sabato 4 luglio 2009

Brevireci - 2006


I Grandi Classici Disney nn. 229 - 231 (12/'05 - 1 e 2/'06) - Mensile, 332 pag. b/n e colore; Disney Italia; 3,60 €

I Soliti Vecchi Amici che non tradiscono mai (solo se sono un po' "attempati", però): Paperino, Zio Paperone; Gambadilegno, Pippo, Topolino... Quando si desidera un po' di pausa dallo stress ragnomutante o dall'impegno dei fumetti cool, ecco arrivare in soccorso le care, sempre amate, vecchie storie Disney! Gli ultimi tre numeri de I Grandi Classici contengono una serie di storie davvero belle che riportano la fantasia a momenti storici in cui era protagonista una creatività benedetta (e con meno censure di quelle attualmente praticate dalla politicamente correttissima Disney), foriera di racconti che fanno ancora bene al cuore e al riso. I nomi li conosciamo bene, non a caso: Romano Scarpa, Giorgio Cavazzano. Al Hubbard, Paul Murry, Jerry Siegel (questo dove l'ho già sentito?...), Floyd Gottfredson, G.B. Carpi, Pierlorenzo De Vita, Luciano Gatto, Luciano Bottaro e - ebbene sì - Carl Barks.
Gli ultimi tre numeri de I Grandi Classici mi hanno riconciliato con la vecchia Disney e coi miei vecchi amici. Ammetto: era da un po' che non spendevo soldi in materiale Disney, ma se il trende generale - per quanto riguarda le ristampe - è questo, i miei 3,60 euro mensili d'ora in poi li spenderò più che volentieri. Storia preferita: "Topolino e il ranch delle zitelle", una deliziosa "saga" in 51 pagine a opera di De Maris ai testi e Paul Murry ai disegni, pubblicata per la prima volta in Italia nel 1960. Tutto il parco-storie è comunque ottimo e spero proprio di non essere incappato in (comunque felici) eccezioni.

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Detective Dante n. 9 - Soggetto: Bartoli/Recchioni; sceneggiatura: Roberto Recchioni; disegni: Simone Guglielmini; copertina: Luis Garcia Duran - Eura Editoriale, febb. 06 - 2,70 €

Henry Dante entra nel purgatorio. Il nostro (ex?) detective entra in una nuova fase della sua vita che si prospetta ricchissima di sconvolgimenti. Nuova vita, nuove relazioni, comprimari rinnovati... vecchi fantasmi. "Uccidere la Bestia" è una storia che si beve d'un fiato: ritmo serrato, niente lungaggini, secca, durissima. Tiene letteralmente incollati alla pagina e fila come la lama di un rasoio sulla carne. Non troppe parole, non troppo poche. Ottimi dialoghi (ormai Recchioni ci ha ben abituati), una bella sceneggiatura, efficaci (ancorché perfettibili e in alcune tavole "frettolosi") i disegni di Guglielmini, comunque un buon storytelling. Un numero che da' soddisfazione anche per le caratterizzazioni dei personaggi e delle situazioni.
Non mancano (anzi!) soprese e colpi di scena (grazie al cielo) non "telefonati". Non c'è nulla di male nella concezione pulp di questo tipo di fumetti popolari: si leggono, si passa mezz'ora in relax, si è contenti se sono ben fatti. [p.s. Non trovo così orrendo il nuovo logo ne' l'impostazione grafica... è grave?]

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Demian # 1Il Ricordo e la Vendetta” - testi: Pasquale Ruju - disegni: Luigi Piccatto & Giorgio Sommacal - b/n, 132 pag – € 3,00 - Sergio Bonelli Editore

"Crisi" (?) o non crisi, chiusure e restyling a parte, la Bonelli continua a sfornare miniserie con nuovi personaggi che cercano di catturare l'attenzione degli aficionados e non solo, soprattutto "non solo". Operazioni che talvolta vanno in porto, talvolta no. Pare che il concetto di "miniserie" stia prendendo sempre più piede all'interno della Casa Editrice seriale per eccellenza e questo secondo chi scrive è un trend positivo che vale la pena di (cercare di) percorrere.
Demian è l'ultimo nato nella Casa di Via Buonarroti. La sua miniserie durerà diciotto numeri, secondo una formula in fase di collaudo alla Bonelli. Le tematiche proposte saranno quelle del noir avventuroso. Demian è un personaggio affascinante e dal passato misterioso e le sue gesta, in questo primo numero, si svolgono in quella Marsiglia che tanti topoi ha dato all'immaginazione popolare: la Mala Marsigliese, il Porto, la multietnicità, i delitti irrisolti...
In questo primo, ricco numero, ci sono molte cose che fanno ben sperare e alcuni difetti che, si spera, potranno essere aggiustati e corretti nel prosieguo della serie. Bella l'idea di partenza e l'ambientazione; piacevole la storia e ben strutturati i dialoghi di Ruju, simpatici i personaggi (anche i cattivi) e con delle caratterizzazioni che offrono spunti per infinite, future diramazioni avventurose. Meno belle certe stereotipizzazioni sia di personaggi che di situazioni: il cane feroce che diventa un agnellino festante perché il protagonista è d'animo buono, per esempio, fa sorridere, e non in senso positivo; idem per il supermacho barcarolo vedovo e fedelissimo alle promesse della moglie defunta, padre amorevole e scazzottatore provetto è, davvero, poco credibile. Ma sono difetti, questi, che in questo primo numero non inficiano la piacevolezza complessiva della lettura. Speriamo di trovare in futuro caratterizzazioni un po' meno monolitiche e stereotipate e colpi di scena un po' meno "telefonati".
Sui disegni di Piccatto e Sommacal nessuna riserva: tratto nervoso, moderno, ottime caratterizzazioni grafiche, personaggi dalle linee forti e decise (quelli un po' avanti con gli anni disegnati con tratti nient'affatto banali), piacevolissimo equilibrio di bianchi-e-neri, belle le parti di flashback.

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L'Esplosivo Dinamite Bla - testi: Dick Kinney; Walt Disney Program - disegni: Al Hubbard, Tony Strobl, Pete Alvarado (1 storia), Carlos Hedgar Herrero (1 storia) - introduzione di Luca Boschi
col., 258 pag., € 8,90 - The Walt Disney Company Italia

Ben diciannove storie dedicate a questo storico hillbilly del fumetto: l'immenso, immarcescibile Dinamite Bla! Pur godendo della simpatia di tantissimi disney-fans - e in genere anche di chi legge sporadicamente materiale Disney, Dinamite Bla non è una presenza fissa nelle storie dei nostri Paperi & Topi preferiti. Occasione ghiotta dunque (sorvolando, ehm, sul prezzo... ma almeno il volume è bello spesso, via!) per fare finalmente una scorpacciata di storie assurde, nonsense, esilaranti, addirittura psychedeliche!
Si tratta di storie che vanno dal 1964 al 1973: nessun pericolo di dubbiose "ultimatizzazioni" o di censure troppo pesanti: lui è proprio il Dinamite Bla che conosciamo e amiamo, il suo fucile - vivaddio! - spara veri pallettoni e il suo cagnaccio Annibale morde e ringhia (quando non dorme, quindi quasi mai, in realtà...). E soprattutto in quasi tutte le storie troviamo quell'assurdo beatnik di Paperoga: e via, chi non lo ama, Paperoga?!?
Una "coppia" strepitosa, quella formata da Paperoga e Dinamite Bla, che pare fatta apposta per inserire nelle storie inside joke, doppi, tripli, quadrupli, divertentissimi livelli di lettura (chissà quanto coscientemente voluti dagli autori?...). Oltre a tutto ciò, che già è parecchio, i personaggi che troviamo in queste diciannove storie sono sì i soliti noti (oltre a Paperoga: Paperino, Paperone, i Nipotini in un paio di storie, Rockerduck in una storia), ma non sono affatto come siamo abituati a leggerli nelle storie "moderne" o comunque in quelle più "tradizionali". Non voglio dire che paiano "strafatti" (Paperoga a parte, s'intende), per carità, ma taaanto strani quello sì, eccome! Esilarante ed emblematico in proposito l'episodio "Paperino e Paperoga tra i due Bla" (Dick Kinney - Al Hubbard) nel quale vengono particolarmente stravolti gli abituali comportamenti dei due paperi cugini.
Da non dimenticare, anzi da ricordare con particolare menzione, l'ottima (a dir poco) introduzione dell'ancor più ottimo Luca Boschi che ci racconta vita, morte e miracoli del nostro hillbilly preferito. Introduzione nella quale Luca Boschi, col suo abituale stile piacevolissimo, scorrevole e documentatissimo, ci permette di conoscere per bene quell'irascibile e irresistibile fricchettone di Dinamite Bla. Blam!

Orlando Furioso – marzo/maggio 2006