sabato 4 luglio 2009

Altrimondi inesplorati - DC Comics - giu 2006


Carrellata su miniserie e speciali vari della DC Comics inediti nel Belpaese

Cominciamo con Batman: Man-Bat, miniserie uscita ormai una decina d’anni fa.
Si tratta di una mini di tre numeri in formato prestige, ossia albi concarta patinata, di 48 pagine, successivamente raccolta anche in volume. I testi sono di Jamie Delano e i disegni di John Bolton.
Una mini decisamente interessante, che recupera un personaggio “minore” dell’universo batmaniano, uno scienziato trasformatosi, a seguito di esperimenti su stesso, in una creatura in parte uomo ed in parte pipistrello.
Da queste premesse Delano imbastisce un racconto di stampo horror-ecologistadai toni adulti e con qualche spruzzata di humor nero.
Insomma, gli ingredienti che hanno reso grande il suo Hellblazer ci sono tutti e la storia è molto interessante, anche se a mio parere un po’ debole nel finale (che ovviamente non racconto), splendidamente supportata dai disegni dipinti di un John Bolton davvero molto in forma.
L’unica cosa che non mi è chiarissima è come mai la serie rechi la dicitura Elseworld in copertina.
Per chi non lo sapesse, gli Elseworld sono i corrispettivi dei marvelliani What if, ossia racconti immaginari che pongono personaggi noti in contesti a loro estranei, o ne cambiano alcune premesse di base (es.se Batman fosse vissuto nell’800 invece che ai giorni nostri, o se Superman non fosse atterrato in America ma altrove ecc.)
Non sono espertissimo della continuity Batmaniana, ma la storia in questione sembra ambientata ai giorni nostri e non presenta avvenimenti particolarmente sconvolgenti per il personaggio, da non dover essere considerata una storia “non ufficiale”.
Piuttosto, la serie potrebbe essere uscita per la Vertigo (la linea “matura” della DC Comics) dati i toni adulti della storia e i nomi degli autori coinvolti (Delano ha scritto molte storie per questa sotto-etichetta e editor della serie è Karen Berger, che della Vertigo è stata sicuramente l’artefice principale).
Stranamente all’epoca della sua uscita la storia non venne presentata in Italia, nonostante in quel periodo la presenza del cavaliere oscuro nelle edicole e librerie nostrane fosse molto più massiccia di adesso.
Personalmente ritengo che meriti un recupero.

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Sempre in ambito di Elseworld batmaniano penso invece che si possa lasciare sullo scaffale senza troppi rimpianti Batman: Masque, rivisitazione del mito del pipistrellone in chiave fantasma dell’opera ad opera di Mike Grell , uscito come numero singolo nel 1997.
Lo spunto di partenza è ottimo: l’uomo pipistrello ben si adatta alle atmosfere gotiche che una storia di questo genere può offrire e la scelta di Due Facce, storico nemico del protagonista,per “interpretare” lo sfregiato fantasma dell’opera è quasi obbligata!
Purtroppol’autore non riesce a sviluppare questo spunto iniziale in maniera interessante e la storia si risolve in un mediocre cattivo-che-minaccia-la-bella-eroe-che-la-salva senza che l’intreccio si sviluppi in maniera un po’ articolata, ma con una piattezza di fondo davvero sconsolante.
Se a questo aggiungiamo dei disegni piuttosto frettolosi e non particolarmente curati si può capire come questo albo sia stato decisamente un occasione sprecata. Peccato.

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Rimanendo in ambito Elseworld passiamo a un’altra icona del mondo DC: Superman.
Nonostante sia meno oggetto di speciali e numeri fuori serie rispetto al collega Batman, nel corso degli anni anche l’uomo d’acciaio è stato spesso posto in contesti a lui estranei.
In particolare gli autori hanno posto spesso l’eroe in tempi diversi dalla contemporaneità, per esplorare ciò che sarebbe successo se invece che ai giorni nostri superman fosse arrivato sulla terra in altre epoche.
Meno sfruttato il differente contesto geografico, ovvero cosa sarebbe successo se l’astronave contenente il super-baby non fosse atterrata nel Kansas.
A questo secondo filone (il cui prodotto più famoso è probabilmente la mini Red Son di qualche anno fa, in cui ci viene presentato un Superman Russo) appartiene un recente volume di 96 pagine uscito sia in versone cartonata che brossurata : Superman: True Brit
Come è facile intuire dal titolo, il presupposto della Graphic Novel in questione è che la navicella che ha portato Superman sul nostro pianeta, invece di atterrare negli Stati Uniti, atterra nella campagna inglese, e il super-bebè viene trovato da una tipica coppia di inglesi: i coniugi Clark.
Il giovane Colin Clark viene così cresciuto come un vero inglese vecchio stampo, il problema è che quando si ha un potere enorme come quello del nostro eroe potrebbe non essere facile riuscire a rispettare la principale regola dell’educazione inglese, ossia “Cosa penseranno i vicini?”
Il volume ha intenti dichiaratamente umoristici, e guardando il nome degli autori coinvolti se ne ha un’ulteriore conforma: infatti ai testi ha collaborato anche il mitico John Cleese, attore e autore inglese tra i fondatori del mitico gruppo dei Monty Python.
Francamente non mi aspettavo niente di particolare da questo libro, e invece si è rivelato una piacevole sorpresa, la storia non è solo un pretesto per rivedere il mito di Superman attraverso il filtro dell’humor inglese, ma cerca anche di imbastire una trama e i riferimenti alla cultura e alle bizzarrie tipiche del regno unito sono spesso azzeccate e divertenti.
Ovviamente non è un fumetto per tutti, molti riferimenti potrebbero perdersi per chi non ha dimestichezza con le tradizioni & contraddizioni del Regno Unito enon tutti potrebbero apprezzare l’umorismo piuttosto particolare del volume.
Ma se anche voi conoscete a memoria tutte le battute de Il senso della vita e possedete tutti i dischi dei Rutles difficilmente resterete delusi!
Altra nota positiva sono i disegni del veterano John Byrne. Il famoso autore, qui in veste di solo disegnatore, offre una prova decisamente sopra le media dei suoi ultimi lavori, oltretutto dando ai disegni una sfumatura grottesca e caricaturale per lui insolita ma comunque molto adatta al contesto della storia.

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Concludiamo questa breve carrellata passando dagli altri mondi al mondo reale.
Infatti con questa dicitura (Realworlds) la DC comics fece uscire nel 2000 quattro albi di 48 pagine in formato prestige dedicati a Batman, Wonder Woman, Superman e la Justice League.
Il concetto alla base dei Realworlds era quello di ambientare le storie nel nostro mondo e non nel mondo fiittizio in cui si muovono i supereroi, esplorando comunque situazioni in cui i Batman, Superman & co. avessero influenza e rilevanza.
Un idea originale che produsse quattro storie dai toni adulti e dai risultanti interessanti, seppur non tutte sullo stesso piano dal punto qualitativo.
In Italia due di questi albi (quello dedicato a Batman e quello dedicato a Wonder Woman) vennero raccolti in un unico volume della casa editrice Play Press, ma l’iniziativa evidentemente non ebbe molto successo, in quanto gli episodi dedicati a Superman e alla Justice League rimasero inediti.
A me il volume Play Press era piaciuto parecchio: vi avevo trovato un modo diverso di guardare eroi a me familiari e storie che riuscivano ad uscire dai soliti schemi supereroistici in maniera intelligente. Ho quindi recuperato anche gli altri due numeri di questo curioso esperimento.
L’albo dedicato a Superman è scritto da Steve Vance e disegnato dal veterano Josè Garcia-Lopez.
La storia è ambientata negli anni 50 e parla di un ragazzo di strada, Pete, che a causa di uno scherzo crudele si ritrova con un enorme simbolo di Superman tatuato sul petto, e delle conseguenze che la cosa avrà sul suo futuro…
Una storia discreta sia come testo che come disegni, forse un po’ appesantita da un eccesso di retorica, ma tutto sommato gradevole.

Ottimo invece l’albo dedicato alla Justice League, in cui un ispirato J.M. DeMatteis coadiuvato dagli splendidi ed espressivi disegni di Glenn Barr, ci racconta della riunione a distanza di anni di un gruppo di amici d’infanzia, il cui gioco preferito era appunto immedesimarsi negli eroi della mitica Lega della Giustizia.
La particolarità è che chi ha organizzato l’incontro costringerà il gruppo ad andarsene in giro per un giorno vestiti come gli eroi che interpretavano da bambini, con risultati tutti da scoprire…
Gli autori riescono a costruire una storia dai risvolti favolistici ma non melensi, divertendo e offrendo diversi spunti di riflessione sul tema del tempo che passa e dell’amicizia.
Un albo decisamente consigliato, in particolare se anche voi siete stati tra coloroche hanno apprezzato il volume uscito a suo tempo per la Play Press o se avete voglia di leggere storie che guardino ai nostri amati supereroi in un ottica diversa.

Concludo ricordando che tutti i fumetti di cui ho parlato sono disponibili sui maggiori siti di e-commerce dedicati ai fumetti in lingua originale ed augurandovi buona lettura!

Piobove - Giugno 2006