lunedì 27 luglio 2009

Ed! - intervista esclusiva - dice 2006


Ed! [Il punto esclamativo fa parte del nome; un po' come "Ehi, Ed!"...] ha un dono: sa far ridere. E, come ben sanno i lettori e le lettrici di fumetti, far ridere non è una cosa facile. Per niente.
Ho avuto la fortuna di leggere "in anteprima" il suo nuovo volume "Bonny-ed Io odio Halloween! [Reload]" e in certi punti mi sono proprio spatasciato dalle risate! Ammetto di averlo letto con qualche pregiudizio positivo: ne avevo già infatti apprezzato una prima, acerba versione, cinque anni fa (per i tipi della Lilliput, vedi l'intervista proprio qui sotto...), ma da allora Ed! è cresciuto - come fumettista, perché come altezza... lasciamo perdere... - e ha lavorato sodo di chine e matite e le altre diavolerie che i fumettisti usano per creare mondi nei quali noi non-fumettisti possiamo divertirci.
Ed! ha anche un altro dono, del quale purtroppo sono sprovvisti moltissimi fumettisti, sia affermati che esordienti: l'umiltà. Mica quell'umiltà pelosa da finto-modesti o da autoflagellanti, ma quella specie di umiltà che rende consci sia delle proprie capacità che dei propri limiti. E' giovane, sa che ha ancora molto da lavorare, ma vi posso garantire che è un vulcano di idee, ha coraggio da vendere e una tenacia e una costanza che gli invidio (in generale, eh! Non sono mica un wannabe).
Messa giù così, è ovvio che lo conosco personalmente - ma non per questo, né da questo, mi lascio condizionare nel mio giudizio positivo sul suo lavoro - e forse proprio a causa del nostro rapporto personale ho avuto una sorta di "timore reverenziale" nell'intervistarlo e alle sue risposte spiritose sono abbinate le mie domande probabilmente un po' troppo... ingessate.
Eh vabbè, pazienza. Godetevi almeno le risposte, no?

L'INTERVISTA:

Posto che qualcuno tra i nostri lettori potrebbe domandarsi "chi ciufolo è questo qui?" vuoi presentarti?
__ED!: Certo. Salve a tutti, sono Ed! Forse vi ricorderete di me per film come Top Gun… ebbene sì… impossibile non notarmi. Io facevo l’aereo… gh! *_* Ah… e sono famoso per le pessime battute d’apertura.

Hai qualche esperienza "professionale" in campo fumettistico, prima di "Bonny-ed"?
__ED!: Eh? Chi? Cosa? È stato un incidente! Giuro che non c’entro nulla!

I FUMETTI:

Come ti è nata la passione per i fumetti? A che età ”la prima volta” e con quale/i fumetto/i?
__ED!: A parte i dovuti Topolino e Tiramolla, la mia prima volta è stata con Dylan Dog. Che detta così può suonare ambigua come cosa. Comunque subito dopo ho perso la testa per Batman… ehm… no aspettate, non è come sembra! POSSO SPIEGARVI!!! GIURO!!!

E la passione per le strip in particolare?
__ED!: Iniziai a leggere le strisce in bagno, ma non le capivo. Erano tutte bianche… mah!
Così passai a Lupo Alberto, poi i Peanuts, Sturmtruppen, Cattivik e tutto quello che veniva pubblicato in italia su Linus e soci, dai Peanuts a Zits. Oggi continuo ad adorare I Peanuts, Liberty Meadows, Inkspinster e soprattutto Calvin & Hobbes (per me il miglior fumetto in assoluto).

Un po’ di playlist: quali sono i cinque fumetti da portare sulla famosa isola deserta?
__ED!: Non potrei mai rispondere a una domanda del genere, perdonatemi. Trovo impossibile stilare delle classifiche quando si leggono così tante cose e di generi e provenienze così diverse.

E quali sono gli autori italiani da NON buttare assolutamente giù dalla torre?
__ED!: Quelli che occupano meno spazio!!! Eh? Eh? È la risposta esatta? Ho vinto? Eh? :D

Il fumetto in Italia è in crisi?
__ED!: Manco per niente. Non ho mai visto tanti fumetti smaniosi di uscire e di qualità così elevata (rispetto al passato intendo). Sono gli italiani ad essere in crisi. Troppi pochi soldi da spendere. O forse solo tanta ignoranza.

Cosa pensi del prezzo dei fumetti in Italia?
__ED!: Mi pare “onesto” escluse rarissime eccezioni. Ma gli italiani sono dei frignoni per natura, avranno sempre da lamentersi. Salvo poi spendere il doppio dei soldi per altri futili e sterili passatempi.

“Fumetto d’autore” vs “fumetto popolare”...
__ED!: Vince… il fumetto! Per me non esistono distinzioni di genere. Amo ciò che è in grado di emozionarmi.

BONNY ED:

E finalmente arriviamo a Bonny-ed: come è ti è venuta l'idea di questa striscia? Raccontaci della sua genesi.
__ED!: Davide Toffolo dava la possibilità di pubblicare giovani autori su Fandango. Decisi di voler creare qualcosa che avesse a che fare con il suo mondo. Mischiai adolescenti e mostri… ne vennero fuori degli adolescenti mostruosi. Che genio eh? Sapevo solo che i protagonisti avrebbero dovuto essere due amici, due emarginati e che avrebbero dovuto avere l’aspetto di un teschio e di una zucca (iconografia halloweeniana). Iniziai a buttar giù delle tristissime strip. Contattai Davide che parve propenso alla pubblicazione, ma subito fece capolino la Lilliput. Colsi l’occasione al volo e mi proposi a questa piccola casa editrice nuova di zecca con la quale avrei potuto pubblicare più di qualche paginetta. Accettarono e in un paio di mesetti disegnai un centinaio di strip… A quel punto arrivarono la Fama e la Gloria… (due anziane signore che abitavano al piano di sotto) e da allora divenni famoso, pensate, in tutto il condominio!… ah… quanti ricordi… ho già la lacrimuccia. Scusate, è la congiuntivite.

Fin dalla mia prima lettura di Bonny-ed, sono sempre stato un po’ convinto che… Bonny-ed fossi tu! Sbaglio? Quanto c’è di autobiografico in Bonny-ed?
__ED!: Ti ringrazio, praticamente mi hai appena dato dello “sfigato”, sigh… ah, malvagio! Nessuno mi capisce, ah, miserere… miiiseeero meee…peròòò brindo alla viiiitaaa… OPS! Scusate ogni tanto mi lascio andare.
Comunque, no, in molti credono che io sia il ragazzo dalla faccia di teschio, ma non è così. Se fossi davvero come l’ossuto protagonista, non sarei mai riuscito a realizzare da solo quello che ho fatto negli ultimi mesi. Il teschio è un inguaribile inetto, un pessimista con un’autostima pari a zero, incapace di prendere decisioni.
Per riuscire a vedere “me” in questo fumetto, dovresti prendere entrambi i protagonisti e fonderli. Io sono un po’ entrambi. Idealista, anarchico e individualista come il ragazzo con la faccia di teschio, ma anche e soprattutto spensierato, determinato, allegro e irrimediabilmente idiota al punto giusto, come l’amico con la testa di zucca.
Diciamo che mi sento più zucca (il mio preferito).

Come tutte le opere anche Bonny-ed naturalmente “paga qualche debito”: quali le influenze, i maestri da ringraziare?
__ED!: Ok, io ve lo dico, ma mi promettete che poi non andate a picchiarli?
Dunque, tra quelli che mi vengono in mente ci sono... Leo Ortolani (scappa Leo, scappa o ti prendono!!!), Schulz (scappa Charles, scapp… ah no aspetta… DOH!), la Jane e la Daria dell’omonimo cartone di MTV, i Simpson (se dici Simpson fai sempre bella figura, sì sì), forse Frank Cho in un certo senso, i fumetti della Archie Comics, ecc. ecc.
In realtà c’è molto altro… mi lascio influenzare moltissimo da un sacco di cose e non necessariamente si tratta di fumetti.


Cosa c’è sotto la scelta di raffigurare solo i due protagonisti di Bonny-ed con teste di… “teschio” e di “zucca-di-halloween”, mentre tutti gli altri personaggi hanno teste… normali?
__ED!: Volevo sottolineare in modo metaforico la differenza tra loro e il resto delle altre persone. In realtà sono dei normalissimi ragazzi, probabilmente migliori di tanti altri che loro stessi credono invece superiori. Il loro aspetto raffigura semplicemente il modo in cui si percepiscono e come di conseguenza vengono percepiti dall’esterno. Il primo, come tanti adolescenti, si sente tanto brutto da vedersi con un’orribile “faccia da teschio”. Il secondo invece, convinto di essere figo, è tanto stupido da essere paragonabile a una “zucca vuota”, appunto.

Quali sono i nomi dei personaggi? E perché questo titolo?
__ED!: In effetti i due personaggi… non hanno un nome! Non ho voluto darglielo, un po’ per pigrizia un po’ per spirito di originalità. Ognuno li chiami come preferisce e ci si identifichi come meglio crede. Col tempo comunque quasi tutti hanno preso a chiamarli semplicemente “ragazzo con la faccia da teschio” e “ragazzo con la testa di zucca”… mentre altri per comodità, per convenzione, dicono “Bonny” per chiamare il ragazzo con la faccia di teschio e “la Zucca” per indicare l’amico.
In realtà “Bonny-ed” è solo il nome della serie e viene fuori da un assurdo gioco di parole che ovviamente nel mio immenso sadismo, non vi spiegherò, e che pochi riescono a cogliere. A tal proposito vorrei salutare tutti gli amici lettori dell’Ospedale Psichiatrico Uhggesùmmaria: forza ragazzi! Continuate a seguire le strip e ricordatevi sempre le vostre pillole mi raccomando! Arrrh! (ah ah che birbantelli, bisogna sempre ricordargli le pillole sennò poi non ridono e ci tocca sopprimerli…ahi-ahi-ahi!)

Domanda scema, lo so… Da dove ti vengono le idee per le gag di Bonny-ed?
__ED!: Beh, a volte mi capita di mangiare pesante e a quel punto devo correre in b… Come dici? Ah, non sono elegante? Ops, pardon!
Comunque mi porto sempre dietro un taccuino. “Taccuino” ehehehe mi fa sempre ridere la parola “taccuiiino” eh eh eh… non la trovi buffa? Tacccuiiino… Eh eh eh… ehm, ok la smetto.

Perchè hai optato per le strip? E' un modello su cui ti senti più a tuo agio, o lo rtieni meno impegnativo, nel senso "continuativo" del termine?
__ED!: Perché le strip secondo me sono il modo più efficace per raccontare certe gag. E sono una continua sfida, dei divertenti rompicapi: ti costringono a sottostare a delle regole, ma una volta risolti, ti danno un sacco di soddisfazioni. Mi piace moltissimo la sintesi. Lo si capisce anche dalle risposte brevissime che sto dando in quest’intervista, mi pare ovvio no?
... Non è vero niente… è che non c’avevo voglia di fare gli sfondi. AH AH AH!… non vi fa ridere?… no?! Ehm… “TACCUINO!” ah ah ah ah… ehm… ok.

Hai provato a proporti a qualche editore, o l'autoproduzione è stata una scelta precisa?
__ED!: Scelta precisa per tanti motivi.
Faccio un lavoro (graphic designer) in cui la creatività, invece di essere sfruttata e favorita, viene soppressa da dei clienti troppo vecchi e conservatori. Con questo fumetto ho potuto dare sfogo alla mia creatività senza che nessuno potesse metterci mano durante ogni fase della realizzazione. Volevo potermi esprimere senza essere censurato e avere una completa libertà creativa a partire dalla realizzazione delle strip fino alla cura del materiale di stampa, dalla gestione della distribuzione fino alla promozione. Pura e orgogliosa autarchia!
Inoltre volevo poter fare un esperimento. Creare un fumetto assolutamente indipendente e NO-PROFIT, per poter abbassare il prezzo il più possibile, e renderlo accessibile a tutti, anche a coloro che, non abituati a frequentare le fumetterie, trovano alti certi prezzi quando vedono un fumetto per la prima volta.
Inoltre, il poter gestire a mio piacimento la vendita, mi ha permesso di affiancare al volume dei gadget (come la spilla che c’è in regalo, o le t-shirt o le felpe) che stanno trainando le vendite, attirando anche coloro che di fumetti quasi non ne leggono e che invece poi ne rimangono affascinati (con mia grande gioia).
Credo che nessuna casa editrice permetterebbe di fare tutto ciò ad un autore che tutto sommato è agli esordi. Penso che nessuno rischierebbe tanto.

Cosa ne pensi delle autoproduzioni italiane? Le segui? Riconosci dei talenti ancora nascosti in alcune di esse?
__ED!: Ne seguo pochissime (ma giuro che è colpa del conto in banca, non mia!). Sono comunque molto distratto… tendo a non fare molto caso ai nomi, di conseguenza ne ricordo pochissimi e quando mi fanno domande come questa, solitamente fingo di dover andare improvvisamente in bagno.
Oppure dico “taccuino” così tutti ridono ah ah ah…. Ehm…

Sei soddisfatto di Bonny-ed? E visto che il volume si conclude con un cliffhanger… ne hai in serbo la continuazione?
__ED!: Se sono soddisfatto? Non lo so, non l’ho mai letto. Ehi, che pretendete, io scrivo e disegno soltanto! Eccheddiamine!
Scherzi a parte… sono molto soddisfatto… soprattutto per aver retto allo sforzo organizzativo del tutto (sforzo che in realtà sto facendo tutt’ora).
Sono soddisfatto per come sta andando il sito [www.inked.it/]. Soltanto il primo dicembre 2006 (forse merito dell’intervista a Radio Deejay) ha raggiunto le 2.389 visite effettive, coinvolgendo persone che, come loro stessi mi dicono, solitamente non seguono i fumetti (potete immaginare che gioia ricevere certi complimenti via mail).
Non ho una continuazione in serbo in effetti. Pensavo più che altro di scriverla in italiano (ah ah ah… e ridete dai! Uffa!) ma la stamperò solo se le vendite di questo primo volume mi permetteranno di supportare nuovi costi di stampa (non son mica Zio Paperone, eh!)
Comunque ho intenzione di frammentare la serie in vari filoni… e chissà… forse più avanti potrei anche decidere di scrivere delle sequenze più lunghe abolendo le strisce… o stravolgere il personaggio e trasformarlo in…. Naaa… non vi svelo altro.

All’ultima Lucca Comics Bonny-ed è andato benissimo sotto il profilo delle vendite; hai fatto un sacco di dediche disegnate, parlato con decine di persone… Com’è stata questa tua prima Lucca-da-autore? Cosa ne pensi in generale delle fiere fumettistiche?
__ED!: Cavolo se è andato bene a Lucca! (si può dire “stigrancazzi”?). Ho dato via il doppio dei volumi che avevo previsto, il che non è male considerando che il fumetto compariva per la prima volta in pubblico e non era stato ancora annunciato e visto su cataloghi e riviste (fatta eccezione per gli amici e gli utenti dei forum che frequento). Ma delle grosse soddisfazioni me le hanno date anche tutte quelle persone che, magari non acquistavano il volume, ma si fermavano a leggerlo a scrocco e ridevano di gusto. Bellissimo. Ed è stato divertentissimo poter disegnare dediche e inventarsi per ogni dedica un disegno o addirittura una strip inedita ogni volta.
È stata la mia prima Lucca in assoluto (non solo come autore) e sono stati 5 giorni di paradiso in terra. Ottima organizzazione, una splendida città, centinaia di mani da stringere, sorrisi ovunque e amici da abbracciare. Non sono un gran sostenitore delle fiere, ma ciò che rende diversa Lucca Comics è proprio la sua “centralità” e la sua “importanza”. L’opportunità per così tante persone di riunirsi almeno una volta all’anno sotto uno stesso cielo e con una passione così forte in comune. Ah...sigh... sento che sto per commuovermi... ah no...è sempre la congiuntivite. Come non detto.

Domanda cattivella: ritieni che ci sia qualcuno o qualcosa che ti ha ostacolato nella realizzazione, produzione, promozione di Bonny-ed?
__ED!: Nella realizzazione sì: vorrei proprio sapere chi ha deciso di creare delle giornate di sole 24 ore! È inconcepibile! Voglio parlare con i sindacati!
Per quanto riguarda la produzione pure: maldetti costi di stampa! La prossima volta il libro lo faccio con le fotocopie! Ecco! Uffa!
Per la promozione… sì in effetti qui sto trovando realmente degli ostacoli… a quanto pare, salvo rare e felici eccezioni (vedi fumettidicarta appunto), pare impossibile avere una recensione oggi come oggi. A meno che il tuo fumetto non rechi in copertina un nome già famoso o il marchietto di una major.
Mah… aspettiamo.

Ambizioni/desideri fumettistici per il futuro?
__ED!: Sì, grazie.

LA RETE:

Internet ha cambiato il fumetto?
__ED!: Sì, ma non nel modo di farli, bensì nel modo di parlarne (e quindi di discuterli, di conoscerli, di promuoverli).

Senza internet, quindi senza la possibilità di autopromozione a costi contenutissimi (siti, blog, forum…) quanto e in cosa sarebbe stato diverso il tuo approccio col fumetto e l’autoproduzione?
__ED!: Nel mio caso credo che Bonny-ed non avrebbe mai visto la luce. Perché oggigiorno internet rimane l’unico canale col quale ci si può tenere aggiornati sulle uscite a fumetti… e non certo entrando in fumetteria, dove a decidere cosa il pubblico dovrà vedere in vetrina, sono i librai e basta. Ecco perché le piccole pubblicazioni sono pressochè invisibili.

In una recensione, l’autore della stessa può dire quel che vuole? Sì, no, perché?
__ED!: Taccuino! Ah ah ah ah….

Cosa pensi – se ne conosci e ne frequenti - dei siti di “critica fumettistica”?
__ED!: Sì, esatto. Anche secondo me. Sono assolutamente d’accordo, sì sì.

Che rapporto hai attualmente con la rete, sia come autore che come lettore? I fumetti son sempre fumetti sia che si leggano su carta o su monitor?...
__ED!: Non lo so… è sempre un problema portarsi il monitor al cesso.
Comunque, finchè si tratta di strip veloci può anche essere gradevole e comodo leggerle su un sito… ma il piacere di leggere un fumetto più lungo su carta e di poterne apprezzare meglio la qualità del disegno senza pixel è impagabile.

SALUTI:

Vuoi cogliere l’occasione per ringraziare (o esigere dei tributi!) pubblicamente qualcuno?
__ED!: Ringrazio ovviamente tutto il gruppo dell’Elite (toscanacci in primis) che ho conosciuto a Lucca, i ragazzi di ComicUs che mi sopportano, tutto il gruppo di NuvoleElettriche e in particolare un abbraccio a quella splendida persona che è Daniele Tomasi e al mitico e adorabile Bottero che è stato preziosissimo e prodigo di ottimi consigli (e poi, comunque, come non volergli bene?)

C’è qualcosa di particolare che vuoi dire alle moltitudini di visitatori di fumettidicarta?
__ED!: Sì… Taccuino! Ahahahah…

Orlando Furioso - Dicembre 2006