatural Superheroes of All!", come strillava la copertina di Marvel Spotlight n. 5. Una piccola prova? La penultima storia di questo Essential - Daredevil n. 138 - ha alle matite un giovane, e già capace, John Byrne: ecco che Ghost Rider, la sua moto, il suo costume, appaiono più precisi, definiti e puliti; ed ecco che, proprio per questo, il personaggio perde un bel po' di quella caratteristica "sporcizia" e oltraggiosità che lo rendono così unico - e divertente - nelle storie disegnate dagli onestissimi artigiani di cui sopra. Perde il suo fascino, insomma.
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Ghost Rider era all'epoca un personaggio un po' "underground", non certo per bambini - tant'è vero che è classificato T+, cioè "suggested for teens and up" - e meritava, abbisognava anzi di un disegno adeguato, non di pulizia stilistica e prospettive regolari. Non si pensi però che in tutto ciò non ci fosse spazio per una certa, cauta, sperimentazione: alcune scansioni di vignette, alcune tavole osano strutture tutt'altro che banali, tagli cinematografici e una forte, affascinante accentuazione delle espressioni, umane o diaboliche che siano.
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LE STORIE
Ma è soprattutto a causa delle meravigliose storie di questo Essential che mi permetto di parlare di "fantasia scatenata". Gli scrittori sono Gary Friedrich, Marv Wolfman, Tony Isabella, Steve Gerber e Bill Mantlo. Sarà anche vero che alcuni di essi non vantano i loro nomi scolpiti nelle pietre miliari del comics americano, ma è altrettanto vero che in queste storie traspare una grande creatività, una fantasia inesauribile, una sfrenata voglia di azione, azione continua al cardiopalma, desiderio di mostrare l'assurdo e di spegarlo in senso avventuroso. Qualche scivolata involontaria nell'umorismo - ma teniamo sempre conto del periodo in cui questi fumetti sono usciti! - non diminuisce di una virgola il fascino tenebroso di queste avventure; se possibile, invece, ne aumenta la potenzialità e l'attrattiva.
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Gli scrittori coinvolti prendono paure e mode dell'epoca: il satanismo, l'interesse crescente per occulto, il fenomeno degli Hell's Angels, i motori, il disagio giovanile, Hollywood... e le mescolano ai cliché classici supereroistici - compresa la difficile e "maledetta" storia d'amore tra "l'eroe" Ghost Rider e la bella Roxanne (che, non dimentichiamolo, è la sua sorella adottiva!) - condendo il tutto con un'abilità che fa sì che la noia sia bandita durante la lettura. Persino il classico concetto supereroistico di "moralità" viene rivoluzionato, dato che Johhny Blaze (che combatte comunque dalla parte del Bene) viene trasformato nel Ghost Rider tramite un atto assolutamente immorale e condannabile come il patto con un entità demoniaca e la conseguente rinuncia alla sua anima immortale.
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Non si può dire se questo antico tipo di storie e tematiche abbia il potere di esercitare una forte attrattiva su quelli che sono, oggi, i giovani fan del Marvel Universe e che conoscono un Ghost Rider ben diverso da quello presentato in questo Essential.
Provare, comunque, costa relativamente poco e l'unico vero rischio che si corre è eventualmente quello di divertirsi, stupirsi e appassionarsi a un personaggio all'epoca considerato "minore".
Divertimento goduto con occhi, mente e approccio sicuramente diversi da quelli cui siamo abituati oggi, ma forse proprio per questo ancor più gratificante.
L'ultima bella notizia: è in uscita il secondo volume Essential Ghost Rider: io non me lo lascio scappare!

Orlando Furioso




(Novembre 2006)