domenica 5 luglio 2009

American Splendor

AMERICAN SPLENDOR Splendore Invisibile Ovvero: chi è Harvey Pekar e perché non ho mai sentito parlare di lui?

Probabilmente, il nome di Harvey Pekar non dice più di tanto al lettore italiano medio di comics americani.
Di certo, fino a poco tempo fa non diceva niente al sottoscritto, nonostante io legga fumetti statunitensi da più di vent’anni.
Pekar invece i fumetti (statunitensi) li scrive da più di 30 (anni); detti fumetti sono ormai oggetto di culto, lodatissimi dalla critica e recentemente vi è stato anche tratto un ottimo film, nonostante in Italia non vi sia traccia né degli uni nell’altro.
Ma andiamo con ordine.
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Pekar nasce l’8 ottobre 1939 a Cleveland, Ohio, città in cui ha trascorso la sua vita, dove tutt’ora risiede e dove ha lavorato fin dagli anni 60 come archivista in un ospedale.
Tramite la comune passione per la musica Jazz negli anni 60 Harvey stringe amicizia con un artista di qualche anno più giovane di lui, trasferitosi a Cleveland dalla nativa Philadelphia, destinato a diventare di lì a qualche anno il nome probabilmente più famoso del fumetto underground statunitense: Robert Crumb.
L’amicizia con Crumb è determinante per la creazione di American Splendor, il fumetto scritto da Pekar , il cui argomento è… Harvey Pekar stesso.
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Il fumetto infatti è strettamente autobiografico: l’autore, attraverso storie di lunghezza variabile disegnate da vari artisti, tra cui ovviamente lo stesso Crumb, narra episodi legati al suo quotidiano e all’ambiente in cui vive, rendendoci partecipi del suo punto di vista su vari argomenti legati alla vita di tutti i giorni.
Al giorno d’oggi i fumetti aventi ad oggetto storie di gente reale o autobiografici non sono più una novità (anzi...) ma sicuramente Mr.Pekar è stato un precursore del genere (tanto per fare un esempio, anche lo splendido "Contract with God” di Will Eisner è del 1978, quindi di un paio di anni seguente).
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I suoi bozzetti di vita quotidiana riescono ad essere sia divertenti che toccanti, a seconda dell’argomento trattato e, soprattutto, sono esposti con uno stile da “uomo della strada” che riesce a non cadere mai nel tranello principale di chi scrive esclusivamente di sé, ossia suonare artefatto o, peggio ancora,pretenzioso.
Senza peli sulla lingua il buon Pekar affronta nei suoi fumetti argomenti di ogni genere, dai problemi sul lavoro, alla vita coniugale, al resoconto della personale battaglia contro il cancro, combattuta – e fortunatamente vinta – in anni recenti.

.Ovviamente, non stiamo parlando di fumetti di azione o di avventura, il punto forte di “American Splendor” sono i dialoghi (e le didascalie), generalmente molto bene armonizzati con i disegni, e solo in pochissimi casi si ha l’impressione di trovarsi davanti a curiosi ibridi tra racconto illustrato e fumetto.
Nel corso del tempo le opere di Pekar, autoprodotte fino all’inizio degli anni 90 e poi pubblicate dalla casa editrice Dark Horse gli fanno guadagnare sempre maggior rispetto e lodi critiche, anche se la cosa non si traduce in un grande successo commerciale, al punto che, come accennato sopra, Harvey non potrà lasciare il suo lavoro da impiegato per dedicarsi completamente alla scrittura fino all’età della pensione.
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Arriviamo così all’inizio del nuovo millennio: nel 2001 “American Splendor” festeggia 25 anni di uscite e,forse aiutato dalla nascente moda cinematografica di rivolgersi ai fumetti alla ricerca di idee, viene messo in cantiere un film a basso costo (“appena” due milioni di dollari) basato sul fumetto.
Il film, intitolato ovviamente "American Splendor" esce negli stati Uniti nell’estate del 2003 con il bravissimo attore Paul Giamatti nella parte di Pekared è un trionfo, quantomenodi critica.
Infatti, presentata alprestigioso “Sundance Festival”, la pellicola vince il gran premio della giuria, riceve una nomination all’Oscar come migliore sceneggiatura non originale e nei mesi seguenti fa incetta di premi.
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Il valore di un film, o di un’opera d’arte in generale, non si valuta in base al numero di premi ricevuti, ma tanto per darvi un’idea e magari incuriosirvi alla visione, ecco la sostanziosa lista dei premi vinta dalla pellicola, tratta dal Sito ufficiale:
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- Writers Guild of America
- Best Adapted Screenplay
- Chicago Film Critics Association
- Most Promising Filmmaker Award: Shari Springer Berman & Robert Pulcini
- Los Angeles Film Critics Association
- Best Picture
- Best Screenplay: Shari Springer Berman & Robert Pulcini
- National Society of Film Critics
- Best Picture
- Best Screenplay: Shari Springer Berman & Robert Pulcini
- National Board of Review
- Special Achievement in Filmmaking
- Breakthrough Performance Actor: Paul Giamatti
- New York Film Critics Circle
- Best First Feature: Shari Springer Berman & Robert Pulcini
- Best Actress: Hope Davis
- Boston Society of Film Critics
- Best Screenplay: Shari Springer Berman & Robert Pulcini
- Toronto Film Critics . - Best First Feature
- Seattle Film Critics
- Best Picture
- Best Actor (Runner-up): Paul Giamatti
- Best Actress: Hope Davis
- Best Adapted Screenplay: Shari Springer Berman & Robert Pulcini
- San Diego Film Critics
- Best Adapted Screenplay: Shari Springer Berman & Robert Pulcini
- Boston Phoenix-Gerald Peary's Year End Round-up
- Director: Shari Springer Berman & Robert Pulcini
- Best Actor (Runner-up): Paul Giamatti
- Village Voice Film Critics Poll
- Best Performance: Paul Giamatti
- Best Supporting Performance: Hope Davis
- Best Screenplay: Shari Springer Berman & Robert Pulcini
- Online Film Critics Society
- Breakthrough Filmmakers: Shari Springer Berman & Robert Pulcini
- IFP Gotham Awards
- Open Palm Directorial Debut Award
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La pellicola riesce molto bene nell’intento di portare sullo schermo le storie di vita quotidiana del nostro eroe, e risulta vincente l’idea di sviluppare la storia su diversi piani narrativi, in un curioso mix di documentario e finzione cinematografica.
Nel film infatti ci troviamo davanti a bentre diversi Harvey Pekar: quello della finzione cinematografica, magistralmente interpretato da Paul Giamatti, ottimo attore solitamente utilizzato in ruoli da comprimario, il vero Harvey Pekar, di cui vediamo spezzoni di interviste e commenti diretti, e l’Harvey fumettistico, ispirato all’interpretazione grafica di Crumb e animato in 2D.
L’interazione tra queste diverse versioni della stessa persona è molto ben gestita: esemplare in questo senso la scena in cui Pekar-Giamatti viene invitato come ospite al noto spettacolo televisivo “Late night with David Letterman”. Lo vediamo nei camerini con la moglie prima di essere chiamato, e al momento di andare in ondaci viene mostrata la vera registrazione dell’epoca ; assistiamo così, assieme alla moglie della finzione cinematografica (l’attrice Hope Davis), alla performance offerta dal vero Harvey Pekar, che si ri-trasforma nell’attore Paul Giamatti al momento di rientrare nel camerino!


.Se quindi la mancata pubblicazione in Italia dei fumetti di Pekar dispiace ma non stupisce più di tanto, dato la particolarità del prodotto decisamente di nicchia, soprattutto in un mercato non floridissimo come quello del fumetto italico, rimane però un mistero come un film così ben riuscito, vincitore di numerosi premi e interpretato da un attore in forte ascesa – Giamatti negli ultimi anni è stato candidato per ben due volte all’Oscar, per le sue interpretazioni in “Sideway – in viaggio con Jack” e “Cinderella man” al fianco di Russel Crowe – sia praticamente inedito sul mercato italiano.
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Potrei sbagliarmi, ma non mi risulta che a tutt’oggi "American Splendor" sia mai stato distribuito nelle nostre sale e addirittura non penso sia mai uscito ancora neppure in dvd.
Infatti, tramite una ricerca in rete ho scoperto che da noi la pellicola è stata presentata al Torino Film Festival nel 2003, ricevendo peraltro ottime recensioni, e poi…più nulla.
Personalmente l'ho recuperato nell’edizione dvd uscita per il mercato anglosassone.
Il dvd in questione è veramente ben fatto e ricco di extra, ha però un difetto a mio avviso piuttosto grave: la mancanza assoluta di sottotitoli (non so voi, ma personalmente i sottotitoli mi aiutano moltissimo a seguire i film in lingua originale).
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Per chi invece fosse interessato al fumetto, in commercio si trovano diverse antologie e graphic novels dedicate ad American Splendor.
Particolarmente consigliata American Splendor: The Life and Times of Harvey Pekar: uscita in occasione del film (la copertina ne riprende il manifesto ) è una sostanziosa raccolta – 320 pagine per 16.95 $ - contenente due antologie uscite diversi anni fa e vi si trova il meglio dei primi fumetti di Pekar, diversi dei quali disegnati da Crumb.
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Un’altra ottima antologia è "Best of American Splendor" avente caratteristiche simili alla precedente – 17 $ per 336 pagine – è incentrata sulla produzionepiù recente, la maggior parte delle storie sono degli anni 90 e, cosa importante, non c’è sovrapposizione di storie con l’altro volume.
Unico appunto: diverse pubblicità del volume trovate on-line fanno leva sulla presenza di Crumb, ma il suo apporto è limitato alla sola copertina.
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Venendo ai giorni nostri, a seguito dell’ovvio interesse creatosi con l’uscita del film il periodo sembra particolarmente favorevole per lo scrittore di Cleveland: lo scorso anno è uscita per la Vertigo (la prestigiosa linea per adulti della DC Comics) una graphic novel cartonata, ovviamente autobiografica, intitolata “The Quitter” illustrata da Dean Haspiel .
Il volume in questione ha avuto un lusinghiero successo, sarà ristampato in versione economica brossurata quest’autunno, e sopratutto ha aperto la strada per una nuova serie di “American Splendor”. Infatti, quando leggerete il presente articolo dovrebbe già essere in vendita nei negozi di fumetti americani (esce il 6 di settembre) il primo numero (di quattro) della nuova miniserie di “American Splendor” edita dalla Vertigo.
Le storie saranno ovviamente scritte da Pekar ed illustrate non solo da suoi collaboratori abituali come lo stesso Haspiel, ma da disegnatori del calibro, tra gli altri,di Richard Corben, Eddie Campbell e Leonardo Manco e con le copertine affidate ad autori quali Glenn Fabry e l’italianissimo Giuseppe Camuncoli .
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In conclusione, auguro a questa nuova serie tutto il successo possibile, nella speranza che in tal modo si apra la strada ad una futura pubblicazione italica delle storie di Mr.Pekar.
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Piobove - settembre 2006