domenica 26 luglio 2009

Brevi recensioni - ott/nov 2006


Garduno, in tempo di pace Itinerario di resistenza alla globalizzazione - Testi e disegni Philippe Squarzoni - 160 pg b/n - BeccoGiallo Editore - 15 euro

"Garduno- in tempo di pace" è un vero e proprio saggio a fumetti. Anzi, complice il tratto nervoso e quasi abbozzato di Squarzoni, sembra addirittura di leggere lo story-board di un documentario sulla globalizzazione. Su questo tema Squarzoni si dimostra estremamente preparato lasciandosi andare ad un appassionato , e appassionante, atto d’accusa contro un modello di sviluppo economico e culturale che ritiene, a dir poco, terrificante.
Nonostante le poche pagine di reportage, paradossalmente anche le meno interessanti dell’opera, Squarzoni riesce ad evitare di trasformare Garduno in un noioso pamphlet no-global trovando il giusto equilibrio fra istantanee di vita quotidiana e analisi sul funzionamento reale della macchina liberista. Il montaggio e il ritmo ricordano documentari più recenti come The Corporation e SuperSize Me, con una didascalia come voce fuori campo e una narrazione per immagini che scorre parallela per suggestioni visive.
Garduno è sicuramente una lettura molto interessante, ma va considerato come un saggio che propone, in maniera conscia, una precisa ed univoca chiave di lettura degli eventi guidando il lettore nell’individuare le innumerevoli e terrificanti colpe del sistema di sviluppo neo-capitalista.
Non è un reportage ma, restando in tema giornalistico, un energico e schierato editoriale. Il che non è un difetto di per sé, ma potrebbe deludere chi lo affronti immaginandosi Squarzoni come un epigono di Joe Sacco.
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Storie di Altrove n 9 - Il principe che tornò dalle tenebre - testo Carlo Recano - disegni Sergio Giardo - 164 pg b/n - Sergio Bonelli Editore - 4,5 euro

Dopo D’Annunzio, Sherlock Holmes e Garibaldi quest’anno tocca a Van Helsing incrociare la strada di Altrove, l’agenzia governativa americana fondata per studiare i fenomeni “mysteriosi”. La storia di questo numero, opera del co-creatore della serie Carlo Recagno, dimostra la tradizionale abilità nel mischiare storia e fantasia, personaggi storici e protagonisti di romanzi del secolo scorso, riuscendo però, al contrario di altri episodi della seriei, a dare vita un intreccio ben congegnato e dal logicissimo, ma per nulla scontato, colpo di scena finale.
Purtroppo la vicenda stessa, come anche la base di Altrove vista l’ambientazione inglese, rimane sullo sfondo relegata in secondo piano dalla ricostruzione della vita di Dracula e Van Helsing che finisce per monopolizzare buona parte dell’albo. Ottime le matite di Sergio Giardo, anche se un po’ penalizzate da un uso dei retini privo di pecche ma che mal si coniuga al suo stile.

gedo - Ottobre 2006

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Topolino sulla scena del crimine - testo: Tito Faraci - disegni: Giorgio Cavazzano - pubblicata su Topolino n. 2656 del 24/10/2006 - 2,10 euro - Disney Italia

L’esasperato realismo di
CSI e le assiomatiche certezze di Topolino sembrano inconciliabili, ma Faraci sceglie proprio Bolson, versione disneyana del celebre Grissom, per dare vita a un’esilarante e rivoluzionaria storia. Faraci prosegue infatti sulla strada di Anderville e lo fa cercando di analizzare con uno sguardo realistico ciò che realistico non è affatto, ovvero un'indagine a Topolinia dove, come ricorda uno sconsolato addetto alla scientifica, non è semplice rilevare impronte digitali visto che tutti portano dei guanti. Proprio nelle indaginiemerge un ulteriore aspetto innovativo di questa storia: l’evoluzione di un personaggio come Bolsom nell’accusare e, nel proseguo del storia, poi scagionare Topolino ammettendo il proprio errore. Il mondo della fantasia è forte nelle sue certezze e, man man che passano le pagine, Bolsom si lascia contagiare da queste abbandonando consapevolmente il suo sguardo realista per una prospettiva disneyana in cui Topolino è prezioso aiuto della polizia e Gambadilegno il colpevole certo di ogni reato.
Se è nella sua carica rivoluzionaria che la storia merita di essere analizzata è invece per la sua strepitosa comicità che “Topolino sulla scena del crimine” è la miglior storia pubblicata su Topolino quest’anno.
Faraci usa lo straniamento prodotto dall’incontro scontro tra realismo e fantastico come spunto per esilaranti gag con protagonisti Manetta e Rock Sassi, ma non si limita a questo infarcendo di battute e situazioni comiche ogni pagina della storia.
Sui disegni non credo che ci sia bisogno di molte parole: Cavazzano, il solito perfetto Cavazzano.
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Round Round – Bruno Visintin un campione normale - testo: Andrea Campanella - disegni: Hannes Pasqualini - 8 euro – 30 pg- bicromia - Cut-Up Comics

Intervistato in un bar di Parigi Bruno Visintin ripercorre la sua carriera di pugile, una carriera in cui ha raccolto meno di quanto il suo talento gli avrebbe permesso ma che lo ha reso l’idolo di tanta gente che si ritrovava in lui e nella sua storia. Il pugilato però è uno sport diverso dagli altri, si nutre di sofferenza e dolore e a volte a più a che fare con l’epica che con la cronaca e purtroppo proprio in questo fallisce Round Round. Campanella e Pasqualini confezionano una storia a basso impatto emotivo, in cui la vita di Bruno Visintin viene riassunta e non rievocata, in cui istantanee come l’esperienza olimpica e la delusione per l’iingiusta sconfitta con Duilio Loi scivolano via senza lasciare traccia nel lettore.
Forse il carattere di Visintin, una sorta di anti-personaggio per la sua riservatezza e gentilezza, ha condizionato il tono della storia, ma qualcosa in più andava fatto perché si capisse cosa lo ha reso l’idolo e l’orgoglio di tanti italiani anche lontani da casa.
Gli ottimi disegni di Pasqualini, autore anche della splendida copertina, si rilevano efficaci anche nel ricostruire scambi di colpi sul ring garantendo una buona resa ai flashback del pugile ma non bastano a migliorare un albo curato e ben fatto ma anche poco originale ed incolore.

gedo - Novembre 2006